Mola di Bari: azienda agricola Pinto sceglie la riconversione al bio

Domenico Pinto, noto produttore di uve da tavola precoci di Mola di Bari (BA), ha deciso di convertire la sua azienda di 25 ettari al metodo biologico, con la certificazione ICEA.

Questa scelta è avvenuta sulla base dei risultati ottenuti negli ultimi anni con l’applicazione del metodo di produzione integrata, la cui positività ha permesso di pensare al nuovo traguardo aziendale della produzione biologica. Il tempo di conversione sarà, come prescritto, di 3 anni.

Di fatto questo nuovo obiettivo scaturisce da valutazioni tecniche che, principalmente, sono le seguenti:
- il ciclo più breve delle uve,
- l’ambiente di coltivazione protetto dai tunnels,
- la vicinanza al mare ed un ambiente pedoclimatico favorevole,
- l’assenza di difficoltà nel controllo dei parassiti.

Domenico Pinto ha inoltre acquisito un nuovo centro aziendale, una villa del ’700, che è in ristrutturazione con la finalità di diventare Masseria Didattica, Agriturismo e Museo Contadino.

Per maggiori informazioni, visita il sito: www.agripinto.it

Fonte: freshplaza.it

Orti di pace

Lavorare la terra, seminare, piantare, coltivare, raccogliere… semplici e centenari gesti che ci hanno accompagnato nel corso della nostra evoluzione.

Coltivare l’orto e conoscere le piante spontanee che la natura generosamente ha sempre offerto costituivano il prezioso sapere che la Civiltà Contadina ha custodito e tramandato per generazioni.

In poco tempo però questa cultura e questo sapere sono stati oggetto di denigrazione e la cultura contadina è stata spazzata via dalla cultura industriale del “tutto pronto”.
Coltivare verdure e frutti per sé e per la propria famiglia tutto d’un tratto è diventato “out”. In una società che corre (verso cosa non è dato saperlo!) non è concepibile perdere tempo a lavare della verdura figuriamoci a coltivarla. Bisogna comprarla già selezionata, tagliata e pulita… non importa se mangiamo l’equivalente nutrizionale della paglia e produciamo una montagna di rifiuti che non sappiamo più dove mettere.

Per fortuna non tutto è irreversibile e irreparabile. Ne abbiamo avuto la prova sabato 14 marzo a Cesena in occasione del 5° convegno nazionale degli Orti di Pace che si è tenuto presso l’EcoIstituto di Tecnologie Appropriate (http://www.tecnologieappropriate.it/).
Io, Giulia, Clara, Carlo e Flavio ci siamo andati per conoscere da vicino le tante esperienze di Orti di Pace sparsi in tutta la penisola.
Orti nelle scuole per insegnare ai ragazzi che un pomodoro non nasce in una vaschetta ma che occorre tempo, cura, pazienza e sapienza per allevare la pianta e riuscire a raccoglierne i frutti.
Orti nelle carceri per dare un senso riabilitativo alla detenzione.
Orti nelle strutture di cura per dare un’opportunità a chi soffre un disagio mentale
Orti nelle aree verdi incolte dei comuni per consentire a chi ne ha voglia di coltivare per se e la sua famiglia dei genuini ortaggi risparmiando denaro mangiando meglio.

La realizzazione di un Orto di Pace non richiede grandi investimenti ma solo buona volontà.
Se ci guardiamo intorno nei nostri paesi possiamo scorgere facilmente aree verdi completamente incolte e abbandonate.
I giardini delle scuole sarebbero più belli se al posto del terreno battuto ci fossero delle piante di zucchina, peperone, cavolo, pomodoro, finocchio…….ormai quasi sconosciute a gran parte delle giovani generazioni Gli alunni avrebbero la possibilità di apprendere un sapere che va oltre i libri di testo e di capire l’applicazione di quanto imparato tra i banchi di scuola nelle ore di matematica, educazione tecnica, scienze……. e vivere da vicino il ‘miracolo della natura’.

Di Orti di Pace o Orti urbani abbiamo avuto modo di parlarne nel corso degli incontri tenutisi in occasione della costituzione del GAL Sud Est Barese.
Il GAL potrebbe essere uno strumento di promozione degli orti di pace nei comuni che vi hanno aderito, ma non sarebbe giusto subordinare la realizzazione degli stessi all’approvazione della proposta presentata i mesi scorsi.
Non c’è bisogno di un finanziamento a sei cifre per destinare le aiuole delle scuole ad orti
E’ economicamente conveniente e socialmente opportuno destinare un’area verde del comune a Orto Urbano sarà un vantaggio per la cittadinanza e per l’ambiente.

Arcangela Di Gioia
Noicattaro a Sinistra

Sviluppo rurale, PSR Italia: utilizzati 1 miliardo e 287 milioni

L’Italia ha utilizzato finora 1 miliardo e 287 milioni dei fondi complessivamente assegnati dai Programmi di sviluppo rurale (Psr).
A due anni dall’avvio del periodo di programmazione 2007-2013, il nostro Paese risulta aver già impiegato, al 31 dicembre 2008, il 7,54 per cento dei 16,7 miliardi di euro complessivamente disponibili, cofinanziati dall’Unione europea.
Questi i dati presentati durante la Terza riunione del Comitato di sorveglianza del programma Rete rurale nazionale, che si è svolto questa mattina a Roma, e riportati dal bollettino trimestrale redatto dal Ministero.
Durante l’incontro, sono state definite le attività della Rete e del programma di lavoro per il 2009, presentato il piano di valutazione e di comunicazione, lo stato di avanzamento finanziario e la proposta di modifica del programma.
Ai lavori del Comitato hanno preso parte anche i rappresentanti della Commissione Europea. Le Regioni con maggiore capacità di spesa alla data del 31 dicembre 2008 sono le Marche (21,2%), la Provincia autonoma di Bolzano (20,8%), il Friuli V.G. (19,7%), la Provincia autonoma di Trento (17,3%); seguono la Liguria (14,4%), la Lombardia (12,4%), la Valle d’Aosta (11,9%), l’Umbria (11,4%) e il Molise (10,7%).
Forti ritardi si registrano invece per le Regioni meridionali, ancora alle prese con la chiusura dei programmi 2000-2006, peraltro recentemente prorogati al 30 giugno 2009.
Il programma Rete rurale nazionale (Rrn) registra un avanzamento finanziario del 10%, non ancora contabilizzato a causa della mancata soluzione del problema relativo alla non rendicontabilità dell’IVA, sostenuta nell’ambito dei programmi cofinanziati dal Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale).
Il prossimo rapporto sull’avanzamento finanziario dei Psr 2007-2013 sarà prodotto entro il 30 giugno 2009.

Tutti i documenti presentati nel corso del Comitato di sorveglianza sono disponibili sul sito della Rete Rurale Nazionale.

Report sull’attuazione finanziaria dal sito RRN

Fonte: politicheagricole.it

Il fabbisogno di servizi in agricoltura a Mola di Bari

Dieci testimoni privilegiati dell’agricoltura molese (un ricercatore, quattro produttori, un commerciante, un dottore di ricerca, uno studente e due trasformatori) si sono confrontati in Municipio  per rilevare le esigenze di servizi funzionali allo sviluppo dell’agricoltura molese.

I dieci stakeholder, tutti operanti sul territorio comunale, hanno discusso intorno ad un tavolo sotto la guida di due animatori, Tiziana Maraglino e Massimiliano Schiralli, ricercatori dell’Istituto di Economia Agraria (INEA – Puglia), al fine di individuare strategie e azioni tese a superare gli eventuali ostacoli che impediscono l’offerta sul territorio degli stessi servizi.

La finalità del focus group è stata subordinata alla costruzione da parte dei partecipanti di un quadro condiviso dello stato dell’agricoltura nel Comune di Mola di Bari (individuazione dei principali punti di forza e dei punti di debolezza del settore).
Dopo una presentazione sintetica degli animatori, c’è stato un breve accenno sul significato e sul contenuto del cosiddetto “Sistema della conoscenza in agricoltura”. I partecipanti si sono presentati e hanno discusso le caratteristiche dell’agricoltura di Mola di Bari, i più importanti servizi, gli ostacoli alla realizzazione/diffusione sul territorio dei servizi, le possibili soluzioni per superare gli ostacoli individuati.
Con questa attività di ricerca, che rientra in un progetto regionale, si mira ad individuare i principali servizi, distinti per componente del “sistema della conoscenza in agricoltura”, che si dovrebbero attivare o potenziare sul territorio di Mola di Bari per incidere (positivamente) su quelle che sono ritenute dal gruppo stesso le principali difficoltà e i principali punti di forza del settore. Questa è anche il motivo che ha portato l’assessore all’agricoltura Pietro Santamaria ad organizzare il focus group.

Il lavoro di elaborazione e analisi dei risultati è già in corso. Appena concluso, i ricercatori dell’INEA lo trasmetteranno al Comune di Mola di Bari per la pubblicazione anche su questo sito.

Ue: ora Erasmus non è solo per gli studenti. Scatta un nuovo programma anche per i giovani imprenditori

Il programma prevede che giovani imprenditori europei potranno trascorrere fino a sei mesi di lavoro con un imprenditore esperto in un altro paese Ue e apprendere come amministrare e sviluppare la propria azienda. Interessati tutti i settori imprenditoriali. Importanti opportunità per le nuove leve in agricoltura.

Dopo gli studenti e i giovani il programma Erasmus dell’Unione europea si allarga e ora coinvolge anche l’impresa e la Cia-Confederazione italiana agricoltori è l’unica organizzazione professionale agricola del nostro Paese a partecipare attivamente a questo importante progetto comunitario.

Il programma -avverte la Cia- ricalca quello già avviato da anni e in modo soddisfacente per gli studenti. Giovani imprenditori europei potranno, infatti, trascorrere fino a sei mesi di lavoro con un imprenditore esperto in un altro paese Ue e apprendere come amministrare e sviluppare la propria azienda. Un progetto, quindi, che ha un preciso obiettivo: stimolare l’imprenditorialità, la competitività, l’internazionalizzazione e la crescita delle fasi di avvio e affermazione di piccole e medie imprese attraverso lo scambio di conoscenze tra imprenditori esperti e giovani imprenditori.

L’Erasmus per giovani imprenditori intende così rafforzare i contatti tra cittadini di diversi paesi europei, incoraggiando lo spirito imprenditoriale in Europa e contribuendo a creare imprese più forti. Un aspetto, questo, che oggi diventa ancora più importante davanti ad una crisi economica che si fa sempre più grave.

Il programma Ue -segnala la Cia- è stato progettato per giovani imprenditori e per imprenditori con esperienza disposti ad ospitarli. Tutti i settori sono interessati, dall’agricoltura all’artigianato, dal commercio ai servizi, all’industria. I giovani potranno acquisire conoscenze seguendo un imprenditore con più esperienza, e allo stesso tempo potranno contribuire all’azienda ospitante con il proprio lavoro e con nuove idee.

L’incontro tra giovani imprenditori con imprenditori ospitanti viene portato avanti grazie al contributo di oltre cento organizzazioni europee intermediarie (tra queste, appunto, la Cia) competenti nel supporto alle imprese e le cui attività sono coordinate da Eurochambres, l’associazione delle Camere di commercio e dell’industria europee, che svolge il ruolo di ufficio di supporto per il programma.

La Cia partecipa, dunque, al programma come organizzazione intermediaria e servirà da link per offrire ai giovani imprenditori agricoli italiani l’opportunità di conoscere l’agricoltura europea.

D’altra parte, la Cia si è fatta promotrice di questo programma perché corrisponde perfettamente alla propria idea di sviluppo imprenditoriale per i giovani che si affacciano al settore agricolo. L’obiettivo e quello di dare ad ogni giovane imprenditore la possibilità di confrontarsi con le migliori realtà produttive europee e creare al tempo stesso le condizioni di progresso economico e sociale per le nuove generazioni.

Con l’Heath Check appena approvato, la Politica agricola comune si trova a rispondere a nuove sfide come il cambiamento climatico, la gestione corretta delle risorse idriche, la tutela della biodiversità e del territorio. I giovani d’Europa considerano questi argomenti un motivo in più per impegnarsi in agricoltura e la Cia vuole dare sostegno a queste idee offrendo opportunità concrete per far diventare queste visioni realtà.

La domanda per partecipare al programma dovrà essere elaborata sulla pagina web www.erasmus-entrepreneurs.eu e occorre stabilire i contatti con l’organizzazione che è stata scelta, la quale faciliterà la realizzazione dell’incontro tra giovani imprenditori e imprenditori ospitanti.

I giovani imprenditori hanno il diritto di ricevere un contributo finanziario dall’Unione europea per i costi di pernottamento e viaggio. 870 soggiorni all’estero dovrebbero essere organizzati tra il 2009 e il 2010 e la registrazione dovrebbe essere effettuata entro dicembre 2009.

Secondo una recente indagine, il 51 per cento dei giovani europei -rileva la Cia- è interessato a seguire la strada dell’imprenditorialità, ma solo una piccola percentuale di questi riesce a concretizzare le proprie ambizioni. Quelli che lo fanno tendono ad operare unicamente nel loro mercato nazionale invece di sfruttare le opportunità commerciali in altre regioni d’Europa. Solo l’8 per cento delle piccole e medie imprese esporta i propri prodotti e servizi nell’Ue. L’Erasmus per giovani imprenditori rappresenta, quindi, una risposta valida per accrescere il valore dell’imprenditoria e incoraggiare i tanti giovani che intendono intraprendere un’attività d’impresa.

Fonte: Agenzia plurisettimanale della Confederazione italiana agricoltori – Anno XV n 76

Niente ICI sui fabbricati rurali. Bene il voto del Senato

Soddisfazione della Cia per l’approvazione dell’emendamento, contenuto nel decreto “milleproroghe”, che conferma la non imponibilità. Ora la parola passa alla Camera che dovrà porre finalmente fine ad una vicenda che ha già provocato contrasti tra comuni e agricoltori e che potrebbe avere conseguenze pesanti sul settore agricolo.

Finalmente una notizia positiva per l’agricoltura. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta l’approvazione dell’emendamento che conferma l’esenzione dell’Ici sui fabbricati rurali contenuto nel decreto “milleproroghe” che ha ottenuto oggi il via libera da parte del Senato. Ora la parola passa alla Camera ed è auspicabile che anche in questa sede venga confermato.

In questo modo si porrebbe fine ad una delicata e controversa vicenda che potrebbe, se non risolta, avere pesanti conseguenze per gli agricoltori. Infatti, già nelle scorse settimane molti di loro hanno ricevuto da parte dei comuni avvisi di accertamento per richiedere il pagamento dell’Ici sui fabbricati degli ultimi cinque anni. Una situazione complessa che genererebbe forti contrasti fra gli enti locali ed i possessori dei fabbricati asserviti all’esercizio dell’attività agricola.

D’altronde, la Cia ha sempre sostenuto che si tratta di un’imposizione arbitraria. Una tassa che colpisce in modo ingiustificato ed indiscriminato tutti gli agricoltori possessori di fabbricati rurali che in questi anni hanno provveduto al pagamento dell’Ici sui propri fabbricati mediante la tassazione del valore dei terreni agricoli che ricomprende anche quello dei fabbricati.

Per questa ragione la Cia in queste ultime settimane aveva sollecitato tutti i ministri competenti affinché intervenissero, attraverso un’interpretazione autentica della norma, in maniera da evitare l’insorgere di un inutile e dannoso contenzioso che non avrebbe alcun effetto se non quello di accentuare il senso di sfiducia del mondo agricolo nei confronti delle istituzioni pubbliche.

La Cia aveva, pertanto, chiesto un pronto intervento da parte del governo per risolvere al più presto una questione, quella dell’Ici sui fabbricati rurali, che altrimenti rischia di aprire un dannoso e ingiustificato contenzioso che può mettere in seria difficoltà l’attività imprenditoriale di moltissime aziende agricole.

Ora il voto di Palazzo Madama rappresenta un significativo passo avanti per la definitiva soluzione del problema. L’ultima parola spetta, comunque, a Montecitorio che deve approvare il decreto entro il prossimo primo marzo, pena la decadenza. Per la Cia è, dunque, necessario procedere spediti per eliminare un’imposta ingiusta e penalizzante per migliaia di agricoltori.

Fonte: Cia Nazionale

Iniziato il conto alla rovescia per l’approvazione dei GAL

E’ già iniziato in Regione l’iter per la selezione delle aree e dei relativi partenariati pubblico-privati che gestiranno i fondi del PSR 2007-2013 previsti per lo sviluppo rurale (asse IV e III). Entro 60 giorni sarà resa nota la graduatoria regionale.
Il Comune di Mola ha presentato alla Regione la documentazione necessaria per candidare il costituendo GAL del Sud-Est Barese ai finanziamenti del programma Leader.
Con la costituzione del partenariato misto pubblico-privato, la sottoscrizione del  protocollo di intesa e la presentazione del Documento Strategico Territoriale si è conclusa la prima fase.
Successivamente saranno costituiti i GAL e selezionati i Piani di Sviluppo Locale (PSL). La Regione, quindi, richiederà, ai GAL selezionati nell’ambito della prima fase, i PSL, che conterranno le azioni attraverso cui si intenderà realizzare lo sviluppo rurale.
Entro 30 giorni dalla chiusura della selezione dei PSL, la Regione provvederà ad approvare in via definitiva i PSL e ad ammetterli a finanziamento secondo la graduatoria di approvazione.