Sulla crisi dell’agricoltura: una nota dell’assessore Pietro Santamaria

Crisi dell’agricoltura e del modello neoliberista agroalimentare. Crisi dell’uva da tavola e aumento dei costi di produzione. Innovazione in agricoltura e diversificazione. Ignavia del potere e TAVOLO VERDE. Opportunità del GAL del Sud Est Barese. Un intervento aperto dell’assessore all’agricoltura, ecologia e ambiente del Comune di Mola di Bari, Pietro Santamaria:

<<Si torna a parlare di crisi dell’agricoltura nella nostra regione. Ne torniamo a parlare non dopo un anno, pur essendo la ricorrenza ciclica, ma a pochi mesi dalla decisione di molti nostri agricoltori di non raccogliere le patate perché non risultava remunerativa neanche l’operazione di raccolta. Ancora una volta, la crisi. Ora il prodotto che non viene raccolto è l’uva da tavola, che sui mercati è offerta anche a meno di un euro. Come si può pensare di produrre uva da tavola o semplicemente di raccoglierla con questo prezzo del prodotto sugli scaffali degli ipermercati? In questa situazione va in crisi anche chi commercializza il prodotto; ed in effetti oggi la crisi l’avverte anche il commerciante. Produttori e commercianti sono stretti nella morsa della grande distribuzione organizzata (GDO), che impone i percorsi produttivi, i tempi di lavoro e il prezzo di vendita del prodotto. Spesso avendo solo un interesse relativo per i prodotti della terra (basti pensare al modo in cui a volte sono esitati i prodotti freschi sugli scaffali).

La crisi è strutturale e viene da lontano. I suoi effetti sono evidenti: famiglie in ginocchio, con i più giovani che abbandonano i genitori e le campagne per cercare fortuna al nord, impossibilità di investire, continua dipendenza da altri settori economici e modifica di destinazione d’uso di suoli agricoli. Altre ferite si aggiungono alle lacerazioni delle calamità naturali, della concorrenza, del duro lavoro in campagna. Gli agricoltori sono sempre più soli ed esasperati. Il loro ruolo di paladini delle campagne e dell’ambiente non è più riconosciuto. La loro funzione sociale e le loro tradizioni, che sono le tradizioni di un popolo intero, sono sbeffeggiate dal mercato e ridotte a semplici comparse in fiction televisive… In questa situazione, che si fa più drammatica dopo la crisi che ha investito l’intera economia, i costi di produzione continuano ad aumentare mentre i prezzi di vendita dei prodotti non sono affatto remunerativi del lavoro. I debiti aumentano, le banche non fanno più credito. Incredibile, ma vero.

Purtroppo l’agricoltura non è mai centrale nelle piattaforme e nelle visioni politiche. Resta preda elettorale e terra di scambio di favori. Priva ormai di riferimenti precisi e senza un’adeguata rappresentanza politica e sindacale. Ma oltre alla crisi della rappresentanza non posso tacere la mia difficoltà di parlare agli agricoltori o di farmi ascoltare. Sono ormai saltati tutti i luoghi e i segni del confronto. Ma anche qui non è opportuno puntare l’indice contro chicchessia. E’ da rimettere in discussione tutto, perché il tutto è frutto dell’egoismo sociale. E occorre, qui come in altre parti della società italiana, dare il proprio contributo affinché si recuperi la partecipazione, la condivisione di un progetto per un settore economico e sociale (un paese) in fortissima difficoltà.

Per fortuna, i produttori di Mola di Bari sono stati capaci negli ultimi anni di diversificare la produzione di vite da uva da tavola introducendo importanti innovazioni tecnologiche con l’obiettivo di ampliare il calendario di produzione. Su tutte, ha prevalso la copertura dei vigneti con film plastici, che hanno lo scopo di anticipare la maturazione o ritardare la raccolta. Con la prima tecnica e con le cultivar precoci come ‘Black magic’ e ‘Vittoria’ la produzione si ottiene precocemente e il prodotto raggiunge un grado zuccherino accettabile già i primi giorni di giugno, mentre con la tecnica del ritardo e con cultivar come ‘Italia’, ‘Red globe’, ‘Michele Palieri’, ‘Crimson seedless’ e ‘Black pearl’ si arriva fino all’ultima decade di dicembre. Anche quest’anno i produttori di uva precoce hanno ottenuto un buon risultato, ma lo stesso non possono dire quei commercianti che l’uva l’hanno comprata già in primavera, perché il mercato (leggi GDO) non ha riconosciuto al prodotto il giusto prezzo. Da più parti si sostiene che la stessa contrattazione tra commercianti e grande distribuzione si è molto semplificata ed è a senso unico: la GDO impone i suoi prezzi: prendere o lasciare! Quest’anno è andata abbastanza bene per i produttori molesi ma non per i commercianti di uva da tavola precoce. E l’anno prossimo come andrà, visto che aumenta la concorrenza dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, che hanno costi di produzione molto più bassi dei nostri? Ma badate, non mi riferisco solo al costo della manodopera (qui da noi i braccianti, i piccoli agricoltori, continuano a dimenarsi tra disoccupazione e coltivazione di piccoli appezzamenti); il problema del costo di produzione è legato soprattutto al costo dell’acqua (anche 0,60 euro al metro cubo). Anche per l’acqua non è cambiato molto negli ultimi anni: forte sfruttamento delle falde acquifere, perenne difficoltà e arbitrio dell’ente di irrigazione (è di questi giorni la segnalazione di un gruppo di consiglieri comunali di Conversano che paventa la chiusura di alcuni pozzi pubblici proprio in questo periodo di grande sete della terra e dei vigneti in particolare!)(*) e costi elevatissimi che non arricchiscono solo i venditori di acqua… (basti pensare ai costi dell’energia elettrica!). Ed intanto non vengono riconosciuti agli agricoltori il risarcimento per le calamità naturali subite, gli aiuti e gli investimenti del Programma di Sviluppo Rurale, la possibilità di partecipare a programmi di ricerca finanziati dallo Stato, una conferenza nazionale sull’agricoltura, lo stato di crisi, ecc.

Sono tanti gli argomenti che compongono il tema della crisi dell’agricoltura. Nei giorni scorsi abbiamo partecipato ad un incontro promosso dal Comune di Noicattaro al quale erano stati invitati i Comuni di Adelfia, Casamassima, Conversano, Mola di Bari, Rutigliano e Polignano, tutti interessati alla produzione di vite da uva da tavola, e le associazioni di categoria. Nonostante il periodo (24 agosto), l’incontro è stato abbastanza partecipato. C’erano tutti i Comuni. Non tutte le associazioni di categoria. Diversi produttori e i rappresentanti del Tavolo verde di Palagianello, un gruppo di imprenditori agricoli molto tenaci che da diversi anni sta parlando di un’altra agricoltura, con parole e contenuti tanto forti quanto originali rispetto a quello che sentiamo in televisione o che leggiamo sui giornali a proposito di agricoltura.

Le proposte del TAVOLO VERDE PUGLIA partono da un’approfondita analisi della situazione. Possono essere riassunte estrapolando un passaggio da un loro documento sulla crisi dell’agricoltura: “È crisi del modello neoliberista dell’agroalimentare, maturata e preparata negli ultimi trent’anni. Una crisi che nelle campagne e in agricoltura è maturata molto prima che in altri settori sociali ed economici e, come in tutte le crisi, c’è chi perde e chi accumula; dalle crisi si esce ridislocando i poteri sociali, economici e politici. Da questa crisi si può uscire in molti modi; gli obiettivi del movimento contadino antiliberista sono semplici, chiari ed ambiziosi: conquistare la Sovranità Alimentare dei popoli, ovvero il diritto di tutti i popoli di determinare il modello di produzione, distribuzione e consumo degli alimenti con alla base la democrazia economica, la solidarietà, la gestione delle risorse rispettosa dei cicli naturali, i beni comuni.”

Lo stesso TAVOLO VERDE da diversi mesi si sta confrontando con i rappresentanti delle vertenze contro la crisi agricola condotte in Sardegna, Campania, Sicilia, Basilicata, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Lazio. E in ogni occasione sottolinea “l’ignavia del quadro politico e l’assenza generale delle forze di sinistra, generalmente incapace di cogliere il grande terreno di iniziativa e l’addensarsi di profondi bisogni ed istanze di cambiamento che si muovono attorno alla questione agroalimentare.”

Tornando alla situazione locale, senza recriminare sulle responsabilità dei diversi attori (forze politiche, sindacati, associazioni di categoria, enti locali, enti di ricerca, imprenditori, ecc.), perché ora bisogna cercare anzitutto di salvare il salvabile ed ognuno deve fare la sua parte, segnaliamo l’opportunità rappresentata dal costituendo GAL del Sud-Est Barese che comprende i comuni di Mola, Conversano, Rutigliano, Noicattaro, Casamassima ed Acquaviva. Particolare attenzione merita l’uva da tavola, perché in questa area Gal sono concentrati più della metà dei 13.000 ha dell’intera Provincia di Bari. Rutigliano e Noicattaro, oltre ad essere tra i maggiori produttori a livello nazionale, sono importanti esportatori da giugno (grazie alla produzione precoce di Mola) a dicembre (grazie alla copertura dei tendoni). Con il GAL si apre una nuova prospettiva per lo sviluppo del sistema agroalimentare locale e per investire nella direzione della valorizzazione dei prodotti locali, dellle risorse territoriali, umane, ambientali e socio-culturali (“la ruralità”) dei nostri territori. Ancora una volta, occorre ricordare la necessità di mettere in rete le potenzialità territoriali con un approccio dal basso verso l’alto, puntando sulla sinergia tra operatori e soggetti appartenenti a diversi settori economici. Ci riusciremo?>>

(*) La situazione dei pozzi sta per tornare alla normalità, secondo le verifiche disposte dall’assessorato.

Seconda fase: costituzione dei GAL e selezione dei Piani di Sviluppo Locale

Con la pubblicazione della graduatoria dei GAL ammessi ed esclusi dalla gestione delle risorse previste dagli assi III e IV del PSR Puglia 2007-2013, si è chiusa la prima fase della selezione. Dalla data di pubblicazione della graduatoria sul B.U.R.P. decorrono i termini (trenta giorni) per la presentazione di eventuali ricorsi da parte dei Gal non ammessi. E’ molto probabile che ci siano ricorsi, sorattutto in relazione a quanto abbiamo già riferito in un precedente articolo. In ogni caso, successivametne, la Regione Puglia provvederà a pubblicare il bando per la presentazione dei Piani di Sviluppo Locali (PSL) da parte dei Gal, passaggio precedente all’erogazione dei fondi.

Nei prossimi novanta giorni quindi si completerà l’iter procedurale previsto dalla Regione Puglia. I GAL invieranno alla Regione il proprio PSL indicando le strategie, le misure e le azioni previste per lo sviluppo rurale e non del territorio, nonché la forma societaria che gestirà i finanziamenti. Il PSL, inoltre, conterrà l’analisi del territorio di intervento, gli obiettivi, le misure dell’asse III del PSR selezionate all’interno del tema unificante, gli interventi, le risorse finanziarie, gli aspetti procedurali e i risultati attesi.

Il GAL si candida ad essere uno degli strumenti operativi più importanti per lo sviluppo del territorio rurale nei prossimi anni. E’ un’occasione unica per il territorio del GAL del Sud-Est Barese.

Approvazione GAL: un grande risultato per il nostro Comune

L’essersi classificati al ventitreesimo posto nella graduatoria dei GAL (su 25 ammessi) non deve far pensare ad un risultato deludente per il nostro comune. Anzi. L’obiettivo che ci eravamo prefissati era quello di superare la prima fase della selezione partendo da una situazione di “svantaggio” rispetto ad altri territori “più indietro” dal punto di vista dell’economia e dei servizi a disposizione delle popolazioni rurali.

Infatti, i criteri di selezione che sono stati valutati in questa prima fase, come da avviso pubblico dell’ottobre 2008, sono stati i seguenti:
• le caratteristiche e la composizione del partenariato, verificando la conformità e validità della documentazione e gli elenchi dei soci riportati nel DST (Documento Strategico Territoriale) nonché la modalità di coinvolgimento del partenariato locale e l’eventuale sovrapposizione dei territori dei GAL;
• i contenuti dei DST, considerando in particolare le caratteristiche del territorio, la densità della popolazione in esso ricadente, la variazione demografìca, il tasso di disoccupazione, l’incidenza delle aree protette SIC, ZPS e Zona Parchi;
• la coerenza della ripartizione delle risorse finanziarie tra le diverse azioni in riferimento agli obiettivi e le strategie adottate dai comitati promotori dei GAL.

Più in particolare, le caratteristiche del territorio, la densità della popolazione in esso ricadente, la variazione demografìca, il tasso di disoccupazione e l’incidenza delle aree protette SIC, ZPS e Zona Parchi penalizzano i sei comuni di cui si compone il GAL del Sud Est Barese (Mola, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Conversano, Noicattaro e Rutigliano). Infatti, per la “ruralità” (erano a disposizione 10 punti su 100), la densità della popolazione (4 punti a disposizione su 100), la variazione demografica (variazione Istat 2006-2001, 4 punti), il tasso di disoccupazione superiore alla media regionale (5 su 100) e l’incidenza delle aree protette (5 su 100), il GAL del Sud Est Barese ha potuto contare al massimo su una decina di punti (dei 28 a disposizione).
Ad esempio, il Comune di Mola di Bari (ma anche Rutigliano e Noicattaro) è classificato come “area rurale ad agricoltura intensiva specializzata”; ciò significa che gli indicatori del nostro territorio sono migliori di quelli dei comuni classificati come “aree rurali con problemi complessivi di sviluppo” (diversi Comuni del Gargano ma nessuno dei comuni del Gal Sud Est Barese) o come “aree rurali intermedi” (tutti i comuni del Salento e della Murgia).

Per ottenere il massimo dei punti a disposizione e superare la prima fase di selezione, il comitato promotore del GAL Sud Est Barese, guidato dal Comune di Mola e in particoalre dall’assessore all’agricoltura e ambiente di Mola, Pietro Santamaria, ha puntato soprattutto sulla composizione e sul coinvolgimento dal basso del partenariato. Il buon lavoro fatto in fase di preparazione del DST è stato premiato: siamo riusciti a superare il limite di 75 punti su 100 per l’ammissibilità alla seconda fase di selezione per l’attuazione del PSR della Puglia.

Per maggiori informazioni segnaliamo la pagina dedicata su questo sito alle attività di preparazione del DST e la sezione che dopo la presentazione del DST alla Regione è attiva sempre su questo sito web.

Il giorno della firma del protocollo di intesa tra i comuni del costituendo GAL del Sud Est Barese (il 9 luglio 2008) questo fu il commento dell’assessore Pietro Santamaria: “L’obiettivo che ci prefiggiamo è molto ambizioso. Sarebbe stupendo se si riuscisse a sviluppare a Mola un progetto di sviluppo rurale dopo il programma di riqualificazione urbana Urban 2. Questa volta la sfida riguarda sette Comuni del sud est barese e parte dal basso: sarà fondamentale l’animazione sul territorio e il coinvolgimento di un partenariato ampio e qualificato. È il momento di fare ricorso alle forze migliori per offrire a questo territorio e alle nuove generazioni uno sviluppo sostenibile da coniugare con la campagna, partendo dalla multifunzionalità dell’agricoltura”.

Il GAL del Sud Est Barese ammesso alla seconda fase prevista dal PSR

Il Documento Strategico Territoriale (DST) presentato dal Comune di Mola per il comitato promotore del GAL (Gruppo di Azione Locale) Sud Est Barese, che comprende anche i comuni di Conversano, Rutigliano, Noicattaro, Casamassima ed Acquaviva, è stato ammesso dalla Regione Puglia alla seconda fase di selezione per l’attuazione del Programma di Sviluppo Regionale (PSR) 2007-2013. Si apre una nuova prospettiva per lo sviluppo del sistema agroalimentare locale.

E’ stata pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (il n. 125 del 13 agosto 2009) la graduatoria finale della fase di selezione e valutazione dei DST dei comitati promotori GAL ammissibili e non ammissibili alla seconda fase di selezione effettuata dalla commissione di valutazione regionale. Il GAL del Sud Est Barese, di cui Mola è comune capofila, è stato ammesso alla seconda fase della selezione.

La prima fase di selezione dei GAL si è chiusa ufficialmente con la pubblicazione della graduatoria dei comitati promotori ammissibili (25) e non ammissibili (2).

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alle risorse agroalimentari della Puglia, Dario Stefàno: “Uno strumento che può contribuire fortemente a dare impulso significativo allo sviluppo del sistema agroalimentare dell’intera regione”.

Con la pubblicazione della graduatoria di valutazione dei DST, ammessi alla seconda fase di selezione per l’attuazione del PSR Puglia 2007-2013, Asse 4 Misura 410 “Strategie di Sviluppo Locale”, si chiude la prima fase per la selezione dei GAL che avranno il compito di attivare le risorse all’uopo destinate.

La Regione Puglia, affidando all’Asse 4 “Attuazione dell’impostazione Leader” del PSR, circa il 21% delle risorse del PSR 2007-2013, pari a 292 milioni di euro, compie un investimento deciso nella direzione della valorizzazione delle risorse territoriali, umane, ambientali e socio-culturali che interpretano al meglio, nel loro insieme, “la ruralità” dei nostri territori. In questa prima fase, tramite la promozione dei partenariati pubblico-privati, si è investito su un orientamento innovativo dello sviluppo rurale da avviare attraverso un processo di messa in rete delle potenzialità territoriali con un approccio di bottom-up (dal basso verso l’alto), puntando sulla interazione tra operatori e soggetti appartenenti a diversi settori economici.

Ora, i comitati promotori dei GAL dovranno procedere a costituirsi nella forma societaria indicata nei DST attivando le misure previste dagli Assi 3 e 4 del PSR 2007-2013 (misura e titolo della misura):
311 Diversificazione in attività non agricole;
312 Sostegno allo sviluppo e alla creazione delle imprese;
313 Incentivazione di attività turistiche;
321 Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale;
323 Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale;
331 Formazione e informazione;
421 Sviluppo di progetti cooperazione interterritoriale e transnazionale;
431 Gestione, animazione e acquisizione delle competenze dei GAL.

“Le cospicue risorse messe a disposizione dal PSR possono essere occasione per consentire la crescita, la riqualificazione e la diversificazione dell’intero settore agroalimentare, con ricadute altrettanto decisive sull’indotto, sul sistema turistico e sulle attività commerciali e artigianali. La prospettiva di nuove imprese e la possibile cooperazione interterritoriale e transnazionale, mediante l’apertura di nuovi mercati e sbocchi commerciali, possono essere opportunità che qualificano e danno prospettiva alle strategie di sviluppo locale. Guardiamo con fondata fiducia – ha concluso l’assessore Stefàno – alla realizzazione di programmi e di progetti che, se capaci di coinvolgere più di quanto è accaduto nel recente passato il sistema delle imprese, potranno proiettare la Puglia a ruoli di riferimento nei contesti nazionali ed internazionali”.

Fonte: ampiamente tratto dal sito www.regione.puglia.it

L’agricoltura sociale? Decisiva nel ridurre ingiustizie e nell’offrire opportunità

Praticandola, si sviluppano le capacità delle persone e si aiuta la natura proteggendola. Si è svolta a Roma con successo l’assemblea nazionale dell’associazione “Rete Fattorie Sociali”. Il resoconto.

L’agricoltura sociale – è questo il messaggio lanciato dall’Assemblea – è espressione di quell’economia civile che può contribuire direttamente e in modo decisivo a ridurre le ingiustizie, sviluppare le capacità delle persone e proteggere la natura oltre le politiche redistributive. Per fare i conti con la crisi economica, con le nuove paure, le insicurezze e i disagi del nostro tempo, dobbiamo tornare – ha detto il Presidente della Rete, Alfonso Pascale, nella sua relazione introduttiva – a riprogettare il nostro futuro e a perseguire un benessere non meramente consumistico ma inteso come ricerca di un senso da dare alle nostre vite e alle nostre capacità e come esito di più conoscenza, più rispetto per la natura, più inclusività sociale, più mobilità, più merito, più cura dei giovani. Si tratta di promuovere stili di vita e modelli di produzione, di investimento e di consumo compatibili con la protezione dell’ambiente, delle risorse e del clima, nella consapevolezza che il benessere umano coincide con il benessere dell’ecosistema.

Nel tracciare il consuntivo dell’attività di questi mesi e il programma delle iniziative per il prossimo futuro, Pascale ha osservato che dell’agricoltura sociale ormai si discute costantemente nelle sedi dove si decidono le politiche pubbliche e nell’ambito di numerose iniziative di approfondimento promosse da istituzioni, università ed enti di ricerca, nonché da organismi sociali e politico-culturali.

La Rete Fattorie Sociali è stata, infatti, ammessa al Tavolo Permanente di Partenariato della Rete Rurale Nazionale, dove ha presentato le proposte di modifica del Piano Strategico Nazionale dello Sviluppo Rurale volte a garantire una più efficace articolazione di interventi a sostegno dell’agricoltura sociale. Nello stesso tempo, presso l’INEA, si è costituito il Tavolo interistituzionale per gli interventi terapeutici e riabilitativi in agricoltura, di cui fanno parte il Ministero delle Politiche Agricole, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Welfare, l’Istituto Superiore di Sanità e alcuni rappresentanti di istituzioni di ricerca e di alta formazione. Sono i primi risultati dell’azione incessante della Rete Fattorie Sociali tesa ad ottenere la costituzione di una vera e propria “taske force” permanente, presso la Rete Rurale, per monitorare le informazioni sulla presenza e sullo sviluppo delle attività nel territorio nazionale e promuovere azioni di informazione, formazione e animazione territoriale finalizzate al supporto delle iniziative delle Regioni.

A livello regionale – ha sottolineato Pascale – occorre agire per fare in modo che si creino Tavoli partecipati dell’agricoltura sociale in tutte le realtà, così come avviene in modo sistematico nelle Regioni Lazio e Toscana, che hanno individuato rispettivamente nell’ARSIAL e nell’ARSIA le strutture operative per promuovere l’agricoltura sociale nell’ambito dello sviluppo locale.

L’Assemblea ha valutato positivamente i primi risultati conseguiti nel Lazio a seguito della petizione popolare on line – promossa dalle Rete Fattorie Sociali – per l’utilizzo delle terre pubbliche al servizio dei cittadini. La Regione Lazio ha, infatti, deciso di non vendere i terreni più pregiati di proprietà dell’ARSIAL e di destinarli alla realizzazione di progetti di utilità sociale.

L’Assemblea ha, pertanto, deciso di proseguire tale iniziativa su tutto il territorio nazionale ed ha proposto al Terzo Settore e alle associazioni ambientaliste un patto di collaborazione sui temi di comune interesse, a partire da progetti di utilizzo delle terre pubbliche per sperimentare nuovi modelli di welfare.

L’Assemblea ha, inoltre, discusso e approvato il documento “Idee e proposte per una Carta dei Valori e dei Principi dell’Agricoltura Sociale” come contributo della Rete in vista della Comunità di Pratiche Italiana dell’Agricoltura Sociale in programma a Roma nel prossimo autunno.

L’Assemblea ha, infine, discusso e approvato il programma di lavoro della Rete dei Saperi e delle Conoscenze illustrato dal Coordinatore Roberto Finuola.

Nel corso del dibattito sono intervenuti, tra gli altri, Francesca Giarè dell’INEA, il vice presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale del Lazio Enrico Fontana, l’Amministratore dell’ARSIA Maria Grazia Mammuccini, il Commissario dell’ARSIAL Massimo Pallottini, il Portavoce del Forum del Terzo Settore del Lazio Gianni Palumbo, la Presidente della Consulta Cittadina per la Salute Mentale di Roma Marina Cornacchia, il Presidente dell’ALPA Antonio Carbone, il Presidente del CNCA Lazio Carlo De Angelis, Franco Ferroni del WWF Italia, la Presidente dell’ISTISSS Luisa Mango, Giuseppe Messina del Comitato Scientifico di Legambiente e il Presidente dell’Associazione “Legale nel Sociale” Marco Carlizzi.
di A. P.
18 Luglio 2009 TN 28 Anno 7

Un orto sinergico

L’Associazione Culturale Masseria dei Monelli di Conversano sabato 18 e domenica 19 luglio p.v. terrà un corso teorico-pratico sul tema “Un orto sinergico – L’arte di coltivare lasciando fare alla terra”.

Gli appuntamenti del seminario sono i seguenti:
sabato 18 luglio ore 20,30 c/o Bottega del Mondo Radici – Emirandira in Conversano, via Arringo
- Introduzione e conoscenza del metodo di coltivazione sinergico
domenica 18 luglio dalle ore 7,30 in poi c/o Masseria dei Monelli in agro di Conversano
- lavoro sul campo per la creazione di un orto sinergico

La partecipazione al corso è libera con contributo libero .
La serata del 18 luglio è propedeutica alla giornata successiva in Masseria.
Si allega depliant illustrativo dell’evento.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni tel. 080.4959720 – 339.7705075 – e-mail: info@masseriadeimonelli.it

PRS. Gli esiti della riunione del Comitato di Sorveglianza

L’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Enzo Russo, ha diramato la seguente nota:

“Riunito il Comitato di Sorveglianza del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Puglia per il periodo 2007-2013.
Dopo un lungo e ampio confronto tra le parti rappresentanti il partenariato socio-economico e i rappresentanti della Commissione Europea, del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e della Regione Puglia, in piena condivisione, si è deciso sull’approvazione di una serie di elementi riguardanti la programmazione e l’attuazione del PSR, quali:
• L’approvazione dei criteri di selezione di tutte le misure dell’Asse I, ivi compresi quelli dei Progetti Integrati di Filiera (PIF); della misura 214 azioni 2, 3 e 4; della misura 216, azione 2; delle misure 221 e 223; della misura 226 azioni 1, 2 ,3 e 4; della misura 227 azioni 1, 2, e 3; di tutte le misure dell’Asse III; dei Piani di Sviluppo Locale (PSL) presentati dai GAL (misura 410 – II fase di selezione dei GAL), in perfetta coerenza con le strategie e gli obiettivi del PSR. In particolare si è deciso di dare maggiore priorità ai giovani, alle donne, alle aziende ubicate in aree “Natura 2000” e aree protette e ai soggetti che si presentano in forma aggregata. Nello specifico delle misure costituenti aiuti agli investimenti, maggiore rilevanza riveste la qualità dei progetti, legata ad elementi quali la sostenibilità tecnico economica e finanziaria, la salvaguardia o l’incremento dell’occupazione, gli sbocchi di mercato, ecc… Nell’ambito dei PIF (Progetti Integrati di Filiera) i criteri di selezione individuano come elementi prioritari il legame tra i soggetti della partnership e il livello di partecipazione nell’ambito della filiera.
• L’approvazione delle scelte strategiche che la Regione ha adottato in risposta alle grandi sfide europee dell’Health Check (Cambiamenti climatici, Energie rinnovabili, Gestione delle risorse idriche, Biodiversità, Ristrutturazione del settore lattiero-caseario, Infrastrutture per Internet a banda larga nelle zone rurali) e gli adattamenti del Programma in termini di nuove azioni di intervento.
• Le modifiche al Programma proposte al fine di rendere gli strumenti d’intervento più idonei a soddisfare i bisogni del territorio, sono state in gran parte accettate e approvate. Di particolare rilievo è stata l’inserimento, tra le modalità attuative nel PSR, del PIARP (Progetto Integrato d’Area Rurale Pilota), rappresentante uno strumento finalizzato a promuovere, in un ambito territoriale delimitato, un insieme di misure che convergono verso un comune obiettivo di tutela e salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio e di miglioramento dell’attrattività del territorio.
• L’approvazione del RAE (Rapporto Annuale di Esecuzione) 2008.
• L’illustrazione delle attività di valutazione in itinere, ai sensi dell’art. 86, paragrafo 3 del Reg. CE 1698/2005.
• L’illustrazione delle attività di informazione e pubblicità, ai sensi dell’art. 59 del Reg. CE 1974/2006.
“Le decisioni adottate in sede di Comitato di Sorveglianza rivestono un’importanza fondamentale, in quanto rappresentano il presupposto per l’avvio della successiva fase di attuazione di gran parte degli interventi finanziabili dal Programma. Inoltre, attraverso l’Health Check – si potranno utilizzare ulteriori e significative risorse (pari a circa 135 Meuro) per le grandi problematiche del futuro con cui l’intera Unione Europea è chiamata a confrontarsi.”

Fonte: Regione Puglia