La Piccola Proprietà Contadina resta fino al 31 dicembre 2010

L’agevolazione sull’acquisto di terreno, meglio nota come piccola proprietà contadina, ha agganciato il “milleproroghe”. Il provvedimento che proroga lo strumento al 31 dicembre 2010 è contenuto nel maxiemendamento approvato, con la fiducia, al Senato, e che è passato al varo finale della Camera entro il 28 febbraio. Alla fine dopo molti tentativi andati a vuoto è stato trovato il finanziamento di 40 milioni a carico del Fondo per la meccanizzazione.

La piccola proprietà contadina agevola gli acquisti a titolo oneroso di terreni agricoli effettuati da coltivatori diretti, Imprenditori agricoli professionali (Iap) e anche dalle società agricole aventi la medesima qualifica di cui al Dlgs n. 99/2004. Per poter invocare l’agevolazione, consistente nell’assolvimento dell’imposta di registro e ipotecaria in misura fissa (168,00 euro) rimanendo dovuta la sola imposta catastale nella misura dell’1 per cento, occorre che l’acquirente rispetti determinati vincoli.

La norma completamente riscritta dispone che:
– l’agevolazione ha effetto dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge e fino al 31 dicembre 2010;
– riguarda gli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze qualificati agricoli in base a strumenti urbanistici vigenti, posti in essere a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale;
– l’agevolazione riguarda anche le operazioni fondiarie operate attraverso l’Ismea;
– il beneficio consiste nella applicazione dell’imposta di registro e ipotecaria nella misura fissa e quindi resta applicabile l’imposta catastale dell’uno per cento;
– gli onorari notarili sono ridotti alla metà;
– si decade dalla agevolazione se prima che siano trascorsi cinque anni dalla stipula gli acquirenti alienano volontariamente i terreni o cessano di coltivarli direttamente;
– sono fatte salve le norme di cui all’articolo 11, commi 2 e 3 del Dlgs n. 228/01 che dispongono il vincolo quinquennale di possesso del terreno e la facoltà di trasferirlo entro il predetto periodo vincolativo al coniuge, ai parenti entro il terzo grado o affini entro il secondo se ovviamente continuano a esercitare le attività di cui all’articolo 2135 del codice civile;
– sono fatte salve le agevolazioni a favore delle società agricole di cui all’articolo 2, del Dlgs n. 99/2004.

Sembra che il legislatore abbia voluto svincolare l’agevolazione dalle norme «antiche» previste dalla legge n. 604/1954 le quali disponevano ulteriori vincoli quali:
a) l’acquirente deve essere persona che dedica abitualmente la propria attività manuale alla coltivazione della terra;
b) il fondo acquistato in aggiunta a eventuali fondi posseduti non deve eccedere di oltre un terzo la superficie corrispondente alla capacità lavorativa del nucleo familiare. Queste condizioni non si applicavano agli imprenditori agricoli professionali come previsto dalla risoluzione della Agenzia delle entrate n. 350 del 29/11/2007
c) l’acquirente nel biennio precedente non deve aver venduto fondi rustici di superficie superiore a un ettaro;
d) decade dal beneficio l’acquirente che prima che sia trascorso il periodo di cinque anni alieni volontariamente il fondo ovvero cessi dal coltivarlo (è consentito il trasferimento a famigliari o a società di persone i cui soci siano famigliari, Rm n. 455/E dell’1/12/2008).

Dei precedenti vincoli rimane soltanto il divieto di inalienabilità e l’obbligo della coltivazione per un periodo non inferiore a cinque anni. Sembrerebbe quindi che non sia più richiesta, nemmeno quando l’agevolazione è destinata ai coltivatori diretti, l’obbligo della manuale coltivazione del terreno nonché i limiti dimensionali che ne consentono la coltivazione diretta; inoltre è ininfluente che l’acquirente abbia ceduto terreni nel biennio precedente all’acquisto.

Soprattutto non sarebbe più necessario produrre il certificato rilasciato dagli uffici provinciali dell’Agricoltura attestante la sussistenza dei requisiti di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale necessari per usufruire del beneficio, con la relativa decadenza in caso di non produzione del predetto certificato entro tre anni dall’acquisto.

La nuova formulazione letterale della norma richiede quindi una riflessione volta a stabilire se si tratti veramente di una norma nuova sganciata dai vecchi e non più attuali vincoli.

Fonte: www.agricoltura24.com (Redazione Agrisole)

P.S.R. Puglia 2007–2013 e opportunità per i giovani

Le opportunità offerte ai giovani dal PSR Puglia, dalla misura 112 “Insediamento di giovani agricoltori” e dal “Pacchetto giovani” (misure 111-114-121-132-311), al centro di un incontro promosso dall’assessorato assetto e politiche del territorio, dell’ambiente e dell’agricoltura del comune di Polignano a Mare con l’assessorato all’agricoltura e territorio extraurbano del comune di Monopoli, l’assessorato agricoltura, ecologia e ambiente del comune di Mola di Bari e l’assessorato all’agricoltura e attività produttive del comune di Conversano.
Si terrà martedì 2   Marzo  2010  a partire dalla ore 17.00 all’Hotel Vecchio Mulino, viale Aldo Moro, 170 a Monopoli.

I N T E R V E R R A N N O:
-    Dr. G. M. FERRO – Dirigente Area Politiche Sviluppo Rurale – Regione Puglia
-    Dr. G. D’ONGHIA – Dirigente Ufficio Sviluppo Filiere Agroalimentari – Regione Puglia
-    Dr. V. F. RIPA – Responsabile Misura 112 (insediamento giovani) – Regione Puglia

SALUTO DELLE AUTORITÀ
-    Dr. F. COLELLA – Ass. Assetto e Politiche del Territorio, Ambiente e Agricoltura – Comune di Polignano
-    Rag. D. ZACCARIA – Ass. Agricoltura e Territorio Extraurbano Comune di Monopoli
-    Dr. P. SANTAMARIA – Ass. Agricoltura, Ecologia e Ambiente Comune di Mola di Bari
-    Avv. T. ALFARANO – Ass. Agricoltura ed Attività Produttive Comune di Conversano
-    Dr. D. STEFANO – Ass. reg. Risorse agroalimentari, Agricoltura, Alimentazione, Acquacoltura, Foreste, Caccia e pesca;

M O D E R A T OR E:
-    Dr. E. CAZZORLA – Giornalista Gazzetta del Mezzogiorno

Invito a spendere bene i soldi a disposizione dei GAL

leader+L’intervento del responsabile tecnico regionale di Coldiretti Pietro Spagnoletti.

In questi giorni è in corso un frenetico “ragionare” da parte dei Gruppi di Azione Locale sulla definizione dei propri Piani di Sviluppo Locali e ci si augura che i programmi che ne emergano non prendano strade lontane dallo spirito dell’’Asse 4 Leader.

Come è noto questa è un’Asse che attua in Puglia, con il così detto approccio Leader, le Misure dell’Asse 3 del P.S.R., che sono quelle che definiscono la “QUALITÀ DELLA VITA NELLE ZONE RURALI E LA DIVERSIFICAZIONE DELL’ECONOMIA”.

Si tratta quindi di finanziamenti che derivano dal fondo FEARS, che è appunto il fondo “agricolo”, per l’attuazione di programmi che devono contribuire concretamente a dare prospettive economiche per mondo rurale e la popolazione agricola. Ma il concetto di “area rurale” è nel P.S.R. della Regione Puglia piuttosto “ampio”, facendo risultare eleggibili all’approccio Leader gran parte del territorio regionale, con la relativa popolazione residenziale, anche di grandi città, con il concreto rischio che buona parte delle risorse previste vadano “a vantaggio” di attività e di una popolazione di cittadini lontani da qualsivoglia contesto agricolo/rurale, con il risultato di sprecare le ingenti risorse a disposizione.

Vi è quindi una grande responsabilità da parte di tutti i soggetti componenti/ responsabili dell’attuazione dell’Asse Leader in Puglia e dei GAL, di indirizzare con coerenza le progettualità dei P.S.L. a favore della “reale” popolazione rurale e del mondo agricolo, evitando così di distogliere i fondi Leader da questo scopo fondativo. In particolare la Misura 311 (“Diversificazione in attività non agricole”) è quella più propriamente rivolta al mondo rurale e che consente di attivare fondi in favore dell’agriturismo, della trasformazione di prodotti aziendali e creazione di punti vendita, della produzione di energia da fonti rinnovabili e dell’erogazione di servizi didattici e sociali.

Per questa sua specificità è questa una misura che dovrebbe avere, in ogni P.S.L., una dotazione importante, in modo da rendere concreta la possibilità per le aziende agricole di effettuare un numero significativo di investimenti per territorio. Per quanto riguarda poi gli interventi rivolti a qualificare ed accrescere l’offerta di attività didattiche ricreative e socio-assistenziali, questi dovrebbero trovare la propria organizzazione ed il proprio svolgimento esclusivamente in area rurale (quindi non urbana), con l’attivazione delle masserie didattiche, l’utilizzo di casolari, dei borghi, di aree attrezzate in zone boschive, ecc… che con l’occasione potrebbero trovare la possibilità di essere ammodernati e “messi a norma”.

La Misura 312 (“Sostegno allo sviluppo ed alla creazione di microimprese”) mira alla creazione di un nuovo tessuto imprenditoriale, non prettamente agricolo, ma rivolto al mondo rurale, che punti sostanzialmente ad una innovazione organizzativa delle risorse già esistenti nel territorio ed alla formazione di microcircuiti locali per la loro valorizzazione. Si sta parlando di artigianato locale e soprattutto di commercio di prodotti tradizionali e tipici del territorio e della fornitura alla popolazione rurale di servizi per la prima infanzia, gli anziani ed il “tempo libero”. Dunque è rilevante sottolineare che, attraverso la creazione nuove microimprese di giovani e di donne, si potranno realizzare in Area Leader forme innovative di vendita dei prodotti tipici, ad esempio punti vendita “a chilometro zero”, o circuiti di punti vendita eper questo è auspicabile che i PSL prevedano premialità da apporre sui futuri Bandi, sia per quelle microimprese di provenienza agricola, sia per quelle che abbiano per oggetto l’attività di commercio dei prodotti agricoli. Così come per quanto riguarda i servizi alla popolazione rurale, questi dovrebbero essere primieramente allocati (come già detto in precedenza) in ambito rurale. In questo modo la Misura 112 potrebbe avere diretto riverbero sulla popolazione rurale, consentendo di spingere l’ambito familiare delle imprese agricole, a creare attività ex-novo, valorizzando possibilmente il patrimonio immobiliare rurale.

La Misura 313 (“Incentivazione di attività turistiche”), come la precedente, può avere un positivo impatto sull’area agricola, se si riesce a ribadire il concetto che essa vada “esplosa” principalmente in ambito rurale, sviluppando il turismo attraverso la valorizzazione del territorio e delle qualità ambientali, eno/elaio/gastronomiche dello stesso.

Come è noto diverse possono essere le iniziative da mettere in campo, sia da parte dei Comuni, degli altri Enti Pubblici e del GAL stesso, oltre che dai provati, ma tutte le azioni proponibili devono trovare nell’ambiente rurale la loro prima scelta, tenendo ai margini la tentazione di allocare itinerari e strutture turistiche in ambito urbano, in particolar modo per la previsione della realizzazione della piccola ricettività turistica. Anche la Misura 321 (“Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale”) deve essere interpretata con attenzione, anche considerando che, la principale strumentazione di attuazione delle azioni previste dalla Misura, si riferisce a servizi che possono essere resi specialmente (in certi casi unicamente) in ambito rurale.

Infatti i servizi didattici hanno come obiettivo principale quello della riscoperta dei valori del lavoro del mondo agricolo, delle sue produzioni e dell’educazione alimentare.

I servizi di utilità sociale devono essere di tipo innovativo, ovvero: – pet therapy (rapporto di affezione con gli animali); – horticultural therapy (l’uso, attivo o passivo, dell’orticoltura, del giardinaggio e degli ambienti naturali per promuovere nelle persone salute, benessere e recupero psico-fisico); – agroterapia (inserimenti socioterapeutici in campo agricolo hanno come obiettivo l’apprendimento di specifiche competenze ed abilità professionali); – ippoterapia. Ancora i servizi di assistenza all’infanzia prevedono non solo ludoteche ma anche l’apertura di agrinidi (asilo nido in aziende agricole).

Tutto ciò apre la possibilità di porre un nuovo ed innovativo elemento di diversificazione aziendale, definibile quale azienda agrisociale, che abbisogna sì di competenze di natura sociale, ma anche di specifiche competenze agricole, oltre che necessariamente di strutture agricole. La Misura 323 (“Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale”) rischia di attrarre molte delle risorse di un GAL, apportando invero scarsa qualità al P.S.L. Infatti rischia di essere un’attività “vessillo”, per dimostrare un impegno verso il miglioramento dell’agro o dell’ambiente, senza che la ristrutturazione di beni immobili “di interesse archeologico e/o storico, possa recare alcun reale beneficio alle popolazioni rurali. Dunque l’attenzione deve essere massima ad attuare la Misura solo in quei territori e per quei beni il cui intervento sia giustificato dalla stessa strategia attuative dell’intero P.S.L., fatta salva la salvaguardia degli olivi secolari.

In ultimo la Misura 331 (“Formazione e Informazione”) che ha come obiettivo quello di migliorare il livello di conoscenze e competenze professionali e le capacità imprenditoriali degli operatori locali delle aree rurali, che ha lo scopo dunque di accompagnare tutte le attività proposte in precedenza in ambito di Asse 3. Anche in questo caso bisognerà avere l’attenzione a che le coinvolgano per buona parte gli operatori agricoli. Si pensi, ad esempio, a corsi specialistici per migliorare le “performance” delle attività agrituristiche (capacità di ristorazione, di attrattività, ecc…). Ciò vale anche per le attività di informazione.

Pietro Spagnoletti

(Resp. Regionale CAA Coldiretti)

Fonte: FOGLIE  del 15 novembre 2009

Le immagini dell’escursione “Andar per erbe”

IMG_1041Un’allegra e motivata carovana di un centinaio di persone (famiglie, studenti, docenti universitari, forestali, appassionati, ecc.) ha partecipato all’escursione “Andar per erbe“, ulteriore tappa del percorso di uscite organizzato da Legambiente e Assessorato all’ecologia del Comune di Mola “Percorsi a Sud-Est” e momento conclusivo della rassegna “COME BIO VUOLE“, serie di eventi ASPETTANDO MEDITERRE organizzato da Comune di Mola, Regione Puglia e Legambiente.

Il racconto della giornata è nella sezione del GAL. Di seguito le immagini di alcuni dei partecipanti all’escursione che abbiamo fatto lungo un sentiero in contrada San Marco a Mola.

Il percorso nelle foto di Carolina:

Il percorso nelle foto di Camillo e Sara:

Vendola e Stefàno presentano ulteriori fondi per bandi PSR

strade campagnaUlteriori 660 milioni di euro per il comparto agroalimentare pugliese, pari ad oltre il 45% della dotazione finanziaria di cui il Programma di Sviluppo Rurale dispone sino al 2015. A tanto ammontano le risorse dei bandi del PSR 2007-2013 presentati stamattina alla stampa dal presidente della Regione Nichi Vendola e dall’assessore alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno. Una somma cospicua per il settore principale della economia pugliese, che si aggiunge ai circa 280 milioni di euro già precedentemente attivati per interventi agro ambientali, per indennità ad agricoltori operanti in zone svantaggiate e in aree montane e per l’assistenza tecnica al Programma. I tre bandi (pubblicati sul BURP n. 162 del 15 ottobre 2009) individuano le tipologie di intervento strategicamente più rilevanti del PSR: i cosiddetti PIF (i progetti integrati di Filiera), l’insediamento di giovani agricoltori e gli avvisi “Approccio leader” da parte dei GAL. Strumenti innovativi, e per certi versi coraggiosi, con cui dare risposte ai problemi del sistema agroalimentare regionale. I Progetti Integrati di Filiera si rivolgono al miglioramento della qualità dei prodotti e dei risultati commerciali delle imprese agricole e delle imprese di trasformazione, attraverso un solido, duraturo e vincolante collegamento tra loro. Il bando, inoltre, individua anche i distretti agroalimentari di qualità, appena riconosciuti dalla giunta regionale, come soggetti promotori dei PIF. L’Insediamento di giovani agricoltori e il relativo Pacchetto multimisura giovani, invece, sono strumenti a supporto del ricambio generazionale degli imprenditori agricoli, imprescindibilmente legati alla realizzazione di progetti innovativi, sostenibili ed al passo con i tempi e con le nuove esigenze del mercato. Attraverso una unica valutazione della proposta, inoltre, in caso di ammissibilità della stessa, i giovani oltre ad ottenere il premio di primo insediamento potranno accedere a più misure del PSR specificatamente previste dal bando. Infine, la misura relativa ai Gruppi di Azione Locale, permette il coinvolgimento dei partenariati locali delle aree rurali della regione nella individuazione delle specifiche e diversificate esigenze di sviluppo e nell’utilizzo di strumenti e risorse finanziare per dare risposta ai bisogni delle diverse aree. “Tra risorse pubbliche e l’impegno delle risorse private – commenta il Presidente della Regione Nichi Vendola – saranno messi a disposizione del sistema agroalimentare pugliese circa 1.200.000 euro, fondamentali per avviare una sostanziale e positiva modifica strutturale del comparto”. “I bandi appena pubblicati – continua il Presidente – non rappresentano la boccata d’ossigeno in un momento di crisi congiunturale ma, avendo carattere eminentemente strategico, pongono le condizioni per un cambiamento di passo in grado di assicurare un irrobustimento strutturale dell’agricoltura regionale”. “C’è l’impegno di cambiare – ha concluso Vendola – il carattere parcellizzato e non organizzato delle imprese agricole che con queste misure potranno porsi come imprese di filiera. C’è la volontà di favorire l’ingresso vitale delle nuove generazioni sburocratizzando e semplificando le procedure. C’è il principio della sostenibilità ambientale coltivato attraverso la sensibilità e le competenze ecologiche del mondo agricolo. C’è, insomma, il senso di una ripresa forte e non legata alle fasi critiche dell’attuale congiuntura”. Grande soddisfazione viene espressa dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno: “Con la pubblicazione dei bandi entro ottobre, abbiamo tenuto fede agli impegni da me assunti nei confronti del sistema agroalimentare pugliese. E’ il frutto di un lavoro di squadra senza soste, che ha impegnato l’assessorato dal primo giorno del mio insediamento, con l’obiettivo di irrorare il sistema agricolo di risorse fondamentali in questo momento congiunturale complicato”. “Inizia ora – prosegue Stefàno – il processo di utilizzo ottimale delle cospicue risorse per dare completa e coerente attuazione alle scelte strategiche del PSR. In tal modo si dà corpo alla politica regionale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale sia con azioni di indirizzo che con snelli strumenti finanziari di sostegno agli investimenti delle imprese”. “Inoltre – precisa l’assessore Stefàno – con la pubblicazione avvenuta il 15 ottobre si è definitivamente allontanato il rischio di utilizzo parziale delle risorse comunitarie, nazionali e regionali, con conseguente obbligo di restituzione di quanto non speso, nel caso di mancata spesa delle risorse assegnate entro due anni dalla loro iscrizione sul bilancio dell’Unione Europea”. Proprio per rendere ancora più efficace e maggiormente diffusa l’azione di sostegno al settore agricolo, l’Area Politiche per lo Sviluppo Rurale sta compiendo un significativo sforzo di semplificazione dei processi amministrativi, con la definizione di strumenti e modalità innovative sin dalla fase di presentazione delle domande, per rendere più celere l’iter sino alla concessione dei finanziamenti e alla realizzazione degli interventi. Strategica, poi, l’azione di comunicazione su tutti gli elementi che caratterizzano i bandi. In questa direzione, con una inversione netta rispetto al passato, l’Area ha predisposto sportelli informativi per il pubblico ed una attività di divulgazione assolutamente indispensabile per far giungere le informazioni corrette alle imprese agricole, agroalimentari e alle popolazioni rurali, principali beneficiari del PSR. Questi i principali elementi dei bandi pubblicati: Progetti Integrati di Filiera (PIF): l’avviso mette a disposizione delle imprese agricole di trasformazione di prodotti agricoli afferenti alla medesima filiera circa 200 milioni di euro, in grado di generare investimenti complessivi di quasi 400 milioni di euro. Le risorse sono ripartite tra tutte le principali filiere agricole regionali (cerealicola, olivicola, ortoflorofrutticola, vitivinicola, lattiero-casearia, zootecnica da carne, silvicola) in misura proporzionale al loro peso economico e sociale, premiando comunque le filiere in grado di esprimere maggiore progettualità. Attraverso il PIF si coinvolgono una pluralità di soggetti per realizzare investimenti singoli, distinti ma coordinati tra loro, per l’ammodernamento delle aziende agricole e forestali, il miglioramento delle strutture di trasformazione, il miglioramento della qualità e la valorizzazione commerciale dei prodotti, il trasferimento delle conoscenze e la consulenza alle aziende agricole, l’introduzione di innovazioni tecnologiche. I PIF sono caratterizzati da un accordo formale tra i soggetti aderenti – che si debbono costituire in forma di Associazione Temporanea di Imprese o Associazione Temporanea di Scopo o Consorzio o Società Consortile – che definisca in maniera chiara le relazioni e i legami tra le imprese. Le imprese, a cui è garantita la libera partecipazione al PIF, si impegnano a perseguire l’obiettivo comune di incrementare i rapporti tra di loro, funzionale a risultati commerciali più remunerativi e a collocazioni sui mercati più certe. Coerentemente con questa finalità, i criteri di valutazione dei PIF premiano soprattutto i raggruppamenti nei quali aumentino i conferimenti dai produttori agricoli alle imprese di trasformazione che, a loro volta, privilegino le acquisizione di prodotto di base dalle imprese aderenti al PIF, nonché la sussistenza di accordi con la GDO e altre forme e canali di commercializzazione delle produzioni. Inoltre, i criteri di valutazione premiano i PIF che coinvolgano più imprenditori agricoli, prevedendo che almeno il 25% degli investimenti dei progetti presentati debba riguardare proprio le imprese agricole, ciò al fine di promuovere una loro più sicura e diffusa partecipazione. Per garantire la creazione di PIF equilibrati in relazione alla filiera di appartenenza e dalle dimensioni né troppo modeste né troppo elevate, le risorse disponibili per singolo PIF variano tra livelli minimi e massimi – differenziati per filiera – compresi tra circa 150.000 euro e 12.750.000 euro. La redazione e presentazione dei PIF, che si dovrà concludere entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, sarà supportata dall’Area Politiche per lo Sviluppo Rurale sia con azioni di informazione ed assistenza che con l’ausilio di un software dedicato, disponibile sul sito della Regione, attraverso il quale, inoltre, la procedura selettiva si svolgerà in tempi rapidissimi. Insediamento di giovani agricoltori e relativo Pacchetto Multimisura Giovani: il bando è rivolto a coloro che, avendo un età compresa tra i 18 e 40 anni, vogliano divenire imprenditori agricoli. L’aiuto si concretizza in un premio compreso tra i 25.000 e i 45.000 euro in funzione della condizione di minore o maggiore svantaggio dell’area in cui il giovane vuole insediarsi e dell’eventuale ricorso a un contributo in conto interessi. Il contributo viene concesso a patto che il giovane presenti un Piano di sviluppo dell’azienda, che preveda un fabbisogno di lavoro per almeno 2.200 ore all’anno. Nel Piano debbono essere evidenziati gli investimenti e tutti gli altri interventi necessari al miglioramento dell’azienda, in termini ambientali, di reddito, di occupazione, di qualità dei prodotti. L’avviso prevede un totale di 96,5 milioni di euro e consente l’ammodernamento delle aziende agricole, il miglioramento delle competenze dell’imprenditore, l’adesione a sistemi di qualità, l’utilizzo di consulenze, la diversificazione delle attività dell’azienda. Si prevede di consentire l’insediamento di quasi 5.000 giovani imprenditori che, se non già preparati da un percorso di studi in materie agrarie, potranno acquisire le indispensabili conoscenze e competenze entro 36 mesi, pervenendo al riconoscimento della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale. Le domande, redatte attraverso gli strumenti disponibili sul portale SIAN e sul sito della Regione, potranno essere presentate sino a esaurimento delle risorse finanziarie. La Regione provvederà alla definizione di graduatorie con cadenza trimestrale, con primo termine al 1 febbraio 2010. Anche per questo bando l’Area Politiche per lo Sviluppo Rurale provvederà ad offrire assistenza, supporto e diffusione delle informazioni. Gruppi di Azione Locale: l’avviso rappresenta il compimento della prima fase di selezione di partenariati locali pubblico-privati, recentemente conclusasi, che hanno presentato un proprio Documento Strategico Territoriale con i fabbisogni di intervento sulle proprie aree, cui rispondere con gli strumenti del PSR. Strumenti tesi al miglioramento della qualità della vita e alla diversificazione economica nelle zone rurali, quali: la creazione di microimprese, la fornitura di servizi alla persona, la formazione e l’informazione, la tutela del patrimonio rurale, la diversificazione delle attività delle aziende agricole, l’incentivazione delle attività turistiche, la cooperazione tra territori rurali. L’attività selettiva realizzata ha determinato la possibilità per 25 aree, che coprono di fatto tutto il territorio regionale con eccezione dei capoluoghi e di pochissimi Comuni a questi limitrofi, di partecipare a questa seconda fase. L’avviso indica l’obbligo per questi partenariati di costituirsi in Gruppi di Azione Locale (GAL), di definire con maggiore dettaglio le strategie di sviluppo ipotizzate attraverso la redazione di un Piano di Sviluppo Locale, avendo a disposizione risorse per 279 milioni di euro, incrementabili di ulteriori 14 milioni di euro per investimenti dedicati alla produzione di energia da biomasse. Queste risorse sono state ripartite tra le aree, in funzione dell’entità degli svantaggi, della popolazione e della superficie interessata, con dotazioni minime di quasi 9 milioni di euro per i territori in pianura e con meno abitanti, e massime di 14,5 milioni di euro per le zone di montagna ampie e popolate. I GAL sono chiamati, tra l’altro, a descrivere con chiarezza il proprio modello organizzativo, a evidenziare la coerenza tra bisogni, obiettivi, strategie e distribuzione delle risorse, a rivolgere particolare attenzione all’ambiente, ai giovani e alle donne. A disposizione 60 giorni per presentare il PSL e tutta la documentazione amministrativa richiesta, durante il quale per consentire la migliore progettualità possibile l’Area Politiche per lo Sviluppo Rurale e la Rete Rurale Nazionale garantiranno azioni di assistenza e workshop tematici.

Fonte: regione.puglia.it

Al via la seconda fase di selezione per i GAL. 10,4 milioni di euro assegnati al GAL del SUD-EST Barese

leaderApprovato l’Avviso ai GAL/Comitati promotori, risultati ammessi alla seconda fase di selezione, a seguito della determinazione dirigenziale del Servizio Agricoltura n.2355 /2009, pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione n.150/2009

L’avviso è approvato con la determinazione dirigenziale n.2463/2009 del Servizio Agricoltura, insieme con lo Schema della domanda di ammissione, l’Indice del Piano di Sviluppo Locale e i Criteri della della selezione delle operazioni ammissibili a finanziamento.
Avviso ed Allegati sono pubblicati, con l’atto di approvazione, nel Bollettino ufficiale regionale n.162 del 15 ottobre 2009, data da cui decorrono i termini di  trenta giorni per la presentazione di eventuali ricorsi gerarchici, indirizzati al Dirigente del Servizio Agricoltura.

La domanda e tutta la documentazione richiesta, compilata in ogni parte e sottoscritta a norma di legge dal rappresentante legale del GAL, devono pervenire, mediante raccomandata AR o mezzo analogo in un unico plico sigillato e firmato su tutti i lembi di chiusura.
Si richiede, inoltre, una copia su supporto informatico (nei formati: .doc o .pdf), salvata su cd-rom, della documentazione di seguito indicata:
-  Piano di Sviluppo Locale (PSL);
-  Elenco dei soci con indicazione della sede e della quota di capitale versata da ognuno.

La documentazione deve pervenire, entro le ore 12,00 del sessantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione dell’avviso nel Bollettino ufficiale della Regione Puglia.

La dotazione finanziaria a disposizione del Piano di Sviluppo Locale del Gal del Sud – Est Barese è di 10,4 milioni di euro (spesa pubblica che riviene dal PSR). L’assegnazione dei 279 milioni di euro a disposizione dei 25 GAL ammessi a finanziamento è stata fata sulla base dei criteri stabiliti dal Comitato di Sorveglianza del 30 giugno 2009: 80% delle risorse disponibili per l’Asse IV
pari alla somma di 279 Meuro in misura eguale tra i GAL ammessi e le restanti risorse pari al 20%, suddivise in ragione delle specificità dei territori in termini di bisogni e di possibilità di attuazione delle misure.

Fonte: regione.puglia.it

Orti urbani tra le “lame”

cotognoLa quinta tappa del viaggio tra gli orti urbani e i giardini comunitari in Italia: Bari. Lama Balice e Lamasinata: quando la foce di un antico fiume può trasformarsi in orto urbano. E anche nei Comuni dell’area barese il seme dell’agricoltura urbana sembra crescere

Se si va indietro nel tempo e si cerca di capire quali siano state le origini di Bari, chi l’abbia fondata e quando, si scopre che molte cose non sono così ben chiare. Lo stesso succede se si tenta di fare il censimento degli orti urbani presenti nel capoluogo: apparentemente sembra non ce ne siano, eppure quando si parla con qualcuno originario di queste zone, pare che tutti abbiano un proprio orticello personale o, quantomeno, un fazzoletto di terra su cui coltivare pomodori e melanzane.

In effetti, a ben cercare qualcosa si trova, spesso si tratta di riferimenti a orti già esistenti, terreni coltivati da chissà quando, che sono ormai diventati parte integrante del paesaggio. Se ne parla come se questi orti fossero lì da un tempo così lungo da essere entrati a far parte di una realtà talmente consolidata che non ha bisogno di essere incentivata o regolamentata.

Eppure il concetto di orto urbano inizia a farsi strada anche da queste parti. Leggendo, ad esempio, uno dei progetti finalisti del concorso di riqualificazione dell’area costiera del quartiere di Fesca – San Girolamo, si trova la proposta di inserire, tra gli altri elementi di valorizzazione del paesaggio, anche una serie di orti urbani. Il quartiere di Fesca – San Girolamo è situato nella zona della periferia barese che corre lungo la costa nord della città, la sua area costiera è rappresentata dalla fascia di terra compresa tra la foce della Lama Balice e quella della Lamasinata. Nel dialetto locale il termine “lama” si usa per indicare corsi d’acqua un tempo esistenti, ma ormai prosciugati: a Fesca – San Girolamo, questi antichi corsi d’acqua delimitano strisce parallele di paesaggio urbano, costiero e agricolo che spesso si mischiano tra loro senza nessuna regola. La proposta di rivalutazione dell’area costiera vede gli orti urbani come elemento chiave per ridefinire la transizione tra paesaggio urbano e paesaggio agricolo, in modo da renderla il meno brusco possibile e portare un po’ di verde nelle zone di periferia.

Anche nei comuni limitrofi al capoluogo pugliese sta crescendo l’interesse verso gli orti urbani. A Monopoli il passato giugno, all’interno di Biolfish, si è tenuto il workshop “Agricoltura e città – Agricivismo, agricoltura urbana, agricoltura sociale e turismo rurale: come l’agricoltura può aiutare a vivere meglio”. E il Gruppo di Azione Locale Sud Est Barese (Mola di Bari, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Conversano, Noicattaro e Rutigliano) ha partecipato lo scorso marzo al Convegno nazionale degli Orti di Pace a Cesena. L’obiettivo è diffondere gli orti urbani nel proprio territorio in modo che paesaggio e cittadini possano trarne entrambi benefici vantaggi.

Fonte: www.ecodallecitta.it (di Elisa Bianco)