Energie rinnovabili, nuove istruzioni per l’uso

Chi vuole alimentare la casa o l’azienda con energia pulita e rinnovabile, pedala in salita. E’ vero che si risparmia grazie agli incentivi del Conto energia e alle detrazioni Irpef per gli investimenti. Ma la normativa cambia continuamente – due modifiche significative già durante questo giovane anno – e c’è tutta la burocrazia da sbrigare.

Eppure è importante usare le energie rinnovabili. Il sole è lì ogni giorno, inesauribile e a disposizione di tutti. Le energie fossili grazie alle quali illuminiamo e scaldiamo le case, facciamo funzionare le industrie ed alimentiamo i serbatoi delle auto prima o poi finiranno: la Terra non possiede una dotazione illimitata di petrolio, carbone e gas naturale. Per il petrolio, addirittura, molti studiosi ritengono che ormai abbiamo raggiunto il “picco”, ovvero il massimo storico di produzione. Altri pensano che ci siamo molto vicini, questione di pochissimi anni. Attenzione: il “picco” non coincide con il massimo prezzo. Si verifica quando metà di una risorsa è già stata consumata. La parte che resta è anche la più difficile da sfruttare (i giacimenti facilmente accessibili sono stati utilizzati per primi): servono maggiori investimenti, diminuiscono i profitti e la produzione declina, anche se non viene certo a mancare improvvisamente.

“Picco” o non “picco”, l’uso delle energie fossili è legato ai cambiamenti climatici in corso. Bruciando petrolio, gas e carbone si emette nell’atmosfera l’anidride carbonica, il gas principale imputato della produzione dell’effetto serra. Prima della Rivoluzione industriale e dell’impiego di combustibili fossili la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera era pari a circa 270 parti per milione. A fine 2007 (i dati più recenti) era di 386 parti per milione; l’anno prima era di 380 parti per milione.

Chi volesse tagliare la bolletta del riscaldamento e dell’elettricità contribuendo contemporaneamente ad arginare, almeno nel suo piccolo, i cambiamenti climatici prodotti dall’attività umana può contare sul ripristino delle detrazioni fiscali pari al 55% delle spese sostenute per installare pannelli solari o per diminuire la quantità di energia necessaria a riscaldare, illuminare, produrre acqua calda L’ultimo tipo di intervento è volto all’efficienza energetica più che all’uso di energie rinnovabili, ma va anch’esso nella direzione di diminuire le emissioni di gas serra contenendo l’uso delle energie provenienti da fonti tradizionali.

Queste detrazioni fiscali sono state introdotte dalla Legge Finanziaria 2008. Prima di tornare in vigore quasi – solo quasi – identici a quelli che erano in origine, gli incentivi il 30 novembre scorso sono stati passati a fil di spada da un decreto legge: decurtati non solo per il futuro ma anche per il passato. Chi già aveva effettuato le spese contando sugli sgravi fiscali se li trovava infatti ridotti dal 55% al 36%; chi invece i lavori era intenzionato farli, avrebbe ricevuto gli incentivi del 55% solo nel caso in cui non venissero sforati i finanziamenti disponibili e l’Agenzia delle Entrate avesse dato un esplicito “via libera” entro i 30 giorni dalla presentazione della domanda. Quasi un terno al lotto, insomma.

Poi le cose sono di nuovo cambiate, e a fine gennaio gli incentivi sono tornati, seppur con qualche lieve modifica. Sparite dalla versione definitiva della legge tutte le norme retroattive: non cambia nulla per coloro che hanno sostenuto le spese nel 2008. Essi devono chiedere la detrazione entro i 90 giorni dalla fine dei lavori attraverso il sito internet della Legge Finanziaria 2008, all’indirizzo http://finanziaria2008.acs.enea.it/, che sarà attivo fino al 31 marzo.

Per chi intende effettuare gli interventi nel 2009 e nel 2010 le detrazioni restano invariate ma cambia l’arco di tempo sul quale vanno “spalmate” le detrazioni stesse. Prima erano 3-10 anni, a scelta; ora sono obbligatoriamente cinque anni. Bisogna inoltre chiedere la detrazione attraverso il sito Internet della Legge Finanziaria 2009, che sarà attivo dal primo aprile – almeno, è la promessa – e che si troverà all’indirizzo http://finanziaria2009.acs.enea.it/. Se il sito non sarà in funzione, il tutto andrà inviato tramite raccomandata all’Agenzia delle Entrate. Bisognerà inoltre compilare un modulo dell’Agenzia delle Entrate (dovrebbe venire “confezionato” nei primi giorni di marzo) indicando l’avvio dei lavori, la spesa sostenuta e la cifra da portare in detrazione. Il tutto, assicura il Governo, per puri scopi statistici, e non per stabilire un tetto massimo di fondi disponibili.

link testo ufficiale Info tratta da ErmesAmbiente

Fonte: http://first.aster.it

L’ora della Terra

Il 28 marzo, dalle 20,30 alle 21,30 sarà l’ Ora della Terra – Earth Hour.
In tutto il mondo grandi città con i loro monumenti, piccoli comuni, aziende e singoli cittadini nelle loro case spegneranno le luci. Un gesto semplice, per accendere un messaggio che risuonerà in ogni angolo del Pianeta.

Segnaliamo l’iniziativa promossa dal WWF Puglia a Vernole.

Sabato 28 marzo 2009

Programma

Ore 19:00 – Insieme in piazza Vittorio Veneto a Vernole ad attendere “L’Ora della Terra”.
La voce dell’Uro nel ventre della Terra   Visita guidata nel Frantoio Ipogeo “Caffa”

Ore 20:15 – Lo spettacolo del fuoco nel rullo dei tamburi: Mangiafuoco e Tamburellista

0re 20:30 – E’ l’Ora della Terra. Si spegne la Residenza Municipale e la pubblica illuminazione di Piazza Vittorio Veneto

Ore 21:15 – Masseria Cesine Le fiabe dell’acqua nella dimora del Moriglione.  Passeggiata notturna  nella Riserva Naturale dello Stato Le Cesine.

Ore 22:30 – I Sapori della Terra  a lume di candela.
Cena su prenotazione (contributo 13€) a seguire Fuoco e Tamburi nell’Oasi
Info e prenotazioni al numero 329.8315714

In collaborazione con la PRO LOCO di Vernole

Il costo del risparmio

Con interventi mirati di efficienza energetica è possibile risparmiare fino a 12 € e 80 kg di CO2 ad abitante. Parola dell’Ing. Fauri, Docente di Sistemi Elettrici per l’Energia presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento e Presidente di “Polo Tecnologico per l’Energia Srl”

Il valore di assets “intangibili” come l’ambiente rappresenta forse l’unica vera ricchezza che una società, anche il suo ambito produttivo, possa possedere. Ne parliamo con l’Ing. M.Fauri.

Ing. Fauri, anche alla luce dell’attuale crisi finanziaria mondiale, quali possono essere le politiche pubbliche per la salvaguardia dell’ambiente e per il sostegno allo sviluppo dell’economia?
Dai recenti dibattiti politici traspare che il rispetto del protocollo di Kyoto sia economicamente insostenibile per l’Italia, tanto che il governo ha chiesto all’Europa la proroga delle scadenze. A questo proposito, proviamo a fare chiarezza sull’entità dei costi per la riduzione dei consumi energetici. Gli interventi necessari per la riduzione delle emissioni di CO2, comportano l’incremento della produzione dell’energia da fonte rinnovabile, ma soprattutto il miglioramento dell’efficienza negli usi finali e nei processi di trasformazione dell’energia primaria da fonte fossile.
Decine di comuni italiani e trentini hanno già sviluppato e applicato piani di efficienza energetica per la riduzione dei consumi energetici e dei costi.

Ma esiste una reale convenienza?
L’esperienza fatta ha dimostrato che con semplici interventi tecnici si possono risparmiare mediamente ogni anno tra 7 e 12 euro per ogni abitante. Gli investimenti economici richiesti per ottenere questi obiettivi si aggirano tra 40 e 50 euro per abitante. Considerando il costo del denaro, i tempi di ritorno degli investimenti fatti per aumentare l’efficienza energetica, sono compresi tra 5 e 10 anni. Il beneficio ambientale conseguito è compreso tra 50-80 kg di emissioni di CO2 evitate per ogni abitante.
Da questi semplici risultati, si può dedurre che in tutta Italia, solamente in ambito pubblico, si potrebbero risparmiare oltre 800 milioni di euro all’anno, evitando di emettere in atmosfera oltre 5 milioni di tonnellate di CO2, pari ad un settimo della quota inizialmente assegnata all’Italia dal protocollo di Kyoto.

Quali potrebbero essere gli interventi da realizzare in concreto?
Interventi di efficienza energetica semplici ed immediati si possono ottenere con la sostituzione delle tipologie di lampade nel campo dell’illuminazione pubblica. La riduzione dei consumi può raggiungere un valore percentuale fino al 40%. Altri significativi risultati si possono ottenere con la sostituzione delle caldaie obsolete, con il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici – a volte del tutto assente -, con la regolazione della velocità dei motori elettrici e con semplici sensori di luminosità e/o di presenza. La modifica delle abitudini e dei comportamenti delle persone può inoltre consentire di raggiungere ulteriori valori di risparmio energetico del 25-30%, senza alcun tipo di investimento economico.

E la convenienza per le imprese del settore?
Negli ultimi decenni, le opere pubbliche sono state realizzate senza badare troppo all’efficienza energetica e lo spreco dell’energia che ne deriva diventa oggi un’interessante opportunità economica. Gli investimenti in efficienza energetica hanno una redditività del 15-20%, valore ben superiore a qualsiasi operazione finanziaria, senza alcun tipo di rischio bancario. Ma non solo. Oltre al fattore economico, ne deriva anche un beneficio ambientale, valore che purtroppo sarà presto inestimabile.

Fonte: rinnovabili.it (di Lorenzo Vinci)

Dietrofront sull’efficienza

Il governo ha ripristinato, seppur con qualche modifica, il provvedimento che concedeva le detrazioni del 55% per gli interventi di efficienza energetica: «La mobilitazione d’imprese, associazioni e cittadini ha avuto successo»

“Una buona notizia. Il governo si è reso conto del grave errore in cui si stava incorrendo e ha fatto bene a correre ai ripari ripristinando, seppur con qualche modifica, un provvedimento che aveva in questi anni mostrato tutta la sua validità. Il merito però va anche alle tante voci di protesta che si sono levate e tramutate in una vera e propria mobilitazione spontanea”. Così Legambiente commenta l’approvazione del testo per la conversione in legge del DL 185/2008, contenente all’Art.29 le nuove disposizioni sulle detrazioni del 55% per gli interventi di efficienza energetica.

“Va ricordato infatti – continua Legambiente – che tanti cittadini insieme al mondo dell’impresa, delle associazioni di categoria, degli ambientalisti, da subito hanno condotto una battaglia di civiltà per chiedere che il Governo facesse marcia indietro su questa assurda decisione e questo è servito. Lo sgravio fiscale del 55%, già utilizzato da migliaia di famiglie è una misura determinante per affrontare sia gli obiettivi di riduzione di CO2 che la crisi economica e occupazionale.

Infatti – conclude Legambiente – grazie alla possibilità di detrarre una parte delle spese per interventi di efficienza si è messo in moto un giro d’affari superiore ai 3 miliardi di euro che ha facilitato l’emersione del sommerso e reso possibile un significativo risparmio energetico”.

Il governo ha ripristinato, seppur con qualche modifica, il provvedimento che concedeva le detrazioni del 55% per gli interventi di efficienza energetica: «La mobilitazione d’imprese, associazioni e cittadini ha avuto successo»

“Una buona notizia. Il governo si è reso conto del grave errore in cui si stava incorrendo e ha fatto bene a correre ai ripari ripristinando, seppur con qualche modifica, un provvedimento che aveva in questi anni mostrato tutta la sua validità. Il merito però va anche alle tante voci di protesta che si sono levate e tramutate in una vera e propria mobilitazione spontanea”. Così Legambiente commenta l’approvazione del testo per la conversione in legge del DL 185/2008, contenente all’Art.29 le nuove disposizioni sulle detrazioni del 55% per gli interventi di efficienza energetica.

“Va ricordato infatti – continua Legambiente – che tanti cittadini insieme al mondo dell’impresa, delle associazioni di categoria, degli ambientalisti, da subito hanno condotto una battaglia di civiltà per chiedere che il Governo facesse marcia indietro su questa assurda decisione e questo è servito. Lo sgravio fiscale del 55%, già utilizzato da migliaia di famiglie è una misura determinante per affrontare sia gli obiettivi di riduzione di CO2 che la crisi economica e occupazionale.

Infatti – conclude Legambiente – grazie alla possibilità di detrarre una parte delle spese per interventi di efficienza si è messo in moto un giro d’affari superiore ai 3 miliardi di euro che ha facilitato l’emersione del sommerso e reso possibile un significativo risparmio energetico”.

Fonte: www.lanuovaecologia.it