La Corte Ue: Il cdr di qualità non è un sottoprodotto

Dalla Corte di giustizia europea arriva un’altra condanna per l’Italia e di nuovo per mancata attuazione della disciplina in materia di rifiuti. Stavolta perché il Bel paese ha sottratto a priori i rottami destinati ad attività siderurgiche e metallurgiche e il combustibile da rifiuti di qualità elevata (Cdr-Q) dall’ambito di applicazione della legislazione italiana sui rifiuti, sottrazione presente nel decreto 152 (Matteoli), ma ora abrogata.

L’Italia però è venuta meno agli obblighi derivanti alla direttiva nonostante l’abrogazione delle disposizioni perché è intervenuta soltanto dopo la scadenza dei termini fissati nel parere motivato e nel parere motivato complementare, e persino dopo la presentazione del ricorso.

La Corte ritiene che i rottami ferrosi non siano a priori né materie prime secondarie né sottoprodotti. Perché sono semplici residui di produzione e di consumo che rimangono tali fino alla conclusione del processo di recupero completo, che termina con la loro trasformazione in prodotti siderurgici e metallurgici. Dunque l’esclusione a priori ha l’effetto di rendere inapplicabile a tali materiali, in particolare alla loro gestione, al loro deposito e al loro trasporto, la normativa comunitaria sulla tutela dell’ambiente.

Per quanto riguarda invece il Cdr-Q la Corte sostiene che non sia un sottoprodotto e che l’operazione di trattamento dei rifiuti solidi urbani volta ad ottenere il combustibile implica soltanto una mera selezione e mescolanza di rifiuti e dunque non è un processo di fabbricazione di un prodotto. E neanche costituisce il risultato di un recupero completo di rifiuti: un’operazione di recupero può dirsi completa soltanto se ha l’effetto di conferire al materiale in questione le medesime proprietà e caratteristiche di una materia prima e di renderlo utilizzabile nelle stesse condizioni di precauzione rispetto all’ambiente (cosa che il Cdr-Q non ha).

Con la nuova disciplina dei rifiuti il legislatore europeo ha introdotto nel panorama comunitario una nuova nozione di sottoprodotto e per la prima volta di materia prima seconda al fine di precisare cosa è rifiuto e cosa non lo è (anche se la definizione di rifiuto rimane la stessa rispetto alla direttiva precedente).

Il legislatore italiano invece ha riformulato la definizione di sottoprodotto con il Dlgs 04/08.

Ma comunque sia, rimane il fatto che le condizioni necessarie affinché una sostanza possa essere considerata sottoprodotto in Europa e in Italia ma anche materia prima seconda, dovranno essere dimostrate dal produttore per superare la presunzione giuridica di rifiuto (che è norma di stretta interpretazione).

Fonte: www.greenreport.it (di Eleonora Santucci)

Addio alla lampadina con filamento: dal 2012 avremo solamente quelle “a risparmio”

L’Unione Europea si prepara a varare una ”road-map” che nel 2012 porterà al divieto di vendita delle tradizionali lampadine a incandescenza e di consentire solo l’uso di quelle a basso consumo. I ministri dell’Energia dell’Unione starebbero valutando un bando alla vendite delle lampadine a incandescenza da 100 watt già a partire dal settembre prossimo. La messa al bando si estenderebbe progressivamente fino al divieto di vendita delle lampadine a incandescenza di qualsiasi potenza nel 2012 e al loro divieto di utilizzo nelle case nel 2016. La sostituzione di 3,5 miliardi di lampade a incandescenza installate in tutta Europa ridurrà di oltre il 30% i consumi energetici dei sistemi di illuminazione. “La decisione dell’Unione Europea contribuirà alla protezione dell’ambiente e permetterà ai consumatori di risparmiare sui costi dell’energia elettrica”, afferma Martin Goetzeler, amministratore delegato della Osram (gruppo Siemens). Osram realizza già oltre il 95% del proprio fatturato con altri tipi di lampade, come le lampade ad alogeni, le lampade fluorescenti, i diodi a emissione luminosa (LED) e le lampade speciali. In qualità di produttore leader nel settore dell’illuminazione, l’azienda dispone del più ampio portafoglio mondiale di prodotti a risparmio di energia, come attesta anche il Premio Tedesco per la Sostenibilità, consegnato all’impresa lo scorso 5 dicembre sotto il patrocinio del Presidente della Repubblica Federale Tedesca.

Fonte: www.e-gazette.it

Rifiutatevi tutti!

Ecco le più belle adesioni alla Settimana di Riduzione dei Rifiuti. Su www.menorifiuti.org c’è chi si impegna a far bere l’acqua del rubinetto nella propria scuola, chi cambia stabilmente le abitudini facendo a meno di detersivi ed ammorbidenti, chi più semplicemente non userà fazzoletti di carta ma solo di stoffa. Segnalaci il tuo impegno!

La settimana europea per la riduzione dei rifiuti è iniziata. Da lunedì 22 a domenica 30 novembre per la prima volta in Italia siamo tutti chiamati a fare un’ulteriore sforzo per ridurre la nostra impronta ecologica. Una sfida che si rivolge a tutti, nella consapevolezza che piccole pratiche virtuose individuali possono portare a grandi risultati collettivi.

Ed ecco gli impegni più significativi raccolti sul nostro portale www.menorifiuti.org

Santa De Carolis di Torino si impegna a non utlizzare fazzoletti usa e getta: “Userò quelli di stoffa. Non è molto ma per il resto produco rifiuti solo quando non riesco a farne a meno!”. Daniela, maestra di scuola elementare, promette di far bere durante la Settimana di Riduzione “l’acqua del rubinetto a tutti gli allievi della mia classe”.

Azioni che non si limitano alla settimana che va dal 22 al 30 novembre ma che indicano un cambiamento di abitudini da portare avanti nel tempo. Federica, ad esempio, ha acquistato “la pallina clinetor che lava senza detersivo e senza ammorbidente, se funziona avrò risparmiato detersivi chimici e imballi!”. Ma anche S.Galli di Lainate che è ben determinato a fare compostaggio domestico: “perchè mi costa niente e risparmio in fatica, benzina per portare i rifiuti alla piattaforma differenziata e mi rilassa produrre una cosa utilissima per il mio giardino ed i miei vasi”.

Rispondono all’appello anche associazioni e cooperative come E.r.i.c.a. di Alba (CN): “prepariamo il caffè con la moka, effettuiamo il compostaggio dei rifiuti organici prodotti nella mensa, beviamo l’acqua del rubinetto e stampiamo in fronte/retro (di default sulle stampanti) riutilizzando in ogni ufficio la carta di recupero”.

Aderisci anche tu alla Settimana di Riduzione! Scrivi il tuo impegno su www.menorifiuti.org

Fonte:www.ecodallecitta.it (di Federico Vozza)

Torna a riunirsi l’assemblea dell’ATO Bari 5: altra proroga per il bando di gara dei rifiuti

E’ stata convocata per oggi alle 9 a Conversano l’assemblea dei 21 Comuni del Consorzio ATO Bari 5.
Questo l’ordine del giorno:
1. esame della relazione sulla determinazione della tariffa di conferimento in discarica: determinazioni;
2. mozione di sfiducia presentata dei Sindaco del Comune di Acquaviva delle Fonti: determinazioni;
3. aggiornamento sulla procedura di gara per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti;
4. aggiornamento sulla procedure per la realizzazione dell’Impianto di compostaggio in Gioia del Colle.

Dal sito web del consorzio apprendiamo che la scadenza del bando è stato ulteriormente prorogata al 10 aprile 2009.

Quando saranno chiariti i dubbi e le criticità che più volte il nostro comune ha evidenziato in merito alla gara unica pubblicata e che sono stati riportati nella deliberazione di Consiglio comunale a luglio scorso? Ne ricordiamo alcuni:

1. L’affidamento unitario delle gestioni presuppone la sussistenza di strumenti propedeutici indicati dagli artt. 195 e 196 del D.Lgs. N. 152/2006 (il “Codice Ambientale”), la piena efficacia dei Decreti Ministeriali di attuazione indicati dallo stesso Codice e la predisposizione degli atti propedeutici all’affidamento del servizio (bando di gara e annessi documenti,  contratto di Servizio, carta di servizi con il gestore, ecc.) che, ad oggi, in gran parte, mancano.
2. La procedibilità dell’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, ai sensi degli artt. 201-203 del Codice Ambientale, è direttamente connessa alla transizione dalla Ta.R.S.U. alla Tariffa di Igiene Ambientale (art. 238 del D. Lgs. 152/2006), oggi condizionata da quanto previsto dalle ultime due leggi finanziarie.
3. La determinazione della Tariffa d’Ambito è chiaramente demandata all’Autorità d’Ambito. Tale elemento, che dovrebbe essere componente essenziale del Piano d’Ambito approvato dall’Autorità d’Ambito, è completamente assente negli atti che Lei ha prodotto.
4. Nei documenti della gara unica è completamente assente la progettazione del servizio di gestione integrata, stante la genericità della relazione tecnica e del Piano d’Ambito, relativamente all’organizzazione del sistema organizzativo della raccolte integrata, trasporto, riciclo e avvio a smaltimento definitivo, che la legge demanda chiaramente alla esclusiva competenza dell’Autorità d’Ambito.
5. Non si rilevano nel caso di specie le condizioni per “l’affidamento della progettazione ed esecuzione dei servizi di gestione dei rifiuti urbani e assimilati e dei servizi di igiene ambientale in tutti i 21 Comuni costituenti l’Ambito Territoriale Ottimale Bari 5”. L’ipotesi di affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione di interventi è contemplata esclusivamente per gli “appalti di lavori”.
6. Per quanto riguarda gli aspetti tecnico-organizzativi, il capitolato e il bando risultano complessivamente indeterminati e gravemente carenti in tutte le componenti essenziali per l’instaurazione di un rapporto negoziale a lungo termine tra Consorzio ATO Bari 5 ed il soggetto economico incaricato delle prestazioni.
7. Il Piano d’Ambito e i documenti di gara non contengono elementi e riferimenti idonei a permettere ai potenziali soggetti interessati l’espressione di appropriate proposte tecniche ed economiche verso il Consorzio procedente, con evidenti rischi per la corretta composizione dei rapporti tra le parti, soprattutto laddove tale rapporto negoziale dovesse essere perfezionato nei termini proposti.
8. Il servizio, nella sua indeterminatezza, viene proposto e quotato per tutti i 21 Comuni dell’ATO Bari 5, senza alcuna specificità per ciascun Comune e senza una indicazione precisa dei costi per ogni comune. Invece, i costi andrebbero dettagliati per ciascun comune e per ogni servizio effettuato altrimenti diventa praticamente impossibile controllare l’operato dell’azienda in un territorio così vasto.
9. Il Piano d’Ambito è gravemente carente rispetto alle linee guida per i Piani d’Ambito approvate dalla Regione Puglia.

Ridurre i rifiuti in casa, le istruzioni in “Go fato un sogno” il film di Mario Santi

Dall’acqua in bottiglia ai detergenti fino alla gestione dei bambini. Proponiamo quattro estratti dal mediometraggio di “Go fato un sogno” del regista Mario Santi. Un nostro amico che speriamo di ospitare presto a Mola. Il suo lavoro lo abbiamo proiettato a maggio scorso durante la Festa dell’ambiente.

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 4

Fonte: www.ecodallecitta.it