Sequestrata discarica abusiva nei pressi dell’antica città Azetium

AzetiumSul terreno ritrovati vari materiali tra cui eternit e polietilene. Ignoti i responsabili.

Bari, 08 novembre 2009 – Gli agenti del Corpo forestale dello Stato del Comando Stazione di Acquaviva delle Fonti (BA), ha posto sotto sequestro una discarica abusiva. Un’area di 6000 metri quadrati circa, in località “Castiello”, agro di Rutigliano (BA) occupata in precedenza da vegetazione spontanea di macchia mediterranea e poi sottoposta a movimenti di terra che hanno determinato la totale scomparsa delle piante. Il rimpiazzo del terreno vegetale avveniva con rifiuti di ogni tipo: demolizioni edili, terre e rocce di scavo, eternit e polietilene. Il sito si trova a ridosso dell’antica cinta muraria dell’insediamento civile denominato “Azetium“, vincolato per scopi archeologici. Ancora ignoti i responsabili dell’illecito. Continuano le indagini per la loro l’identificazione.

A cura dell’ufficio stampa dell’Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato

I rifiuti di Bari per tre mesi in discarica a Trani

martucci2Provincia e Regione raggiungono l’intesa. L’ampliamento della cava di Giovinazzo ha l’ok. Sarà utilizzato anche il sito di Conversano

I rifiuti di Bari finiscono a Trani, almeno per il tempo necessario ad effettuare i lavori di ampliamento della discarica Giovinazzo. Intanto il sito di Conversano si alleggerisce dell’immondizia proveniente dall’Ato Lecce 2 (che smaltirà a Cavallino) e per un mese continuerà ad accogliere gli scarti della Lecce 3 e quelli di una parte dei comuni della Bari 2.
Provincia e Regione raggiungono l’accordo per scongiurare l’emergenza. «Si tratta di misure provvisorie – spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Giovanni Barchetti – ancora da perfezionare. Per il trasferimento a Trani siamo in attesa del provvedimento firmato dal governatore Nichi Vendola».
I solleciti che l’ente di via Spalato guidato da Francesco Schittulli ha inviato alla Regione – le lettere sono partite il 28 agosto, il 9 e il 18 settembre scorsi – per segnalare pericoli di igiene e sicurezza hanno prodotto l’effetto di due incontri nella stessa giornata di ieri.
Il primo è servito a dare il via libera all’allargamento del perimetro della cava di Giovinazzo, che sarà esaurita sin da domani. Il consiglio comunale del paese si è espresso a favore: il cantiere dovrà però essere rimosso entro il prossimo anno per consentire l’immediato uso del sito.
Nella seconda riunione, alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale all’Am – biente Onofrio Introna, si è deciso di trasportare per tre mesi le 100 tonnellate giornaliere finora trattate a Giovinazzo nel sito di Trani. Manca comunque l’autorizzazione definitiva .
Nel frattempo sarà ultimato l’impianto di biostabilizzazione sempre di Giovinazzo che produrrà rifiuti lavorati, come impone la legge, cioè alleggeriti della carica batterica e quindi meno inquinanti, separando l’umido dal secco. A breve entrerà in funzione il medesimo impianto dell’Amiu di Bari.
Conversano continuerà a garantire il servizio fino al 31 dicembre. Qui arriveranno soltanto le 150 tonnellate quotidiane dall’Ato Lecce 3, ma per un altro mese ancora. Conversano si libera dell’im mondizia della Lecce 2 per accollarsi una frazione di rifiuti dell’Ato Bari 2, formata dal capoluogo pugliese e dai comuni di Modugno, Giovinazzo, Bitonto, Palo, Binetto, Bitritto, Bitetto e Sannicandro.
Le scene di cassonetti stracolmi e dell’immondizia che avvelena le strade, come è successo a Napoli e che hanno fatto il giro il mondo, non dovrebbero riguardare il territorio del barese.
Se alle parole seguiranno gli atti non si dovrà parlare di emergenza. Resta in ogni caso in piedi l’ipotesi di riattivare la discarica di Bitonto, sequestrata dalla magistratura per inquinamento della falda, esclusivamente per lo smaltimento del secco. In questa maniera la voragine potrebbe essere colmata e in seguito bonificata e trasformata in un’area verde.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 29/09/09 (di ANTONELLA FANIZZI)

Aggiornamento storie di ordinari rifiuti

fiume_mazziniL’aggiornamento alle storie di ordinari rifiuti è necessario perchè per la prima volta ho incontrato una signora che portava la busta dei rifuti nel cassonetto molto prima dell’orario ammesso e che ha ammesso di aver sbagliato. Ma non è tutto leggete tutta la storia.

Martedì 22 settembre alle 15.00 mi reco in Municipio per riprendere il lavoro di assessore. Lungo la strada incontro una signora che si dirige verso il cassonetto di fronte alla sua abitazione con la busta dei rifiuti. Apre il cassonetto e fa “canestro”. Mi fermo, la saluto (la conosco) e le chiedo di non buttare i rifiuti dopo pranzo ma di farlo nelle ore serali. La signora ammette le mie ragioni e sottolinea che la decisione di buttare i rifiuti a quell’ora era legata al fatto che a pranzo avevano mangiato il pesce. La signora si accorge subito di aver detto qualcosa che non va e si corregge ammettendo che anche in relazione alla deperibilità del pesce non avrebbe dovuto buttare i rifiuti alle 15.00. Bene, invito la signora a non commettere più simili errori, la saluto e vado via quasi contento:  per la prima volta non sono stato io a dover spiegare tutto.

Ma non finisce qui, purtroppo. Il giorno dopo la signora ha buttato l’immondizia nello stesso cassonetto alle 13.00. Lei non sa che io lo so. Poveri noi, come siamo caduti in basso.

Storie di ordinari rifiuti

gorizia_matteottiPrimo sabato di settembre, intorno alle 8.30. Sul lungomare che porta al cantiere navale, un ragazzo in bicicletta ha una busta gialla (quella che la Lombardi Ecologia distribuisce ai molesi per raccogliere la carta); si avvicina al bidone dei rifiuti indifferenziati e la getta. Lo avvicino, lo invito a fermarsi, mi presento e gli faccio notare che il bidone dei rifiuti è stato già svuotato dalla ditta Lombardi Ecologia e che ha usato una busta della raccolta differenziata in modo scorretto. La giustificazione del ragazzo: “Io abito in una zona dove non ci sono i bidoni e ieri sera mi sono dimenticato di depositare i rifiuti davanti alla mia abitazione.” Gli faccio notare che ha usato impropriamente una busta della raccolta differenziata. “Se voi non mi faceste pagare la tassa rifiuti la farei la raccolta differenziata”.

Questo è uno dei tanti episodi di inciviltà che posso raccontare. Sono tanti i cittadini che non rispettano le regole del deposito dei rifiuti e l’obbligo della raccolta differenziata. Ho pensato di farne una raccolta. Qui vi offro alcuni episodi.

Martedì di un giorno di luglio, intorno alle 8.00 in via De Gasperi, mentre mi reco in municipio. Un signore si avvicina ad un cassonetto dei rifiuti indifferenziati con una busta celeste della raccolta differenziata di plastica+alluminio, una di quelle che ogni sei mesi la Lombardi Ecologia consegna gratuitamente nelle abitazioni dei molesi per fare la raccotla differenziata. Mi fermo e lo osservo. Apre il cassonetto e butta la busta dentro. Lo raggiungo e gli spiego che ha commesso due infrazioni: non ha rispettato l’orario di deposito dei rifiuti e ha utilizzato impropriamente una busta che deve essere utilizzata per la raccolta differenziata. La risposta: “Sì è vero; purtroppo ho mia moglie che sta facendo la chemio….” Gli esprimo la mia solidarietà e lo saluto.

In via Enrico Toti una giovane donna in pieno giorno deposita la busta dei rifiuti in un cassonetto. La invito a rispettare gli orari. Si giustifica dicendo che a casa ha una bambina piccola e non può tenere i rifiuti in casa, perché puzzano. La stessa risposta mi viene data in situazioni simili (ad esempio in via Gramsci o in via De Gasperi, subito dopo l’ora di pranzo). La giustificazione più frequente è che hanno pulito o mangiato il pesce e i rifiuti puzzano. Quando gli faccio notare che nel cassonetto, a 30-35 °C, la puzza prodotta è anche maggiore abbassano la testa e tornano a casa (dopo aver buttato la busta nel cassonetto dei rifiuti).

Vicino a casa mia, mi capita di incontrare anziani che hanno appena finito di pranzare (si nota a volte dal colore paonazzo del viso) che depositano la busta dei rifiuti nel cassonetto vicino alla Chiesa di Sant’Antonio. Un signore lo fa ogni giorno, praticamente. Un giorno festivo l’ho fermato e ho cercato di spiegare che non è corretto fare ciò. Ha iniziato a imprecare contro l’amministrazione comunale ad alta voce. Qualcuno mi ha consigliato di lasciar stare.

I più disponibili ad ascoltare sono i più giovani; i figli delle famiglie molesi o i camerieri dei ristoranti, a cui ad esempio faccio notare l’importanza di recuperare i cartoni (valore 90 euto a tonnellata) invece di destinarli alla discarica (costo 70 euro a tonnellata). Mi dicono sempre che riferiranno ai genitori o ai datori di lavoro.

Meno disponibile è stata una giovane che abita in via van Westerhout e che ho ripreso dopo aver lasciato la busta dell’immondizia davanti al Teatro comunale (non è l’unica e qualcuno è stato anche multato). Mi ha risposto con convinzione che lei non può lasciare la busta dell’immondizia davanti al SUO palazzo e la sera.

In tanti promettono che non lo faranno più. Quasi nessuno si riporta la busta a casa, neanche quando li colgo nel momento in cui stanno per aprire il cassonetto della spazzatura e li imploro: “Non farlo!”

Un ex assessore comunale si è lamentato del fatto che vado a vedere queste “stronzate” e mi ha mandato a quel paese… L’ultimo episodio riguarda una signora che subito dopo pranzo, la settimana scorsa, stava attraversando la strada per depositare i rifiuti nel cassonetto. Quando gli ho segnalato che non era corretto mi ha risposto che sul balcone vanno i gatti e dopo le mie insistenze ha detto questo: “Ormai, questa volta la butto lo stesso”.

Tariffa rifiuti, spetta ai Comuni determinarla

la_legge_uguale_per_tuttiFino all’emanazione del regolamento previsto dall’articolo 238, Dlgs 152/2006, le Autorità d’ambito non sono in alcun modo legittimate alla determinazione e applicazione della tariffa materia di rifiuti.

Nè tantomeno, secondo il Tar Sicilia (sentenza 7 luglio 2009, n. 1245), le Ato possono invocare , per poter stabilire direttamente e autonomamente tale tariffa, una eventuale delega da parte dei Comuni ricompresi nell’ambito ; fintantoché non sarà emanato il regolamento attuativo dell’articolo 238, Dlgs 152/2006, la competenza resta in capo ai Comuni.

In caso di inerzia di questi, conclude il Collegio, la tariffa potrà essere determinata, in via sostitutiva, dall’Assessore regionale agli enti locali, secondo le modalità previste dalla Lr 3 dicembre 1999, n. 44.

Fonte: www.reteambiente.it (Lavinia Basso)
Parole chiave Parole chiave: Rifiuti | Tarsu / Tia
Altri documenti con le stesse parole chiave

* Sentenza Tar Sicilia 7 luglio 2009, n. 1245 (11-09-2009)
* Tarsu, la legittimità del metodo di calcolo secondo la Corte Ue (24-07-2009)
* Sentenza Corte di Giustizia Ue 16 luglio 2009, causa C-254/08 (17-07-2009)
* Corte Ue su Tarsu: lecita se proporzionata (17-07-2009)
* Conclusioni Avvocato Generale Ue 23 aprile 2009, causa C-254/08 (15-07-2009)
* Gestione rifiuti urbani, dalla “tassa” alla “tariffa” (06-07-2009)
* Tassa/tariffa e rifiuti di pile e batterie, ufficiali le proroghe (03-07-2009)
* Passaggio Tarsu/Tia, in arrivo la nuova proroga (29-06-2009)

La settimana europea per la riduzione dei rifiuti: invito a proporre attività

La “Settimana” mira a svolgere un ruolo di sensibilizzazione sulle strategie e sulle politiche di prevenzione dei rifiuti dell’Unione Europea e degli Stati membri mobilitando il maggior numero possibile di soggetti attraverso una selezione di eventi decentralizzati che avranno luogo in Europa nel corso della stessa settimana.

La prima edizione ufficiale della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” (European Waste Week Reduction)– EWWR), che si terrà dal 21 al 29 novembre 2009 (dopo un’edizione pilota realizzata nel 2008 solo in alcuni Paesi) con il supporto del programma della Commissione Europea LIFE+, sarà un evento chiave per promuovere azioni sostenibili volte alla prevenzione dei rifiuti e porre in evidenza l’impatto del nostro consumo dell’ambiente e dei cambiamenti climatici in atto.

La “Settimana” mira a svolgere un ruolo di sensibilizzazione sulle strategie e sulle politiche di prevenzione dei rifiuti dell’Unione Europea e degli Stati membri mobilitando il maggior numero possibile di soggetti attraverso una selezione di eventi decentralizzati che avranno luogo in Europa nel corso della stessa settimana.

Nel corso della “Settimana”, infatti, numerosi e diversi attori quali Enti, Autorità nazionali e locali e Pubbliche Amministrazioni, Associazioni e Organizzazioni no profit, Scuola e Università, Aziende e Imprese, Associazioni di categoria, ecc. organizzeranno e condurranno azioni legate alla prevenzione dei rifiuti incentrate sulle varie fasi del ciclo di un prodotto, dalla produzione al consumo e riuso,

L’obiettivo per il futuro è riuscire a estendere il progetto anche agli anni 2010 e 2011, allargando sempre di più l’ambito di interesse allo scopo di raggiungere ogni anno un bacino più ampio di territorio aderente.

Nella presentazione ufficiale dell’edizione 2009 l’Italia è citata tra i protagonisti dell’edizione pilota 2008 della “Settimana”, quale paese degno di menzione per le numerose iniziative promosse su di un’ampia porzione del territorio nazionale.

Le regioni coinvolte sono state: Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto. Solo in Provincia di Torino nel corso della “Settimana” sono stati realizzati più di 60 eventi, promossi da 28 organizzazioni, con un risparmio stimato di 7 tonnellate di rifiuti e 40 tonnellate di CO2. L’impatto mediatico è stato notevole.

Al di là del dato geografico o mediatico, il successo dell’iniziativa pilota 2008 è legato anche alla trasversalità dell’adesione, considerato il coinvolgimento di soggetti tra loro diversi: dalle autorità locali (Regioni, ARPA, Province, Comuni ecc.) alle scuole, dalle aziende e consorzi di gestione rifiuti alle Associazioni ambientaliste e di consumatori, dai commercianti ai cittadini.

Al fine di organizzare l’Edizione 2009 della Settimana sulla riduzione dei rifiuti, in Italia è stato costituito un Comitato Nazionale formato dai seguenti componenti:

- Osservatorio Nazionale Rifiuti;
- Provincia di Torino;
- Rifiuti 21 Network;
- Federambiente;
- Commissione nazionale italiana Unesco;
- AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale);
- Legambiente;
- ERICA Soc. Coop. (Educazione Ricerca Informazione Comunicazione Ambientale);
- Eco dalle Città.

Il comitato ha aderito formalmente alla “Settimana” siglando una carta di impegno agli inizi di luglio 2009.

L’obiettivo generale del Comitato è promuovere su tutto il territorio nazionale l’iniziativa comunitaria della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti attraverso la sensibilizzazione, l’informazione e l’educazione alla prevenzione dei rifiuti.

I principali livelli di pubblico che il Comitato intende coinvolgere sono:

• I cittadini e il pubblico nel suo complesso;
• le istituzioni nazionali e le autorità locali (regionali, provinciali e comunali);
• i produttori di beni e servizi e la grande distribuzione;
• le associazioni di persone e di categoria.

Il Comitato intende coinvolgere in particolare tutti quei soggetti ed enti che si dimostreranno interessati ad aderire alla Settimana, impegnandosi concretamente nella prevenzione e riduzione dei rifiuti e che diventeranno così “project developer”.

I project developer, ispirandosi ai 5 temi della settimana europea (troppi rifiuti; produzione eco-efficiente; consumi attenti e responsabili; vita più lunga dei prodotti; meno rifiuti gettati via), potranno organizzare e condurre iniziative di comunicazione, educazione, formazione, sensibilizzazione (convegni, conferenze stampa, corsi, campagne promozionali, ecc.) nonché azioni concrete.

Per partecipare alla “Settimana” diventando così “project developer” europeo bisogna sottoporre la propria candidatura al Comitato nazionale compilando l’apposito modulo di partecipazione che sarà diffuso a partire dal mese di settembre – nonché reso disponibile sui siti internet ufficiali della settimana (www.ewwr.eu e www.menorifiuti.org) e sui siti dei componenti il Comitato. Le candidature, se rispondenti ai criteri europei, saranno convalidate dal Comitato promotore europeo e riceveranno la denominazione ufficiale di azione per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti nonché il kit completo della campagna ed ovviamente la possibilità di utilizzare il logo europeo della “Settimana”.

Cala Caloria abbandonata …dalla storia

Pubblichiamo un commento aperto dell’assessore all’ecologia e ambiente Pietro Santamaria ad un articolo apparso sul sito web del mensile locale Città Nostra:

Caro Nicola Lucarelli,
raccolgo l’appello pubblicato il 12 agosto sul sito web del vostro mensile: “Cala Caloria abbandonata“.
Ho letto l’articolo il 16 agosto; lo stesso giorno ho fatto un sopralluogo e delle foto che ho inviato alla Lombardi Ecologia, che esegue ogni giorno la pulizia della costa.
Il 17 agosto il responsabile di zona della Lombardi Ecologia ha disposto la pulizia dell’area che è stata eseguita il 18 agosto 2009, quando ho fatto il terzo sopralluogo e altre foto.
Chiedo scusa ai cittadini che hanno subito il disservizio.

Consentimi di fare delle osservazioni a margine:
1) mi resta il dubbio che siamo intervenuti su un’area diversa da quella segnalata via web per due motivi: a) non mi risulta che esista a Mola “Cala Caloria” (siamo intervenuti sull’area a ridosso della cala indicata come “a Calodde“); b) il Comune ha fatto ripulire la stradina che collega la litoranea Mola-Cozze al mare di fronte al distributore ERG alcuni mesi fa;
2) la Lombardi Ecologia ha ammesso che gli operatori ecologici preposti al servizio giornaliero non avevano prestato sufficiente attenzione a quel tratto di costa;
3) se avessimo ricevuto la segnalazione direttamente (magari con una visita o una lettera in Comune) saremmo intervenuti prima;
4) il Comune non ha operatori ecologici.

Pietro Santamaria

P.S. Nella galleria fotografica sono inserite le foto scattate il 16 e il 18 agosto, prima e dopo l’intervento della Lombardi Ecologia.