E dal vetro delle vecchie Tv ‘nascono’ piastrelle

Realizzata utilizzando fino al 20% di vetro proveniente da televisori Crt e ha ottenuto la certificazione di sostenibilità ambientale sugli edifici,

Il sistema del circuito di raccolta Raee comincia a dare risultati, ma è importante – come sempre del resto perché il sistema funzioni – che questi rifiuti vengano riciclati in materiali che riescano poi a trovare uno sbocco di mercato. Ovvero che tornino ad essere oggetti che vengono comprati. Nel settore dei Raee ci ha provato Remedia, uno dei sistemi collettivi di raccolta, a ridare vita al vetro dei vecchi televisori a tubo catodico. La seconda vita di questi rifiuti è una piastrella, realizzata utilizzando fino al 20% di vetro proveniente da televisori Crt, che ha ottenuto la certificazione di sostenibilità ambientale sugli edifici, Leed e che parte dall’Italia e che vorrebbe posizionarsi come prodotto in tutto il resto di Europa.

Il progetto Glass plus, frutto di una partnership tra Remedia e il gruppo ceramico Concorde, è entrato ufficialmente a settembre nella sua fase operativa e da ottobre è assicurata la prima fornitura di piastrelle: ma dati i trend della sostituzione di televisori catodici con la tecnologia al plasma e Lcd, le previsioni di Remedia indicano che ci sarà nel 2013 un picco di ritorno del flusso dei vecchi televisori ai centri di raccolta e quindi non mancherà la materia prima per realizzare piastrelle.

Questo vetro verrà impiegato nel processo produttivo per due tipologie di prodotto previste nel progetto Glass plus: la piastrella ( che nel caso di dimensioni medie di 60 centimetri di lato e del peso medio di 7-8 kg, contiene circa 1,5 kg di vetro proveniente da Tv) e alcuni impasti per gres porcellanato nel quale il vetro proveniente da televisori post-consumo è usato in parziale sostituzione dei materiali che compongono l’impasto ceramico del prodotto base.

Un esempio di come attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie si possono ottenere nuovi prodotti da materiali provenienti dal circuito post-consumo operando verso una chiusura del ciclo che potrà definirsi però completato solo se questi ri-prodotti trovano poi una adeguata collocazione sul mercato e una altrettanto adeguata domanda, cosa che fino ad ora è però- purtroppo-assai rara.

Fonte: www.greenreport.it (di Lucia Venturi)

Il museo del riciclo

Nato da un idea di Ecolight, il consorzio per il riciclo dei rifiuti elettronici, all’indirizzo museodelriciclo.it è disponibile il primo museo virtuale del riciclo. Il museo nasce dalla volontà di proporre una vetrina aperta  ai “consumatori” come ai “creatori”, il sito infatti si propone di raccogliere le “opere” di coloro che, attraverso un’idea, danno nuova vita agli oggetti “da buttare”. Il risultato può essere un quadro o un’istallazione, un oggetto di design o uno strumento musicale, oppure ancora una maglia da indossare. La creatività non sembra conoscere limiti quando si tratta di reinventare un oggetto destinato alla discarica: tra provocazioni, soluzioni di arredo e vere opere d’arte, il “riciclo” trova spazio in moltissime forme e risultati.
Walter Camarda, presidente di Ecolight, afferma: “I rifiuti prendono nuova vita, diventano arte”. L’idea è quella di creare un circuito di sensibilizzazione sul tema del recupero dei rifiuti, in particolar modo i raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) che Ecolight gestisce su scala nazionale. Cinque le sezioni previste ad oggi con un “patrimonio” di partenza che supera il centinaio di opere fatte da una trentina di artisti.
Conclude Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, “così facendo, il tema del “riciclo” diventa più familiare: non più legato al mondo dei rifiuti, ma collegato ad un nuovo modo di vivere. Siamo infatti convinti che il riciclo, in quanto “buona pratica”, è una forma d’arte capace di insegnare a rispettare maggiormente l’ambiente”.
T.T.

Antonella colpisce ancora!

Sul sito della manifestazione Mediterre, che si tiene a Bari dal 27 al 30 gennaio presso la Cittadella della cultura, alla sezione mostre, nell’ambito della rassegna-concorso “Rifiuti in cerca d’autore”  è possibile ammirare splendide opere di design realizzate con materiale di recupero. La sorpresa più grande per noi molesi è la scoperta della copertina del video. Si tratta di uno dei lampadari in mostra, realizzato da Antonella Berlen di Legambiente Mola.

Per realizzare i suoi capolavori Antonella ha riutilizzato centinaia di bottiglie di plastica dando loro nuova vita. Complimenti! (C.F.)

Antonella Berlen finalista della collettiva d’arte “Rifiuti in cerca d’autore”

lampadario in plastica riciclataLa nostra collaboratrice ed animatrice di Legambiente ha ottenuto un altro prestigioso riconoscimento con le opere realizzate lavorando la plastica degli imballaggi.

I finalisti della seconda edizione della collettiva d’arte “Rifiuti in cerca d’autore” parteciperanno alla prima Collettiva d’Arte della Seconda Edizione del Premio “Rifiuti in cerca d’autore” che si terrà a Bari dal 26 al 31 gennaio 2010 in occasione di MEDITERRE.

Antonella Berlen è stata selezionata tra i finalisti della sezione DESIGN con una delle sue opere in plastica riciclata (bottiglie di acqua minerale). Le opere proposte da Antonella Berlen nascono dallo studio degli imballaggi in PET e dalle possibilità che la manipolazione leggera e non invasiva di questo materiale permette, alla luce del duplice obiettivo di riduzione degli imballaggi e loro trasformazione in oggetti “nuovi” e interessanti per utilizzo, estetica, compatibilità ambientale.

Il Premio Internazionale “Rifiuti in cerca d’Autore” è stato ideato ed organizzato da Olga Marciano e Giuseppe Gorga, curatori del gruppo Salerno in Arte.

Un’anteprima della mostra di Pittura e Design si è tenuta dal 22 ottobre al 2 novembre 2009 a Rimini, nelle sale del Palazzo del Podestà, in occasione dell’AMBIENTE FESTIVAL e della 13° Edizione di ECOMONDO, la Fiera Internazionale del Recupero di Materia e di Energia e dello Sviluppo Sostenibile.

Il messaggio che colpisce del progetto è l’aspetto fortemente educativo sotteso alla realizzazione delle opere, che concentra l’attenzione sul problema dello smaltimento dei rifiuti, sulla raccolta differenziata, sul riciclo delle materie riutilizzabili e sulla salute del cittadino.

La Collettiva per tutti gli artisti (e non solo per i finalisti) con la proclamazione dei vincitorisi terrà a Salerno nel mese di marzo 2010.

Per tutti i dettagli e per visionale le opere: www.salernoinarte.it

Altri lavori di Antonella Berlen: LA MATERIA, LE FORME, I COLORI…, Albero di Natale e presepe

Un albero di Natale fatto con 600 bottiglie di plastica

albero e presepe di nataleOltre 600 bottiglie di acqua minerale trasparenti e blue, del plexiglas, fili di ferro e tanta passione e maestria. Con questi elementi Antonella ha ideato e poi realizzato con forbici e mani soltanto l’albero di Natale che potete vedere all’interno del municipio (lunedì sarà in sala consiliare durante il consiglio comunale). Alla base dell’albero c’è un piccolo presepe, realizzato sempre con bottiglie di acqua minerale. Le stelle che decorano l’albero sono fondi di bottiglie, opportunamente modellati. E’ l’ennesimo intervento su e con i rifiuti realizzato da Antonella e Legambiente di Mola (circolo “I capodieci, dalla campagna al mare”). Altre realizzazioni con materiale di scarto sono state descritte e mostrate su questo sito.

presepe di bottiglie

Natural Recyclers and Wasted Resolve by Nicola Parente

artleagueOrganic Sculpture and Installation by Nicola Parente and Divya Murthy
November 13 – December 31, 2009
Opening Reception: Friday, November 13, 2009, 6:00 – 9:00 pm, with artist talk at 6:30 pm

Using mainly recyclable and renewable resources, Parente and Murthy have created a site specific installation for the Art League Patio, consisting of three giant mushrooms, whose bases are fabricated from rebar, soil and moss. The mushroom caps and stems are planted with Texas native and non-native, edible and herb plants. The use of the mushroom reflects the important role the fungi play in the ecosystem through its use of decomposing materials as its source of nourishment. Parente and Murthy feel the mushroom and its symbiotic relationship with the root structures of plants is the ideal symbolic gesture to promote environmental consciousness within our community.

Wasted Resolve, an installation created by Parente and Murthy for the Front Gallery, is inspired by a 2008 New York Times article that ranked Houston as the worst recycler among the nation’s 30 largest cities. Wasted Resolve is a visual categorized summary of un-recycled waste created from debris collected during a week long period from an eight-block area surrounding Art League Houston. The intent of Wasted Resolved is to make the viewer more aware of our city’s waste consumption and to create a dialogue with the audience that focuses attention on the importance of reducing waste.

Art League Houston is a 501[c][3] nonprofit charitable organization which cultivates awareness, appreciation and accessibility of contemporary visual art within the community for its cultural enrichment.

Project details…
What: Natural Recyclers and Wasted Resolve, two site specific projects by Nicola Parente and Divya Murthy
When: Friday, November 13, 2009
Where: Art League Houston, 1953 Montrose Blvd. Houston, TX  77006
Time: 6-9 PM (Artist Talk at 6:30)

Natural Recyclers… using mainly recyclable and renewable resources, Parente and Murthy have created a site specific installation for the Art League Patio, consisting of three giant mushrooms, fabricated from rebar, soil, moss, herbs, Texas native and non native plants. Runs through 2010.

Wasted Resolve…  an installation created by Murthy and Parente  for the Front Gallery, is inspired by a 2008 New York Times article that ranked Houston as the worst recycler among the nation’s 30 largest cities.  Wasted Resolve is a visual categorized summary of un-recycled waste created from debris collected during a week long period from an eight-block area surrounding Art League Houston. Runs through December 31, 2009.

Per la traduzione in italiano clicca qui

Tutto si può trasformare in musica

Anche alla terza edizione di Festa dell’Ambiente è stata attribuita molta importanza al valore delle cose e al recupero dei materiali di scarto. Con la sapiente regia di Daniele Sarno, due classi della scuola elementare San Giuseppe di Mola, le VA e B, hanno seguito un corso teorico-pratico di musica basato sulla costruzione di strumenti musicali partendo da materiali di scarto.

Dagli idiofoni agli strumenti intonati

Quest’anno il laboratorio di costruzione di strumenti musicali da materiali riciclabili ha riservato nuove sorprese.  Coordinati dalla perizia del professore Daniele Sarno, i piccoli musicisti hanno prima sperimentato i timbri dei diversi materiali per poi arrivare a cercare da soli i materiali con cui hanno “dato vita” al loro strumento. Così, come per magia, le doghe di una culla si sono trasformate in colorati e intonati xilofoni, una confezione di vini è diventata una chitarra cinese a due corde,  tanti barattoli sono diventati altrettanti tamburi e poi ancora bongos, gong, guiro, shaker e coloratissimi bastoni della pioggia. Un arcobaleno di colori e di suoni.

Dopo aver scartavetrato, inchiodato, rifinito, cucito, assemblato, incollato e decorato gli strumenti i piccoli musicisti sono stati “messi alla prova” nel corso di una performance in cui la musica si è espressa in tutte le sue sfaccettature: dal movimento ritmico, alla danza, al canto, fino ad arrivare alla pratica strumentale vera e propria con gli strumenti autocostruiti.

Non sono mancati i momenti divertenti…. Dopo aver lavorato intensamente a costruire il proprio xilofono inchiodandone con precisione tutte le parti… Pasquale non è riuscito a prenderlo perché lo strumento era ormai diventato un tutt’uno con la pedana su cui stava lavorando…
L’esperienza è stata comunque esaltante, perché ha permesso ai piccoli orchestrali di vivere la musica a 360 gradi.

C.F.