Inno alla frittura

Riceviamo e pubblichiamo un lavoro realizzato dagli alunni della scuola elementare E. De Filippo di Mola.

E’ un “inno alla frittura” per promuovere la raccolta dell’olio vegetale avviata da qualche settimana dall’assessorato all’ecologia e ambiente del Comune di Mola di Bari in collaborazione con i due circoli didattici e la Lombardi Ecologia.

Inno alla frittura

E’ più buona la frittura
se ne mangi con misura!
Le cotolette son proprio invitanti,
tonde, a bastoncini, le patatine son croccanti,
di panzerotti e frittelle ne mangerei a crepapelle,
chiacchiere e zeppole, che meraviglia!
Allietano la tavola della famiglia;
ma una corretta alimentazione
ci consiglia vera moderazione.

E’ più buona la frittura
se rispetti la natura!
Perciò un consiglio ti voglio dare:
nel lavandino l’olio più non buttare,
d’ora in poi così farai,
in una bottiglia lo raccoglierai,
e nel gardino della “Montessori”
svuota i tuoi contenitori,
è tutto giallo il gran bidone,
e va riempito con la tua collaborazione;
questa iniziativa ci consente
la raccolta intelligente!

E’ più buona la frittura
se questi consigli segui con cura!

Classe IV C plesso De Filippo

Segnaliamo che la poesia e altre notizie sulle attività didattiche del I circolo sono consultabili sul nuovo sito web della scuola Montessori.

Plastica, diminuisce il contributo ambientale

Il Consiglio di amministrazione Conai ha accolto la proposta di Corepla deliberando la diminuzione del contributo ambientale sugli imballaggi in plastica. Dal 1° luglio 2010 il contributo passa da 195,00 euro/ton a 160,00 euro/ton

Il Consiglio di amministrazione Conai ha accolto la proposta di Corepla – il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica – deliberando, nella seduta del 20 gennaio 2010, la diminuzione del contributo ambientale sugli imballaggi in plastica a partire dal 1° luglio 2010. A decorrere da tale data il contributo passerà dagli attuali 195,00 Euro/ton a 160,00 Euro/ton. Tale decisione è in linea con quanto deliberato in occasione dell’ultimo aumento del 1° luglio 2009 quando si prese l’impegno di rivedere il contributo al ribasso non appena le condizioni di mercato e la situazione economica del Consorzio Corepla lo avessero reso possibile.

Un impegno che è stato possibile confermare anche grazie al raggiunto equilibrio finanziario da parte del Consorzio Corepla ed una situazione più favorevole per quanto concerne il valore di mercato delle materie prime seconde. A questo vanno aggiunti i primi positivi effetti derivanti da una raccolta differenziata di qualità, finalizzata all’effettivo riciclo dei materiali, così come previsto dal nuovo accordo quadro Anci-Conai.

Il numero verde Conai 800.337.799 è a disposizione per ogni ulteriore informazione e chiarimento al fine di agevolare l’applicazione della nuova disciplina.

Fonte: ecodallecitta.it

Raccolta differenziata, 25% a gennaio: a Mola il 2010 parte bene

Grazie soprattutto al legno recuperato con le potature, inizia molto bene il 2010 per la raccolta differenziata a Mola. A gennaio la percentuale del materiale sottratto alla discarica ha toccato il 25%.

Lo scorso mese la produzione di rifiuti solidi urbani è stata pari a 1.148 t; 858 t sono finite in discarica (648 t previa biostabilizzazione) mentre 290 t sono state raccolte in modo differenziato e inviate alle piattaforme di recupero.
Un grosso contributo al raggiungimento di questo risultato è venuto, come detto, dal recupero del materiale vegetale proveniente dalla potature eseguite dalla ditta di manutenzione del verde “Vivai Aversa” (52 t, soprattutto grazie alla potatura dai pini di via Rutigliano) e del legno raccolto dalla Lombardi Ecologia (147 t).
Le altre frazioni merceologiche recuperate sono le seguenti: imballaggi in carta e cartone (33,6 t), carta e cartone provenienti dal “porta a porta” (23,5 t), di imballaggi misti provenienti dal “porta a porta” (19 t), imballaggi in vetro (10,8 t), abiti usati (1,2 t) e apparecchiature fuori uso (2,2 t).

Si ricorda che per segnalazioni e richieste di intervento, per rifiuti ingombranti o per quantità rilevanti di rifiuti da avviare al recupero, è attivo il numero verde della Lombardi Ecologia (800 448988) e quello dell’ufficio ambiente (080 4738232).

L’assessore all’ambiente Pietro Santamaria esprime la sua soddisfazione: “Per l’amministrazione comunale è un bel risultato che fa il paio con l’aggiudicazione della gara per la gestione dei rifiuti solidi urbani e la raccolta differenziata domiciliare.”

Luca Basso

Avviata la raccolta dell’olio esausto. Scelto il disegno che promuoverà l’iniziativa.

Un sole che piange per le conseguenze di un gesto che spesso non valutiamo con attenzione: gettare l’olio usato di cucina (sul terreno, nel lavandino o in altri scarichi) producendo considerevoli inquinamenti. E’ questo il disegno che la commissione comunale ha scelto per avviare la raccolta dell’olio vegetale esausto di cucina a Mola. Lo ha realizzato Natasha Descala della VB della scuola elementare De Amicis.

Il disegno è stato scelto tra quelli realizzati dai due circoli didattici per originalità, semplicità e comunicatività del disegno, sintesi del messaggio che si vuole lanciare e possibilità di essere raffigurato in un logo.
Ora che la Lombardi Ecologia ha installato all’interno del perimetro delle Scuole elementari Montessori e San Giuseppe due contenitori a camera chiusa a tenuta stagna capaci di contenere 200 litri di olio esausto, i ragazzi delle scuole elementari diventeranno i protagonisti di questa nuova iniziativa di salvaguardia dell’ambiente.
Sono loro infatti che informeranno i genitori che l’olio esausto produce notevole inquinamento: 1) se disperso sul suolo impedisce l’assunzione delle sostanze nutritive da  parte delle piante; 2) se disperso negli specchi d’acqua, riduce l’ossigenazione; 3) se versato nello scarico domestico, produce un aggravio dei costi di depurazione.
La raccolta dell’olio vegetale, che sarà ritirato da una ditta specializzata, oltre che per i motivi sopra indicati ha la finalità di riciclare questo rifiuto e di produrre un notevole risparmio energetico. Infatti, l’olio alimentare dopo un processo di rigenerazione, diventa sostanza riciclabile e materia prima come base per svariati prodotti come: olio lubrificante minerale per la produzione di asfalti e bitumi; biodiesel per trazione, carburante altamente biodegradabile; materia prima per la produzione di mastici, collanti e saponi industriali.
La raccolta dell’olio esausto può essere fatta in modo molto semplice. Una volta freddo, l’olio di frittura (meglio se filtrato) versalo in un comune contenitore di plastica (si prestano molto bene i contenitori dei detersivi liquidi) che, una volta pieno, porterete a scuola per svuotare l’olio nel contenitore da 200 litri. Per dare più valore all’iniziativa, ed avendo coinvolto due scuole in questa iniziativa, è importante che i testimoni della campagna di raccolta dell’olio esausto siano i bambini della Montessori e della San Giuseppe: affidate a loro i contenitori o andate con loro a scuola: vi spiegheranno quanto è importante rispettare l’ambiente e conoscerete le loro numerose attività didattiche.

Riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti nelle scuole

Concordati con le scuole di Mola di Bari tre interventi di educazione ambientale: riduzione della produzione dei rifiuti, raccolta dell’olio vegetale esausto e messa a dimora di alberi.

Dopo una lunga pausa determinata soprattutto dall’impegno che ha coinvolto il nostro Comune per la costituzione della società GAL SUD-EST BARESE e per la presentazione del piano di sviluppo locale, giovedì 11 febbraio si è riunita la rete delle scuole di Mola impegnate sulle attività di educazione ambientale. Come in passato, all’incontro hanno partecipato anche Maria Debellis, responsabile del settore comunale VI, l’assessore Pietro  Santamaria e Antonella Berlen di Legambiente.
Questi gli argomenti discussi
Realizzazione del progetto “Il buono che avanza a Mola” finanziato dalla Provincia di Bari. Le scuole di Mola hanno dato la disponibilità a sviluppare percorsi didattici e attività di informazione per promuovere la riduzione della produzione dei rifiuti (una delle prime iniziative riguarderà le buste di plastica e la riduzione di quelle monouso).
Messa a dimora di alberi e manutenzione del verde nelle scuole. Nei prossimi giorni saranno messi a dimora in alcune scuole una decina di alberi alti un paio di metri. Per le scuole che non hanno a disposizione spazi per il verde è stato proposto di adottare delle aree comunali in cui piantare nuovi alberi. Le attività saranno accompagnate da iniziative di educazione ambientale sul ruolo degli alberi.
Raccolta dell’olio vegetale domestico esausto. Il primo contenitore per la raccolta dell’olio è stato posizionato nella scuola elementare Montessori. Nei prossimi giorni il servizio sarà attivo e nelle scuole sarà avviata una campagna di comunicazione ambientale a cura del circolo locale di Legambiente “I capodieci, dalla campagna al mare”.

Legambiente: raccolta differenziata “mista” confonde cittadini, passare subito al porta a porta

L’associazione ambientalista ha condotto un monitoraggio nei quartieri di Roma dove, da circa due mesi, è in vigore un modello che prevede la coesistenza della raccolta domiciliare con i cassonetti stradali. Secondo Legambiente, il sistema misto crea confusione nei cittadini e non risolve il problema del decoro urbano.

Il sistema di raccolta differenziata “misto” (porta a porta e cassonetti di prossimità) attivo da novembre nei quartieri romani di Testaccio, San Saba e Aventino, non convince gli ambientalisti di Legambiente Lazio, che nei giorni scorsi hanno realizzato un monitoraggio della situazione, rilevando ancora, a due mesi dall’avvio del nuovo metodo di raccolta, la presenza di vecchi cassonetti che non dovrebbero più stare per strada. «Da viale Aventino – spiega l’associazione – attraverso via Baldassarre Peruzzi, i volontari di Legambiente hanno attraversato il quartiere San Saba, riscontrando la presenza dei bidoncini del porta a porta, a parte qualche raro caso, ma anche quella dei cassonetti bianchi blu e persino di quelli verdi dei rifiuti indifferenziati, che, nonostante dovessero essere rimossi sin dallo scorso novembre, sono invece ancora per strada». Non è andata molto diversamente a Testaccio, dove i residenti intervistati dai volontari hanno ammesso di continuare ad usare anche i cassonetti stradali dell’indifferenziato. «Durante un altro sopralluogo – continuano da Legambiente – da via del Circo Massimo verso Santa Sabina e poi verso via Marmorata i volontari hanno verificato che i bidoncini sono risultati distribuiti ed i rifiuti ritirati quasi ovunque. Verso Piazza Santa Maria Liberatrice e l’area di via Galvani, su strada permangono i cassonetti verdi per l’indifferenziato».

Una situazione, in definitiva, ancora molto confusa, che fa dire alla direttrice dell’associazione ambientalista, Cristiana Avenali, che «il modello del fritto misto per la raccolta dei rifiuti, con un mix di cassonetti e bidoncini, non va proprio, è incomprensibile ai cittadini, non facilita la differenziata, non risolve il problema del decoro dovuto ai cassonetti ». La reale e definitiva soluzione a tutti i problemi legati alla raccolta della spazzatura sarebbe, secondo Legambiente, il porta a porta “spinto”, con l’eliminazione di tutti i bidoni dalle strade. «Il nostro monitoraggio – prosegue Avenali – conferma che la raccolta domiciliare, dove viene applicata bene, raccoglie il consenso dei cittadini e funziona, rappresentando l’unica chiave per risolve re i problemi nella gestione dei rifiuti».

Fonte: ecodallecitta.it

Vuoto a “buon” rendere – Nuova proposta di legge per il riuso del vetro

raccolta vetro (vignetta di Carlo Barbanente)“Se è vero che il grado di civiltà di una nazione si misura anche dal modo in cui vengono gestiti i rifiuti, forse quarant’anni fa eravamo un paese più civile di oggi”. Lo sostiene Italgrob, la Federazione italiana grossisti e distributori di bevande, che ha lanciato il progetto “Vetro indietro”. Esisteva, infatti, ai tempi un metodo di riciclo dei rifiuti chiamato vuoto a rendere: quando si acquistava una bevanda in bottiglia, si pagava oltre al prezzo della bibita, una sorta di cauzione, una sovrattassa di poche lire, per il contenitore. Riportando il vuoto all’esercente, la cauzione veniva restituita. Si trattava di un piccolo incentivo a portare indietro i vuoti, soprattutto in vetro, che venivano così riutilizzati, con vantaggi economici e ambientali.
Negli anni del miracolo economico però, il vuoto a rendere andò pian piano scomparendo, anche per via dall’introduzione di materiali alternativi per i contenitori come i Pet o il tetrapak e, infine, abolito. Adesso, a quarant’anni di distanza, si ipotizza per la prima volta un dietro front. La proposta partita da Italgrob, Federazione italiana grossisti e distributori di bevande, che ha lanciato il progetto “vetro indietro”, è stata subito accolta da due parlamentari, Antonio Mazzocchi, questore della Camera dei deputati, e Fabio Gava, membro della X° Commissione attività produttive commercio e turismo, firmatari di un disegno di legge da poco presentato in parlamento.
Nel disegno si promuove un ritorno volontario al vuoto a rendere attraverso la creazione di vere e proprie filiere di recupero degli imballaggi e sistemi di cauzione moderni, incentivando l’intera catena di soggetti aderenti, dal produttore, al distributore, all’esercente, attraverso sgravi fiscali sulla Tarsu, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e dilazioni di pagamento dell’Iva. I benefici del progetto sono stati sottoposti al vaglio dei ricercatori dell’Università Ca Foscari di Venezia che hanno confrontato i normali metodi di riciclo con il nuovo sistema. Secondo i principali indicatori di impatto ambientale (consumo energetico, emissioni di CO2) creare una filiera apposita per il riuso dei contenitori risulta vantaggioso già dai due o tre riutilizzi – si consideri che una bottiglia in vetro può essere riutilizzata fino a 50 volte – mentre non sembra che il metodo comporti necessariamente un maggiore utilizzo di acqua, nonostante i lavaggi.
Ma il sistema dei vuoti a rendere avrebbe anche altri vantaggi. Con l’arrivo dell’estate, ad esempio, quando il bel tempo rianima la vita notturna delle città e i vari sindaci introducono leggi e ordinanze per porre fine alle distese di bottiglie vuote e vetri rotti lungo le strade e nelle piazze, la prospettiva di una bevuta gratis porterebbe quasi tutti a restituire le bottiglie e i pochi vuoti dimenticati per terra sarebbero preda di qualche poveraccio in cerca di spiccioli.
In molti stati europei questo metodo è già utilizzato e sperimentato da anni, dalla Germania all’Inghilterra, dall’Olanda alla Finlandia. Anche negli Stati Uniti sono dodici gli stati che l’hanno adottato. Ora anche noi potremmo compiere questo passo. Un passo indietro di quarant’anni, ma anche un passo in avanti.

Fonte: www.e-gazette.it (Per maggiori informazioni: www.rdp.it)