Pubblichiamo il contributo del giovane agronomo Giovanni Campanile per fornire le prime indicazioni utili per accedere a questi importanti finanziamenti per l’agricoltura.
Il PSR della Regione Puglia approvato in via definitiva a Bruxelles lo scorso 23 gennaio dal “Comitato sviluppo rurale” della Commissione europea, prevede una dotazione finanziaria pubblica di 1.480 milioni di euro, di cui 851 di quota comunitaria, cui si aggiungono 594 milioni di parte privata che portano a oltre 2 miliardi il finanziamento per la Puglia.
Il piano mira ad incentivare la competitività e l’aggregazione delle imprese con l’obiettivo di costruire un sistema di filiere.
SETTORI PRODUTTIVIE E AREE OMOGENEE
I principali settori produttivi interessati dal programma sono i seguenti: l’allevamento e la cerealicoltura nelle zone più interne, mentre nelle zone più fertili, pianeggianti e con una maggiore disponibilità di risorse idriche, la viticoltura, l’orticoltura e l’olivicoltura.
Nello specifico l’olivicoltura è il principale settore agricolo regionale; esso copre infatti il 25 % della superficie agricola utilizzata (SAU) e contribuisce per il 23% del valore della produzione agricola regionale. Segue l’orticoltura, la quale pur occupando solamente il 6,75% della SAU genera un alto valore aggiunto pari al 25% del totale della produzione agricola regionale. Altri settori d’interesse, coinvolti dagli interventi del PSR, sono la cerealicoltura, la viticoltura e l’allevamento. Il PSR prevede la divisione del territorio pugliese, in 4 zone;
“A” poli urbani;
“B” zone rurali caratterizzati da agricoltura intensiva;
“C” zone rurali intermedie (che coprono la maggior parte del territorio)
“D” zone rurali con problemi complessivi di sviluppo”.
ASSI
Ogni asse prevede il finanziamento di alcune delle sopraindicate zone e nello specifico, (l’asse I e II dispongono del maggior numero di risorse) l’asse I (miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale) e l’asse II (miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale) intervengono soprattutto nelle zone B, C e D.
L’asse III (miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale) è attuato quasi esclusivamente tramite l’approccio LEADER e si concentra nelle zone C e D.
L’asse IV, prevede l’approccio Leader e le priorità di intervento si concentrano prevalentemente sul rafforzamento della capacità di programmazione e gestione locale e sulla valorizzazione delle risorse endogene dei territori.
A questo punto si rammenta come la Regione preveda di aumentare il numero dei GAL passando dai 9 della precedente fase ai 14 previsti per il periodo di programmazione 2007- 2013, coprendo una superficie regionale pari a circa 12.000 kmq (aree Leader).
PRIORITA’ E OBIETTIVI
La strategia del PSR riprende i 3 macro-obiettivi (competitività, ambiente e qualità della vita/diversificazione) del Regolamento 1698, declinati in 4 assi di intervento (incluso l’approccio LEADER). Tali macro-obiettivi sono articolati poi in obiettivi prioritari, conformemente al Piano Strategico Nazionale e agli Orientamenti comunitari per lo sviluppo rurale; gli obiettivi prioritari dovranno essere raggiunti attraverso l’implementazione di specifiche misure.
DESCRIZIONE DEGLI ASSI/MISURE
Nello specifico all’asse I (Miglioramento della competitività del settore agricole e forestale) sono dedicate circa il 40% delle risorse del PSR. Tale obiettivo sarà finalizzato in particolare alla promozione della modernizzazione (36% delle risorse dell’asse), all’accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali (30,9% delle risorse dell’asse), all’innovazione delle imprese agricole e all’integrazione di filiera. Altri obiettivi dell’asse I sono rappresentati dal consolidamento e dallo sviluppo della qualità dei prodotti agricoli e forestali, attraverso il sostegno alla partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità, nonché dal rafforzamento, in sinergia con il FESR, della dotazione infrastrutturale della Regione con particolare attenzione alla logistica del trasporto su rotaia ed al potenziamento dei processi di commercializzazione.
Attraverso le misure contenute nell’asse I, la Regione Puglia intende anche migliorare le capacità imprenditoriali e professionali degli addetti nel settore agricolo e forestale, nonché sostenere il ricambio generazionale.
All’asse II spettano il 35% delle risorse con l’obiettivo di migliorare la gestione dell’ambiente e dello spazio rurale” attraverso la conservazione della biodiversità e nella protezione dei sistemi forestali ad alto valore naturale, nonché nella salvaguardia qualitativa e quantitativa delle risorse idriche superficiali e profonde. Altri obiettivi di asse riguardano la riduzione dei gas serra, la salvaguardia del paesaggio rurale, la difesa del territorio contro i dissesti idrogeologici e la promozione del mantenimento delle attività agricole nelle zone svantaggiate. La priorità delle risorse dell’asse II è stata data all’ “agroambiente” (56,7%), seguito dagli “investimenti non produttivi” (17,2%).
Infine l’asse III del PSR, dedicato al “miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali” e alla “diversificazione dell’economia rurale”, sarà implementato essenzialmente attraverso l’approccio LEADER (asse IV) il quale favorisce la definizione di strategie di sviluppo promosse da partenariati locali pubblico-privati, chiamati GAL.
I GAL saranno gli unici soggetti incaricati di gestire le misure dell’asse III nelle zone LEADER. Nelle altre zone, il restante delle risorse dell’asse III (pari al 3%) sarà gestito direttamente dalla Regione. Complessivamente (compreso l’approccio Leader) le risorse dedicate agli obiettivi dell’asse III ammontano al 22 % del totale e saranno indirizzate al miglioramento dell’attrattività dei territori rurali (sia per le imprese che per la popolazione che vi risiede), al sostegno delle attività turistiche, nonché dei servizi per la popolazione e per le attività economiche. Altri obiettivi sono rappresentati dal mantenimento e dalla creazione di nuove opportunità di impiego nelle zone rurali, dalla diversificazione delle attività agricole verso attività didattiche e sociali, nonché dalla produzione di energia proveniente da fonti rinnovabili.
RIPARTIZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE PER MISURA
(scarica la tabella)
GLI IMPATTI ATTESI
Dal PSR 2007-2013 ci si attende un impatto sulla crescita economica di + 94,59 Meuro e la creazione di 1.908 nuovi posti di lavoro. Inoltre, obiettivo principale è il ripristino della Biodiversità su circa il 6% della superficie regionale, la conservazione di Habitat agricoli e forestali di alto pregio naturale, il miglioramento della qualità dell’acqua, la riduzione del 6,2 % dei campioni fuori standard (n. campioni eccedenti il valore massimo di 50 mg/l), un contributo all’attenuazione dei cambiamenti climatici, la riduzione del 7% delle emissioni di CO2 provenienti dal settore agricolo e l’aumento del 5% della capacità di assorbimento di CO2.
MODALITÀ ATTUATIVE
In linea con il Piano Strategico Nazionale e con la strategia delineata nei paragrafi precedenti, il PSR della Regione Puglia, per rispondere alle esigenze sia delle singole realtà aziendali che dei più vasti interessi economici e sociali delle aree e dei sistemi locali coinvolti, individua modalità e strumenti che attuano nell’ambito di un approccio progettuale integrato e territoriale la maggior parte degli interventi previsti nel PSR. La Regione privilegia due tipologie di integrazione che aggregano più i soggetti nell’ambito di una filiera o di un’area territoriale: progetti integrati di filiera (PIF) che mobilitano e favoriscono alleanze strategiche (nell’ambito dell’Asse I) tra operatori economici che, a vario titolo, mirano ad accrescere la competitività sui mercati; i Piani di sviluppo Locali elaborati dai GAL nelle aree Leader (Approccio Leader) che, nel rispetto delle strategie di sviluppo fissate per le diverse aree territoriali di riferimento, permettono di orientare, sostenere ed affiancare gli operatori nei processi di diversificazione economica (Asse III e Asse IV). In maniera orizzontale, la Regione attiva anche i pacchetti multi misura che, invece, permettono ad un unico soggetto di presentare interventi che integrano diverse misure dell’Asse I e dell’Asse III. La programmazione per lo sviluppo rurale privilegia, pertanto, l’approccio integrato, sia a livello di singola azienda (Pacchetti multimisura) che di filiera o di territorio attraverso i PIF e l’approccio Leader con il coinvolgimento di una pluralità di soggetti.
Bandi e scadenze qui.
Giovanni Campanile