CHIARIMENTI TECNICI: 1 gennaio 2010: obbligo di energie rinnovabili nei nuovi edifici

energia in casaDal primo gennaio 2010, tutti i comuni italiani dovranno adeguare i loro regolamenti comunali e concedere il permesso di costruire “nuovi edifici” purché dotati di impianti di produzione di energia rinnovabile. Tale obbligo è stato introdotto nella Finanziaria 2008. Per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento, dovrà essere garantita una produzione minima di 1 kW. I fabbricati industriali, con superficie superiore a 100 mq, dovranno garantire una produzione minima di 5 kW.

Fonte:
PROVINCIA DI SAVONA
ASSESSORATO ALLA TUTELA AMBIENTALE
SERVIZIO: ENERGIA E COORDINAMENTO AMBIENTALE
Newsletter Anno III
n. 66 – 10.12.2009

Concorsi: Premio Energethica 2010

energethicaPremioAnche quest’anno, per i giovani con età inferiore ai 35 anni, c’è la possibilità di partecipare sino al 15 febbraio 2010 al “Premio Energethica 2010”. I progetti, che potranno comprendere elaborati grafici, modelli, plastici o piccoli prototipi da laboratorio, dovranno riguardare le tematiche della produzione di energia e del suo utilizzo etico e razionale, con particolare riferimento al trasporto merci
sostenibile e alla compensazione. Verranno valutate le varie fasi del processo: dalle emissioni legate al trasporto merci, al coinvolgimento delle Amministrazioni locali e alle aziende, sino alle ricadute sociali del benessere generato dalla sostenibilità legata alla logistica, all’efficienza e alla competitività del servizio. Sito: http://is.gd/5dfCw

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PROVINCIA DI SAVONA
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n. 66 – 10.12.2009

Surprais! I costi del fotovoltaico scenderanno in media dell’8% l’anno

fotovoltaicoI costi del fotovoltaico scenderanno in media dell’8% l’anno. Lo prevede l’Epia, l’associazione europea dell’industria fotovoltaica. Inoltre, il numero di impianti fotovoltaici in Italia è quasi raddoppiato in meno di un anno, passando dai 31.800 impianti installati a fine 2008 agli oltre 53.600 registrati a metà novembre dalle rilevazioni del Gestore servizi energetici, diffuse in occasione del salone EnerSolar+. Complessivamente, nel nostro paese la potenza degli impianti fotovoltaici installati è pari 668,6 megawatt. Secondo lo studio, entro il 2020 questo tipo di energia potrebbe arrivare a soddisfare, nell’ipotesi più ottimistica, il 12% della domanda di elettricità dell’Unione europea, contro una situazione attuale di poco inferiore all’1%.
Secondo gli esperti dell’associazione l’Italia, con il suo potenziale, è uno dei Paesi che può contribuire in misura maggiore a raggiungere l’obiettivo. Questo però potrà avvenire – emerge dallo studio dell’Epia – soltanto a patto che in Europa si verifichino alcune condizioni, tra cui le due principali sono una maggiore flessibilità del sistema di generazione elettrica e schemi di supporto del mercato stabili e sostenibili.
“Quella fotovoltaica – spiega Adel El Gammal, segretario generale dell’Epia – è la tecnologia che registra la crescita più rapida tra le fonti rinnovabili e i cui costi, rispetto a quelli di altre fonti energetiche, diminuiranno più in fretta, di circa l’8% anno”.
Dal canto suo, il sistema toscano punta sulle nanotecnologie e investe in Siena Solar Nanotech (2SN), società specializzata nelle tecnologie innovative per lo sfruttamento dell’energia solare con il fotovoltaico di seconda generazione.
“Con l’apporto del fondo Toscana innovazione – ha spiegato Carlo Taliani, presidente di 2SN -, puntiamo a realizzare un processo industriale per la produzione di celle fotovoltaiche a film sottile. Il vantaggio di queste celle è che possono garantire una efficienza simile a quella del silicio, ma con costi molto inferiori, creando le basi per raggiungere la cosiddetta grid-parity, ovvero un costo dell’energia elettrica uguale o inferiore a quello determinato dall’uso dei combustibili fossili”.

Fonte: www.e-gazette.it

E’ Bari la città che detiene il primato nazionale di produzione di energia da biomasse

Era solare da RinnovabiliSono 352 le strutture presenti in Italia e inserite dal GSE nel Rapporto 2008 su biomasse e rifiuti.

Il Gestore per i Servizi Elettrici fornisce un resoconto sugli impianti alimentati da biomasse, rifiuti solidi urbani biodegradabili, Biogas e Bioliquidi, presenti in Italia

Il Gestore per i Servizi Elettrici (GSE) che pubblicizza e promuove l’espansione delle energie rinnovabili, ha pubblicato uno schema riassuntivo dei dati 2008, con l’obiettivo di fornire un quadro di riferimento degli impianti alimentati da biomasse e rifiuti solidi urbani biodegradabili, biogas e bioliquidi in esercizio in Italia.
Il documento “Le biomasse e i rifiuti“, nella sua prima edizione, elenca 352 strutture in esercizio dislocate lungo il territorio nazionale e che nel loro totale hanno una capacità installata di 1.555 MW, pari ad una produzione di 5.966 GWh.
Con una composizione che sembra privilegiare le biomasse che rappresentano il 46% del totale, l’Italia continua a sviluppare un settore che nell’arco temporale 1997-2008 ha subito una crescita considerevole, con un tasso medio annuo dell’11,6% per numerosità e del 17,2% per potenza installata.
Le regioni settentrionali sono quelle che detengono il primato e che risultano essere più omogene nella produzione. Emilia Romagna e Lombardia si trovano in testa con una percentuale rispettiva di 22,9% e 14,9% .
Passando per il centro, dove il valore più elevato è quello del Lazio con il 4,6%, arriviamo alle regioni meridionali dove non si registrano dati importanti. Nella regione Puglia, però, la città di Bari detiene il primato nazionale di produzione che è pari all’11%, contribuendo così ad innalzare il livello minimo registrato nel mezzoggiorno. Tutte le altre regioni infatti, se messe assieme, non riescono a raggiungere neanche l’1,5%.
Uno sguardo anche al confronto con la situazione esistente nell’UE-15 in cui la produzione da biomasse e rifiuti rappresenta il 17,2% della produzione FER e il 3,0% di quella lorda di energia elettrica. “Degli 86,9 TWh prodotti in Europa – si legge nel rapporto – nel 2008, il 30,3% appartiene alla Germania. Seguono con percentuali intorno all’11%, Regno Unito e Svezia. L’Italia si colloca al 5° posto e rappresenta il 6,9% della produzione totale” da queste fonti.

Fonte: Rinnovabili.it

Fotovoltaico boom

Da 50 megawatt di potenza installata a 342 megawatt in un anno. La diffusione del solare fotovoltaico in Italia dal 2007 al 2008 è più che quintuplicata. La ricerca dell’Università la Sapienza e del Cirps.

Da 50 megawatt di potenza installata a 342 megawatt in un anno. La diffusione del solare fotovoltaico in Italia dal 2007 al 2008 è più che quintuplicata. Secondo una ricerca dell’Università la Sapienza e del Centro di ricerca per lo sviluppo sostenibile (Cirps) presentata a Roma durante il convegno ‘L’economia del sole’, organizzato dalla fondazione UniVerde, il numero di impianti fotovoltaici ha avuto una crescita del 318%, passando da 7.625 a 31.875 sempre in un anno.
E gli aumenti si vedono anche nel fatturato: la vendita degli impianti fotovoltaici ha generato nel 2008 circa 1.150 milioni di euro, rispetto al 2007 un incremento del 150%, con il volume delle vendite attribuibile per circa il 52% alla lavorazione.
Certo se confrontati con i dati degli altri paesi europei – la Spagna è a quota 2.511 e la Germania a 1.500 – l’Italia non sembra più così virtuosa, ma si posizione comunque ben più avanti rispetto al Portogallo ad esempio (50 MW) e alla Francia (46 MG).

Diversa la situazione per il solare termico. In Italia si parla di una superficie di più di un milione e mezzo di metri quadrati, equivalenti a una potenza di 1,1 gigawatt. Il mercato italiano rappresenta così il 9% in Europa dove sono in funzione impianti solari termici per una superficie complessiva di 27 milioni di metri quadrato (19 GWth), con in prima linea la Germania che rappresenta il 44% del mercato totale e a seguire, molto distanziate, Spagna (9%), Francia (8%), Grecia (6%).

Dati che fanno capire che il cammino è ancora lungo: “C’è ancora molta fatica da fare – ha detto Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma, intervenuto al convegno – la buona volontà c’é, non ci sono ancora numeri che diano il senso di un cammino che è gia premiato dalle scelte dei cittadini. Secondo Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione UniVerde, “le potenzialità dell’Italia sono enormi in questo settore che ha già creato molte migliaia di posti di lavoro e in futuro se ne potranno creare ancora di più se si riuscirà ad arginare le pressioni di alcune lobby che frenano lo sviluppo del solare perché hanno interesse ad altre energie”.
(Ansa)

Nucleare vs Idrogeno: una conferenza a Mola

Conenna e Rifkin

Conenna e Rifkin

Venerdì 24 luglio alle ore 20.00 al Castello Angioino a Mola di Bari l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Mola organizza una conferenza dal titolo

Nucleare vs Idrogeno

L’Assessore all’ambiente del Comune di Mola Pietro Santamaria ne parla con Nicola Conenna fisico direttore della fondazione Università dell’Idrogeno

Mentre il Governo ha deciso di riaprire la strada al nucleare, dopo che 22 anni fa gli italiani avevano bocciato con un referendum popolare il ricorso a questa forma di energia, il Comune di Mola, da sempre impegnato nella ricerca e nella applicazione concreta di forme di sviluppo ecosostenibili, organizza una conferenza sulla valutazione economica ed ambientale delle fonti energetiche che sfruttano il nucleare e l’idrogeno.

All’ingresso del Castello, in via Colombo, sarà parcheggiata una Fiat Multipla alimentata ad idrogeno realizzata dall’Università dell’Idrogeno.

Università dell’Idrogeno” la prima al mondo interamente dedicata allo studio di questa particolare forma di produzione energetica, è un ente no-profit finalizzato alla ricerca, alla formazione e all’informazione sull’idrogeno con sede a Monopoli (Bari).
non è casuale che la prima “Università dell’Idrogeno” al mondo abbia sede in Puglia: la nostra regione infatti, già oggi ai primi posti in Italia per  produzione di energia, prevede, attraverso il PEAR (Piano Energetico ed Ambientale Regionale) un ulteriore aumento della produzione energetica soprattutto da fonti rinnovabili tra cui, appunto, l’idrogeno.
Infatti, entro la fine del 2008 saranno realizzate sei stazioni di distribuzione di idrogeno per le 6 province pugliesi, grazie a uno stanziamento regionale di 5 milioni di euro. Si tratterà della prima rete al mondo di distributori di idrogeno ed idrometano per automezzi con produzione locale di idrogeno mediante elettrolizzatori con energia elettrica prodotta da impianti solari ad alta efficienza ed eolico a basso impatto visivo e sonoro.
Luca Basso

Nucleare vs Idrogeno, conferenza del fisico Nicola Conenna

Importante appuntamento in programma venerdì 24 luglio 2009 a Mola di Bari. Mentre il governo ha deciso di riaprire la strada al nucleare, dopo che 22 anni fa gli italiani lo avevano bocciato con un referendum popolare, il Comune di Mola chiama il fisico Nicola Conenna che dirige la fondazione Università dell’Idrogeno a tenere una conferenza sulla valutazione economica ed ambientale delle fonti energetiche che sfruttano il nucleare e l’idrogeno. Appuntamento allora il 24 luglio al Castello Angioino alle ore 20. All’ingresso del Castello, in via Colombo, sarà parcheggiata una Fiat Multipla alimentata ad idrogeno realizzata dall’Università dell’Idrogeno.