Geotermia, nascosta ma non meno importante

Non è certamente “famosa” come le altre fonti energetiche rinnovabili, la si sente nominare meno in giro ma non per questo deve essere sottovalutata. Parliamo dell’energia geotermica, una fonte energetica rinnovabile a tutti gli effetti, che si basa sulla produzione di calore naturale della Terra (geotermia appunto). Il calore della Terra è alimentato dall’energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare di alcuni elementi radioattivi presenti all’interno della crosta terrestre come ad esempio uranio, torio e potassio.
E’ possibile sfruttare questa caratteristica naturale a nostro favore? Certamente si. Considerando che scendendo in profondità si assiste ad un graduale aumento della temperatura di circa 30° C ogni km e tralasciando i grossi impianti geotermici presenti in Italia (vedi ad esempio Larderello), anche le semplici abitazioni possono sfruttare questo fenomeno attraverso la geotermia a bassa entalpia, che usa il sottosuolo come un serbatoio di calore.
Il meccanismo è molto semplice, in inverno il calore viene trasferito  in superficie utilizzando delle sonde geotermiche, tubi con la forma ad U con una elevata trasmittanza termica nei quali passa un liquido che assorbe il calore e lo porta in superficie. In estate invece il calore in eccesso viene restituito al terreno. Ciò che rende possibile questa operazione è la pompa di calore (lo stesso meccanismo presente nei frigoriferi per intenderci) che sfrutta la differenza di calore fra il terreno e l’esterno per assorbire calore dal primo e renderlo disponibile per gli usi umani. Più questa differenza è alta, migliore è il rendimento. La pompa di calore necessita di energia elettrica per funzionare, in condizioni medie per ogni Kw elettrico consumato si ottengono 3 kW termici. Per una sostenibilità ambientale perfetta, si può ad esempio abbinare, la pompa di calore ad un impianto fotovoltaico che produrrà l’energia necessaria per alimentare la pompa. Lo stesso meccanismo, ma invertito, viene utilizzato in estate; l’alternarsi di estate ed inverno permette di non raffreddare troppo la porzione di terreno in cui sono state piazzate le sonde.
Per cercare di spingere la ricerca in questo campo, recentemente è stato approvato il cosidetto decreto “Geotermia” in cui vengono definite competenze e ambiti di applicazione della legge, dichiarando di “pubblico interesse e di pubblica utilità la ricerca e la coltivazione a scopi energetici delle risorse geotermiche in territorio nazionale”. Rientrano nei limiti di legge, oltre che economicamente interessanti a livello nazionale, gli impianti erogatori di una potenza pari ad almeno 20 MW termici, alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 °C, con riferimento anche alle risorse geotermiche rinvenute in mare.
In ambito locale verranno considerate utili le risorse geotermiche a media e bassa entalpia, per la realizzazione di impianti con potenza inferiore ai 20 MW.
Si nominano autorità competenti nella gestione delle risorse geotermiche, per le funzioni amministrative, le Regioni o gli enti da loro delegati a livello dei territori locali, mentre al Ministero dello Sviluppo economico o dell’Ambiente andranno quelle riguardanti il controllo sull’esercizio delle attività della Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche.
Attualmente in Italia il 10% delle energie rinnovabili prodotte deriva dallo sfruttamento del calore del sottosuolo, secondo previsioni, grazie all’approvazione di tale decreto, sarà possibile produrre fino al 25% di energia pulita da questo tipo di fonte.

Tommaso Tautonico

Protocollo d’intesa fra la Regione Puglia e la Fondazione Onlus H2U di Nicola Conenna

La Giunta regionale ha approvato il protocollo d’intesa fra la Regione Puglia e la Fondazione Onlus H2U The Hydrogen University, guidata dal fisico molese Nicola Conenna, per la sperimentazione e la realizzazione in Puglia di progetti riguardanti l’utilizzo di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. Il testo della DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 10 febbraio 2010, n. 345.

Protocollo d’intesa fra la Regione Puglia e la Fondazione Onlus H2U The Hydrogen University – per la sperimentazione e la realizzazione in Puglia di progetti riguardanti l’utilizzo di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. Approvazione.

L’Assessore regionale all’Ecologia, Onofrio Introna, sulla base dell’istruttoria espletata presso il Servizio competente e confermata dal Dirigente del Servizio Ecologia, riferisce quanto segue:

Il D.Lgs. 112 del 31/03/1998 trasferisce alle Regioni rilevanti funzioni e competenza in materia ambientale ed energetica;
La delibera CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002, che approva il Piano Nazionale di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, fra le opzioni per la riduzione di emissione di CO2 prevede anche progetti pilota per l’impiego di sistemi di propulsione a idrogeno e a celle a combustibile, per la produzione di energia, per le motrici ferroviarie e per i motori auto.

Considerato che le tecnologie collegate all’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili stanno registrando una crescente attenzione a livello internazionale come componente ideale per un sistema energetico sostenibile e privo di emissioni nocive e climalteranti;

Considerato che l’uso dell’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili in miscela con metano rappresenta una valida alternativa all’utilizzo di combustibili fossili;

Considerato che l’Unione Europea ha individuato nelle fonti rinnovabili di energia uno strumento per promuovere contestualmente la competitività del sistema produttivo, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la protezione dell’ambiente;

Considerato che nel campo dei trasporti, un obiettivo prioritario dovrebbe essere il raggiungimento di una quota maggiore di veicoli più rispettosi dell’ambiente, l’introduzione di veicoli a combustibili alternativi può migliorare sensibilmente la qualità dell’aria nelle città e, di conseguenza, anche lo stato della salute pubblica. Quello a idrogeno è considerato un modo di alimentazione pulito dei veicoli del futuro, basata sul riutilizzo delle materie prime e sulle risorse energetiche rinnovabili, in quanto i veicoli a idrogeno non emettono inquinanti a base di carbonio né gas a effetto serra. Dato che l’idrogeno è un vettore di energia e non una fonte energetica, l’utilità dell’alimentazione a idrogeno, dal punto di vista climatico, dipende dalla fonte di provenienza dell’idrogeno. È opportuno pertanto far sì che l’idrogeno combustibile sia prodotto in modo sostenibile per quanto possibile da risorse energetiche rinnovabili, di modo che l’uso dell’idrogeno come combustibile nei veicoli a motore abbia effetti positivi sull’equilibrio ambientale complessivo.

Considerato la manifestazione di volontà espressa dalla Regione PUGLIA a voler realizzare un programma per la realizzazione di una rete di distribuzione di idrogeno e metano-idrogeno sul territorio regionale;

Considerato che la Regione Puglia ha adottato con D.G.R. 827 del 08/06/2007, il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) che prevede che l’idrogeno sia fra le future attività di ricerca, pertanto in parallelo allo studio delle diverse tecnologie di produzione dell’idrogeno, soprattutto da fonti rinnovabili, andrebbe approfondita anche la verifica degli impieghi di questo vettore energetico nelle diverse applicazioni, stazionarie e mobili, considerandone anche gli aspetti relativi alla distribuzione.

Considerato che la Regione Puglia è una delle aree in Europa a maggiore emergenza ambientale soprattutto nelle aree di Taranto e Brindisi, il che rende particolarmente opportuna l’introduzione di tecnologie pulite ad emissioni quasi zero;

Considerato che la Regione Puglia ha un ruolo internazionalmente riconosciuto di ponte fra l’Europa e le Nazioni del Mediterraneo, particolarmente importanti per lo sviluppo delle fonti alternative di energia di origine solare che potrebbero essere diffuse utilizzando il vettore idrogeno;

Considerato che la Regione Puglia in data 9-10 aprile 2008 ha siglato l’Accordo di Programma in materia di “Mobilità sostenibile a idrogeno e a miscele metano-idrogeno”con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; approvato con D.G.R. n. 531 dell’8 aprile 2008;

che in Puglia è presente la Fondazione ONLUS H2U – THE HYDROGEN UNIVERSITY, con sede a Monopoli, realtà avanzata riconosciuta nel campo delle energie rinnovabili e dell’idrogeno, che fa riferimento alla elaborazione teorica dell’economista americano Jeremy Rifkin sulla nuova economia dell’idrogeno, che è finalizzata ad attività di ricerca, formazione e informazione sulle energie rinnovabili, l’efficienza energetica e l’idrogeno;

Ritenuto conveniente per la Regione Puglia sottoscrivere un protocollo d’intesa per la sperimentazione e realizzazione in Puglia di progetti riguardanti l’utilizzo di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili in una prospettiva di nuovo modello di economia dell’idrogeno

COPERTURA FINANZIARIA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE N. 28/2001
La presente deliberazione non comporta implicazioni di natura finanziaria sia di entrata che di spesa e dalla stessa non deriva alcun onere a carico del bilancio regionale.

Il presente provvedimento rientra nelle competenze della Giunta Regionale così come definite dall’art. 4, comma 4, punto lettere a), d) e k) della L.R. n. 7 del 04/02/1997.

LA GIUNTA

- udita la relazione dell’Assessore all’Ecologia, Onofrio Introna;

- a voti unanimi, espressi nei modi di legge,

DELIBERA

1. di prendere atto delle premesse che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

2. di approvare il protocollo d’intesa fra la Regione Puglia e la Fondazione Onlus H2U The Hydrogen University – per la sperimentazione e la realizzazione in Puglia di progetti riguardanti l’utilizzo di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili che si allega alla presente Deliberazione per farne parte integrante;

3. di delegare l’Assessore all’Ecologia alla sottoscrizione del Protocollo, autorizzandolo ad introdurre le eventuali modificazioni che si dovessero rendere necessarie per procedere alla sottoscrizione, con invito a riferirne alla prima successiva riunione della Giunta;

4. di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.

Il Segretario della Giunta Il Presidente della Giunta
Dott. Romano Donno Dott. Nichi Vendola

Fonte: pressregione

Energia: fonti alternative

Il 25 febbraio 2010 alle ore 15 nell’Aula A del Dipartimento Interateneo di Fisica a Bari, in via Amendola 173, un confronto sullo stato e le prospettive di alcune delle fonti energetiche più promettenti come alternativa al petrolio: nucleare, solare fotovoltaico e solare a concentrazione
Partecipano all’incontro:
• Mauro Vignolini – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) – responsabile dell’Unità Ricerca e Sviluppo del Progetto Solare Termodinamico
• Giovanni Bruno – Istituto di Metodologie Inorganiche e dei Plasmi (IMIP) del CNR – responsabile dell’unità di ricerca Plasma – Materiali
• Nicola Colonna – dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – responsabile dell’esperimento nTOF e consulente AIEA
Moderatore: Leonardo Angelini – Presidente del Consiglio Interclasse di Fisica
E’ un evento organizzato dal Consiglio Interclasse di fisica della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Bari “Aldo Moro, in collaborazione con:
•Dipartimento Interateneo di Fisica “Michelangelo Merlin”
•Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Sezione di Bari
•CNR – Istituto di Metodologie Inorganiche e dei Plasmi
•Centro Interdipartimentale di Ricerche sulla Pace
•Unione Scienziati per il Disarmo

Bando per finanziamenti volti alla realizzazione di impianti per la produzione di energia verde

Via libera del Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali alla pubblicazione del bando per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica e/o termica da biomasse.

La procedura prevede il finanziamento di impianti a spiccato contenuto innovativo di potenza installata fino a 1 Mw elettrico, con un contributo massimo pari a 500 mila euro ed intensità non superiore al 40% del costo dell’investimento. L’importo stanziato a tal fine ammonta a 20 milioni di euro.

La procedura, in collaborazione con il Mipaaf, sarà gestita dall’Enama – Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola. Il bando è disponibile sul sito www.politicheagricole.it e www.enama.it.

Con questo provvedimento, il Ministero prevede di finanziare impianti per una potenza complessiva superiore a 30 Mw elettrici, tutti alimentati da biomasse di origine agricola compatibili con i criteri di sostenibilità ambientale dettati dall’Unione Europea, fornendo in tal modo una importante opportunità di integrazione e diversificazione del reddito degli imprenditori agricoli.

Fonte: www.agroalimentarenews.com

L’eolico sempre con noi

Stiamo parlando di Eolic, il primo prototipo di turbina eolica portatile, progettata da  Marcos Madia, Juan Manuel Pantano e Sergio Ohashi. Per ora è solo un prototipo però, non ci resta che aspettare.
Immaginate i suoi molteplici usi nelle situazioni più varie: deale nelle spedizioni da campo, in barca per alimentare l’equipaggiamento di bordo, in campeggio. Insomma l’idea di una turbina eolica portatile ha qualcosa di veramente innovativo e funzionale.
Realizzata in materiali ultraleggeri come l’alluminio e la fibra di carbonio, Eolic, questo è il suo nome, può essere facilmente trasportata con uno zaino. Il sogno di avere sempre con noi una turbina per ricavare elettricità ovunque ci si trovi – purché soffi una brezza di una certa consistenza – sta per diventare realtà.
Eolic è una soluzione compatta, ideata per essere impiegata laddove non arriva la rete elettrica, quindi in impianti in isola – magari in abbinamento con altre fonti di energia rinnovabile – usando il generatore nell’ambito di piccole utenze.
Certo però bisognerà sistemare alcuni dettagli, infatti su diversi portali specializzati americani, ciò su cui dovranno lavorare molto coloro che svilupperanno Eolic per il mercato sarà la stabilità del congegno. Essendo infatti realizzato con materiali estremamente leggeri dovrà essere fornita di accessori che permettano di piantarla saldamente a terra per evitare che ciò penalizzi l’impiego dell’energia del vento, minandone così il corretto funzionamento.

Tommaso Tautonico

Ottenere il 90% di elettricità dalle fonte rinnovabili

Sembra quasi una fantasia ma è la pura verità, l’Europa potrebbe ottenere il 90% di elettricità da fonti rinnovabili ma affinché ciò accada occorre una nuova rete “intelligente” che sappia gestire al meglio l’energia discontinua delle fonti pulite e la trasporti da un capo all’altro del continente. È stato presentato in questi giorni uno studio elaborato da Greenpeace ed EREC (European Renewable Energy Council) intitolato “Rinnovabili 24/7 – Una rete intelligente per salvare il clima”, secondo cui le rinnovabili possono tenere le luci accese 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, 365 giorni all’anno, a patto di investire in una nuova rete elettrica.
Secondo lo studio l’investimento ammonterebbe a circa 5 miliardi di euro all’anno per tutta l’Europa, finanziabili con circa 0,15 centesimi di ricarico su ogni chilowattora. Le rinnovabili nell’ultimo periodo hanno dato prova di essere arrivate ad un punto impensabile qualche anno fa. Uno dei freni maggiori alla crescita delle fonti pulite sono proprio le reti, ad esempio in Italia l’inadeguatezza della rete elettrica in alcune regioni viene gestita “staccando” dalla rete le macchine eoliche nei momenti di congestione. Così facendo si limita l’effettiva produzione eolica di queste aree del 30% circa: 0,7 TWh di energia perduta, ovvero una quota del 12% della produzione nazionale da eolico, secondo le analisi tecniche presentate da Anev al Ministero Sviluppo Economico.
Il concetto di fondo alla base dello studio è che le fonti energetiche rinnovabili hanno tutte le potenzialità necessarie per soddisfare i nostri bisogni ma il nostro sistema elettrico, realizzato oramai mezzo secolo fa, rigido e centralizzato, non è in grado di accoglierle e sfruttarle al meglio. Una rete intelligente può invece coordinare le varie fonti, in modo da neutralizzare la discontinuità e l’aleatorietà che sono gli handicap maggiori di fonti come solare ed eolico e rendere possibile lo scenario energetico pulito necessario per contenere il cambiamento climatico.

Tommaso Tautonico

Ecco la bozza del nuovo conto energia

È pronta la bozza del decreto sul conto energia per il fotovoltaico del ministero dello Sviluppo economico di concerto con l’Ambiente.
La bozza riguarda gli impianti che entreranno in produzione dall’anno prossimo e aggiorna al ribasso le tariffe incentivate, basandosi sull’andamento del mercato dell’energia e soprattutto sui valori (in discesa) per l’acquisto dei componenti degli impianti fotovoltaici.  Inoltre, è previsto un obiettivo di ottomila megawatt fotovoltaici entro il 2020.
Il testo dovrà essere approvato dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, che dovrebbe svolgersi a giorni.
Nel primo titolo della traccia sono previste tariffe incentivanti per 20 anni per complessivi 3mila megawatt cumulati, per tutti gli impianti entrati in esercizio dal 1° gennaio 2011 con una potenza nominale oltre 1 chilowatt e collegati alla rete con un unico punto di connessione.
Per questa tipologia di impianti l’incentivo in euro per chilowattora prodotto va da 0,401 (su edifici) a 0,358 (impianti a terra e altri impianti) per chi entra in produzione tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2011; 0,380 e 0,333 per gli impianti in esercizio da agosto agosto a dicembre 2011. Una tariffa premiante è aggiunta per gli impianti realizzati su edifici che sommano anche un uso efficiente dell’energia.
Per gli impianti che entrano in produzione nel 2012 e nel 2013 l’incentivo si ridurrà del 6% l’anno.
Per gli impianti in produzione a partire dal 2014 sarà emanato entro il 2012 un decreto dello Sviluppo economico (di concerto con l’Ambiente e d’intesa con la Conferenza unificata).
Per gli impianti integrati architettonicamente con potenza tra 1 chilowatt e 5 megawatt collegati alla rete tramite un unico punto di connessione spetteranno per 20 anni 0,44 euro per chilowattora di base (0,37 per potenze superiore ai 200 chilowatt) fino a un ammontare di incentivi cumulabili di 200 megawatt.
Il Gse entro il 1° gennaio 2011 dovrà elaborare una guida sugli impianti integrati architettonicamente.
Per gli impianti a concentrazione, gli incentivi sono cumulabili fino a 150 megawatt e si applicano a tutti gli impianti che entrano in esercizio per interventi di nuova costruzione, rifacimento totale o potenziamento dopo l’entrata in vigore del decreto.
La tariffa di 0,32 euro per chilowattora scende a 0,28 per impianti superiori a 200 chilowatt avvianti entro il 2011, decurtata del 2% l’anno per impianti successivi.
Gli incentivi sono cumulabili fino al 30% con i contributi in conto capitale previsti per gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici con potenza nominale non superiore a 3 chilowatt, per gli impianti a concentrazione e per gli impianti integrati innovativi. Per gli incentivi alle scuole, i contributi in conto capitale possono essere cumulati fino al 100% del costo di investimento, mentre per tutti gli altri edifici pubblici o di proprietà di enti riconosciuti senza scopo di lucro il cumulo non può superare il 30% per cento. Sarà possibile cumulare le tariffe incentivate anche con i tassi agevolati previsti dalla finanziaria 2007 per l’acquisto di impianti “verdi”.
L’Autorità dell’energia dovrà stabilire modalità, tempi e condizioni per l’erogazione delle tariffe incentivanti. Dovrà anche essere determinata la copertura sulla componente A3 delle bollette.
Il Gse dovrà definire le modalità di svolgimento delle ispezioni sugli impianti, e dovrà anche spedire entro il 31 marzo di ogni anno ai due ministeri, alle Regioni, all’Autorità dell’energia e all’Osservatorio nazionale sulle rinnovabili un rapporto sull’attività.
La domanda di incentivi dovrà avvenire entro 90 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto e il Gse dovrà erogare la tariffa entro 120 giorni.
La procedura sarà telematica con una piattaforma da adottare dal 1° gennaio 2011.

fonte: e-gazette.it