A Bari mostra fotografica sulle biodiversità in Puglia

Si inaugura Lunedì 1 Marzo alle ore 16,00, presso gli spazi espositivi del Museo di Santa Scolastica a Bari, la mostra fotografica dedicata al tema della biodiversità in Puglia, promossa dall’Assessorato Regionale all’Ecologia. Alla cerimonia di apertura al pubblico interverranno il Presidente della Regione Puglia e l’Assessore Regionale all’Ecologia e alla Tutela dell’Ambiente.

Giornata divulgativa sul progetto SALVAROSPI

Come anticipato domenica 24 GENNAIO si svolgerà la giornata divulgativa sul progetto SALVAROSPI in corso presso lo Stagno di Mangiato a Martina Franca.

L’evento è organizzato in collaborazione con il WWF CONVERSANO e il CORPO FORESTALE DELLO STATO.

L’appuntamento è presso MASSERIA GALEONE (Martina Franca) alle ore 10.00.

E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE al 348.3526958 oppure scrivere e-mail a
martinafranca@wwf.it.

Dopo la presentazione dell’iniziativa si procederà alla proiezione di power point
sulla biologia del rospo comune, sul progetto in questione e sulla necessità,
quindi, di attivarsi per la conservazione della sua popolazione. Sarà, inoltre,
divulgata l’esperienza svolta presso la Riserva dei Laghi di Conversano per la
conservazione del rospo smeraldino. Seguirà la visita allo Stagno di Mangiato, al
termine della quale si farà rientro alla masseria per il pranzo. Sarà anche
l’occasione per visitare l’importante scuderia di cavalli murgesi allevati con
scrupolosa cura dal personale del Corpo Forestale dello Stato.

E’ gradito il contributo di ciascun partecipante al fine di organizzare e condividere un ricco buffet per il pranzo.

Masseria Galeone è raggiungibile dalla SP 57.
DA MARTINA FRANCA si percorre la Strada Provinciale Martina Franca – Alberobello; al bivio Noci-Alberobello seguire in direzione Noci fino a Masseria Masella. Poco dopo aver superato la masseria sulla destra, imboccare a destra la SP 57 e procedere per 2,5 km fino all’ingresso, sulla sinistra, di Masseria Galeone.
DA NOCI si imbocca la Strada Provinciale Noci – Martina Franca e si procede in
direzione Martina per 13 km. Poco prima dell’ingresso, sulla sinistra, di Masseria
Masella, imboccare la SP 57 sulla sinistra e procedere per 2,5 km fino all’ingresso, sempre sulla sinistra, di Masseria Galeone.
DA ALBEROBELLO percorrere la Strada Provinciale Alberobello – Martina Franca in direzione Martina per 4,5 km fino a Masseria Mangiato (sulla sinistra). Imboccare a destra la SP 57 e percorrerla per 4 km fino all’ingresso, sulla destra, di Masseria
Galeone.

NOTE: abbigliamento comodo, stivaletti e scarponcini per avvicinarsi a bordo stagno, macchina fotografica.

Associazione WWF Martina Franca

2010 Anno Internazionale della Biodiversità

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che il 2010 sarà l’Anno Internazionale della Biodiversità. Si tratta di una iniziativa che si propone di aumentare la consapevolezza del ruolo fondamentale che la biodiversità svolge nell’assicurare la vita sulla Terra.

Attività per la promozione della biodiversità si svolgeranno in tutto il mondo, molti paesi lanceranno campagne di comunicazione, organizzeranno eventi, conferenze e altre manifestazioni sul problema della biodiversità. (vedi il sito dedicato all’Anno Internazionale della Biodiversità)

La tutela della biodiversità è nel nostro interesse. Le risorse biologiche sono i pilastri su cui è stata costruita nostra civiltà. I prodotti della natura sono utilizzati da industrie così diversi come l’agricoltura e le aziende farmaceutiche.
La perdita di biodiversità minaccia i nostri approvvigionamenti alimentari, le fonti di legno, di medicinali e di energia e quindi costituisce un pericolo per l’ambiente come per l’uomo.

Per questo nel 2001 l’Unione Europea si è impegnata ad arrestare il declino della biodiversità nella UE entro il 2010 e per favorire il ripristino degli habitat e degli ecosistemi.
Nel 2006, la Commissione europea ha adottato il ‘Piano d’Azione fino al 2010 e oltre’. In linea con questo piano, la Commissione europea lancia nel 2010 una campagna di comunicazione a sostegno dell’Anno Internazionale della biodiversità.

L’obiettivo della campagna è duplice: il suo scopo è quello di aumentare la consapevolezza della perdita di biodiversità ma mostrare come è possibile rallentarla e promuovere azioni positive.
Al fine di comprendere a fondo ciò che I cittadini europei pensano e sentono sul tema della biodiversità, è stata condotta una indagine su un campione di cittadini europei. I risultati hanno mostrato che gli europei non si sentono bene informati circa la questione – solo il 35% degli europei in realtà dicono di sapere che cosa significa la biodiversità. Il 43% vede la perdita di biodiversità come un problema nel proprio paese, ma soprattutto importante a livello globale. Molte persone non vedono un impatto immediato, personale, della perdita di biodiversità, ma ritengono che sarà un problema in futuro, soprattutto per i loro figli.

Una ricerca qualitativa effettuata in diversi paesi – ha confermato che il concetto della biodiversità è molto spesso sconosciuto, o associato alla vita degli animali selvatici – senza comprenderne i legami con gli esseri umani e con la nostra civiltà.

Tuttavia, quando le persone si rendono conto di quanto esse dipendono dalla biodiversità e dagli ecosistemi, sono d’accordo sulla necessità di preservarla ed esprimono il desiderio di comportarsi meglio e di fare qualcosa al riguardo.
La raccomandazione conclusiva dell’indagine per predisposizione della campagna è stata quindi di presentare la biodiversità come qualcosa di rilevante per la vita quotidiana delle persone.

La campagna, – che sarà lanciata ufficialmente il 26 gennaio 2010 a Madrid – sarà rivolta in generale ai cittadini europei, ma in particolare su misura per le famiglie che hanno a cuore il futuro dei loro figli e per i giovani.
La campagna si svilupperà in due fasi. Inizialmente si cercherà di avvicinare i cittadini europei al concetto di biodiversità, spiegando ciò che rappresenta, qual è il ruolo degli esseri umani rispetta ad essa e come sia la situazione attuale nel mondo moderno. Allo stesso tempo si evidenzierà quanto la biodiversità sia essenziale per l’umanità così come i pericoli che abbiamo contribuito a creare a suo danno e quindi, contro la nostra stessa esistenza.

L’urgenza della situazione e la necessità di agire subito sarà sottolineato dall’uso di immagini e messaggi “provocatori”, che la gente non potrà ignorare. L’effetto desiderato è quello di creare attenzione alla biodiversità nei cittadini della UE.
Durante la seconda fase, si porrà l’accento sugli aspetti “emozionali” cercando di mettere in connessione ciò che conta nella vita quotidiana della gente con la biodiversità e come la sua salvaguardia possa offrire loro dei vantaggi; in questo modo si cerca di motivare le persone ad agire a sostegno della biodiversità.
Suggerimenti, consigli e istruzioni saranno forniti su come possono agire e contribuire alla conservazione della biodiversità: come i singoli individui possono portare il proprio contributo all’interno di un più ampio sforzo, svolto attraverso le normative ed i progetti comunitari.

Per assolvere a questo duplice obiettivo, la creazione di consapevolezza e lo stimolo ad agire, la campagna di comunicazione utilizzerà mezzi verbali e grafici per comunicare la biodiversità.
Ci sarà un uso creativo si strumenti multimediali e di social network online come Facebook. In quest’ultimo, gli utenti potranno diventare amici di una specie in via di estinzione.

Fonte: arpat.toscana.it

Il progetto SALVAROSPI parte lunedì 11, evento principale il 24 gennaio

Come anticipato, il WWF MARTINA FRANCA in collaborazione con gli amici del WWF CONVERSANO, pionieri in Puglia di un progetto SALVAROSPI presso la Riserva dei Laghi di Conversano, organizza un’attività di salvataggio e valutazione dell’impatto dei veicoli sulla vitalità della popolazione di Rospo comune dello Stagno di Mangiato a
Martina Franca.

Il progetto si svolgerà dall’11 gennaio al 5 febbraio e prevede una giornata evento domenica 24 gennaio.

Le attività sono previste ogni lunedì, mercoledì e venerdì nel periodo suddetto, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, con partenza da Martina alle ore 15.15.

Oltre a contare e a salvare gli animali intenti ad attraversare la strada nei 450 metri a ridosso dello stagno, si svolgerà la conta degli individui presenti nello stagno e di quelli trovati vivi o morti lungo le strade provinciali e comunali entro
un’area di 2 km di raggio avente per centro lo stagno.

Il sito si raggiunge con mezzi propri o, quando possibile, ci si riunisce in poche auto.

E’ doveroso dotarsi di:
- stivali di gomma
- abbigliamento comodo e caldo
- impermeabile o k-way
- giubbino a catari frangenti (obbligatori per uscire dall’auto)
- torcia
- macchina fotografica (facoltativo).

Quindi primo appuntamento LUNEDI’ 11 ALLE ORE 15.15 A MARTINA FRANCA.

Chi volesse partecipare è pregato di contattarmi al 348. 3526958.

Progetto SALVAROSPI

Rospo (foto da argonauti.org)Con il 2010, anno internazionale della Biodiversità, prende avvio con il progetto SALVAROSPI.
Si tratta di valutare con metodo scientifico l’impatto determinato dal traffico veicolare sulla vitalità della popolazione di Rospo comune dello Stagno di Mangiato, stagno carsico situato nelle campagne di Martina Franca.
Il progetto prevede 3 uscite pomeridiane alla settimana, ogni lunedì, mercoledì e venerdì, dal 18 gennaio al 7 febbraio 2010, per salvare gli individui di Rospo intenti ad attraversare la strada adiacente lo stagno, che sarebbero stati potenzialmente investiti, e al contempo per stimare quelli che, invece, hanno già raggiunto il sito riproduttivo naturalmente.

In particolare, il 24 gennaio sarà dedicata una giornata alla conoscenza del progetto e alla sensibilizzazione per la conservazione di tale specie nel contesto martinese.

Quindi tenetevi pronti per la partecipazione i cui dettagli vi saranno comunicati al più presto.

Chi volesse  dare il proprio contributo all’operazione Salvarospi nei giorni suddetti può contattarmi al seguente numero: 348 3526958.

A presto per aggiornamenti!

Pietro Chiatante
Associazione WWF Martina Franca
martinafranca@wwf.it

A Bari mostra su Darwin e convegno sulla biodiversità agraria

biodiversiDopo Milano e Roma arriva a Bari l’ultima tappa italiana della mostra didattica dedicata a Charles Darwin con un importante appuntamento, il 18 dicembre, dedicato alla biodiversità agraria.

La mostra dedicata a Darwin, promossa dalla Regione Puglia (con fondi europei), è già stata visitata da due milioni di persone fra New York, Boston, Toronto, Londra, San Paolo, Rio de Janeiro, Tokyo, Auckland, Lisbona, Roma e Milano. Dal 24 novembre 2009 fino al 15 febbraio 2010, infatti, sarà possibile visitare gli spazi espositivi del Castello Svevo, nel capoluogo pugliese, e immergersi nella dimensione scientifica evocata dal percorso e che ripercorre i centocinquant’anni dalla pubblicazione dell’Origine della specie.
Nel corso delle iniziative che si svolgeranno nel Castello Svevo, venerdì 18
dicembre 2009 la Regione Puglia promuove l’incontro dal titolo “La biodiversità agraria e le azioni per la sua salvaguardia in Puglia”. Interverranno, fra gli altri, Dario Stefàno (assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia), Luigi Trotta (Ufficio Innovazione e Conoscenza in Agricoltura, Regione Puglia), Pierfederico La Notte (Istituto di Virologia Vegetale, Consiglio Nazionale delle Ricerche), Pietro Santamaria e Francesco Serio (Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali, Università di Bari, ed Istituto Scienze delle Produzioni Alimentari, Consiglio Nazionale delle Ricerche, ripettivamente),  Giuseppe De Mastro e Luigi Tedone (Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali, Università di Bari) con una serie di relazioni sulla biodiversità agraria. Inoltre, sempre nel corso della giornata, verrà allestita una mostra pomologica di frutta, colture erbacee e ortaggi rari della nostra regione, nonché una mostra fotografica e prodotti sulle erbe spontanee commestibili pugliesi con lo scopo di fornire una piccola dimostrazione della grande biodiversità presente nel territorio pugliese.

Scarica il programma dell’incontro

Fonte: http://noria.ba.cnr.it

Biodiversità, il futuro forse è un po’ meno nero

arcobaleno-su-molaAll’inizio di dicembre, a Copenaghen, una grande conferenza delle Nazioni Unite riporterà all’attenzione del mondo quel grande problema ambientale globale che chiamiamo “cambiamento del clima”. A gennaio, col 2010, entreremo nell’anno che le Nazioni Unite hanno deciso di dedicare a quel grande problema globale che definiamo “erosione della biodiversità”.

I due problemi hanno un comune denominatore, oltre che un comune organizzatore: entrambi vedono l’uomo protagonista. Anzi, possiamo dire che l’uomo è diventato un attore ecologico globale proprio perché riesce ad accelerare le dinamiche del clima e proprio perché riesce ad accelerare le dinamiche connesse alla biodiversità.

C’è, tuttavia, anche una relazione diretta tra l’evoluzione climatica e il numero di specie che nascono, vivono e muoiono sul pianeta Terra. L’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), per esempio, sostiene che il previsto aumento della temperatura media del pianeta causerà un’ulteriore, aggiuntiva erosione di biodiversità. Molte specie moriranno a causa dei cambiamenti climatici.

Non c’è dubbio alcuno che il clima influenzi la vita e la morte delle specie sulla Terra. Ma questa influenza, sostengono Kathy J. Willis dell’università inglese di Oxford e Shonil A. Bhagwat dell’università norvegese di Bergen in un articolo pubblicato di recente sulla rivista Science, è molto più complessa di quanto prevedono gli scienziati dell’IPCC. E questa complessità ha caratteristiche omeostatiche: in pratica, rende il patrimonio di biodiversità molto più resistente ai cambiamenti climatici.

Il progressivo affinamento dei modelli di previsione dell’evoluzione del clima e della biodiversità consente di afferrare sempre più questa complessità. Ecco perché le previsioni cambiano. Ora, per esempio, possiamo prendere in considerazione sempre più fattori che agiscono a piccola scala e non solo a grande scala. Grazie a modelli più raffinati, per esempio, alcuni ecologi svizzeri hanno calcolato l’effetto della variazione del clima sulla flora alpina prendendo prima in considerazione celle quadrate di 16 chilometri di lato e poi celle più piccole, di soli 25 metri.

Nel primo caso i modelli prevedono, per la fine del secolo, una forte erosione della biodiversità alpina. Nel secondo caso i modelli prevedono che sopravvivrà il 100% delle specie che caratterizzano la flora delle Alpi.

Altri ricercatori hanno simulato l’evoluzione di biodiversità delle farfalle europee. Le variazioni climatiche ne faranno sparire molte specie. Ma nei nuovi modelli più raffinati di evoluzione il numero di farfalle che sparirà è pari alla metà di quello previsto da vecchi modelli.
Il motivo di queste discrepanze sta nel fatto che i modelli a piccola scala possono prendere in considerazione i microclimi e, quindi, le piccole nicchie che consentono a molte specie sia di piante sia di animali di ritagliarsi un riparo nella prevista bufera del “climate change”.

Ma pochi hanno considerato che con una più forte concentrazione di questo gas verranno accelerati i processi di fotosintesi e, quindi, la produzione netta primaria di energia a disposizione degli ecosistemi. Introducendo anche questo fattore nei modelli di previsione, i risultati cambiano e l’erosione di biodiversità si attenua.
Anche la progressiva frammentazione degli habitat parrebbe meno grave del previsto, per la conservazione delle specie. Lo dicono non i modelli, ma i dati empirici. Torben Larsen, per esempio, ha verificato che sebbene le foreste dell’Africa occidentale hanno perduto addirittura l’82% della propria copertura, sono riuscite a sopravvivere 92 specie di farfalle su cento.

Tutto questo non deve farci indurre a un facile ottimismo. Ma a studiare di più e a intervenire meglio. Perché sulla base di conoscenze sempre raffinate possiamo predisporre accorgimenti più efficienti per preservare la biodiversità. Anche se maggiori e più puntuauli interventi da parte dell’uomo per sottrarre le specie ai processi di selezione naturale ci costringeranno, sostengono Willis e Bhagwat, a rivedere le nostre idee su ciò che consideriamo “naturale”.

Fonte: www.greenreport.it (di Pietro Greco)