Trascendenti Visioni

“Trascendenti Visioni” è il titolo della mostra inaugurata a Monopoli al Museo Diocesano (vicino alla Cattedrale). Sono esposte le opere di numerosi artisti, tra i quali il nostro Nicola Pinto con due lavori. Gli elaborati artistici esposti comprendono opere pittoriche, grafiche, plastiche ed installazioni. La mostra resterà aperta fino al 10 giugno 2009 (10,00/12,30 – 16,30/19,00). È possibile consultare il sito dedicato all’esposizione al seguente indirizzo: http://www.webalice.it/nicolapinto/ dove è possibile consultare le schede specifiche degli artisti partecipanti.

Lavori in corso, l’arte di Antonino Romanò alla Festa dell’Ambiente

Lavori in corso dal Progetto “Egagropili, Rinascita e Movimento”
Sede: Palazzo Roberti/Alberotanza, III edizione di Festa dell’Ambiente a Mola di Bari
Periodo: 14-17 maggio 2009
Orari: 10-13/19-21.30

Giovedì 14 maggio 2009 alle ore 19.00 presso il Palazzo Roberti/Alberotanza, s’inaugura la mostra “Lavori in corso” dal Progetto “Egagropili, Rinascita e Movimento”.

Cinque dipinti, un’Installazione, video.

Romanò lavora a partire dal paesaggio e col paesaggio: estrinseca le sensazioni che prova quando si ritrova immerso nel paesaggio calabrese; chiede e ottiene collaborazione dal paesaggio per la realizzazione delle sue opere. Trasferisce le sue sensazioni sulla tela utilizzando colori aperti, solari, chiari. L’ocra, l’azzurro e il marroncino splendenti, delle ore più calde sulle spiagge calabresi nelle giornate estive, sono l’elemento comune sia delle opere che ritraggono i paesaggi, sia di quelle più legate al palesamento delle sensazioni provate dall’artista a contatto col paesaggio. Le sue tele non seguono la strada del realismo, ma sono il riflesso di uno stato d’animo o il segno dell’avanzamento della sua ricerca.
Particolarmente interessante è l’approfondimento del legame con il paesaggio di provenienza, la Calabria costiera più o meno incontaminata, attraverso il progetto sugli e con gli egagropili. Questi ultimi sono delle concrezioni, degli aggregati, dei depositi di foglie, sfilacciate ed essiccatesi al sole, di posidonia, una pianta marina non solo tipica, ma endemica, dei litorali del Mediterraneo, che cresce, cioè, soltanto in fondo ai suoi mari e si accumula solo sulle sue coste. La presenza di posidonia sul pavimento dei nostri fondali significa vita, sia perché protegge le coste dall’erosione, sia perché parecchi altri esseri animali e vegetali trovano in essa nutrimento e protezione. Portato a compimento il suo ciclo vitale, la posidonia si deposita sui litorali, creando dei tappeti, dei letti marroni di residui fogliari. Il vento, la risacca del mare, intrecciando le fibre più sottili, naturalmente creano degli egagropili sferoidali, la cui fitta tessitura ricorda visivamente quella del feltro, e la cui consistenza richiama tattilmente quella del fieno. Spesso, mosse dal vento o dalla brezza marina, queste biglie secche rotolano sulle spiagge, e come le lontane cugine di neve, si ingrandiscono.
In un crescendo di coinvolgimento e collaborazione, Romanò ha utilizzato egagropili ready made in alcune composizioni-installazioni; ha mescolato le loro fibre agli oli nella realizzazione di alcune sue tele; infine, ha proposto alla lenta tessitura del litorale alcuni oggetti – delle corde, un calzino, una t-shirt, una sedia, una forchetta, degli stracci –, sotterrandoli nella spessa coltre di posidonia spiaggiata e secca e attendendo i tempi propri dell’intreccio casuale e naturale.

Ha lasciato che gli oggetti originari si trasformassero in qualcosa d’altro, le ega-opere, che parlano l’ambivalente linguaggio del fare dell’uomo e del fare della natura, testimoni dell’eterna rinascita e del perpetuo moto della materia, come l’artista stesso ha sottolineato in un precedente progetto. Le ega-opere sono spesso ironiche, come nel caso della sedia Ega-design: dell’ironia di lungo periodo, che ha tempo di essere testimone del come si evolvono le cose, gli ambienti, le persone, le vite; di come tutto torna e tutto fugge via ancora una volta, per tornare ancora e sempre sotto una veste diversa; e, di come, poi, di tutto questo non si possa che sorriderne, perché è parte dell’eterno ciclo di trasformazione della natura.

Luciana Diomede

Arte in natura: il parco di sculture di Fernando Nicotera

2 maggio 2009. Dalle api alle sculture è stato un bel salto carpiato e siamo caduti bene. Dal dolce per le papille al dolce per gli occhi. Notevoli le sculture di Fernando Nicotera (Fernando chi? Il classico esempio di
come sottovalutiamo i concittadini). Lui è un bel personaggio e le sculture pur nella varietà di stili o proprio per questo, sono una lezione di storia della scultura o, come direbbe Raymond Queneau, “lezioni di stile”. Il parco scultura, situato in una posizione invidiabile, è in agro di Mola. Con pochissimo potrebbe diventare una attrattiva culturale e fiore all’occhiello di Mola. Ci sarà qualcuno che saprà valorizzarlo come merita? (CdA)

Di seguito le foto della visita al parco sculture di Fernando Nicotera. La prossima escursione è il 9 maggio a Lama degli Ulivi.

S_GUARDI opere di Omar Galliani

Le Pleiadi presentano quattordici opere di tecnica mista degli anni Ottanta e Novanta di Omar Galliani, uno dei più autorevoli rappresentanti dell’arte contemporanea italiana degli ultimi trent’anni.

S_GUARDI – opere di Omar Galliani

Protagoniste della mostra sono quattordici opere di tecnica mista degli anni Ottanta e Novanta di Omar Galliani, uno dei più autorevoli rappresentanti dell’arte contemporanea italiana degli ultimi trent’anni. Egli ha esposto nei maggiori musei e rassegne d’arte contemporanea del mondo ed è stato presente più volte alla Biennale di Venezia.

Dall’adesione dei primissimi anni Ottanta al «Magico Primario», movimento animato da Flavio Caroli, e successivamente all’«Anacronismo», di Maurizio Calvesi, emerge immediatamente la volontà di Galliani di porsi in dialogo con le esperienze artistiche del passato, evitando fratture nette e contrapposizioni. L’artista fonda la sua ricerca – all’interno dell’eclettica e variopinta disponibilità di nuovi media, forme d’espressione e tecniche artistiche della contemporaneità -, su elementi semplici e antichi come il carboncino, la matita, la carta, la tavola, il disegno. Egli si inserisce, così, fin dalla scelta degli strumenti, nella dialettica fra norma e innovazione, tradizione e contemporaneità, figurazione e astrazione con una voce personalissima e sensibilissima. Le sue straordinarie qualità tecniche e le sue finissime capacità espressive si soffermano sulla contemplazione del quotidiano, delle figure umane (quasi prettamente femminili) e degli stilemi, dei simboli e dell’iconografia della storia dell’arte, conferendo un’evocatività metafisica ad essi, in una trasfigurazione iconica che si interroga sia sul senso dell’arte, che sul senso stesso dell’umana presenza che crea e che guarda.

Le opere esposte sono tracce di questa ricerca che si esprime negli ormai archetipici sfumati di Galliani: il limite tra figurazione e astrazione non è netto, così come non lo è quello tra chiaro e scuro, luce e buio, forma e colore, ordine e caos, essere e non essere: non c’è dualismo, dicotomia, ma evocazione, suggestione di ciò che è altro, altrove, di ciò che sup-era e com-prende, per spostare lo s_guardo nelle profondità esistenziali dell’occhio che guarda.

Luciana Diomede

Inaugurazione Giovedì 9 Aprile 2009, ore 19.30.

Orari di apertura: Aprile – Maggio, tutti i giorni dalle 19 alle 21 – Info: 339 3155344

Le Pleiadi – Arte Contemporanea
Via Matteotti,123 – 70042 Mola di Bari (Ba)
Le.pleiadi@libero.it

InCartafluxus, opere di Giuseppe Chiari a “Le Pleiadi”

Nuovo importante appuntamento di arte contemporanea a “Le Pleiadi”: InCartafluxus, opere di Giuseppe Chiari, Dicembre/Gennaio 2009. Inaugurazione mostra domenica 30 Novembre ore 11.30; intervento critico di Antonella Marino.
Le Pleiadi, arte contemporanea, via Matteotti 123, Mola di Bari, tel. 339.3155344, e-mail: le.pleiadi@libero.it
In collaborazione con BonioniArte – Reggio Emilia.
Con il Patrocinio degli Assessorati alla Cultura del Comune di Mola di Bari e della
Provincia di Bari e l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia. Orari di apertura: tutti i giorni dalle 17,30 alle 20,30.

Giuseppe Chiari è stato uno dei grandi protagonisti del rinnovamento e della sprovincializzazione dell’arte italiana negli anni ’60. Noto anche all’estero, sin da quegli anni, per la sua inesauribile capacità di distruggere i confini tra le arti e contaminare le une con le altre, è stato un artista dai mille volti, i cui studi e interessi multiformi hanno generato una personalissima sintesi, quasi sincretica, tra le diverse discipline. La musica (come compositore ed esecutore), la matematica, l’ingegneria, la letteratura, il cinema, il teatro, le arti visive, tutte nelle punte avanguardistiche più avanzate, interagendo tra loro, hanno generato risultati ancor oggi attualissimi e spiazzanti. Nell’ambito di Fluxus, uno dei maggiori movimenti neoavanguardistici della seconda metà del secolo scorso, la cifra del suo percorso è stata sempre quella della contestazione del “già dato”, del “già acquisito”, per provare vie sempre nuove di comunicazione artistica. Il gesto, il qui e ora dell’esecuzione, insieme musicale e visiva, davanti al pubblico e in interazione emotiva con esso, il flusso appunto, le parole d’ordine del rinnovamento sono impresse, “fermate” su carta con spartiti visivi e cinetici, disegni e collage uditivi, in una sinestesia perenne di segni che punta a stimolare lo spettatore/uditore multisensorialmente. Una sorta di multimedialità letterale, precorritrice di quella attuale, meno scontata e più creativa, aperta alle molteplici capacità umane di legare le cose tra esse e darvi senso. Nella mostra sono presenti proprio queste carte, prodotte dall’artista nei suoi ultimi anni di attività. Esse forniscono quasi un resoconto degli snodi principali della sua produzione all’interno del movimento Fluxus: i collages, gli spartiti visivi, i ritratti cinetici, gli statements.
Luciana Diomede

Dottor Porka’s P-proj e Francesco Ferruccio alla mostra dei GAP

Mercoledì 29 ottobre alle 18,30, presso la Sala Murat di Bari si inaugura la mostra GAP – Giovani Artisti Pugliesi. Giunta alla terza edizione, GAP riproposta la sezione New entries, che quest’anno prevede la presentazione nella Sala Murat delle opere inedite di 21 artisti pugliesi under trenta, scelti dopo aver portato avanti un’attenta mappatura del lavoro dell’ultima generazione dell’arte in Puglia, e invita a riflettere sullo spazio urbano con la sezione Public Park.  Tra gli artisti invitati Dottor Porka’s P-proj e Francesco Ferruccio.

Vi ricordate la performance del gruppo Dottor Porka’s P-proj e la pittura di Francesco Ferruccio? Nell’ultima edizione della Festa dell’Ambiente di Mola, a maggio scorso, con strumenti diversi, il primo la pittura, i secondi la fotografia, ci hanno mostrato cosa è effettivamente un luogo, cosa lo renda significativo, cosa accettabile e/o vivibile e cosa no. I non-luoghi che acquistano significato e i luoghi che lo perdono, il rassicurante incompiuto, eternamente in fieri, avulso dalla temporaneità perché non ha mai avuto inizio, e l’ambiguo compiuto, a tratti inquietante, perché inserito nella dimensione temporale, in una decadenza permanente.
Collegandoci all’esigenza espressa dall’Amministrazione comunale di Bari di avviare una riqualificazione dei principali giardini urbani, tre artisti – Daniele D’Acquisto, Francesco Ferruccio, dott. Porka’s  P-Proj – prescelti tra i partecipanti all’edizione precedente di GAP, si cimenteranno nella riprogettazione creativa di spazi verdi del lungomare barese (Largo Giordano Bruno, Piazza Eroi del Mare, Piazza IV Novembre). Ad essi è stata affiancata l’esperienza tecnica di Ricerca & Progetto s.r.l, uno studio barese specializzato in architettura di paesaggio. Alla base c’è l’idea che gli artisti, con la loro specifica sensibilità, possano offrire su questi temi un contributo specifico e complementare a quello di architetti e progettisti, sollecitando domande ma anche punti di vista altri e stimolando una partecipazione collettiva che permetta ai cittadini di divenire produttori attivi di nuovi sensi e significati.

comunicato_stampa_gap_2008