A Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

quest’anno ho deciso di scriverti anch’io una letterina. Immagino però, come mi hanno insegnato i miei bambini, che tu vorrai sapere come prima cosa se ho fatto il bravo: lo lascio decidere ai Molesi. Informati.

Allora i regali. Che ne dici di provare quest’anno a togliere qualcosa invece di dare sempre regali? In un’ottica ambientalista, sarebbe un modo per ridurre il consumo e rendere più sostenibile il Natale.

Ad esempio, che ne dici di togliere un po’ di pubblicità e di televisione a tutti?

Troppo generica come richiesta? Allora togli un po’ di auto dal centro di Mola. O almeno togli un po’ di auto che sostano sui marciapiedi (e i vigili che stanno a fare, mi chiederai; beh io ho detto di voler parlare soltanto delle cose da togliere..). E le cacche dei cani? Quelle spero di contribuire a farle togliere io l’anno prossimo facendo installare dei distributori di scatole con cui raccogliere i bisognini dei cani.

Poi mi piacerebbe che i regali dei bambini fossero un po’ più intelligenti: ad esempio, ne conosco uno che ultimamente non gira come dovrebbe: il frisbee: possibile che va sempre nella stessa direzione? Togli, togli.

Un’altra cosa che toglierei è la litigiosità a sinistra. Possibile che quattro gatti (scherzo) fanno più danni di… venti? Attento però a quello che ho detto, perché c’é anche troppa suscettibilità.

E per l’ambiente? Puoi togliere un po’ di discariche? Ad esempio in contrada Martucci, ti sembra giusto che ci sia una discarica di quella fatta? E come se non bastasse, perché dobbiamo subirne anche un’altra e un impianto per la produzione di CDR? Togli, togli.

Sempre a proposito di rifiuti (non mi fraintendere), possibile che non si riesce a togliere a molti cittadini l’abitudine di depositare le buste dei rifiuti a tutte le ore dentro o, peggio, fuori dai cassonetti? E i rifiuti abbandonati in via van Westerhout? Togli, togli.

Non so se puoi, ma mi piacerebbe tanto che ci fossero meno botti (di campane, di moto, di Capodanno, ci sono anche quelli di Natale, non di-vino).

E per l’agricoltura? Puoi togliere agli imprenditori che hanno migliorato i loro fondi e abbattuto i muretto a secco la parte di strada di cui si sono impossessati? Togli, togli.

Posso chiederti ancora qualcosa da togliere? Qualche aggettivo possessivo. A chi? Ad esempio, a quelli che vengono a chiedermi “perché devo avere il cassonetto dei rifiuti sotto casa mia�” A quei giornali che dicono di essere “città nostra”. Ai cittadini che mi dicono “E’ colpa tua”.

Se capiti dalle parti mie, togli l’aggettivo e, già che ci sei, il ritardo con cui avvengono gli appuntamenti (appunta:menti?): la vita di un puntuale è un inferno di immeritate solitudini (cit. Stefano Benni).

Per una ridistribuzione delle ricchezze, non puoi togliere a chi ne ha di più? Togli, togli.

Di tutto quello che recuperi fanne quello che vuoi, e per favore non darlo più a noi.

Pietro Santamaria (togli, togli)

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