Con l’abolizione degli Ato, si apre l’ennesimo vuoto normativo

Il Senato ha definitivamente convertito in legge il decreto legge 25 gennaio 2010, neglio conosciuto come decreto enti locali, mantenendo integro l’emendamento presentato dalla Lega che sopprime gli ambiti territoriali ottimali su acqua e rifiuti e bocciando invece gli oltre 200 emendamenti presentati dall’opposizione.

Il provvedimento sopprime quindi gli Ato e sposta invece al 2011 il taglio del 20% delle poltrone degli enti locali previsto in Finanziaria, mentre la riduzione degli assessori comunali e provinciali inizierà dal 2010.

Entro un anno dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale, «sono soppresse le autorità d’ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e successive modificazioni»: così sta scritto al comma 1-quinquies. Quindi gli atti compiuti dagli Ato dopo quella data saranno da considerarsi nulli. Mentre entro quella data «le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dagli Ato».

Pertanto rimane compito delle regioni non più definirne i confini ma attribuire le funzioni, sino ad ora svolte dagli Ato. Ma non è detto che le regioni optino necessariamente per assegnare queste funzioni alle province, come auspica il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, che ha dichiarato che con la legge approvata ieri «E’ stato raggiunto un obiettivo importante: finalmente si è messa mano, attraverso la soppressione delle Autorità d’ambito territoriale, ad un reale contenimento del numero dei soggetti che operano sul territorio, al di fuori dei livelli di governo costituzionalmente previsti, le cui funzioni, relative alla programmazione e regolazione in tema di acque e rifiuti, possono, tramite le leggi regionali, essere ricondotte in capo alle Province».

L’ambito territoriale ottimale è un territorio su cui sono organizzati servizi pubblici integrati, in particolare quello idrico e quello dei rifiuti, introdotti per i servizi idrici dalla L. 36/94 (legge Galli) e per i rifiuti dal Dlgs. 22/97 (decreto Ronchi) e confermati nel Testo unico ambientale (dlgs 152/2006). Gli Ato sono individuati dalle Regioni con apposita legge (nel caso del servizio idrico integrato con riferimento ai bacini idrografici e dei rifiuti principalmente alle province) e su di essi agiscono le Autorità d’Ambito, strutture dotate di personalità giuridica che hanno il compito di organizzare, affidare e controllano la gestione del servizio.

Proprio le modalità di affidamento del servizio – più volte riviste in successive norme e regolamenti – hanno determinato una inerzia nell’attività degli Ato, in particolare per l’individuazione del gestore del servizio integrato dei rifiuti, che rischia ora di subire un ennesimo ritardo.

Il ruolo di definire a chi attribuire le funzioni tolte agli Ato spetta ancora alle regioni che potrebbero optare per scelte diverse dalle province e addirittura farle rimanere competenza diretta delle amministrazioni regionali.

Come ha prospettato il candidato a governo della regione Toscana, Enrico Rossi, che parlando di Ato aveva annunciato un intervento – qualora eletto – per la definizione di un unico ambito regionale per l’acqua e altrettanto per i rifiuti; una scelta che al di là della personalità giuridica potrebbe rimanere in termini di attribuzione di funzioni. Ovvero potrebbe essere la regione a svolgere le funzioni che sino ad ora sono state attribuite agli Ato.

Qualsiasi saranno le scelte che le regioni andranno a fare nel prossimo anno, resta il fatto che la previsione della soppressione di qui a quella data delle funzioni sino ad ora svolte dalle autorità d’ambito porterà sicuramente una empasse nelle loro attività. Con conseguenze facilmente immaginabili. Si pone infatti il tema di come gestire le gare per l’affidamento del gestore dei servizi, che in alcuni casi sono in fase avanzata e in altri prossime ad essere bandite.
«Siamo al caos- aveva detto Raffaella Mariani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, all’approvazione del decreto legge alla Camera, perché «nell’attesa che ora le regioni legiferino per la nuova organizzazione, c’è un vuoto normativo: chi farà le gare? Chi tutelerà gli enti locali?».

Fonte: greenreport.it (di Lucia Venturi)

Mola è più verde

Sono migliaia gli alberi piantati a Mola negli ultimi anni. Oggi il nostro paese è più verde. La messa a dimora degli alberi ha testimoniato l’attenzione e l’importanza per la natura. Ecco alcuni articoli pubblicati su questo sito per segnalare gli interventi di piantumazione di alberi:

4 marzo 2010
Viti rampicanti nella città bianca: Mola ritorna al futuro

4 marzo 2010
Il carrubo, un albero simbolo per l’impegno dei ragazzi a scuola

19/2/2010
25 nuovi grandi alberi in città: l’Amministrazione comunale investe nel verde pubblico

25 febbraio 2010
Alberi in vista

19 febbraio 2010
25 nuovi grandi alberi in città: l’Amministrazione comunale investe nel verde pubblico

10 settembre 2009
Il lungomare delle tamerici

20 luglio 2009
Mola sempre più verde. Altri venti alberi al parco don Pedro

22 giugno 2009
Mola sempre più verde: il comune pianta 55 nuovi alberi

16/6/2009
Piantiamo alberi, per poterli abbracciare

12 febbraio 2009
Sette alberi trasferiti dal Baby Park in via Foggia

1 aprile 2008
Mola sempre più verde: altre 3500 piante arricchiranno contrada Brenca

21 marzo 2008
Completata la messa a dimora degli alberi nelle scuole di Mola

4 gennaio 2008
Riqualificata col verde un’altra area del paese

Nei prossimi giorni saranno messi a dimora altri alberi: 20 oleandri in via Matteotti, 10 ligustri nei pressi del palazzetto dello sport, ecc.

Il Comune rafforza la collaborazione con ARPA: al via il controllo dei campi elettromagnetici

Si rafforza la collaborazione tra Comune di Mola di Bari e ARPA (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente) della Regione Puglia.
Oggi, infatti, la Giunta comunale ha approvato un’integrazione alla convenzione già esistente tra Comune e ARPA (quella riguardante le attività di monitoraggio della mucillaggine nelle acque del Comune di Mola) che affida all’agenzia regionale il compito di monitorare anche l’intensità dei campi elettromagnetici, attraverso l’utilizzo di tre centraline appositamente acquistate dal Comune con i fondi URBAN II.

Le tre centraline mobili verranno affidate dal Comune all’ARPA, che provvederà a collaudarle e a metterle in funzione. Attraverso i dati raccolti e archiviati, i tecnici dell’ARPA redigeranno e forniranno al Comune una relazione tecnica periodica su tutti i siti sensibili e nei pressi delle fonti elettromagnetiche.
L’ARPA, inoltre, si è impegnata ad assicurare almeno dieci monitoraggi annuali; a pubblicare sul sito WEB ARPA Puglia i risultati dei monitoraggi eseguiti; a divulgare i risultati dei monitoraggi eseguiti e della problematica dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

Quello di Mola di Bari è l’unico Comune in Puglia a potere vantare una collaborazione diretta e strutturata con l’ARPA.
Come si ricorderà, il protocollo tra Comune di Mola e ARPA già prevede: attività di informazione ambientale; attività di educazione ambientale rivolte al mondo giovanile scolastico ed extrascolastico; il coordinamento funzionale tra le strutture pubbliche; il rapporto annuale sullo stato dell’ambiente a Mola.

“La proficua sinergia istituzionale tra Comune e ARPA -  ha detto il Sindaco di Mola Nico Berlen – produce un nuovo importante beneficio per la tutela della salute dei cittadini e confermando ulteriormente la bontà della nostra intuizione.”

Luca Basso (25 marzo 2010)

Accordo Comune – ISPA-CNR per l’innovazione tecnologica in agricoltura

Varata nei giorni scorsi un’importante convenzione tra Comune di Mola di Bari e ISPA (Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari) del CNR di Bari, per lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche in orticoltura.
Il Comune, infatti, in esecuzione della deliberazione di giunta comunale n. 25 del 22.12.2009, ha concesso in locazione all’ISPA la struttura di proprietà comunale sita in Contrada Scannacinque, nell’area PIP (dove è stata realizzata l’Azienda Sperimentale “La Noria”), costituita da un fabbricato di 120 mq e dal terreno circostante della complessiva superficie di  circa  6.100 mq.

L’ISPA si è impegnato a realizzare a Mola numerose ricerche già finanziate da altri enti nel settore dell’orticoltura; a reperire a Mola la manodopera necessaria alla conduzione delle attività di ricerca condotte; a consentire l’utilizzo delle strutture e degli impianti in essere sia a scopi formativi per eventuali borse di studio, stage, corsi, etc., che il Comune vorrà promuovere, che a scopi dimostrativi quali visite di agricoltori, di scolaresche, ecc.; a garantire la consulenza scientifica al Comune per progetti e iniziative volte a favorire lo sviluppo dell’orticoltura molese.
La convenzione tra Comune e CNR avrà la durata di nove anni. Responsabile del procedimento amministrativo è la dott.ssa Maria Debellis.

“È una bella soddisfazione – hanno commentato congiuntamente il Sindaco di Mola Nico Berlen e l’Assessore all’ecologia, ambiente ed agricoltura del Comune Pietro Santamaria – essere riusciti a completare questo provvedimento. La collaborazione con l’ISPA e quella già attivata con l’ARPA, consentiranno al nostro Comune di avere interlocutori privilegiati con cui lavorare per garantire lo sviluppo ecosostenibile del nostro territorio. Da anni stiamo sviluppando importanti iniziative di educazione ambientale e di promozione delle innovazioni tecnologiche in agricoltura: le scelte che saranno fatte nei prossimi anni potranno essere basate su un maggiore livello delle conoscenze grazie all’azione sul campo sviluppata da importanti e qualificati enti pubblici di ricerca.”

Luca Basso

Il manuale per la prevenzione dei rifiuti a livello domestico

Come costruire e gestire una guida all’azione quotidiana per la riduzione dei rifiuti. Alcuni anni fa il Comune di Venezia promosse un progetto dal titolo CAMBIERESTI.

Più di 1.000 nuclei familiari, suddivisi in gruppi territoriali vennero chiamati per un anno a ragionare, aiutati da facilitatori, su stili di vita e di consumo, cercando di rendere entrambi più sostenibili.

Discussioni e pratiche virtuose investirono tutto l’arco dei comportamenti impattanti, dall’energia (in particolare si lavorò all’ottimizzazione dei consumi domestici), all’uso dell’acqua (non a caso Venezia è diventata leader nell’uso alimentare di acqua pubblica), all’alimentazione (nell’area veneziana si è avuta in questi anni una delle maggiori espansione dei GAS – gruppi di acquisto solidali – a livello nazionale), e via dicendo.

Non poteva mancare il tema dei rifiuti, ed è stato affrontato sulla base dei due elementi di fondo che hanno caratterizzato l’esperienza: il partire da se stessi, dalle proprie pratiche e la socialtà dell’approccio.   Perciò il gruppo rifiuti si è occupato soprattutto delle loro prevenzione, segnalando le pratiche attraverso le quali ognuno di noi può dare il suo contributo a produrne di meno a partire da semplici gesti quotidiani.

Questo lavoro di inchiesta collettiva ha portato all’individuazione di 16 tipologie di beni dei quali indicare le azioni da fare per evitare che diventino rifiuti.   Ne è nato un metodo per la ricerca delle “occasioni di prevenzione dei rifiuti” applicabile anche in altri contesti territoriali.

Infatti, se in in alcuni casi basta un gesto per prevenire il rifiuto (ad es. bevo acqua di rubinetto: non produco rifiuti da bottiglie di acqua minerale) in altri è necessario trovare le occasioni che me lo consentano (ad es., se voglio i detersivi alla spina o i pannolini lavabili al posto dei prodotti in confezioni usa e getta devo sapere dove trovarli …).

Ne è nato un Manuale, che si può scaricare per adeguarlo alla propria realtà presso il sito di AEres (Venezia per l’altra economia)

Per sostenere il lancio delle campagne di azione e del manuale è stata prodotta una docu-fiction che illustra in modo divertente alcune azioni di prevenzione dei rifiuti.   Go fato un sogno (37′) è stato presentato al Venice film meeting durante la Biennale cinema 2008 (alcuni epsodi si trovano sul sito di Eco della città video1 , video2, video3, video4)*

Fonte: Rifiutilab

* Il documentario è stato presentato a Mola durante la Festa dell’Ambietne 2008

Aggiornata al 12 aprile l’assemblea dei soci del GAL SEB

L’assemblea dei soci del GAL SUD-EST BARESE (SEB) ha aggiornato al 12 aprile i suoi lavori e l’approvazione dei regolamenti interni di funzionamento e per l’acquisto di beni e servizi in economia. L’assemblea si terrà sempre al Castello Angioino alle ore 16 (come prosecuzione di quella del 22/3).
Prima del rinvio, i soci, intervenuti in tanti, hanno ascoltato il vice presidente di Assogal Puglia, Alberto Casoria, che ha raccontato il percorso sviluppato dal suo gruppo di azione locale (GAL Meridaunia) e dall’associazione Assogal che unisce i GAL pugliesi dal 2006.
Il GAL Meridaunia è nato nel 1998 e dà lavoro a una decina di unità; alcune unità sono state assunte a tempo indeterminato grazie ai finanziamenti ottenuti da altri programmi di iniziativa comunitaria, progetti nazionali e regionali. Il presidente Casoria ha descritto alcuni dei progetti realizzati in campo sociale, ambientale, turistico e agricolo. I soci del GAL SEB hanno rivolto diverse domande e hanno capito che il GAL SEB, oltre a gestire i 10 milioni di euro del piano di sviluppo rurale della Regione Puglia e i finanziamenti per la cooperazione transnazionale e interterritoriale, potrà operare come una vera e propria agenzia di sviluppo capace di mettere in rete i diversi portatori di interessi presenti sul territorio superando campanilismi e provincialismi che spesso limitano l’orizzonte di azione.
Il prossimo appuntamento del GAL SEB è quindi l’assemblea dei soci che avrà luogo a Mola di Bari presso la sala convegni del Castello Angioino il 12/04/2010 alle ore 16,00 per discutere e deliberare il seguente ordine del giorno:
1. proposta approvazione e adozione regolamenti interni della società;
2. proposta di adesione all’associazione Assogal: determinazioni;
3. ampliamento della base sociale per il collocamento delle quote sociali nella misura di € 10.600,00 offerte dal socio Antonia Berlen in applicazione del disposto di cui all’art. 12 ult. comma dello Statuto sociale.
Per l’importanza degli argomenti e per il valore dell’opportunità che si presenta per il territorio, ci si augura che la partecipazione dei soci all’assemblea sia elevata.

Approvato il decreto “enti locali”: ATO soppresse entro un anno

L’aula del Senato ha convertito definitivamente in legge il decreto sugli enti locali.
Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità, nel rispetto dei princıpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

Fonte: rifiutilab.it