Tutto si può trasformare in musica

Anche alla terza edizione di Festa dell’Ambiente è stata attribuita molta importanza al valore delle cose e al recupero dei materiali di scarto. Con la sapiente regia di Daniele Sarno, due classi della scuola elementare San Giuseppe di Mola, le VA e B, hanno seguito un corso teorico-pratico di musica basato sulla costruzione di strumenti musicali partendo da materiali di scarto.

Dagli idiofoni agli strumenti intonati

Quest’anno il laboratorio di costruzione di strumenti musicali da materiali riciclabili ha riservato nuove sorprese.  Coordinati dalla perizia del professore Daniele Sarno, i piccoli musicisti hanno prima sperimentato i timbri dei diversi materiali per poi arrivare a cercare da soli i materiali con cui hanno “dato vita” al loro strumento. Così, come per magia, le doghe di una culla si sono trasformate in colorati e intonati xilofoni, una confezione di vini è diventata una chitarra cinese a due corde,  tanti barattoli sono diventati altrettanti tamburi e poi ancora bongos, gong, guiro, shaker e coloratissimi bastoni della pioggia. Un arcobaleno di colori e di suoni.

Dopo aver scartavetrato, inchiodato, rifinito, cucito, assemblato, incollato e decorato gli strumenti i piccoli musicisti sono stati “messi alla prova” nel corso di una performance in cui la musica si è espressa in tutte le sue sfaccettature: dal movimento ritmico, alla danza, al canto, fino ad arrivare alla pratica strumentale vera e propria con gli strumenti autocostruiti.

Non sono mancati i momenti divertenti…. Dopo aver lavorato intensamente a costruire il proprio xilofono inchiodandone con precisione tutte le parti… Pasquale non è riuscito a prenderlo perché lo strumento era ormai diventato un tutt’uno con la pedana su cui stava lavorando…
L’esperienza è stata comunque esaltante, perché ha permesso ai piccoli orchestrali di vivere la musica a 360 gradi.

C.F.

INEA informa: il fabbisogno di servizi in agricoltura a Mola

Sul sito web dell’INEA, l’Istituto Nazionale di Economia Agraria, sono stati pubblicati i risultati del primo focus group su “Il fabbisogno di servizi in agricoltura a Mola di Bari” organizzato nel mese di marzo di quest’anno dalla sede pugliese dell’INEA. L’evento, promosso dall’Assessorato all’Agricoltura del Comune di Mola di Bari, si inserisce all’interno di una serie di studi e di ricerche che la sede regionale ha avviato negli ultimi anni nell’ambito del Sistema della conoscenza in agricoltura. Maggiori informazioni sul sito dell’INEA e dell’Assessorato all’agricoltura del Comune di Mola.

C’è l’OK dell’ARPA Puglia: tutte balneabili le acque di Mola

Le acque di Mola sono idonee alla balneazione.
È quanto emerge dai dati elaborati dall’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione  Ambientale) della Puglia.

La qualità delle acque di balneazione dei tratti di mare analizzati dall’ARPA Puglia può essere desunta direttamente da internet e in tempo reale.
Dal sito web dell’Agenzia Regionale è possibile trovare le informazioni su tutti i punti campionati: date, condizioni meteo, parametri chimici e fisici dell’acqua analizzata, giudizio di idoneità alla balneazione.
L’ultimo prelievo di cui sono disponibili i dati risale al 4 maggio scorso.

Un risultato molto positivo dovuto anche ad importanti opere infrastrutturali realizzate negli ultimi anni dal Comune, come l’incanalamento delle acque reflue del depuratore di Conversano nella condotta sottomarina, che consente la balneazione in zona di Cala delle Alghe, e l’ intervento sulla rete fognaria nella zona di Cozze, che ha migliorato la qualità delle acque nella principale località balneare molese.

Grazie al nuovo “Frontemare” realizzato grazie al PIC URBAN 2, e alle opere interrate previste dal progetto, inoltre, verrà presto e definitivamente sistemata anche la situazione nella zona ancora problematica in territorio molese; quella della Rotonda, di fronte all’ex baby park: grazie al rifacimento della rete fognaria in quella zona anche quel tratto di costa sarà balneabile.

Notizie belle e significative come questa – ha detto il Sindaco Nico Berlen – non arrivano per caso, ma sono il risultato di un impegno costante e di un ’azione amministrativa incessante e coerente, sempre attenta a conciliare sviluppo e qualità della vita e sempre sostenuta dal senso civico dei nostri cittadini. Voglio sottolineare infine come, tra i tanti benefici che il PIC Urban 2 ha portato a Mola ,ci sia anche, non ultimo, il miglioramento della qualità del nostro mare.”

La qualità delle acque di balneazione – ha commentato l’Assessore all’ecologia del Comune di Mola Pietro Santamaria – è sicuramente migliorata negli ultimi anni grazie ad una serie di infrastrutture realizzate da questa Amministrazione comunale. Questo risultato si aggiunge ai buoni risultati che stiamo conseguendo per la raccolta differenziata e per la gestione del verde. Stiamo lavorando tanto per l’ambiente.”

Luca Basso

Sostegno allo start up di microimprese realizzate da soggetti svantaggiati

Esce domani il bando della Regione Puglia per il sostegno allo start up di microimprese realizzate da soggetti svantaggiati. Aiuti fino a 400mila euro per tre anni.
Si chiama per intero Avviso per il “Sostegno allo start up di microimprese di nuova costituzione realizzate da soggetti svantaggiati”. Esce domani 28 maggio sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia, ma è consultabile già da oggi completo di allegati sul portale dell’Assessorato allo Sviluppo economico www.sistema.puglia.it. Potranno partecipare giovani tra i 18 e i 25 anni di età; persone tra i 26 e 35 anni che non abbiano ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito; soggetti al massimo trentacinquenni che nell’ultimo biennio dalla data di presentazione della domanda abbiano completato percorsi formativi coerenti con l’attività da intraprendere, finanziati o autorizzati dal sistema pubblico della formazione professionale (in questa categoria rientrano i “Bollenti Spiriti”); persone di età tra i 45 e i 55 anni prive di un posto di lavoro o in procinto di perderlo; disoccupati di lungo periodo, ossia persone senza lavoro per 12 dei 16 mesi precedenti, o per 6 degli 8 mesi precedenti se hanno meno di 25 anni; donne di età superiore a 18 anni. Le microimprese che intendono avviare devono essere di nuova costituzione e inattive al momento della presentazione della domanda, per questo non saranno ritenute ammissibili iniziative che siano di fatto in continuità operativa e gestionale o che si configurino come rilevamento e ampliamento di imprese preesistenti.
I settori che potrebbero ricevere gli aiuti sono moltissimi. Si va dalla produzione di pasti e piatti preparati alla fabbricazione di tappeti, articoli in paglia, prodotti farmaceutici, e ancora computer, autoveicoli, costruzioni e attività di produzione cinematografica, design, interpretariato, attività di pulizia e organizzazione di convegni, imprese commerciali.
La domanda di accesso deve essere presentata con raccomandata A.R., utilizzando obbligatoriamente il modulo allegato al bando (attraverso il portale www.sistema.puglia.it), e indirizzandola a Puglia Sviluppo S.p.A., via Amendola 168/5, 70126 Bari.

Per maggiori informazioni clicca qui.

Una “classe per l’ambiente” ritorna a pulire la spiaggia di posidonia

I volontari del circolo di Legambiente “I Capodieci, dalla campagna al mare” ed i ragazzi dell’Istituto Professionale Nicola Tridente di Mola, accompagnati dai professori, tornerano venerdì 29 maggio a ripulire dai rifiuti una parte dei residui di posidonia spiaggiata del tratto di costa conosciuta come “acqua di Cristo”. L’intervento sarà sostenuto dalla collaborazione della Lombardi Ecologia per raccogliere e allontanare i tanti rifiuti che arrivano dal mare o che in tanti abbandonano lungo la costa.

La classe del Tridente impegnata in questa nuova campagna di volontariato ambientale è la I B (“una classe per l’ambiente” di Legambiente) che porta avanti il discorso della tutela ambientale sotto forma di linguaggi multimediali, con il coinvolgimento di Enti ed Associazioni locali. All’iniziativa parteciperanno anche le classi IA, 2A, 2B.

I residui spiaggiati della posidonia (Posidonia oceanica (L.) Delile) occupano un’area di migliaia di metri quadrati a sud di Mola, in corrispondenza del Molo di Levante. Questi residui si sono accumulati negli ultimi 17 anni, dopo la costruzione del molo. Rappresentano un problema ambientale e igienico per tutte le zone costiere del Mediterraneo, ma a Mola, all’”acqua di Cristo” i residui di posidonia hanno formato un sito di rilevante interesse naturalistico. Il progetto del Tridente mira a conoscere il ruolo svolto dalla posidonia nell’ecosistema marino e a sviluppare attività di biologia marina. L’attività rientra nel progetto “Il nostro mare a scuola”, finanziato nell’ambito del Programma Nazionale “Scuole Aperte”, grazie al quale i ragazzi del Tridente stanno allestendo un acquario mediterraneo per riprodurre nell’edificio scolastico l’ecosistema marino costiero, con prelievo di materiali e organismi dal litorale, come mostrato durante la terza edizione di Festa dell’Ambiente.
Venerdì prossimo, 29 maggio, alle 19.30, nel Castello Angioino sarà presentato il libro “Il caso dei residui spiaggiati di Posidonia oceanica: da rifiuto a risorsa” prodotto dal PIC Urban2.

Nella galleria fotografica le immagini della precedente iniziativa dei ragazzi della “classe per l’ambiente”.

Cronaca di un’escursione mancata, ovvero La maledizione del lago Salso

… e due. Anche il secondo tentativo di visitare l’Oasi del lago Salso, nel Parco Nazionale del Gargano, è fallito.

Il primo, a giugno dell’anno scorso, fu annullato sepolto da voci che narravano di kilometri da percorrere a piedi sotto il feroce sole di inizio estate. Il secondo tentativo è naufragato per mancanza di partecipanti. Eran 30 giovani (?) e belli (??) e son mancati, non nel senso di morti per fortuna.

Primo inconveniente
Le abbondanti piogge che hanno deliziato questa primavera hanno sommerso le strade che portano al Centro fauna selvatica dell’Oasi, costringendoci a spostare l’escursione dai primi di maggio a fine mese, il 24. Ai primi di maggio si è fatto un sopralluogo per verificare lo stato delle strade e l’eventuale difficoltà del percorso. Il livello dell’acqua si era abbassato, ma copriva ancora la strada in alcuni punti ed era sempre necessario l’uso di un fuoristrada, ma il percorso si è presentato agevole e grazie alla disponibilità di Giuseppe, il responsabile del Centro fauna selvatica, il giorno della visita avremmo potuto avvicinarci al Centro con le auto.

Secondo inconveniente
Quando si pensava che non ci sarebbero più stati problemi per l’escursione è iniziata la fine. Dopo le piogge copiose all’improvviso è arrivato un caldo estivo, che invece di invogliare a camminare all’ombra delle canne e degli eucalipti, ha spinto alcuni verso altri lidi, marini.

Terzo inconveniente
A data fissata e comunque non più rimandabile, si è appreso che sarebbe venuta meno la componente escursionista di Conversano alle prese con la festa patronale. Solo con questo evento il gruppo si è praticamente dimezzato.

Quarto inconveniente
Maggio prima era il mese dei poeti e della madonna, ora è il mese dei ricevimenti similnunziali, le comunioni. Infatti,  molti sono stati precettati dalle famiglie per partecipare oltre che alle comunioni, anche a cresime, anniversari e assimilabili. Altri hanno ceduto alla stanchezza e al caldo.

Quinto inconveniente
Due gruppi di tre persone erano miracolosamente scampati a questa serie di eventi, ma, ciliegina sulla torta, entrambi non erano automuniti. Altri scampati, per il momento, avevano completato un’automobile. Evviva!!

Sesto inconveniente
Venerdì sera si chiede scusa (le prime) ai non automuniti per non essere riusciti a risolvere il problema e si decide di muoversi in cinque. Bene, si fa per dire, in pochi ma si va. Sabato danno forfait 2 dei cinque, anche loro precettati da impegni famigliari dell’ultima ora. Siamo rimasti in tre, l’eroica famiglia D. decisa a visitare l’Oasi a tutti i costi.

Settimo inconveniente
Come sapete, oltre all’Oasi si doveva visitare anche la chiesa di San Leonardo, che i tre superstiti conoscono, quindi, rimasti soli, decidono di saltare questa parte del viaggio, per concentrare l’escursione alla sola mattinata. Segue telefonata a Matteo per disdire la visita a S. Leonardo (seconde scuse). È fatta. Non resta che far passare la notte tra sabato e domenica. Ma la notte è lunga e innumerevoli i modi di manifestarsi della scalogna nera (“non è vero ma ci credo” ha scritto Eduardo) che si è manifestata con laringite, mal di testa e nausea. Sono le sette di domenica 24 maggio e alziamo bandiera bianca. A un’ora più decente mi tocca fare le scuse (le terze) anche a Giuseppe, il quale sempre gentilissimo rinnova la sua disponibilità per una eventuale visita futura. Che ne dite, l’organizziamo?

Arrivederci a settembre (con nuove entusiasmanti escursioni?)

Camillo

La buona novella: la patata primaticcia è meno calorica!

In occasione del Workshop organizzato dall’ICE (Istituto per il commercio estero) di Bari per la promozione di due produzioni tipiche pugliesi – la patata novella e l’asparago – il Dott. Pietro Santamaria (nella foto qui accanto) dell’Università di Bari ha presentato un’interessante relazione sulle specifiche caratteristiche che distinguono la patata precoce o “primaticcia” da quella comune.

Rispetto alle patate comuni, le patate novelle presentano un maggior contenuto di acqua e un minore contenuto di zuccheri: il loro potere calorico è dunque inferiore a quello delle patate comuni. In quanto a vitamina C, inoltre, le patate primaticce ne contengono il doppio rispetto a quelle comuni; alcune varietà coltivate in Puglia raggiungono anche 29 – 35 mg di vitamina C per 100 grammi di prodotto. Questa caratteristica nutrizionale risulta molto importante nei paesi in cui il consumo di patate è molto più elevato di quello italiano (ade esempio, Belgio, Gran Bretagna o Irlanda). “Si pensi – spiega il dott. Santamaria – che mentre in Italia si consumano in media 50 grammi di patate al giorno, in Belgio il consumo è da 4 a 5 volte maggiore”.

“Abbiamo scoperto – continua Santamaria – che alcune tecniche colturali possono contribuire a ridurre ancor più l’apporto calorico della patata novella. Inoltre, la minore presenza di zuccheri rende le patate primaticce maggiormente idonee alla frittura, in quanto la loro pasta non presenta imbrunimento”.

Tra le principali varietà diffuse in coltura precoce in Italia ci sono Sieglinde, Nicola e, di recente, Annabelle. Tutte si caratterizzano per una forma allungata, una pezzatura da piccola a media, una pasta soda di colore giallo intenso e una produttività da media a bassa.

Per quanto attiene le patate precoci da consumo fresco, caratterizzate da pezzatura che va da media a grande e forma ovale, si coltivano principalmente le varietà Spunta, Jaerla, Arinda, Adora, Liseta, Safrane e, di recente introduzione, Arnova e Almera.

Tra gli aspetti di rilievo per le patate da consumo fresco, il dott. Santamaria ha sottolineato che i tuberi devono presentare una pelle liscia e una forma regolare, adatta al confezionamento, devono presentare una buona attitudine alla cottura e un buon gusto tipico di patata. La presenza di elementi funzionali e una chiara segmentazione culinaria sono altre caratteristiche importanti.

Pietro Santamaria ha concluso la sua relazione sottolineando il notevole grado di sicurezza alimentare dei prodotti ortofrutticoli italiani: solo 1,1% di campioni analizzati oltre i livelli massimi ammessi di residui, contro il 4,9% dei campioni analizzati a livello UE (fonte: Min. Lavoro, Salute e Politiche Sociali, 2008). Per gli ortaggi, tale percentuale scende allo 0,7% e, tra gli ortaggi, la patata è stata nel 2007 la seconda varietà – dopo il pomodoro – per quantità di campioni analizzati (297 campioni). Di questi, nessuno è stato trovato con residui superiori ai limiti di legge.

Sotto tutti i profili, perciò, la patata novella costituisce anche una “buona novella”, cioè una buona notizia per i produttori e per il mercato.

Fonte: Rossella Gigli di www.freshplaza.it
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