Api e sculture nell’escursione del 2 maggio

Le Api di Pino Bellarosa
Parlare di api in questo periodo ci sembra necessario. L’allarme che queste siano a rischio di estinzione, a causa dell’uso di alcuni prodotti chimici, ci spinge a saperne di più sulla loro vita e a capire quanto questa sia indispensabile per la nostra.
Solo grazie al lavoro delle api abbiamo sulle nostre tavole frutta e ortaggi, senza dimenticare il prodotto più diretto della loro attività, il miele, e la fecondazione dei fiori.
L’occasione di capire e vedere “in diretta” tutto questo l’avremo presso la tenuta Bellarosa, tra Mola e Conversano, dove da anni è attiva l’omonima ditta di produzione di miele.

Leggi cosa ha scritto Luciana sulle api: Alla scoperta di un gruppo di amiche insostituibili

L’Arte “Fiore di Pietra”
Nelle campagne di Mola, Fernando Nicotera ha creato il Parco Scultura “Fiore di Pietra”, unico nel suo genere nell’Italia Meridionale.
Composto da oltre 50 opere, il parco cerca di accoppiare il lavoro magistrale e artistico della natura con la creatività umana. Più che per sfoggiare la produzione artistica e personale del l’autore, il parco nasce con l’intento di incoraggiare ed esortare i giovani scultori a rivelare la propria creatività e ad imparare questa arte in una terra stimolante come la Puglia.
Ritrovo in via De Gasperi, presso il Municipio, alle ore 15; partenza alle ore 15.30. Rientro previsto per le 18.
Per le vostre adesioni e altre informazioni:
Assessorato all’Ambiente ed all’Agricoltura, Comune di Mola di Bari, 2° piano
Tel.: 080-4738398
email: assessorato@ambientemola.it
Web: www.ambientemola.it
Le adesioni devono pervenire entro le ore 20 di venerdì 1 Maggio 2009.
Al momento dell’adesione specificare se si ha disponibilità di un mezzo di trasporto.

Alla scoperta di un gruppo di amiche insostituibili

Sabato prossimo Legambiente di Mola organizza un’escursione – sarebbe meglio definirla una visita guidata – alla scoperta di un gruppo di amiche insostituibili, le API. Ad esse dobbiamo i colori della primavera e i frutti dell’estate, e parecchio altro… come avremo modo di vedere. Il loro lavoro silenzioso e per lo più nascosto nell’antichità, ma non solo, ha ispirato poeti e scrittori, estimatori delle loro impareggiabili virtù. Ecco Virgilio dal Libro IV delle Georgiche:
“Seguitando, del miele aereo il dono celestiale descriverò.
Considera, o Mecenate, anche questa parte. Spettacoli per te
ammirevoli di piccole cose: i magnanimi condottieri, di tutta
una gente, per ordine, i costumi, le cure, le comunità e le lotte
mi accingo a cantare. Per lieve cosa grande fatica; ma non
lieve la gloria, se mai i nomi ostili lo permettono e ascolta la
mia invocazione Apollo.”
Ed ancora Bernard de Mandeville nel poemetto satirico The fable of the bees (1705, La favola delle api) utilizza l’organizzazione meticolosa della vita delle api per costruire una mordace allegoria satirica sulla società del suo tempo:
“Essendo cosí ogni ceto pieno di vizi, tuttavia la nazione di per sé godeva di una felice prosperità. Era adulata in pace, temuta in guerra. Stimata presso gli stranieri, essa aveva in mano l’equilibrio di tutti gli altri alveari. Tutti i suoi membri a gara prodigavano le loro vite e i loro beni per la sua conservazione. Tale era lo stato fiorente di questo popolo. I vizi dei privati contribuivano alla felicità pubblica… Le furberie dello stato conservavano la totalità, per quanto ogni cittadino se ne lamentasse. L’armonia in un concerto risulta da una combinazione di suoni che sono direttamente opposti. Cosí i membri di quella società, seguendo delle strade assolutamente contrarie, si aiutavano quasi loro malgrado.”
Allora, bando alle ciance e ci vediamo Sabato 2 maggio!
Luciana

Invasione di gufi

Le notti molesi sono invase da rapaci notturni che stanno rallegrando i nostri sogni. Con due semplici bottiglie di plastica, dei tappi di alluminio e qualche ritaglio di vaschetta per alimenti è possibile realizzare dei coloratissimi gufi che con la loro espressione vivacemente accigliata e i loro artigli colorati ci insegnano a guardare la natura da un punto di vista più oscuro e silenzioso.

Quanti! Ora sono a casa di Carolina ma dal 14 maggio stazioneranno nel Castello Angioino. Nello spazio dedicato a “Eco-design, arte del riciclo, animali in plastica e laboratori del riciclo”. Alla Festa dell’Ambiente

Domani e sabato Mola sul TG3

Domattina alle 7.30 nel corso della rubrica Buon giorno Regione su RAI 3, domani alle 14.00 nel corso del Telegiornale regionale (da confermare, compatibilmente con le esigenze di cronaca) su RAI 3, e sabato alle 12.15 nel corso della rubrica Il Settimanale, sempre su RAI 3, il Tgr Puglia tornerà ad occuparsi dell’Amministrazione Comunale di Mola con alcuni servizi sul recupero della posidonia spiaggiata.
Nel servizio di sabato anche un’intervista al Sindaco Berlen.
Dall’inizio dell’anno è la quarta volta che il TGR Puglia si occupa dell’Amministrazione Comunale di Mola, in precedenza aveva già testimoniato le opere realizzate con i fondi URBAN, la visita di Bohigas al cantiere del frontemare e il buon andamento della raccolta differenziata porta a porta.

Luca Basso

Eco-design, arte del riciclo a Festa dell’Ambiente

Con il materiale in plastica dei rifiuti solidi urbani si possono fare tante cose. Da due vaschette in polistirolo e da alcuni tappi di plastica si può ricavare una rana. Con le bottiglie, i bicchieri e le confezioni di uova l’anno scorso è stata realizzata una giraffa. E poi un elefante, tante farfalle, un ippopotamo, un serpente, dei maiali. Tutto con materiale di plastica degli imballaggi. E poi oggettistica con rifiuti in plastica da fare invidia agli oggetti in cristallo Swarovski. I collaboratori dell’assessorato all’ecologia e all’ambiente del Comune di Mola sono al lavoro. Durante la terza edizione di Festa dell’Ambiente, da giovedì 14 a domenica 17 maggio, sarà attivo nel Castello Angioino un laboratorio di lavorazione della plastica. Saranno presetnati e realizzati con i partecipanti alla Festa, in tempo reale, tanti lavori in plastica riciclata. Qualcuno parla di “Cracking Art”: la plastica come “rewind” dell’evoluzione. In fondo la plastica si ricava dal petrolio, che è la sostanza naturale con la maggiore memoria della Terra… Per noi è eco-design, arte del riciclo.
I laboratori sono aperti a tutti; precedenza ai più giovani e alle scolaresche. Partecipate numerosi. A proposito, quelli in foto ERANO fondi di bottiglia. Ora sono fiori con una corolla di sei petali. Una corolla gamopetala.

Lo stoccaggio del cippato

In che modo conservare i prodotti energetici derivanti dall’agricoltura in modo economico e compatibile con la normativa vigente? Vi raccontiamo lo studio su due test effettuati.

Una delle principali caratteristiche dei prodotti derivanti dall’agricoltura è la concentrazione dei periodi di maturazione e la conseguente disponibilità degli stessi, in momenti concentrati, per alcuni periodi dell’anno. Il loro utilizzo, invece, per le successive trasformazioni, si distribuisce in modo più o meno regolare durante tutto l’anno. Basti pensare ai principali cereali, quali il frumento ed il mais, che vengono raccolti in circa venti giorni e vengono utilizzati in tutti i periodi dell’anno. Lo stesso fenomeno si verifica per l’utilizzo del legname da ardere o del cippato di legno. Il tempo utile per la raccolta è normalmente il periodo invernale, di per sé abbastanza lungo, ma quando l’andamento stagionale è simile a quello appena terminato, i giorni utili per la raccolta delle SRF, o per la cippatura delle potature, si riduce ad un numero assai limitato di giorni. Nevicate abbondanti, piogge e ristagni idrici nei terreni impediscono l’accesso con le macchine, e quindi di tutte le lavorazioni.
Il tempo durante il quale si utilizza il cippato per produrre energia termica è di circa sei mesi e, nel nord dell’Italia, inizia al 15 ottobre e termina al 15 aprile. Ne consegue che le aziende agricole che desiderano inserirsi nella filiera legno energia, vendendo il prodotto trasformato, cioè l’energia termica invece del cippato di legno, direttamente al cliente finale, devono ipotizzare di raccogliere il prodotto ed organizzare lo stoccaggio in maniera efficiente, economica e funzionale. Infatti il segreto del successo per l’azienda agro-energetica è l’affidabilità nelle consegne del combustibile, quando il cliente lo richiede e su questo punto l’organizzazione aziendale deve essere all’altezza della situazione. Si aggiunga alle considerazioni sopra esposte, che il contenuto idrico del cippato deve essere assolutamente inferiore al 40% infatti nelle centrali termiche di potenza piccola o media, si può utilizzare cippato con un contenuto idrico ottimale intorno al 25/30%, ma non superiore al 40, pena la perdita di efficienza della combustione e l’aumento delle emissioni, quindi contro la normativa vigente. Solo nel caso di grandi centrali, normalmente impiegate per il teleriscaldamento di numerosi fabbricati, è possibile utilizzare caldaie a griglia mobile, che consentono l’utilizzo di cippato con umidità massima del 55 %, pari cioè all’umidità del legno appena abbattuto.Scarico del cippato
Nell’ambito delle sperimentazioni eseguite in questi anni, abbiamo ipotizzato di utilizzare sistemi di stoccaggio molto semplici, quindi alla portata di tutte le azienda agricole, che vogliono valorizzare il cippato di legno, vendendo l’energia termica da esso derivante. Abbiamo pensato di non considerare necessaria la disponibilità di un capannone, sotto al quale immagazzinare il cippato di legno in attesa del suo utilizzo, in quanto il costo del capannone sembra essere sproporzionato rispetto ad un prodotto decisamente povero. Infatti parliamo di un valore di 15 € al metro cubo o di circa 50 € alla tonnellata. Abbiamo dunque eseguito le seguenti due prove:

Si è provveduto a stendere un film plastico impermeabile, per evitare che il terreno potesse cedere al cumulo di cippato l’umidità in esso contenuto, che risale per capillarità dal basso verso l’alto.
Poi si è provveduto a scaricare il cippato, formando cosi un cumulo a forma di panettone, per consentire lo sgrondo delle acque meteoriche
Nella prova abbiamo stoccato del cippato derivante da legna secca accatastata da circa un anno ad un tasso di umidità di circa il 27%, e del materiale derivante da piante appena abbattute con un tasso di umidità pari al 53%.
Il cumulo così ottenuto è stato poi coperto con due diversi tipi di telo traspirante, in modo che il cippato potesse traspirare e l’acqua evaporare dal cumulo realizzato.
I cumuli preparati al mese di luglio, sono stati lasciati in campo per tutto il periodo invernale e prima di utilizzare il materiale, a marzo dell’anno successivo, è stata fatta l’analisi dell’umidità dei campioni prelevati a 40 cm a 65 cm e 95 cm dal fondo del cumulo.
Quindi il cippato che è stato accumulato secco si è sostanzialmente mantenuto nelle condizioni in cui era ,al momento della formazione del cumulo. Era infatti al 27 % di umidità ed è stato ritrovato con 3 – 4 punti percentuali di umidità in meno.
Il cippato di legno verde, che è stato immesso nel cumulo, con una umidità molto elevata (il 53%) è stato ritrovato, al momento dell’utilizzo, con una umidità media pari a circa il 25 %.
Si è provveduto ad utilizzare un silos a trincea, già utilizzato in passato dall’azienda per stoccare il silo-mais, e a ricoprire il cippato con i due tipi di telo utilizzati precedentemente. Il cippato stoccato era quello derivante dalla cippatura del legno secco con umidità del 27 % .

Conclusioni
Il cippato conservato con le tecniche illustrate si è mantenuto in modo da garantire, sia partendo da un legno con scarsa umidità, sia partendo da un legno con alto contenuto di umidità, un prodotto assolutamente adatto all’utilizzo in centrali termiche anche di piccole a medie dimensioni.
Sono pertanto utili alla conservazione del cippato tecniche di stoccaggio molto semplici e poco costose.
Infine non sono emerse diversità degne di rilievo, ai fini della successiva valorizzazione del cippato, utilizzando i due diversi tipi di telo.

Fonte: rinnovabili.it (di Ettore Bastianini)

Un “patto” per rilanciare la produzione di carciofo a Mola: intesa tra agricoltori, amministratori e scienziati

Un “patto territoriale” per rilanciare la produzione di carciofo a Mola.
È questo il tema di una conferenza organizzata per mercoledì 29 aprile alle ore 19 presso la sala conferenze del Castello Angioino di Mola dall’Assessorato all’Agricoltura del Comune.

A Mola la coltivazione del carciofo ha una tradizione antica, ma fortemente compromessa negli ultimi anni dalla diffusione di un potente fungo patogeno, il Verticillium dahliae, che a Mola ha causato, in trent’anni, la riduzione delle superfici coltivate a carciofo da oltre 1500 ettari a poche decine di ettari.
Una soluzione potrebbe essere l’introduzione di varietà più resistenti e più produttive, in grado di superare la “stanchezza” dei terreni più sfruttati; come il carciofo “Opal”.

Di questo discuteranno, nel corso dell’incontro di mercoledì, agricoltori, vivaisti, commercianti e trasformatori, amministratori comunali molesi, i responsabili dell’Azienda Sperimentale “La Noria” dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR di Bari e la Nunhems.

La Nunhems, la ditta sementiera più impegnata al mondo nell’ottenimento di genotipi di carciofo capaci di migliorare la produzione, proporrà agli operatori, con la mediazione del Comune, la riduzione del prezzo della piantina dell’ibrido Opal.

La cultivar Opal sta dando buoni risultati in Puglia in termini sia di numero di carciofi prodotti sia di precocità della produzione, anche grazie alle ricerche condotte dall’ISPA CNR e dall’Università di Bari, che saranno presenti alla presentazione del Patto territoriale.

Alla conferenza del 29 aprile saranno presenti: il sindaco di Mola Nico Berlen, l’assessore all’agricoltura del Comune Pietro Santamaria (anche ricercatore della Facoltà di Agraria di Bari), i ricercatori dell’Azienda Sperimentale “La Noria” del CNR, guidati per questo progetto da Angelo Parente, il responsabile nazionale delle vendite della Nunhems Rodolfo Zaniboni, Nicola Calabrese, Vito V. Bianco e Vitangelo Magnifico (ricercatori tra i più impegnati al mondo sugli studi sul carciofo) e il preside della Facoltà di Agraria Vito Savino.

Sono già diversi gli agricoltori che si sono detti interessati a prenotare migliaia di piantine di carciofo “Opal” a prezzo scontato per promuovere il rilancio della specie e favorire l’aggregazione tra i soggetti direttamente interessati.
Nei propositi dei promotori dell’accordo c’è anche la speranza di promuovere la conoscenza delle proprietà salutistiche del carciofo e di rafforzare le tradizioni legate al carciofo, il re degli ortaggi. Anche per questo, in occasione della presentazione del patto territoriale, la Nunhems offrirà una degustazione di piatti a base di carciofo tipici della cucina locale.

“Il carciofo rappresenta un prodotto tipico della agricoltura molese – ha detto il Sindaco Nico Berlen – ed è un ingrediente caratteristico della nostra tradizione gastronomica, è per questo che questa amministrazione intende incoraggiare tutti gli agricoltori molesi che vorranno lavorare per il rilancio di questa coltivazione e farà ogni sforzo per sostenerne la produzione.”

“Questa forma innovativa di sostegno agli agricoltori – sostiene l’assessore Pietro Santamaria – mira a rilanciare il carciofo, a promuovere l’aggregazione tra gli imprenditori e a innovare il processo produttivo. Al di là del prezzo scontato della piantina di carciofo, risultato già particolarmente importante in un momento di grande difficoltà economica, è opportuno sottolineare la sinergia tra più enti e più soggetti di un’importante filiera agroalimentare per sostenere l’agricoltura locale.”
Luca Basso