Era solare

Giorni fa è stata inaugurata a Bonn una nuova Agenzia per le energie rinnovabili (Irena, International Renewable Energy Agency) che si propone di stimolare tutti i governi del mondo perché potenzino l’uso delle energie rinnovabili e incoraggino le ricerche e le applicazioni di tali fonti di energia. Un intervento di Giorgio Nebbia.

Forse senza accorgercene stiamo vivendo una rivoluzione tecnico-scientifica e merceologica che va al di la della crisi economica. Forse questi primi anni del XXI secolo saranno ricordati come l’inizio di quell’era neotecnica di cui aveva parlato il sociologo americano Lewis Mumford nel suo libro “Tecnica e cultura”, già nel 1933.

Al di là delle bizzarrie del prezzo del petrolio, delle prospettive di impoverimento delle riserve di combustibili fossili e dei mutamenti climatici dovuti all’inquinamento atmosferico, ci sono molti segni di tale transizione. Già il presidente degli Stati Uniti Obama, nel suo discorso di insediamento, pochi giorni fa, ha detto: “Impiegheremo il Sole e i venti e le ricchezze del suolo per far camminare le nostre automobili e far funzionare le nostre fabbriche”.

Negli stessi giorni le Nazioni Unite hanno lanciato il 2009 come anno mondiale delle fibre tessili naturali, fonte di ricchezza e di lavoro per molti paesi poveri, rilanciate dopo anni di stasi dovuti alla concorrenza delle fibre tessili sintetiche derivate dal petrolio; i pur contestati carburanti per autoveicoli derivati dalla biomassa vegetale si stanno affermando e stimolano ricerche e innovazioni per renderli compatibili con il rispetto ambientale. La sfida dell’Irena è molto realistica e appare chiara dai conti esposti nelle sue prime pubblicazioni, disponibili in Internet.

Nel 2008, con una popolazione mondiale di 6700 milioni di persone, i consumi mondiali di energia sotto forma di carbone, petrolio, gas naturale, energia idroelettrica e nucleare sono stati di circa 480 esajoule (l’esajoule è una unità di misura dell’energia). L’energia solare che raggiunge in un anno le terre emerse è 1800 volte di più, circa 900.000 esajoule. Quello che conta è che tale energia è disponibile sempre uguale ogni anno, mentre i combustibili fossili, una volta estratti dai pozzi e dalle miniere e bruciati, non ci sono più. L’energia del Sole mette in moto i venti, la cui energia ammonta a oltre 40.000 esajoule all’anno, produce la biomassa vegetale in ragione di circa 100 milioni di tonnellate di materia organica che si forma ogni anno sulle terre emerse e che ha un valore energetico di circa 4.000 esajoule. Il vento provoca il moto ondoso che ha una energia di circa 1000 esajoule all’anno.

Inoltre il Sole alimenta il ciclo dell’acqua che continuamente cade sui continenti e scorre verso il mare avendo “dentro di se” una quantità di energia di circa 500 esajolule all’anno, equivalente a circa 150.000 miliardi di chilowattora all’anno; di questa energia le centrali idroelettriche di tutto il mondo catturano soltanto una piccola frazione, circa tremila miliardi di chilowattora all’anno. Infine l’interno della Terra “contiene” una riserva potenziale di calore geotermico equivalente ad un flusso annuo di 5000 esajoule di energia. Come si vede, le energie rinnovabili assicurerebbero calore, elettricità, ed energia meccanica per molte generazioni future senza esaurirsi mai.

Qualcosa comincia a muoversi in vari paesi, anche in Italia; cominciano ad apparire sui tetti delle case i pannelli fotovoltaici che trasformano la radiazione solare in elettricità; compaiono dei motori eolici la cui elettricità può essere venduta alle grandi compagnie elettriche che così evitano di usare un po’ di petrolio e carbone; Sole e vento cominciano ad attirare anche perché chi li usa ottiene dei soldi dallo stato. Ma si può dire che siamo nell’infanzia dell’era neotecnica. Le fonti di energia rinnovabili possono essere utilizzate in molte altre maniere, alcune delle quali appena si intravedono; centinaia di ricercatori e inventori si dedicano alla scoperta di pannelli fotovoltaici meno costosi di quelli attuali basati sul silicio; è possibile inventare macchinari e mezzi di trasporto che utilizzano energie rinnovabili

Un lavoro enorme per studiosi nelle Università e nelle industrie; un lavoro anche per gli storici della tecnica perché nel passato sono state descritte molte invenzioni basate sull’utilizzazione delle fonti rinnovabili, proposte poi abbandonate davanti all’illusione dell’esistenza di grandissime riserve di petrolio a basso prezzo. Adesso che sta svanendo la speranza di un futuro basato sulle fonti energetiche fossili, che il nucleare mostra quanto le sue promesse siano fallaci, adesso che l’attenzione per i mutamenti climatici sta polarizzando l’attenzione dei governanti – quante frettolose conversioni ecologiste e solari si stanno osservando anche in questi giorni ! – la riscoperta e il perfezionamento di tante idee abbandonate è molto promettente.

Eppure in Italia esiste soltanto un archivio, a Brescia, della storia dell’energia solare e delle energie rinnovabili alle quali in passato molti scienziati anche italiani hanno pur dato importanti contributi. In secondo luogo bisogna rendersi conto che solare, vento e biocarburanti sono soltanto alcuni dei molti beni energetici, industriali e di consumo che possono liberarci dalla schiavitù del petrolio: materie plastiche, materiali da costruzione, tessuti, detersivi, tutti basati su materie prime rinnovabili, possono ridare vita ad attività economiche abbandonate, nel campo agricolo e forestale e creare nuovi posti di lavoro nelle industrie.

Ma soprattutto l’impegno per le energie e risorse rinnovabili offre il più grande contributo allo sviluppo umano e sociale dei paesi arretrati, è la più genuina assicurazione per sgominare le tensioni politiche alimentate dalla povertà dei poveri. Perché sono proprio i paesi oggi arretrati che possiedono su più larga scala le risorse energetiche legate al Sole, risorse che essi non sanno o non possono utilizzare per mancanza di soldi e di conoscenze tecniche. L’era neotecnica può mostrare un mondo futuro in cui energia e materie prime vengono prodotte nei paesi poveri assicurando lavoro e pace, e vengono scambiate con i paesi oggi industriali che possono fornire tecnologie e conoscenze. Se questo sarà davvero il ruolo della nuova agenzia Irena, in molti nel mondo gliene saranno riconoscenti.

Fonte: www.rinnovabili.it (di Giorgio Nebbia)

Nuova riunione del coordinamento delle scuole per l’ambiente

I dirigenti scolastici e i referenti per l’ambiente delle scuole primarie, delle scuole medie superiori di I d II grado e l’Università della Terza Età di Mola sono stati invitati dalla responsabile del Settore Ambiente Maria Debellis e dall’Assessore Pietro Santamaria a partecipare alla riunione di coordinamento delle scuole per l’ambiente che si terrà in Comune giovedì 5 marzo alle ore 9:00.
Il coordinamento delle scuole discuterà con i responsabili dell’assessorato all’ambietne l’organizzazione della III edizione della Festa dell’Ambiente che si terrà il prossimo maggio. Saranno decise le date e i contenuti della Festa.
Nei prossimi giorni saranno resi noti i risultati del programma “Scuole Aperte 2009” a cui si è candidato il coordinamento delle scuole molesi con un patto territoriale.

Pugliainnova – storie di innovazione pugliese

L’agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione dedica uno spazio ogni settimana ad una storia da raccontare per promuove l’ingegno pugliese. La storia presentata la scorsa settimana è legata ad una delle società che hanno aderito al GAL del SUD – EST Barese. Speriamo di poter raccontare altre storie per promuovere le imprese e le iniziative del nostro territorio.

Matrix Elettronica s.r.l., nata a Conversano nel 1993, opera sul territorio nazionale ed internazionale, offrendo servizi di design, manufacturing e collaudi ICT per aziende nel settore elettronico, delle telecomunicazioni, dell’automotive.
Tra i molteplici progetti realizzati, l’elettronica di Matrix ha anche contribuito alla vittoria della traversata atlantica Artemis Transat da parte di  Giovanni Soldini, il cui monoscafo è stato alimentato da un sistema di  pannelli e converter fotovoltaici Energenia, rigorosamente “made in Conversano”.
Abbiamo intervistato per voi l’Ing. Antonio Sacchetti, direttore tecnico e respon-sabile del laboratorio di ricerca.

Che cos’è e come nasce Matrix s.r.l.?

Matrix s.r.l. è una realtà dinamica ed in continua evoluzione, caratterizzata da una base produttiva classificabile come “EMS” (Electronic Manufacturing Services) e da una crescente strutturazione del settore Ricerca&Sviluppo, attualmente accreditato come laboratorio di ricerca presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Essa offre i suoi servizi di progettazione, ingegnerizzazione, montaggio e collaudo automatizzato ad alcune tra le più solide realtà aziendali presenti nel panorama pugliese (Mermec, Elettronika, INFN Bari, ecc.) e nazionale (Gruppo Elica, Indesit Company, ecc.).

L’azienda è nata a Conversano nel 1993, incentrando la propria attività sulla produzione di sistemi di telecomunicazioni per la Pubblica Amministrazione (in modo particolare per prefetture e caserme), in un periodo storico di transizione che vedeva l’indebolimento della grande elettronica italiana e la contemporanea nascita di piccole e medie imprese specializzate nel settore.

Nel 2003, per volontà dell’attuale amministratore, l’Ing. Leonardo D’Alessandro, Matrix ha intrapreso un programma di variazione della mission aziendale, per contrastare le difficoltà derivanti dalla concorrenza dell’Est europeo ed asiatico, puntando su servizi qualificati rivolti ai settori emergenti delle energie rinnovabili e dell’elettronica low-power (applicazioni ambientali e di efficienza energetica, quali reti di monitoraggio ed automazioni domotiche).

Dal know how e dall’attività brevettuale (quattro brevetti internazionali e due italiani) dei laboratori di R&S di Matrix sono nate delle start up nel settore dell’impiantisca fotovoltaica, dell’efficienza energetica e della domotica.

Di quante unità di personale di avvale l’azienda?

Considerando la rete di imprese creata intorno alla azienda madre, Matrix consta di un personale di circa 85 unità, altamente qualificato ed impiegato prevalentemente nella sede di Conversano.

Io ricopro il ruolo di direttore tecnico e responsabile del laboratorio di ricerca e sono responsabile tecnologico per le problematiche di efficienza energetica di alcune delle neonate start up. Inoltre, spesso l’azienda si avvale della collaborazione di laureandi e neo-laureati che, attraverso una convenzione con il Politecnico di Bari, svolgono dei periodi di internship nel laboratorio di ricerca.

Produzione e R&S vengono gestite separatamente, sebbene sia conferito un peso rilevante alla interdisciplinarietà ed alla condivisione del sapere: l’utilizzo di staff interprogettuali consente di risolvere con maggiore efficacia e celerità problematiche complesse, stimolando la creatività delle risorse umane coinvolte.

A cosa si sta lavorando attualmente?

Lavoriamo alacremente ad una decina di progetti. Siamo partner tecnologici dell’ISPA-CNR di Bari in un progetto sulle tossine, collaboriamo con una cordata di aziende e centri di ricerca nazionali per alcune idee progettuali (formalizzate recentemente in una proposta al bando Industria 2015) e affianchiamo una società nel progetto strategico “Ponamat”, dell’Enea di Brindisi. Inoltre, siamo impegnati sul fronte delle tecniche innovative di conversione energetica nel settore fotovoltaico (attività che ha già condotto al deposito di due brevetti e che potrà essere sviluppata anche all’interno del DiTNE – Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia) e delle tecniche low power per l’ambiente (utilizzate anche per il monitoraggio del “tonno rosso”, in collaborazione con il Dipartimento di Sanità e Benessere degli Animali dell’Università di Bari).

Che cosa ha unito Matrix Elettronica e Giovanni Soldini nella sua traversata atlantica?

Una delle più recenti applicazioni da noi realizzate sulla conversione energetica da fonti rinnovabili riguarda la progettazione e realizzazione di un sistema di alimentazione per l’imbarcazione Class 40 Telecom Italia di Giovanni Soldini: a partire dalla specifica richiesta di Soldini e dall’idea di base dell’Università di Salerno, in soli quattro mesi abbiamo dotato l’imbarcazione di un caricabatterie fotovoltaico, che ha funzionato regolarmente per i 16 giorni, 22 ore, 11 minuti e 17 secondi della regata in solitario, senza l’esigenza di ricorrere al generatore a carburante, quindi alleggerendo notevolmente il peso del mezzo. Probabilmente quest’applicazione ha contribuito alla vittoria da parte di Giovanni Soldini della prestigiosissima Artemis Transat, la traversata atlantica da Plymouth a Boston.

Questa sfida è stata condotta insieme alla società Energenia (la nostra prima spin-off industriale): le capacità di progettazione elettronica di Matrix e lo spirito innovativo della mission aziendale di Energenia consentiranno a quest’ultima di inserirsi in una nicchia di mercato promettente: le energie rinnovabili al servizio della nautica. Partendo dall’esperienza realizzata, si aprono nuovi scenari possibili di integrazione energetica nelle imbarcazioni, sia per l’alimentazione ausiliaria sia per la co-propulsione.

Tale applicazione ha anche portato alla recente partecipazione a “PROJENIUS”, il Premio alla progettazione per il Fotovoltaico?

A seguito della vasta eco della vittoria di Soldini, siamo stati invitati dall’Associazione Italiana per la Progettazione Elettronica (ASSIPE) a partecipare al Forum sulle Tecnologie per il Fotovoltaico (a Ferrara), per presentare il nostro progetto nell’ambito del concorso per l’ambito premio “Projenius, il genio dell’elettronica”.

Il 17 settembre abbiamo ricevuto il premio, con il patrocinio di Tecnoimprese e la sponsorizzazione della RS Components, leader mondiale nella distribuzione di componenti e soluzioni elettroniche. Tale premio ci ha consentito di avere una risonanza a livello nazionale, rendendoci molto orgogliosi, poiché esso ci è stato conferito da una commissione composta da esponenti delle eccellenze del mondo imprenditoriale ed industriale italiano, prevalentemente provenienti dal Nord del Paese.

A suo avviso, qual è lo stato dell’arte della ricerca in Puglia ed in Italia?

Secondo il mio parere, la ricerca in Italia ed in Puglia sta vivendo una fase di ripresa, ma necessita di continuità nelle azioni di supporto. In Italia, infatti, la ricerca viene svolta soprattutto nel settore pubblico, pertanto la  politica gioca un ruolo molto rilevante.

Purtroppo il sistema della ricerca nelle aziende private è ancora debole e uno sviluppo sarebbe possibile solo con il sostegno del mondo bancario, ma spesso le dimensioni delle aziende sono troppo esigue per captare l’interesse ed ottenere la fiducia del sistema finanziario.

Le possibili leve per la crescita dell’innovazione nelle imprese rimangono, a mio avviso, il lavoro e la caparbietà: gli imprenditori devono incrementare gli investimenti nella ricerca e fare attività di lobbying nei confronti della politica, delle istituzioni e della finanza.

Secondo lei, come si può definire l’innovazione e perchè su di essa si gioca la sfida dei nostri tempi?

L’innovazione significa saper accogliere con entusiasmo la necessità di trovare la risoluzione ad un problema, considerandola un’occasione, anziché un ostacolo. Essa è la strada alternativa che possiamo percorrere conducendo qualsiasi attività, abbandonando la consuetudine e la routine.

L’innovazione è la principale arma per vincere la sfida dei nostri tempi, poiché costituisce una delle ultime possibilità per ricollocare l’Italia ai livelli di vertice, in uno scenario mondiale che assiste ad una crescita esponenziale dei paesi dell’estremo Oriente.

Essa genera un meccanismo virtuoso, attraverso il quale si anticipano le tendenze del mercato e si ha la possibilità di collocarsi all’apice della catena decisionale.

Di quali caratteristiche si devono dotare le imprese per vincere la sfida del mercato globale?

Le imprese devono dotarsi del coraggio per investire in progetti innovativi, che possono essere condotti all’interno oppure affidati all’esterno, a soggetti “esecutori di ricerca”. Inoltre, poiché la maggior parte delle imprese hanno dimensioni medie e piccole, esse devono costituire un sistema, operare in collaborazione, fare massa critica, magari anche avvalendosi della formula del distretto.

Quali sono i vantaggi di lavorare in Puglia e quali, invece, gli svantaggi?

I maggiori vantaggi del lavoro in Puglia consistono nell’alta qualità della vita e nell’eccellente preparazione universitaria delle risorse umane. Gli svantaggi sono piuttosto evidenti: la carenza di infrastrutture e la presenza di un tessuto imprenditoriale ancora poco radicato e troppo frastagliato. Tuttavia, sono convinto che ci sia una nuova generazione di imprenditori, consapevoli dei limiti del territorio e pronti ad affrontarli, attraverso l’entusiasmo, la volontà di innovare e la capacità di collaborare con altre imprese ed istituzioni.

Fonte: ARTI Puglia

WWF: “Ecco i conti sbagliati del nucleare”

Secondo l’agenzia Moody’s, in un lavoro del maggio 2008, la realizzazione di nuovi impianti nucleari avrebbe costi molto superiori ai 7.000 dollari a kW

Secondo l’agenzia Moody’s, in un lavoro del maggio 2008, la realizzazione di nuovi impianti nucleari avrebbe costi molto superiori ai 7.000 dollari a kW. Come se non bastasse Moody’s nello stesso lavoro afferma che i costi del kWh nucleare saranno destinati a crescere con un ritmo del 7% annuo e questo comporterebbe un raddoppio del costo del kWh nell’arco del prossimo decennio.

Veramente un bel “regalo” per i cittadini italiani che vedranno così lievitare le loro bollette, senza peraltro migliorare la sicurezza energetica del nostro Paese che continuerà a dipendere dai combustibili fossili per i trasporti, il riscaldamento degli edifici, ecc. Il nucleare, infatti, serve solo, e a caro prezzo, a produrre energia elettrica ma nel nostro paese (come la maggior parte dei paesi) l’energia elettrica è meno di un quarto dell’energia complessivamente impiegata. Meglio farebbe il nostro Paese a puntare sul risparmio, l’efficienza e le fonti rinnovabili questi si veramente presenti e abbondanti.

Il report completo di Mody’s

Fonte: WWF

Fondo di rotazione – Nuova forza all’aggregazione nel settore ortofrutticolo

“Con queste nuove risorse, previste dal Fondo di rotazione, daremo nuova forza al settore ortofrutticolo, soprattutto nell’attuale momento di crisi”.

Con queste le parole del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha espresso soddisfazione per l’accordo dato oggi dal Dipartimento della Ragioneria dello Stato – IGRUE – alla richiesta del Mipaaf del cofinanziamento nazionale a carico del Fondo di rotazione, per un importo complessivo di 25 milioni e 479mila euro.
Gli interventi serviranno a incentivare l’aggregazione in organizzazioni di produttori della filiera ortofrutticola delle regioni Sardegna, Sicilia, Puglia, Campania, Toscana, Marche e Friuli Venezia Giulia, dove le associazioni del settore rappresentano meno del 20 per cento sul totale regionale.

Fonte: MIPAAF (26/02/2009)

Ancora record per ambientemola.it a febbraio

7677 visite, 6337 contatti, 13.611 pagine visualizzate, 2,1 pagine per visitatore, 274 visite giornaliere in media. Numeri da record anche a febbraio per il sito ambientemola.it.
Battuto anche il record di visite giornaliere: il 24 febbraio con 371 visite.
Lo scorso mese il 79% delle visite è stato classificato come nuove.
L’articolo più letto a febbraio è stato “La Lombardi Ecologia ritirerà i teli di plastica“. L’articolo più letto dall’inizio dell’anno è “Dormex tra revoche e contraffazioni. Chi ci rimette è l’agricoltore” (ripreso anche da organi di stampa nazionali).
Parole chiave più frequenti, attraverso le quali i visitatori hanno raggiunto il sito: dormex, solgan ambiente e creosoto.