A Conversano nidificano 28 specie di uccelli

Uno studio  portato avanti per sette anni (dal 2000 al 2007) ha permesso di verificare la presenza di 28 specie di uccelli che nidificano nel comune di Conversano.
Ne dà notizia la rivista Ecologia urbana, sul numero di 2/2008, in un articolo di tre attivisti del WWF, Cristiano LIUZZI, Leonardo LORUSSO e Simone TODISCO. Il lavoro (“Prime osservazioni sull’avifauna nidificante nel centro urbano di Conversano (Bari)”) dimostra come, al pari di altre realtà urbane nazionali ed internazionali, la tipologia ambientale delle “zone verdi alberate” presenta i più alti indici di ricchezza specifica, soprattutto per le specie ecotonali e forestali. Per le specie maggiormente sinantropiche è stata inoltre riscontrata, nell’ambito delle “zone edificate”, la grande importanza del centro storico, ove si concentra il maggior numero di potenziali siti di nidificazione per gli uccelli.
Lo studio dell’avifauna urbana appare oggi fondamentale nella redazione dei nuovi programmi di conservazione locale della biodiversità, anche in relazione ai fenomeni di adattamento di numerose specie.

Il prossimo mese, il Comune di Mola presenterà il volume “Avifauna molese” di Cristiano Liuzzi. Centinaia di foto a colori e informazioni su specie migratrici, svernanti e nidificanti di rilevanza nazionale ed internazionale che in questi anni hanno portato Mola di Bari alla ribalta delle cronache regionali e nazionali.

Piselli mangiatutto sotto un tendone

L’azienda Fossini di Mola di Bari non è solo la prima azienda in Italia ad aver realizzato un impianto integrato di fotovoltaico su un vigneto ad uva da tavola. In questi giorni Marco e Vito Fossini stanno completando la raccolta del pisello mangiatutto coltivato sotto la struttura che in passato ha ospitato un tendone di uva da tavola.

L’innovazione introdotta dai Fossini è duplice: da una parte viene sfruttata la struttura e la copertura del tendone che serviva a coprire l’uva da tavola, per favorire la precocità, dall’altra viene utilizzata una varietà di pisello mangiatutto raccolta a baccello immaturo. Il prodotto viene poi confezionato a Noicattaro, sempre in provincia di Bari, dalla ditta Ciavarella.

Confezionati in vaschette, i piselli finiscono in Danimarca, dove vengono consumati sia crudi sia cotti come piselli mangiatutto.

La superficie destinata alla coltura del pisello è di 1,5 ha.

Questa è un’altra dimostrazione della capacità dei nostri agricoltori di innovare e di diversificare la produzione.

Energie rinnovabili, nuove istruzioni per l’uso

Chi vuole alimentare la casa o l’azienda con energia pulita e rinnovabile, pedala in salita. E’ vero che si risparmia grazie agli incentivi del Conto energia e alle detrazioni Irpef per gli investimenti. Ma la normativa cambia continuamente – due modifiche significative già durante questo giovane anno – e c’è tutta la burocrazia da sbrigare.

Eppure è importante usare le energie rinnovabili. Il sole è lì ogni giorno, inesauribile e a disposizione di tutti. Le energie fossili grazie alle quali illuminiamo e scaldiamo le case, facciamo funzionare le industrie ed alimentiamo i serbatoi delle auto prima o poi finiranno: la Terra non possiede una dotazione illimitata di petrolio, carbone e gas naturale. Per il petrolio, addirittura, molti studiosi ritengono che ormai abbiamo raggiunto il “picco”, ovvero il massimo storico di produzione. Altri pensano che ci siamo molto vicini, questione di pochissimi anni. Attenzione: il “picco” non coincide con il massimo prezzo. Si verifica quando metà di una risorsa è già stata consumata. La parte che resta è anche la più difficile da sfruttare (i giacimenti facilmente accessibili sono stati utilizzati per primi): servono maggiori investimenti, diminuiscono i profitti e la produzione declina, anche se non viene certo a mancare improvvisamente.

“Picco” o non “picco”, l’uso delle energie fossili è legato ai cambiamenti climatici in corso. Bruciando petrolio, gas e carbone si emette nell’atmosfera l’anidride carbonica, il gas principale imputato della produzione dell’effetto serra. Prima della Rivoluzione industriale e dell’impiego di combustibili fossili la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera era pari a circa 270 parti per milione. A fine 2007 (i dati più recenti) era di 386 parti per milione; l’anno prima era di 380 parti per milione.

Chi volesse tagliare la bolletta del riscaldamento e dell’elettricità contribuendo contemporaneamente ad arginare, almeno nel suo piccolo, i cambiamenti climatici prodotti dall’attività umana può contare sul ripristino delle detrazioni fiscali pari al 55% delle spese sostenute per installare pannelli solari o per diminuire la quantità di energia necessaria a riscaldare, illuminare, produrre acqua calda L’ultimo tipo di intervento è volto all’efficienza energetica più che all’uso di energie rinnovabili, ma va anch’esso nella direzione di diminuire le emissioni di gas serra contenendo l’uso delle energie provenienti da fonti tradizionali.

Queste detrazioni fiscali sono state introdotte dalla Legge Finanziaria 2008. Prima di tornare in vigore quasi – solo quasi – identici a quelli che erano in origine, gli incentivi il 30 novembre scorso sono stati passati a fil di spada da un decreto legge: decurtati non solo per il futuro ma anche per il passato. Chi già aveva effettuato le spese contando sugli sgravi fiscali se li trovava infatti ridotti dal 55% al 36%; chi invece i lavori era intenzionato farli, avrebbe ricevuto gli incentivi del 55% solo nel caso in cui non venissero sforati i finanziamenti disponibili e l’Agenzia delle Entrate avesse dato un esplicito “via libera” entro i 30 giorni dalla presentazione della domanda. Quasi un terno al lotto, insomma.

Poi le cose sono di nuovo cambiate, e a fine gennaio gli incentivi sono tornati, seppur con qualche lieve modifica. Sparite dalla versione definitiva della legge tutte le norme retroattive: non cambia nulla per coloro che hanno sostenuto le spese nel 2008. Essi devono chiedere la detrazione entro i 90 giorni dalla fine dei lavori attraverso il sito internet della Legge Finanziaria 2008, all’indirizzo http://finanziaria2008.acs.enea.it/, che sarà attivo fino al 31 marzo.

Per chi intende effettuare gli interventi nel 2009 e nel 2010 le detrazioni restano invariate ma cambia l’arco di tempo sul quale vanno “spalmate” le detrazioni stesse. Prima erano 3-10 anni, a scelta; ora sono obbligatoriamente cinque anni. Bisogna inoltre chiedere la detrazione attraverso il sito Internet della Legge Finanziaria 2009, che sarà attivo dal primo aprile – almeno, è la promessa – e che si troverà all’indirizzo http://finanziaria2009.acs.enea.it/. Se il sito non sarà in funzione, il tutto andrà inviato tramite raccomandata all’Agenzia delle Entrate. Bisognerà inoltre compilare un modulo dell’Agenzia delle Entrate (dovrebbe venire “confezionato” nei primi giorni di marzo) indicando l’avvio dei lavori, la spesa sostenuta e la cifra da portare in detrazione. Il tutto, assicura il Governo, per puri scopi statistici, e non per stabilire un tetto massimo di fondi disponibili.

link testo ufficiale Info tratta da ErmesAmbiente

Fonte: http://first.aster.it

Azioni per lo sviluppo sostenibile del ciclo delle acque in Puglia

Martedì 31 marzo 2009 ore 9,00-18,30
Politecnico di Bari – Aula Magna “Attilio Alto”, via E. Orabona, 4 – 70125 Bari.
La Giornata Mondiale dell’Acqua è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’Agenda 21, risultato della conferenza di Rio. Cade regolarmente ogni 22 marzo. In occasione di questa manifestazione l’AII – Sezione Puglia,l’ARPA-Puglia e il DIAC del Politecnico di Bari organizzano un convegno sullo sviluppo sostenibile del ciclo delle acque in Puglia. È noto che la gestione delle risorse idriche è molto complessa, essendo fortemente influenzata:
1) dallo squilibrio normale tra domanda e offerta di acqua (molto forte nelle condizioni di crisi), che determina conflittualità a livello locale, regionale e nazionale,anche a causa della presenza di più decisori;
2) dall’impossibilità di poter far fronte alle richieste con le sole risorse idriche convenzionali, con connessa esigenza di incentivare il riuso e la preservazione di alcune risorse strategiche;
3) dal graduale peggioramento della qualità della risorsa idrica, a causa dello sviluppo industriale, dell’uso intensivo di preparati chimici in agricoltura e dall’immissione nelle riserve superficiali e sotterranee di reflui non trattati adeguatamente.
Negli ultimi decenni, a seguito del forte sviluppo socio-economico, le criticità connesse all’approvvigionamento e all’uso delle acque e, quindi, alla gestione dei sistemi idrici, sono divenute molto complesse. Tuttavia, per lo sviluppo economico e sociale di una nazione, è indispensabile perseguire la risoluzione di tali problemi, cercando di impiegare al meglio le risorse economiche, umane e scientifiche disponibili.
Il convegno affronta tali tematiche.

Programma

ore 9.00 – Saluti
Prof. Ing. Salvatore Marzano, Rettore del Politecnico di Bari
Prof. Ing. Michele Mossa, Presidente Sezione pugliese dell’A.I.I.
Prof. Giorgio Assennato, Direttore Generale ARPA Puglia
Prof. Ing. Leonardo Damiani, Direttore del Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica -
Politecnico di Bari

Introduzione
Dr. Biol. Massimo Blonda, Direttore Scientifico ARPA Puglia

ore 9.30 – Workshop tecnico-scientifico

Innovazione concettuale nella gestione sostenibile del ciclo delle acque civili
Dr. Biol. Massimo Blonda – Ing. Maria Cristina De Mattia, ARPA Puglia – Direzione Scientifica

Bilancio delle risorse idriche in un’ottica di ciclo di gestione
Prof. Ing. Giuseppe Corrado Frega, Università della Calabria e Presidente Sezione calabrese
dell’A.I.I.

Bilancio idrico della Puglia: scenari ambientali
Prof. Ing. Antonio Di Santo, DIAC Politecnico di Bari e Segretario dell’Autorità di Bacino della
Puglia

Realtà e prospettive delle politiche di riuso della risorsa idrica
Prof. Ing. Antonio Castorani – Prof. Ing. Umberto Fratino, DIAC Politecnico di Bari

Depurazione dei reflui tra innovazione e sostenibilità
Dr. Chim. Antonio Lopez, IRSA – CNR – Responsabile Sede di Bari

Valutazioni igieniche sul riuso dei reflui fognari depurati
Prof. Giovanni Rizzo, Policlinico di Bari – U.O. Igiene Microbiologia e Virologia

La manutenzione: leva strategica per la gestione sostenibiledelle opere idrauliche
Prof. Ing. Matteo Ranieri, DIAC Politecnico di Bari

Attuazione della normativa e pianificazione regionale sul riutilizzo dei reflui depurati in
Puglia
Dr.ssa Maria Antonia Iannarelli, Regione Puglia – Assessorato OO.PP. – Ufficio Tutela delle Acque

Tecnologie avanzate per il riutilizzo delle acque reflue depurate
Dr. Ing. Giuseppe Faretra, ITT Water & Wastewater Italia Srl

ore 13.30 – Lunch

ore 14.30 – Workshop su progettazione operativa

Accordo di Programma Quadro sulle risorse idriche. Interventi di risanamento delle reti di
distribuzione e ricerca delle perdite
Dr. Ing. Costantino Bellantuono, AQP SpA

Come promuovere il riuso civile, irriguo e industriale delle acque reflue a livello locale
Dr.ssa Maria Spartera, Arpa Puglia – Responsabile Settore Formazione e Informazione

Tavola rotonda conclusiva

Inran: sicurezza ogm non ancora garantita

Scoperte alterazioni immunitarie in topi nutriti con Mon 810.

L’assunzione da parte di questi animali di mais geneticamente modificato, il Mon810 della Monsanto – in uno studio dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran) – ha infatti provocato alterazioni sul sistema immunitario sia intestinale sia periferico che, secondo i ricercatori, “potrebbero rappresentare un campanello d’allarme, anche se rimane da verificare se queste alterazioni siano associate a disfunzioni del sistema immunitario”.
La ricerca dell’Inran è stata sviluppata all’interno del progetto “ogm in agricoltura” del ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, coordinato da Giovanni Monastra, direttore generale dell’Istituto. In particolare, i ricercatori hanno alimentato alcuni topi allo svezzamento e anziani con una dieta contenente farina di mais Mon810 o del suo “controllo parentale non geneticamente modificato” (gm), provenienti da un campo sperimentale dove le piante sono state tenute nelle stesse condizioni ambientali e di coltura. Inoltre, in questi esperimenti è stato inserito un secondo gruppo di controllo di topi alimentati con dieta standard di laboratorio contenente mais commerciale non ogm. La scelta di considerare topi in età di sviluppo ed anziana non è casuale, perchè in queste fasce d’età, ha spiegato Elena Mengheri, che ha guidato il gruppo di ricerca dell’Inran, “è noto che il sistema immunitario può rispondere con minore efficienza agli stimoli esterni rispetto a quanto accade in un adulto sano”. “I risultati dopo 30 e 90 giorni di alimentazione – ha aggiunto Mengheri – indicano che, al contrario di quanto accade con il mais non ogm, con il Mon810 si sono verificate alcune alterazioni immunitarie statisticamente significative. Queste hanno riguardato la percentuale delle sottopopolazioni dei linfociti dell’intestino, della milza e del sangue, e la produzione di citochine, proteine fondamentali per il funzionamento del sistema immunitario, trovando un aumento anche se contenuto, delle citochine infiammatorie”. Va precisato che i risultati ottenuti nel gruppo di topi alimentati con farina di mais ‘parentale’ non ogm sono sovrapponibili a quelli ottenuti nei topi alimentati con dieta standard di laboratorio. Secondo la ricercatrice questi risultati suggeriscono che nella valutazione della sicurezza d’uso degli Ogm “sarebbe quindi importante considerare sia la risposta immunitaria intestinale e periferica all’intero alimento gm, sia l’età degli animali”.

Fonte: greenplanet.net

Derattizzazione rete fognante

L’Acquedotto Pugliese attraverso l’impresa cottomista locale dal 30 marzo e per sei giorni lavorativi eseguirà i lavori di derattizzazione dell’intera rete di fognatura nera dell’abitato con l’utilizzo di esche paraffinate a base di defenacoum. Lo hanno comunicato al Sindaco di Mola il direttore dei lavori e il responsabile del procedimento dell’Acquedotto Pugliese.

Scienza, tecnologia e tradizione degli alimenti tipici pugliesi

Momento conclusivo sabato 28 marzo del progetto “Scienza, Tecnologia e Tradizione nella produzione degli alimenti tipici pugliesi, con particolare riferimento ai prodotti lattiero-caseari” finanziato dal Ministero dell’istruzione. All’interno della sala consiliare del Municipio di Mola di Bari saranno presentati e discussi i momenti principali dell’esperienza progettuale condotta da quattro scuole pugliesi secondarie di I grado delle provincie di Bari (Mola di Bari, Dante Alighieri, capofila), Foggia (Dante Alighieri), Brindisi (Mesagne, Aldo Moro) e Taranto (Massafra, Alessandro Manzoni).

L’obiettivo principale del progetto è stato far comprendere agli alunni l’importanza delle scienze e delle tecnologie antiche e moderne nella valorizzazione e tutela del patrimonio enogastronomico della nostra regione.