Molasolidale centra un nuovo obiettivo: domenica 11 consegna dell’ambulanza alla città

MOLASOLIDALE centra un nuovo importante obiettivo. A partire da lunedì 12 gennaio sarà attiva a Mola l’ambulanza allestita grazie ai fondi raccolti da MOLASOLIDALE nel 2008.

Domenica 11 gennaio alle ore 12, in piazza XX Settembre a Mola di Bari, il mezzo, destinato a servire tutto il territorio molese, verrà ufficialmente consegnato alla Croce Santa Rita, l’Associazione che gestirà il servizio.
L’ambulanza, super accessoriata e dotata anche di un defibrillatore, è classificata di tipo B per trasporti d’urgenza e assicurerà, su richiesta, il servizio di trasporto presso strutture sanitarie, poliambulatori e enti di riabilitazione secondo tariffe particolarmente basse.
Per informazioni o chiamate è possibile telefonare ai numeri: 348 2875415, 340 7433816, 080 8876980.

Dopo l’ecografo messo a disposizione della Lega Tumori nel 2006 e la moto consegnata a padre Leone, missionario molese in Mozambico, nel 2008, questa ambulanza rappresenta il terzo obiettivo raggiunto da MOLASOLIDALE.
MOLASOLIDALE è un coordinamento, promosso dall’Amministrazione Comunale, che riunisce diciassette associazioni molesi di volontariato con l’obiettivo di realizzare, tramite raccolta di fondi, obiettivi condivisi a beneficio della comunità molese.

Un risultato molto importante che il Sindaco di Mola Nico Berlen commenta con soddisfazione: “L’unione fa la forza, la costanza e la solidarietà fanno i risultati – ha detto il Sindaco. Quella di MOLASOLIDALE continua a rivelarsi una intuizione felicissima, che darà frutti ancora per molti anni.
Con questa ambulanza prosegue il progressivo potenziamento della dotazione sanitaria a disposizione dei cittadini di Mola. Esprimo dunque il grazie convinto di tutta l’Amministrazione ai cittadini e a tutte le associazioni di Molasolidale per l’impegno profuso.”

“Questo ulteriore presidio sanitario a disposizione dei cittadini di Mola – prosegue l’Assessore ai servizi Sociali Franco Battista – è una conquista di tutta la nostra comunità e una nuova conferma dell’importanza della collaborazione tra associazioni e istituzioni. L’impegno di Molasolidale continuerà anche nel 2009.”

Luca Basso

Torna a riunirsi il coordinamento tra scuole e assessorato per l’ambiente

I dirigenti scolastici e i referenti per l’ambiente delle scuole primarie, scuola medie superiore di I d II grado e l’Università della Terza Età
di Mola sono stati invitati dalla responsabile del Settore Ambiente Maria Debellis e dall’Assessore Pietro Santamaria a partecipare alla riunione di coordinamento delle scuole per l’ambiente che si terrà in Comune giovedì 8 gennaio alle ore 9:00.
L’obiettivo della riunione è di promuovere reti di scuole e reti istituzionali, ovvero “patti territoriali”, come riportato nelle indicazioni operative fornite dal MIUR per il programma “Scuole Aperte 2009”. Nella stessa occasione sarà fatto il punto della situazione per il costituendo GAL del Sud-Est Barese e sarà avviata la programmazione per la terza edizione della Festa dell’Ambiente.

A ruota libera – seconda parte –

Mal costume mezzo gaudio
Racconti brevissimi dall’ordinario malcostume

A ruota libera  – seconda parte –

Senza troppi indugi Mino mise da parte le considerazioni di natura filosofica, perché sapeva che lo avrebbero immesso in una dimensione speculativa di natura opposta alla concretezza che gli serviva per sbrigarsi; indossò la tuta blu in tessuto acetato con bordi bianchi, scese in garage entrando dalla porta posteriore che dava sulla tromba delle scale del suo palazzo, controllò la tenuta delle gomme, alzò la saracinesca dall’interno, portò fuori la bicicletta, l’appoggiò sul cavalletto, abbassò la saracinesca e si avviò. Era una semplicissima mountain bike bordeaux, di quelle che i costruttori avevano progettato sapendo che non avrebbero mai affrontato un percorso fuoristrada. Mino non andava tanto per il sottile con le bici, non desiderava modelli o accessori particolari che esibissero la predilezione per questo mezzo; l’aveva comprata per poche decine di euro qualche anno prima durante una di quelle offerte irrinunciabili di un ipermercato, quando la vecchia amatissima e leggerissima Mannarini rossa, senza marce, che aveva continuato ad utilizzare da quando era ragazzo, aveva ceduto il passo alla ruggine, nonostante non le avesse mai fatto mancare la manutenzione. Manubrio, forcella, telaio, ruota dentata e catena si erano deteriorati, tanto che, l’ultima volta, sulla via di Rutigliano, il salto provocato da una gobba di una mastodontica radice di un pino d’Aleppo nel manto stradale li aveva fatti saltare. Si era ritrovato per terra con la bicicletta a pezzi. Fortunatamente la sua andatura era moderata e in quel frangente passavano soltanto un motorino e un trattore; i conducenti prontamente si fermarono e gli prestarono soccorso. Lui se la cavò con qualche sbucciatura e lividi ai gomiti e alle ginocchia; la bicicletta no. L’aveva avuta per una trentina d’anni, gli sembrò comprensibile che si fosse auto-collocata a riposo.
Scese per via Gramsci, girò a destra, inchinò il capo nei pressi della statua di padre Pio, proseguì dritto e svoltò per via Marconi. Dal vecchio Baby Park si diresse sul lungomare e passò davanti al castello; rallentò e superò il curvone a S; oltrepassò il mercato del pesce da un lato e la banchina-parcheggio di chianche bianche e imboccò la parte finale del lungomare. I cantieri navali erano in attività: si sentiva il motore delle gru e si intravedevano un paio di carpentieri al lavoro, uno sulla chiglia e l’altro sulle ossature trasversali di una carena in legno. Lasciò dietro la Lega Navale con i suoi scafi attraccati ai pontili e guardò sulla sinistra con un velo di malinconia gli spazi che una volta erano stati La casa dei Doganieri. Ora erano occupati, con gran dispendio di mezzi e di denari, da una sala ricevimenti d’alto bordo kitsch e, ovviamente, alla moda. Tutto il cattivo gusto e il gusto dell’ostentazione, così trendy, si esprimevano nei due giganteschi vasi bianchi sovradimensionati rispetto alla sede stradale e all’ingresso. La discrezione della porticina di ferro e del minuscolo ingresso che immetteva nella sobria hall del teatro era agli antipodi rispetto alla procacità quasi pornografica dell’attuale accesso alla sala ricevimenti, e costituiva nell’immaginario di Mino un ovvio contrasto, una metafora da manuale, tanto evidente del diverso peso riconosciuto nella contemporaneità ai due tipi di attività da sembrare quasi banale. Guardò oltre, ma c’era poco da fare: ogni volta che passava da lì scattava automaticamente quel moto d’irritazione, e oggi, puntualmente, gli era capitato di nuovo. D’un tratto, l’odore vagamente silvestre dei cipressi misto a quello acido e dolciastro dello sterco di pecora lo invase, superando sulla destra la stradina che portava al cimitero. A Mino parve che quella repentina mescolanza di effluvi che lo aveva sopraggiunto, provenienti proprio dal luogo in cui si conservavano i resti umani una volta terminato il viaggio terrestre, costituisse insieme un compendio e una conclusione al filo di considerazioni che andava facendo. L’indissolubile miscela tra la leggerezza del profumo dei cipressi e la pesantezza del tanfo dello sterco riproponeva la commistione di alto e basso, gradevole e sgradevole, buono e cattivo, bello e brutto, e, forse, in ultima analisi, bene e male, che aveva notato nel contrasto tra il teatro e la sala ricevimenti e la risolveva rammentando che tutto è vanità.
-continua-
Lucia Diomede

Bottiglie di plastica per eco-salvagenti

Un casuale incidente, fortunatamente senza alcuna grave conseguenza, ha dato l’input alla guardia costiera giapponese per costruire e dotare alcuni porti di un particolare equipaggiamento che oltre al beneficio ambientale ha permesso anche un notevole abbattimento dei costi

Economici e soprattutto eco-compatibili: sono i nuovi salvagenti realizzati dalla guardia costiera giapponese nella prefettura giapponese di Kagawa. Questi particolari eco-salvagenti sono costruiti attraverso l’assemblaggio di bottiglie di plastica riciclate e legate insieme. L’idea è scaturita dopo il salvataggio da parte di un gruppo di studenti liceali di un uomo che stava affogando, utilizzando un rudimentale salvagente fatto da 16 bottiglie. La spinta nello sviluppare il particolare progetto non è derivata solo dall’aspetto ambientale ma anche dall’aspetto economico. La particolare soluzione ha infatti permesso anche una notevole riduzione dei costi: il nuovo salvagente eco-compatibile, infatti, costa solo 200 yen (1,5 euro) al pezzo, contro i 5.000-20.000 yen (40-160 euro) necessari per acquistare i normali giubbotti salva vita. Da un incidente casuale si è passati quindi ad utilizzare in tutti i porti della prefettura una versione low-cost, ma soprattutto ecologica di questo tipo di equipaggiamento, composto semplicemente da più bottigliette di plastica legate insieme a formare una sorta di zattera.

Fonte: www.rinnovabili.it

Il 2008 di ambientemola

Oltre 35.000 visite, 24.000 visitatori e 83.000 pagine visitate nel 2008 per ambientemola. Questi i numeri delle statistiche registrate da questo sito, che spesso ha subito dei down a causa di interventi di manutenzione del provider.
L’articolo più letto è stato quello sulle nuove norme sulla disoccupazione. Seguono l’assunzione di manodopera in agricoltura e la presentazione del GAL del SUD-EST Barese. Oltre 1000 letture per la sezione dedicata al GAL del SUD – EST Barese.

Sfogliando le statistiche del 2008, è possibile notare che il sito ha interessato ben oltre i confini del Comune di Mola. Ed è stato raggiunto spesso attraverso i motori di ricerca. Infatti, è proprio grazie a questi che la metà dei visitatori ha raggiunto il nostro sito. Le parole chiave più importanti che hanno portato i visitatori sul sito sono, nell’ordine, “slogan ambiente”, “disoccupazione agricola 2008″, “assunzioni agricoltura”, “gal sud est barese”, “registro impresa”, “ambiente”, “lombardi ecologia”, “ato bari 5″.

I visitatori del 2008 sono sparsi nel mondo, in tutti i continenti e in 57 nazioni.

Ottimi riscontri ha ottenuto la rubrica con i racconti brevi “Mal costume mezzo gaudio“. Partecipate.