Legambiente scrive a Babbo Natale…

…portaci energia pulita, allontana il nucleare, regalaci l´inserimento dei reati ambientali nel codice penale

Caro Babbo Natale,

Anche Legambiente quest´anno ti scrive per chiede qualche regalino per affrontare l´anno nuovo con rinnovata energia e maggiore ottimismo.

Ci piacerebbe tanto, per prima cosa che i reati ambientali venissero finalmente inseriti nel codice penale, per proteggere come si deve il nostro territorio, la nostra salute e anche i nostri soldi. Per questo vorremmo, inoltre, che le intercettazioni telefoniche e ambientali degli ecomafiosi rimanessero ascoltabili dalla magistratura e dalle forze dell´ordine.

Sappiamo che c´è la crisi, e Legambiente non chiede troppe cose. Caro Babbo Natale, fai quello che puoi. Apprezzeremmo molto una buona raccolta differenziata porta a porta per uscire dall´emergenza rifiuti che ciclicamente si ripropone, dalle strade piene di sacchetti, dalle discariche troppo piene.

Anche se in Italia a molti di quelli che ci governano piace, non portarci carbone, ma portaci anche, per favore, un po´ di energia pulita: fai ripristinare l´incentivo del 55% per le rinnovabili e per gli interventi di risparmio energetico. Te ne saremmo veramente grati, insieme a tutti i cittadini che vogliono fare la loro parte contro lo spreco, le emissioni di CO2 e il mutamento climatico.

Soprattutto, caro Babbo Natale, liberaci dal nucleare e dalle sue scorie radioattive.

Nel tuo sacco portaci anche la Terza conferenza delle aree protette e una strategia di difesa dell´orso, specie simbolo della biodiversità del nostro Paese.

Portaci in dono anche più investimenti per i treni pendolari e la mobilità pubblica; meno auto in città per un´aria più pulita.

Grazie, per quello che potrai fare, per il resto ci stiamo attrezzando.

Fonte: www.greenreport.it

Raccolta differenziata: settore del recupero vicino alla paralisi

“Il settore del recupero rifiuti vive oggi una situazione di empasse a causa della crisi economica del comparto produttivo, della drastica conseguente riduzione della domanda e del crollo delle quotazioni delle materie prime. Se il Governo non prenderà provvedimenti urgenti, rischiano di crearsi le condizioni per nuove situazioni emergenziali su tutto il territorio nazionale”. La denuncia viene da Fise Unire, l’associazione che in Confindustria rappresenta il settore del recupero rifiuti.
Ogni anno il mercato del riciclo produce 35 milioni di tonnellate di materiali recuperati sostitutivi delle materie prime vergini, dei quali 20 sono costituiti da metalli, 5,5 da carta e cartone, 4,8 da legno, 1,8 da vetro e 1,3 da plastica. Negli ultimi anni, a fronte di una produzione industriale in contrazione dell’1,6%, le attività di recupero sono cresciute complessivamente dell’8,2%.
L’attuale situazione di mercato – spiegano da Fise Unire – caratterizzata dalla crisi economica e finanziaria e dal crollo delle quotazioni delle materie prime (e con esse delle “materie prime secondarie”, derivanti dal recupero dei rifiuti), rischia di compromettere i risultati raggiunti in decenni di attività da un settore economico che riveste un ruolo strategico per il sistema produttivo del Paese.
Ad oggi il Governo, dopo l’allarme lanciato a novembre dall’Associazione nel corso della fiera Ecomondo e le recenti segnalazioni della gravità della situazione, ha accolto l’ordine del giorno presentato alla Camera nell’ambito del provvedimento sull’emergenza rifiuti in Campania. L’Esecutivo si è così impegnato a trovare “misure di sostegno all’industria del riciclo, sia valutando la necessità di individuare adeguate soluzioni al problema dello stoccaggio dei materiali prodotti, sia agendo in prima persona per dare piena attuazione alle disposizioni in materia di “acquisti verdi” da parte della pubblica amministrazione”.
In Italia lo sviluppo delle raccolte differenziate (in particolare al centro-nord) ha determinato la saturazione del fabbisogno nazionale di macero e l’aumento delle esportazioni verso i mercati extra-europei contraddistinti da un crescente fabbisogno di materiali recuperati per alimentare i propri settori produttivi. Adesso, la domanda dall’estero, in conseguenza della crisi internazionale e di fenomeni di ristrutturazione produttiva, si è fortemente ridotta.
“Il ‘blocco’ delle esportazioni”, evidenzia il presidente Unire Corrado Scapino, “si somma alle già consistenti difficoltà di individuazione di sbocchi per i materiali recuperati all’interno del Paese; difficoltà anch’esse legate al repentino crollo della domanda. L’eccedenza dei materiali raccolti e che non trovano più sbocco sul mercato – aggiunge Scapino -, “sta quindi causando il loro accumulo presso le piattaforme di recupero, ormai prossime al collasso, anche rispetto alle capacità massime di stoccaggio consentito”.
Unire ha, pertanto, scritto al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Stefania Prestigiacomo e al ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, affinché prendano provvedimenti urgenti per evitare che le aziende si trovino costrette a respingere i carichi di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, per non contravvenire alle prescrizioni autorizzative e penalizzare le amministrazioni locali.
In particolare, Unire ha chiesto, da una parte, un provvedimento che ponga immediato e temporaneo generale rimedio all’eccezionale situazione per il superamento degli stoccaggi autorizzati, e, dall’altra, l’attivazione di un tavolo (che veda coinvolti ministeri e rappresentanze industriali) per l’individuare misure necessarie a fronteggiare la grave situazione di crisi del comparto.

Fonte: www.e-gazette.it

Bilanci: un anno di agricoltura per Mola

Ci sarebbe piaciuto avere le stesse difficoltà che abbiamo incontrato per il bilancio delle attività politico-amministrative sviluppate per l’ecologia e l’ambiente, ma per l’agricoltura abbiamo fatto di meno. Nonostante il grande lavoro svolto per la costituzione del Gruppo di Azione Locale (GAL), avremmo voluto/dovuto fare di più. Purtroppo le attività legate all’agricoltura risentono della scarsa partecipazione e attenzione che in generale gli agricoltori e i molesi in generale riservano all’agricoltura.

Come dicevamo, la parte da leone nel 2008 l’ha fatta il costituendo GAL del Sud-Est Barese. Il lungo cammino verso la costituzione del GAL è partito ufficialmente il 24 gennaio 2008 quando come Comune di Mola di Bari abbiamo proposto alle Amministrazioni comunali di Polignano, Acquaviva, Noicattaro, Casamassima, Conversano e Rutigliano di aderire alla proposta di costituzione di un nuovo GAL.

Al GAL abbiamo dedicato, nel 2008, 32 post di questo sito (e 42 allo sviluppo rurale).

A dicembre abbiamo organizzato la rassegna di colori, sapori e tradizione del nostro territorio (“Terra Nostra”, che ha raccolto diversi consensi. Durante la “tre giorni“, abbiamo organizzato la conferenza cittadina sull’agricoltura molese (di cui ha parlato lunedì la Gazzetta del Mezzogiorno), il convegno sull’orticoltura che si rinnova (segnalato anche da siti web nazionali) e abbiamo presentato lo stato dell’arte del documento strategico territoriale del GAL del Sud-Est Barese. “Terra Nostra” è stata anche l’occasione per promuovere i prodotti agroalimentari locali (anche questo è stato ripreso da siti web nazionali) e riscoprire le tradizioni contadine, in collaborazione con il circolo locale di Legambiente “Icapodieci” e l’associazione “La rosa di Jericho”.

A proposito di tradizioni, dobbiamo ricordare la collaborazione con l’associazione dei Molesi nel Mondo e la collaborazione all’iniziativa organizzata dalla Provincia di Bari “Food & Film“.

Nel 2008 abbiamo prestato maggiore attenzione al problema della gestione dei rifiuti speciali dell’agricoltura, invitando gli agricoltori a non bruciate la plastica. Ed in questi giorni, l’Assessorato sta lavorando ad un nuovo impegno per la soluzione del problema in collaborazione con la Regione e il COREPLA.

Un problema annoso per l’agricoltura molese è la penuria di acqua per l’irrigazione e i relativi costi. Su questo siamo intervenuti più volte, allertando gli organi preposti, e in relazione al clima.

L’Assessorato ha promosso i prodotti locali sia con la manifestazione “Terra nostra” sia con azioni di comunicazione per l’uva da tavola precoce e la patata novella.

Inevitabilmente, quando si parla di agricoltura, si parla anche di agricoltori. Nel 2008 abbiamo segnalato tre agricoltori di Mola: Antonio Parente, Francesco Verga e Domenico Pinto.

Il 2008 era iniziato (e si sta concludendo) affrontando il problema delle celle frigorifere del PIP. Su questo torneremo presto. Garantito!

Bilanci: un anno di ambiente ed ecologia a Mola

Non è facile fare un bilancio a fine anno quando le iniziative sviluppate sono così tante che risulta impossibile ricordarle tutte e riassumerle in poco spazio. Ci proviamo. Precisando subito che le attività sono state così numerose perché il lavoro dell’Assessorato è stato realizzato con valenti collaboratori: Maria Debellis, responsabile del settore ambiente, Leonardo Lorusso e Osvaldo Lattaruli, dello stesso settore, e i volontari del circolo locale di Legambiente “I capodieci, dalla campagna al mare”.
Per sintetizzare gli interventi useremo il sistema delle parole chiave a cui viene associato un link che vi porterà a leggere su questo sito (se vorrete) le iniziative sviluppate durante il 2008 (anche il sito ha avuto una forte importanza nel lavoro svolto, tanto che è stato aggiornato nella veste grafica e ha riscosso il vostro apprezzamento facendo registrare il picco di 300 visitatori in un solo giorno).
Il 2008 è stato l’anno del punteruolo rosso a Mola. Altri casi sono stati segnalati recentemente a Mola e presto interverremo con un importante provvedimento.
Ma il 2008 potrebbe essere definito anche l’anno della posidonia, perché in collaborazione con il gruppo di ricerca dell’Azienda sperimentale “La Noria” abbiamo dimostrato che i rifiuti di posidonia spiaggiata si possono recuperare, valorizzare e utilizzare in agricoltura.
La raccolta differenziata ha finalmente raggiungo il 20% a settembre e si sta mantenendo su valori alti da alcuni mesi. In media, nel 2008 abbiamo raddoppiato la percentuale di raccolta differenziata rispetto al 2007. Su questo ritorneremo presto per fornire i dati anche di dicembre che si preannunciano interessanti.
Ma il 2008 è stato anche l’anno in cui abbiamo definito il nuovo servizio di gestione dei rifiuti urbani.
A maggio abbiamo tenuto la seconda edizione di Festa Ambiente, che ha riscosso consensi unanimi e ha rappresentato un buon viatico per definire un protocollo di intesa con l’Ufficio Scolastico Provinciale.
Durante l’anno, grazie alle diverse iniziative sviluppate e al PIC Urban II, abbiamo creato le premesse per stampare (a breve) tre libri su: l’avifauna molese, le piante spontanee mangerecce della nostra tradizione e il recupero della posidonia spiaggiata.
Con i fondi Urban II abbiamo definito un’importante convenzione con l’ARPA Puglia.
Anche nel 2008 il rapporto con le scuole è stato intenso. Ad ottobre è partita la terza edizione di “Cartonia, un mare di carta per salvare il mondo”. Il coordinamento assessorato-scuole ha consentito di sviluppare una ricca collaborazione. E’ ancora in corso la Festa dell’albero.
L’assessorato ha aderito all’iniziativa “M’illumino di meno” e “Differentemente”. Inoltre, ha promosso in sede ATO l’acquisto e l’uso delle compostiere domestiche, inserendo adeguamenti specifici nei regolamento comunali della TARSU e dei rifiuti.
Tutti in spiaggia” è giunta alla sua quarta edizione, preceduta da “Anteprima di Tutti in spiaggia”.
Il settore Ambiente ha ospitato tre stagisti della scuola EMAS e diversi studenti del Politecnico e dell’Università di Bari.
Diverse sono state le iniziative realizzate sul campo: le escursioni di primavera e di autunno, la presentazione del volume “I giardini di Mola”, che riporta i risultati del censimento sul verde.
E poi, ancora, nel 2008 è proseguita la riqualificazioni delle periferie, il potenziamento del “porta a porta” e gli interventi per il “verde“. Sono stati aggiudicati i lavori per la manutenzione del verde. Nel corso del 2008 sono state messe a dimora oltre 3.000 piante nel canile municipale grazie ad un finanziamento regionale e al progetto preparato da Leo.
Infine, consapevoli di aver dimenticato qualcosa, il consiglio comunale ha approvato il regolamento sul verde cittadino e il regolamento rifiuti.
Non è male come bilancio. O no?

Stasera consiglio comunale

Inizierà alle 20:00 il consiglio comunale dedicato ad interrogazioni e interpellanze.

Disinfezione e derattizzazione dei plessi scolastici

L’Ufficio Ambiente del Comune e la Lombardi Ecologia hanno programmato gli interventi di disinfezione e derattizzazione (esterna) di tutti i plessi scolastici per i giorni 2 e 3 gennaio 2009 dalle 8 alle 12. La maggior parte dei plessi sarà interessata dall’intervento in programma il 2 gennaio.

A ruota libera – prima parte –

Nel primissimo pomeriggio di una ottobrata meravigliosa, mite, tersa di luce arancio e celeste, appena tornato da lavoro, decidere di mangiare dei taralli e della frutta per mettere a tacere lo stomaco, e poi prendere la bicicletta, gli sembrò la decisione più savia e naturale che poteva eventualmente venirgli in mente, visto che non c’erano impedimenti esistenziali a renderlo impossibile. Aveva la gradevole sensazione di rivivere al contrario i primi giorni di aprile, quando la primavera si dispiegava, si srotolava, si svolgeva per lasciare poi il passo all’estate: l’autunno, in quel pomeriggio, gli sembrava, infatti, una primavera che si riavvolgeva pigramente sulla propria spoletta, al centro della quale c’era, fermo ad attenderla, l’inverno. E, dunque, gli pareva saggio approfittare degli ultimi tiepidi pomeriggi illuminati, visto che, presto, il freddo e il passaggio all’ora solare di Novembre avrebbero reso scarsamente praticabile l’idea di una lunga e corroborante passeggiata pomeridiana in bicicletta.
La bicicletta piaceva a Mino, perché gli consentiva di gustare gli odori, gli umori della stagione, percepire e memorizzare somiglianze di aromi, variazioni di fragranze, pestilenza di fetori e sostanze; associare ad essi i cambiamenti di colore del terreno, delle foglie, il loro mutamento di forma con l’avanzare dell’autunno, la veste diversa indossata dagli alberi e dalle siepi, i cambiamenti o le piccole e grandi novità delle fette di paesaggio che attraversava. Voleva essere in grado di «percepire le sfumature», come in quel film, Smoke, che aveva visto un bel po’ di anni prima all’arena Vignola, a Polignano, in cui c’era Harvey Keytel che faceva la parte di Auggie, un tabaccaio di Brooklyn, che da anni fotografava ogni giorno sempre lo stesso angolo di strada, lo stesso incrocio, quello in cui si trovava la sua tabaccheria,– ne aveva scattate già quattro mila di istantanee –, per captare i minimi cambiamenti che le cose, le strutture col tempo subivano. Certo non arrivava a tale maniacale ricostruzione da database, ma a Mino piaceva «stare sveglio», non lasciarsi narcotizzare dalla familiarità dei luoghi e delle cose in essi, gli piaceva continuare a notarle, nonostante la vicinanza, come se fosse per la prima volta. Non era facile, e sicuramente era inevitabile mettere tante cose tra parentesi, ma gli piaceva esercitarsi a non darle per scontato. O almeno gli andava di provarci.
Per lui era indifferente andare da solo o in compagnia; quando raccontava il perché la bicicletta era il suo sport preferito diceva che il pedalare da solo o in compagnia offriva due visioni dell’andare completamente diverse: la prima approfondiva la relazione con i luoghi, la seconda la relazione con gli esseri umani nei luoghi. Non amava dare ulteriori spiegazioni, perché gli sembrava di dover dare conto di una di quelle contorsioni mentali con le quali tutti si sistemano nella nostra testa alcune convinzioni delle quali si è certi, ma non si è certi che gli altri le capiscano. Oggi usciva da solo per la rapidità con la quale aveva preso la decisione, e dunque si disponeva a vivere la relazione con i luoghi. Non era la prestazione con la bici che gli interessava, la quantità di chilometri percorsi o il tempo impiegato, la capacità di affrontare le salite o di tagliare il vento in discesa; era il guardare, l’odorare, il poter curiosare tra i colori, il poter memorizzare forme e suoni che il pedalare gli rendeva possibile.
Un pomeriggio aveva sentito in televisione, nella rubrica pomeridiana di RAI3 Leonardo, che la possibilità di percepire il profumo rilasciato naturalmente da alberi, piante, fiori, rispetto al XIX secolo, è diminuita di duecento volte a causa delle polveri sottili, che gravano sugli effluvi vegetali, li accasciano e li rendono poco percepibili. Questa cosa lo innervosiva: viveva come un’ingiustizia il fatto che la possibilità di conoscere gli odori delle piante veniva ridotta di duecento volte e che le differenze erano soffocate in un grigiore povero di sfumature e malsano. Talvolta viveva queste uscite in bicicletta per le strade di campagna come un momento di allontanamento da ciò che è città, paese, artificialità, insostenibilità, verso un brandello di ciò che ancora ci ostiniamo a chiamare campagna, natura; ma, poi, e l’irritazione gli derivava proprio da questo, la campagna, la natura, probabilmente andavano definite in modo diverso a causa dell’artificialità di troppi elementi che ormai le costituivano.

- continua -

Lucia Diomede