Un seme nascosto nel cuore di una mela è un meleto invisibile

Un seme nascosto nel cuore di una mela è un meleto invisibile (proverbio gallese).

Comportamenti sostenibili

Ecco qualche consiglio per ridurre il proprio Impatto sull’ambiente

Alimenti
1. Privilegiare prodotti di stagione;
2. Privilegiare prodotti locali;
3. Privilegiare prodotti biologici, o con marchi di qualità (Filiera CO2, Ecolabel,…).

Acqua
1. Chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o ci si insapona (un piccolo gesto che consente ad una famiglia di tre persone di risparmiare circa 7500 litri di acqua all’anno);
2. Usare la doccia invece della vasca da bagno (si possono risparmiare circa 1200 litri di acqua all’anno);
3. Riparare tempestivamente le perdite;
4. Usare meno sostanze chimiche e detersivi.

Energia
1. Utilizzare fonti energetiche rinnovabili (solare, eolico,…);
2. Scegliere elettrodomestici e lampadine di classe energetica elevata (A, A+, A++);
3. Spegnere televisore, computer e radio tramite l’interruttore centrale e non lasciarli in standby: quando il televisore è spento, ma il LED rosso è acceso, può consumare fino a 20 W all’ora;
4. Ridurre il più possibile la temperatura in casa d’inverno e limitare l’uso del condizionatore d’estate.

Trasporti
1. Limitare il più possibile l’uso dell’automobile, privilegiando i mezzi pubblici, o andando a piedi o in bici;
2. Cercare di condividere la propria automobile con altre persone che percorrono lo stesso tragitto.

Rifiuti
1. Effettuare la raccolta differenziata;
2. Privilegiare prodotti con poco imballaggio;
3. Non acquistare sempre sacchetti di plastica per la spesa, ma riutilizzarli;
4. Riutilizzare bottiglie, contenitori e fogli.

tratto da http://www.natifortunati.it/suggestions

Fuoco sacro

Il racconto di questa settimana è sul mal comune, ma anche sul mezzo gaudio.
E’ ricco di colori e di sensazioni… rurali. Antonio Campanile, l’autore, lo ha contestualizzato anche temporalmente e meteorologicamente a questi giorni. Buona lettura e buone emozioni.

FUOCO SACRO

di Antonio Campanile

“Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,

per lo quale ennallumini la nocte:

et ello è bello et iocundo et robusto et forte.”

San Francesco d’Assisi, Cantico delle creature

«Hanno il sole dentro.»

«Cosa dici nonna?»

«Queste mandorle hanno il sole dentro. Prendile Manuela.» disse Rina porgendo la busta alla nipote.

«Dai nonna, lascia perdere. E poi forse servono più a te. Vedi come ti sei ridotta, sembri uno stecchino.»

«Eh, la mia vita senza Gigino non vale più. Non ho più fame. Forse…»

«Forse?»

«Se torno in campagna, il mio stomaco si apre di nuovo.» disse la vecchina nel suo italiano misto al dialetto.

«E allora ti ci porto io, qualche volta. Va bene?»

«Va, bene, va bene. Ed ora vai, e portati le mandorle. Le puoi tenere quanto vuoi e usare come vuoi. E ricordati…»

«Hanno il sole dentro, eh no’? Ciao ci vediamo.»

Manuela diede un bacio affettuoso alla nonna, prese la busta e uscì dalla casa.

Rina la seguì con lo sguardo e poi si sedette stancamente sulla sedia che era lì a pochi centimetri. Cominciò ad osservare la gente che passava. Per lei che non aveva elettrodomestici la vetrina era la sua televisione.

Stava imbrunendo. L’estate di san Martino era già bella e passata, e le prime avvisaglie di freddo facevano capolino. Com’era ridotta, poi, a pelle e ossa, cominciava a sentirlo prima.

La giornata l’aveva passata a sbucciare le mandorle, un lavoro che aveva sempre amato, e che le ricordava la vita dei campi, ora lontani. Quelle mandorle, le sue mandorle, non le avrebbe scambiate per null’altro di simile al mondo. Quando le sbucciava, pensava ai dolci che era solita fare a Natale, con la pasta reale. E pensava anche alla carbonella che avrebbe ricavato dai gusci rotti, con cui alimentare il braciere che già aveva cominciato ad usare da qualche giorno, quando le serate iniziavano a diventare lunghe e fredde.

Così, tra questi pensieri, aspettò che l’antica pendola scandisse i rintocchi fino a giungere all’ora che attendeva: le nove. A quel punto si levò, prese un fazzoletto dal primo tiretto del comò, passò dal tavolino che era posto al centro della stanza e afferrò la bottiglia di plastica vuota.

Aveva versato l’ultimo bicchiere di aranciata per Manuela. A Rina l’aranciata non piaceva, ma aveva sempre un paio di bottiglie di scorta per i suoi nipoti. Le teneva nelle scale che davano alla cantina, ove si mantenevano al fresco.

Si avvolse il capo con il fazzoletto, si avvicinò alla vetrina e aprì. Una fresca folata di vento le suggerì di controllare il nodo sotto al mento. La sua casa dava a una strada che la separava da una piazzetta con una palma al centro ed una cappella di lato, al cui fianco, che era proprio di fronte alla sua abitazione, si trovavano i cassonetti della raccolta differenziata dei rifiuti.

“Adesso viene il difficile.” pensò Rina. Doveva attraversare la strada. “Sei metri, solo sei metri, che saranno mai?”. Ma adesso ci sono i “mostri”, come li chiama lei: macchine, camion e motociclette, una fauna moderna che ha reso il suo attraversamento della strada come il guado di un fiume in piena.

Si avvicinò al bordo del marciapiede, guardò, a destra, poi a sinistra e poi di nuovo a destra, e continuò finché non fu sicura che la strada fosse sgombra, anche in lontananza.

Cominciò ad attraversare, con preoccupazione. Le sue gambe, un tempo solide e ben tornite, le doveva strascicare, portandosi appresso un corpo incurvato dagli anni, dal lavoro nei campi e dall’artrosi. A piccoli passi raggiunse i cassonetti. “Quello di colore blu è per la plastica”, cercò di ricordare. E adesso sapeva che veniva la parte più dura.

Si pose di lato al cassonetto e, piegandosi ulteriormente, sollevò il braccio che recava la bottiglia. Centimetro dopo centimetro, come un bradipo in cerca di un ramo, avvicinò l’involucro al foro del cassonetto. Con un ultimo spasmo fece forza, più che poté, e alfine inabissò il suo relitto.

In quel mentre, quasi a suggellare il gesto per lei titanico, nel cielo baluginò un lampo, seguito da un improvviso blackout. Il tuono scoppiò fragoroso, ad impaurire ancora di più Rina.

“Ed ora come faccio a tornare a casa?”, pensò lei. Non poteva certo sfruttare le luci delle macchine, che anzi doveva evitare. Si fece coraggio. Ricominciò a guardare ad ambo i lati della strada, e, quando non vide più i suoi mostri cominciò l’attraversamento al buio. Il tempo le sembrò un’eternità e l’altra sponda non arrivava mai. D’un tratto, con la coda dell’occhio, vide in lontananza, sulla sua destra, due o tre lucine bianche. Per un attimo pensò alla processione di san Rocco che da piccina attendeva nelle braccia sicure di suo padre. Ma capì subito che invece erano i suoi nemici. Presa dal panico cercò di accelerare ancora di più il passo, mentre dei rumori crescenti le preannunciavano l’imminenza del pericolo. Quando ormai vedeva solo un grande bianco ed un rumore assordante, il suo piede sentì qualcosa di duro: il marciapiede.

Era salva, e per una strana coincidenza, svanirono anche le luci e i rumori. Rina aprì comunque in fretta la vetrina, entrò e chiuse finalmente la grande porta di casa, sigillandola con il ferro. Slegò il fazzoletto e si sedette alla sedia. Il tepore del braciere cominciò a tranquillizzarla.

I due scooter avevano appena terminato la loro folle corsa. I quattro giovani entrarono nel locale a fianco della casa di Rina. Era stata appena accesa una lampada a batteria. Le pizze al taglio erano calde. Comprarono un paio di pezzi ed una bottiglia grande di birra a testa. Uscirono da subito, e, nonostante il buio e la minaccia di pioggia, andarono a piazzarsi sulle panchine della piazzetta. Erano già un po’ fatti e cominciarono a schiamazzare. D’un tratto, uno di loro, con un gesto maldestro, toccò una bottiglia lasciata dal compagno sul bordo della panchina. Essa cadde e si frantumò in mille pezzi in un bagno di schiuma.

«Pezzo di merda!» disse Nicki. «Cosa mi hai combinato?»

«Così impari a mettere lì la bottiglia, coglione!» replicò Mimmo.

«Adesso ti faccio vedere io.» soggiunse stizzito il primo, avventandosi sull’amico.

Mimmo si scansò e cominciò a correre inseguito da Nicki. Fecero un primo giro attorno all’aiuola, poi Mimmo cambiò direzione e si diresse verso i cassonetti. Cominciarono a girarvi attorno. Nicki, sempre più inviperito, afferrò il cassonetto blu e lo sospinse in mezzo alla strada. Mimmo era dall’altra parte e non aveva nessuna voglia di abbandonare a sua volta il cassonetto che lo separava dal compagno inferocito. Fu in quell’impasse che a Nicki venne in mente una folle idea. Raccattò da terra una carta, tirò fuori l’accendino, appiccò il fuoco e gettò la palla ardente nel foro del cassonetto. Questo prese fuoco all’istante, con fiamme altissime ed una densa colonna di fumo nero. I due ragazzi si spaventarono e questo bastò per placarne i bollori. Con un ultimo gesto sospinsero con un calcio il cassonetto sul bordo opposto della strada, proprio sotto la casa di Rina e, di corsa, richiamati gli altri due, inforcarono gli scooter e, lasciando bottiglie e carte sulle panchine, partirono a tutta birra.

Cominciò a piovere.

Rina era seduta sulla sedia. Nella stanza ogni tanto entravano i riflessi delle luci delle macchine di passaggio, penetrando dal grande lucernaio ellissoidale posto sulla porta d’ingresso. Lei aveva le mani conserte e rifletteva. D’un tratto vide la stanza illuminarsi di bagliori rossastri, molto intensi. Ebbe un sussulto. “Cosa sarà mai?” pensò.

Sulle prime le venne in mente un’immagine che le fece luccicare gli occhi. Si ricordò dei falò che facevano in campagna, alla masseria, per san Giuseppe. Le venne in mente che fu in una di quelle occasioni che Gigino ebbe il coraggio di dichiararsi, e fu subito un grande amore. Gigino, ora non c’era più da pochi mesi. Un mare di sangue gli aveva inondato il cervello. Un ictus, le avevano detto, una parola terribile che non conosceva e che non voleva più sentire nominare.

“Ma non mi starà mica chiamando dal purgatorio?” sospirò. “No, non è possibile. Lui è stato così buono in vita.”

Fu in quel mentre che intuì l’origine delle fiamme. “Sono le fiamme dell’inferno. Sono le lingue di fuoco dei mostri di oggi!”.

Sì, ne fu certa. Erano le fiamme dei peccati di questo mondo che va a rotoli e che lei non capisce più.

Con questa convinzione disunì le mani e infilò la destra nella tasca della vestaglia. Prese la corona.

Le sue mani nodose, tagliuzzate dallo sbucciamento delle mandorle, provate da anni di lavoro nei campi, dagli acinini dell’uva alla terribile raccolta delle olive sulla terra gelata, fino alla raccolta dei pomodori sotto il sole cocente di agosto, a testa in giù; queste sue mani ossute cominciarono a snocciolare i grani, uno dopo l’altro. Le labbra bisbigliavano i Pater Noster, le Ave Marie ed i Gloria Patri.

La pioggia cadeva a scrosci.

Fu alla terza posta di rosario che nel cuore di Rina e nella sua stanza si fece buio.

Antonio Campanile

P.S. Questo racconto è stato liberamente tratto da due fonti di ispirazione. La prima è una scena di un film di Kieślowski, in cui una vecchietta cerca disperatamente di introdurre da sola una bottiglia (credo di ricordare) in un cassonetto. La seconda è la foto sottostante, che rammentavo essere nell’Album del sito di Molambiente, che mostra i vicini di casa di Mosè De Carolis. Con quest’ultimo ho avuto anche un pregnante colloquio al proposito, e lo ringrazio molto per questo.

Dedico infine questo racconto, alla memoria di Vito Luigi, da poco scomparso, e a sua moglie Caterina, che ha effettivamente detto a Mosè che le sue mandorle “hanno il sole dentro”.

Brunetta, Rotondi e l’asino di Monte Amiata

Se avete visto le trasmissioni “Porta e Porta”, di lunedì 27 ottobre, e “Ballarò”, di martedì 28 ottobre, ricorderete i commenti sarcastici dei Ministri Renato Brunetta e Giancarlo Rotondi sulla ricerca italiana e in particolare su una ricerca che riguarda l’asino di Monte Amiata. Pubblichiamo la lettera che il prof. Francesco Camillo dell’Università di Pisa e responsabile scintifico del progetto in questione ha inviato ai due membri del governo taliano.

Onorevole Ministro Renato Brunetta
Ministero Pubblica amministrazione e Innovazione – Corso Vittorio Emanuele II,
116 – 00186 ROMA

Onorevole Ministro Giancarlo Rotondi
Ministero Attuazione del programma di Governo – Largo Chigi, 19 – 00187 ROMA

e p.c.    Magnifico Rettore dell’Università di Pisa
Lungarno Pacinotti, 43 – 56100 Pisa

Oggetto: ricerca sull’Asino del Monte Amiata

Gentili Ministri,
vi scrivo in qualità di coordinatore scientifico del progetto di ricerca “Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’Asino dell’Amiata: riproduzione, allevamento e genetica”, finanziato con 55.000 euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, nell’ambito dei progetti PRIN, anno 2004.
Ho avuto modo di ascoltare i Vostri apprezzamenti su questa ricerca in occasione delle trasmissioni “Porta e Porta”, di lunedì 27 us, e “Ballarò”, di martedì 28 us.
In entrambi i casi questa ricerca è stata citata quale esempio del degrado dell’Università Italiana, dell’inutilità e dello scarso valore scientifico della ricerca che vi si fa, in un contesto nel quale veniva sottintesa la strumentalizzazione dei “baroni” universitari nei confronti delle proteste degli studenti contro la legge 133/2008.
Tengo a farvi sapere che i Vostri interventi mi hanno profondamente ferito ed offeso e, a mio parere, denotano scarsa conoscenza sulle tematiche della ricerca nel campo della Medicina Veterinaria, al quale appartiene quella sull’Asino dell’Amiata.
A questo riguardo, temo Vi sia sfuggito l’interesse che riveste questa razza, insieme a tutti gli altri genotipi asinini italiani dichiarati a rischio di estinzione, in generale, nel campo della salvaguardia e conservazione della biodiversità animale, ed in particolare, nella valorizzazione della variabilità genetica delle popolazioni autoctone, con precise e puntuali ricadute sul territorio.
Ovviamente non è richiesto a un Ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione e a un Ministro per l’Attuazione del programma di Governo di essere a conoscenza del fervore scientifico che c’è nel campo della ricerca sul latte d’asina che, per la sua peculiare composizione, sembra rappresentare, in casi di gravi intolleranze alimentari, l’unico nutrimento possibile per bambini che non possono essere allattati al seno materno.
Ovviamente Vi potrà sembrare ancora meno importante, per le sorti del Paese, il fatto che l’asino, per la sua estrema docilità e pazienza, venga sempre più spesso impiegato nella terapia di bambini ed adulti con handicap fisici o mentali.
Ritengo che, se la conoscenza di queste realtà possa non essere richiesta ad un Ministro, gli possa però essere chiesto di non parlare davanti a milioni di persone, per di più in maniera totalmente spregiativa, di cose che conosce solo marginalmente.
Infine, sperando di non abusare della Vostra pazienza e pur se non c’è stato da parte Vostra un accostamento diretto della ricerca sull’Asino del Monte Amiata al “barone” universitario, due parole su un “barone”, me stesso, come tanti: ho 51 anni, sono dipendente dell’Università di Pisa con il ruolo di Professore Ordinario, ricopro la carica di Direttore del Dipartimento di Clinica Veterinaria e di Direttore dell’unico master universitario italiano in Riproduzione Equina, sono membro del Collegio Europeo di Riproduzione Animale (ECAR); conseguo mediamente un punteggio di 3, su un massimo di 4, in merito alla mia produzione scientifica (Commissione d’Ateneo di Pisa, Area Scienze Agrarie e Veterinarie) e un punteggio di 3.5, su un massimo di 4, in merito alla qualità della mia didattica (studenti del 4° anno della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Pisa); la mia retribuzione lorda per il 2007, indennità di carica inclusa,  è stata di 79.346,18 euro (CUD 2008), mio padre era un impiegato postale, mia madre è una maestra in pensione.
Distinti saluti,
Francesco Camillo

Asino dell’Amiata a rischio di estinzione:
•    Commissione responsabile della biodiversità del Parlamento Europeo (N.L. 215/90).
•    Scherf B. (2000) – World watch list for domestic animal diversity, 3rd ed. FAO, Roma, Italy.
•    SAVE Foundation/Monitoring Institute for Rare Breed and Seed in Europe (2002).
•    Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Elenco delle razze minacciate (2007)

Biodiversità:
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo (14 febbraio 2008)

Latte d’asina:
•    http://www.lattedimammaasina.it/

Onoterapia:
•    http://it.wikipedia.org/wiki/Onoterapia
•    http://www.asinomania.com/onoterapia.asp

Elenco delle pubblicazioni e comunicazioni scientifiche nell’ambito del progetto “Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’Asino dell’Amiata: riproduzione, allevamento e genetica” (finanziamento PRIN 2004):

1.    Casini L, Sgorbini M, Magni L, Corazza M (2007). Valutazioni morfologiche nell’asino sorcino crociato dell’Amiata. Ippologia, 18(3): 33-35.
2.    Casini L, Sgorbini M, Magni L, Corazza M, Gatta D (2006). Apparent digestibility of two diets in pregnant Amiata breed donkey. 3rd European Workshop on Equine Nutrition and Feeding of the Broodmare. 20-22 june, Campobasso, Italy, pp. 41-46.
3.    Cecchi F., Ciampolini R., Ciani E., Matteoli B., Mazzanti E., Tancredi M., C. Dominici, Presciuttini S., Rosati A. (2006). Pedigree analysis of the endangered Amiata donkey breed (Tuscany, Italy). 57th Annual Meeting of the European Association for Animal Production, Antalya, Turkey 17-20 Settembre 2006, 110.
4.    Cecchi F., Ciampolini R., Ciani E., Matteoli B., Mazzanti E., Tancredi M., Presciuttini S. (2006). Demographic genetics of the endangered Amiata donkey breed. Italian Journal Animal Science, 5: 4, 387-391.
5.    Cecchi F., Ciampolini R., Ciani E., Mazzanti E., Tancredi M., Presciuttini S., (2007). Morphological characterization of the Amiata donkey breed through the data reported in the Anagraphic Register. Proceeding of the ASPA 17th Congress, Alghero, May 29- June 1, 70.
6.    Ciampolini R., Cecchi F., Ciani E., Mazzanti E., Tancredi M, Presciuttini P. (2007). Amiata donkey local breed: genetic and morphological characterization. 58th Annual Meeting of the EAAP 2007, Dublin, Ireland 26-29 August 2007, 73.
7.    Ciampolini R., Cecchi F., Ciani E., Mazzanti E., Tancredi M., De Sanctis B.,. Paragnani K, Presciuttini S., Cianci D. (2007). Analisi della variabilità genetica e morfologica dell’asino dell’Amiata Atti 9° Convegno Nuove acquisizioni in Materia di Ippologia Perugia, 22 Giugno 2007, 119-124.
8.    Ciampolini R., Cecchi F., Mazzanti E., Ciani E., Tancredi M., De Sanctis B. (2007). The genetic variability of the Amiata donkey breed by molecular data. Proceeding of the ASPA 17th Congress, Alghero, May 29- June 1, 78-80.
9.    Crisci A, Panzani D, Rota A, Camillo F. Ciclo ovarico dell’asina dell’amiata: aspetti clinici e comportamentali, 2° Convegno Nazionale Sull’asino, Pp 120-125, Palermo,Vol. Unico,2006
10.    Crisci A, Rota A, Panzani D, Sgorbini M, Camillo F, Transrectal and Transabdominal Ultrasonographic Study of Amiata Donkey Pregnancy from Day 150 to Term., Reproduction in Domestic Animals: Physiology, Pathology, Biotechnology,Vol. 43/Supplement 3, Pp 157, 2008
11.    Crisci A., Rota A., Panzani D., Pacini M., Balbo S., Govoni N., Forsberg M., Camillo F., Progesteronemia dopo somministrazione di Alfaprostol in asine tra l’8° ed il 10° giorno del diestro., IV Congresso Nazionale Società Italiana di Riproduzione Animale, Pp 22-24, Pisa,Vol. Unico, 2006
12.    Ducci M, Pacchini S, Felicioli A, Ducci C, Sighieri C, Rota A, Martelli F, Gazzano A, Applicazione di un Kit di Analisi per la determinazione quantitativa della superossido dismutasi nel seme crioconservato di asino, Annali della Facoltà di Medicina Veterinaria – Università di Pisa,Vol. Lix, pp 253, 8, 2006
13.    Gazzano A, Pacchini S, Niccolini A, Rota A, Camillo F, Sighieri C, Ducci M, Determinazione della L-Istidina nel seme di asino, So.F.I.Vet, Pp Cd-Cd, Milano,2006
14.    Gazzano A, Pacchini S, Niccolini A, Rota A, Camillo F, Sighieri C, Martelli F, Ducci M, Determinazione della concentrazione del coenzima Q10 negli spermatozoi di asino, Congresso Nazionale So.F.I.Vet., Pp Cd-Cd, Silvi Marina,Vol. VII,2007
15.    Magelli C, Rota A, Panzani D, Camillo F, Motility of donkey spermatozoa after cooled preservation in three different extenders, Reproduction in Domestic Animals,Vol. 41,Num 4, pp 320-320, 2006
16.    Nardoni S, Sgorbini M, Barsotti G, Corazza M, Mancianti F (2007). Conjunctival fungal flora in healthy donkeys. Vet Ophthalmol, 10(4):207-210.
17.    Nardoni S, Sgorbini M, Gugliucci B, Merildi V, Cammà C, Franceschi A, Corazza M, Mancianti F (2007). Preliminary study of the variation of clinical and parasitological features in a group of Amiata donkeys infected by Theileria equi. 2nd Babesia World Summint, 4-5 may, Palermo, Italy, pp. 97.
18.    Panzani D, Crisci A, Viggiani R., Rota A, Camillo F, Clinical, behavioural and endocrinological characteristics of the Amiata Jenny’s estrous cycle, LXI Convegno Società Italiana Delle Scienze Veterinarie, Pp 50-50, Salsomaggiore Terme, 5,2007
19.    Panzani D, Rota A., Vannozzi I., Kindahl H., Govoni N., Camillo F., Cervical catheterization is not responsible for the low pregnancy rate following transcervical embryo transfer in donkeys, Animal Reproduction Science, Vol. 94, pp 370-373 ,2006
20.    Rota A , Magelli C , Panzani D , Camillo F, Effect of extender, centrifugation and removal of seminal plasma on cooled-preserved Amiata Donkey spermatozoa, Theriogenology,Vol. 69/2, Pp 176, 2008
21.    Rota A, Magelli C, Bastianacci V, Crisci A, Impeduglia R, Panzani D, Camillo F., Effetto del prelievo in giorni successivi su alcune caratteristiche del seme e del comportamento dell’asino dell’Amiata, 2° Convegno Nazionale sull’asino, Pp 129-133, Palermo,Vol. Unico,2006
22.    Rota A, Magelli C, Bastianacci V, Impeduglia R, Panzani D, Camillo F, Effect of semen collection in successive days on some seminal and behavioural charachteristics of Amiata Donkeys, 11th Annual Confrence of the European Society for Domestic Animal Reproduction, Pp 86-86, Celle, Germany,Vol. 1,2007
23.    Rota A, Magelli C, Impeduglia R, Panzani D, Camillo F, Effects of centrifugation and removal of seminal plasma on motility and viability of cooled preserved Amiata Donkey spermatozoa, LX Convegno Sisvet, Pp 16-16, Terrasini (Pa),Vol. unico,2006
24.    Rota A., Bastianacci V, Magelli C., Panzani D., Aria G., Camillo F., Valutazione dell’integrità della membrana plasmatica degli spermatozoi di asino: studio preliminare, IV Congresso Nazionale Società Italiana di Riproduzione Animale, Pp 25-27, Pisa,Vol. Unico, 2006
25.    Sgorbini M, Fusar Bassini R, Luchetti E, Crisci A, Corazza M. (2009) Valutazione ecografica dell’involuzione delle strutture ombelicali in puledri di asino sorcinocrociato dell’amiata nella prima settimana di vita. Congresso SIVE, Bologna 23-25 gennaio, in press.
26.    Sgorbini M, Luchetti E, Ressel L, Poli A, Corazza M (2008). Evaluation of two metodology to determine immunoglobulins in serum of foals of Amiata donkey. Atti XIV SIVE/FEEVA Congress, 25-27 January, Venice, Italy, pp.431-432.

Ottima partecipazione alla presentazione del costituendo GAL del SUD-EST BARESE

L’imponenza del Castello Angioino di Mola di Bari ha incorniciato la bella serata di presentazione del costituendo Gruppo di Azione Locale (GAL) del Sud-Est Barese. Il gruppo promotore dei Comuni di Mola di Bari, Conversano, Rutigliano, Noicattaro, Acquaviva delle Fonti e Casammassima ha voluto così coinvolgere tutti gli attori del territorio nella redazione del Documento Strategico Territoriale (DST) con cui si candiderà ai finanziamenti previsti per lo sviluppo rurale.
Gli assi IV e III del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013 mettono a disposizione oltre 200 milioni di euro per la costituzione e le attività dei Gruppi di Azione Locale (a cui occorre aggiungere anche i finanziamenti dei privati ed altre risorse) per migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e diversificare l’economia rurale.
L’incontro è stato aperto e moderato da Pietro Santamaria, assessore all’agricoltura e ambiente del Comune di Mola di Bari, capofila del costituendo GAL. La presentazione del programma di sviluppo rurale (PSR) della Regione Puglia e delle misure direttamente collegate al GAL sono state illustrate da Cosimo Sallustio,  funzionario dell’assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e responsabile dell’Asse IV del PSR Puglia. Successivamente, Fabio Sciannameo e Pietro Spagnoletti, dell’assistenza tecnica che sta supportando i sei Comuni del Sud Est Barese nella stesura del DST, hanno illustrato, rispettivamente, la metodologia con cui si sta sviluppando il lavoro in vista della scadenza dell’avviso pubblico regionale e il quadro diagnostico del territorio in questione.
La ricca e qualificata partecipazione è stata sottolineata dagli interventi del preside della Facoltà di Agraria di Bari, Vito Savino, del direttore dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR di Bari, Angelo Visconti, e del direttore dell’Unità di Ricerca del Consiglio di ricerca e sperimentazione agraria sui sistemi colturali in ambienti caldo aridi di Bari, Donato Ferri.
La proposta di sviluppo rurale riguarderà l’intero territorio dei Comuni di Acquaviva, Casamassima, Conversano, Mola di Bari, Noicattaro e Rutigliano.
Proprio perché una parte di questo territorio non è a spiccata vocazione rurale e l’agricoltura che si pratica è per lo più intensiva e specializzata, le possibilità di ottenere il finanziamento dipendono soprattutto dalla partecipazione che si riuscirà ad avere dal territorio, dalle associazioni, dai portatori di interessi collettivi e singoli, seguendo un autentico processo bottom-up.
La serata è stata caratterizzata da numerosi interventi durante e dopo il dibattito. Rappresentanti di aggregazioni e imprenditori hanno posto domande per chiarire gli aspetti operativi e le opportunità offerte dal PSR. Anche per questo è stata proposta l’organizzazione di ulteriori incontri e di tavoli tematici.
Del resto, l’aspetto più interessante di questo processo è il metodo partecipativo con cui si darà vita a una proposta progettuale organica e rispondente alle necessità del territorio.

Dalle schede di registrazione compilate al tavolo di segreteria, si evince che hanno partecipato alla presentazione del GAL oltre 140 persone, in rappresentanza di circa cento portatori di interessi collettivi.

Ehi, ma questo è Leo!

La foto è sul sito della Nuova Ecologia per promuovere la XIV edizione della Festa dell’Albero di Legambiente. Nella foto è riconoscibile il nostro Leonardo Lorusso, dipendente del Settore Ambiente del Comune di Mola. La Nuova Ecologia ha utilizzato la foto per invitare i bambini alle operazioni di piantumazione degli alberi e nei laboratori sul risparmio energetico. L’obiettivo è quello di piantare milioni di piante per combattere le emissioni di CO2.
La Festa dell’albero si sviluppa con tantissime iniziative in tutta Italia per sensibilizzare i cittadini sull’importanza e il ruolo che le piante svolgono nel contribuire all’equilibrio naturale contrastando anche gli effetti dei cambiamenti climatici.
La Festa dell’Albero di Legambiente è partita a Mola da qualche giorno. Il circolo locale di Legambiente “I Capodieci, dalla campagna al mare” ha invitato le scuole di Mola ad aderire alla Festa dell’Albero. Venerdì scorso è stato realizzato un evento all’Università della Terza Età: piantumazione di alberi e seminario di Leonardo Lorusso sull’importanza del verde e le specie da conoscere. Nei prossimi giorni vi daremo maggiori informazioni sul programma molto intenso che si sta sviluppando.
La foto era stata pubblicata su questo sito. E’ relativa alla Festa dell’Albero dello scorso anno, alla piantumazione di una quercia spinosa alla Scuola elementare San Giuseppe (11 dicembre 2007).

Tronco idrico Mola-Cozze: Comune e AQP danno il via ai lavori

Partono in queste ore i lavori per la sostituzione del tronco idrico Mola-Cozze.
Il cantiere, fortemente voluto dal Comune di Mola, e realizzato di concerto con l’Acquedotto Pugliese, prevede lavori per complessivi 500.000 euro.

“Dopo la pista ciclabile, i parcheggi e la rete fognaria, – precisa il Sindaco Nico Berlen – ancora un intervento strutturale per lo sviluppo della frazione di Cozze. Oltre a essere da sempre uno dei luoghi più rappresentativi del turismo molese, negli ultimi anni Cozze ha scoperto anche una vocazione residenziale, anche per questo crediamo sia necessario dotarla di servizi efficienti. Quando questi lavori saranno completati Cozze disporrà di un impianto idrico più moderno e funzionale; ai cittadini chiedo la pazienza di tollerare i disagi che questi lavori comporteranno: cercheremo di completare il cantiere nel più breve tempo possibile.”

Con i lavori per la ristrutturazione del tronco idrico mola Cozze sono in questo momento 14 i cantieri aperti a Mola.
Luca Basso

Recessione ecologica

Sfruttiamo le risorse del pianeta più di quanto possiamo permetterci: i dati dal Living Planet Report. Siamo sempre più in debito col pianeta. Ognuno di noi deve alla Terra risorse per un’area di 0,6 ettari. Questa l’opinione del Living Planet Report, valutazione dello stato del pianeta realizzata dal Wwf, eseguita in collaborazione con la Zoological Society of London e il Global Footprint Network.

Globalmente stiamo chiedendo all’ambiente molto più di quanto questo possa garantirci a causa dell’incremento demografico e dell’aumento nei consumi individuali. Il deficit a livello mondiale deriva da un semplice principio: rispetto alle risorse che hanno a disposizione nel loro territorio (la biocapacità), molti paesi consumano molto di più di quanto potrebbero (l’impronta ecologica), ricorrendo a risorse esterne. Le nazioni che maggiormente “spremono” il pianeta sono gli Stati Uniti e la Cina, che insieme sfruttano il 42 per cento delle risorse globali. Gli americani, infatti, vivono come se potessero contare sulle risorse di quasi cinque pianeti. Il Congo consuma pochissimo rispetto alle sue risorse, mentre il nostro paese occupa il ventiquattresimo posto della “classifica dei debitori” – con un deficit di 3,5 ettari pro capite. A questo si aggiungono la diminuzione della biodiversità (di circa il 30 per cento in meno rispetto al 1970) e l’aumento nei consumi di acqua: almeno 50 sono i paesi che, attualmente, stanno affrontando crisi idriche. Proprio l’Italia si rivela, con più di duemila metri cubi annui a testa, il quarto consumatore mondiale di risorse idriche, dietro a Usa, Grecia e Malesia.

“Se la nostra pressione sulla Terra continuerà a crescere ai ritmi attuali”, afferma James Leape, direttore di Wwf International, “intorno al 2035 potremmo avere bisogno di un altro pianeta per poter mantenere gli stessi stili di vita”. Ma, secondo il rapporto, la rotta si può ancora invertire promuovendo azioni mirate all’efficienza, all’uso delle risorse rinnovabili e alle tecnologie a basse emissioni.

Fonte: galileonet.it (a.g.)