Unesco: settimana di educazione ambientale dedicata ai rifiuti

La terza edizione della Settimana di Educazione allo Sviluppo sostenibile sarà dedicata al tema dei rifiuti ed in particolare alla riduzione e al riciclaggio. L’iniziativa si svolgerà dal 10 al 16 novembre 2008, con il patrocinio della Commissione nazionale italiana per l’Unesco ed è inserita nel Dess (Decennio dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005-2014), campagna mondiale proclamata dall’Onu, e coordinata dall’Unesco, allo scopo di diffondere valori, conoscenze e stili di vita orientati al rispetto per il prossimo, per il pianeta e per diffondere la cultura della sostenibilità. Le precedenti edizioni della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, la prima dedicata all’Energia Sostenibile (2006) e la seconda alla lotta ai cambiamenti climatici (2007), hanno avuto uno straordinario successo di partecipazione di istituzioni, scuole, società civile che hanno organizzato moltissime manifestazioni e iniziative di varia natura. «L’edizione del 2008 sarà dedicata a un tema di prioritaria evidenza per il nostro Paese i rifiuti – dichiarano dall’Unesco- e avrà in primo luogo lo scopo di sviluppare negli individui come nelle collettività, negli enti locali come nelle imprese capacità operative e di azione responsabile finalizzate alla riduzione dei rifiuti e alla promozione delle più efficaci forme di raccolta differenziata, cosicché il rifiuto possa diventare risorsa.

Fonte: greenreport.it

Convegno sull’uso razionale delle risorse idriche in agricoltura

E’ in calendario a Rutigliano (BA) il convegno dal titolo: “Uso razionale delle risorse idriche in agricoltura”. L’appuntamento è per il 7 novembre 2008, presso la Sala Monsignor Di Donna (C.so Garibaldi, 68).

L’uso razionale delle risorse idriche in agricoltura è uno dei compiti istituzionali dell’Unità di Ricerca CRA per i Sistemi Colturali degli Ambienti caldo-aridi (ex Istituto Sperimentale Agronomico). Le linee di ricerca riguardano la bio-climatologia, la misura dell’evapotraspirazione, il dimensionamento delle variabili irrigue, le tecniche agronomiche dell’irrigazione, l’efficienza di utilizzazione dell’acqua da parte delle colture mediterranee, le metodologie geostatistiche applicate all’irrigazione di precisione, gli approcci integrati per la pianificazione irrigua, l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Per verificare le ricadute applicative di queste linee di ricerca, è necessario il confronto con le altre istituzioni di ricerca ed i “portatori di interesse” presenti sul territorio (enti locali, associazioni professionali, imprese, gestori), per avviare un percorso partecipato. Con questo Convegno si vuole contribuire ed eliminare gli elementi di criticità che limitano l’uso razionale delle risorse idriche, convenzionali e non, in agricoltura.

Clicca qui per scaricare il programma del convegno (in formato .pdf)

Segreteria organizzativa:
Grazia Convertini
Laura D’Andrea
CRA – Unità di Ricerca peri Sistemi Colturali degli Ambienti caldo-aridi
Via C. Ulpiani, 5
70125 Bari
Tel.: 080 5415027
Fax: 080 5475023
E-mail: grazia.convertini@entecra.it
E-mail: laura.dandrea@entecra.it

Vendola e Divella patrocinano la terza edizione di Cartonia

I Presidenti della Regione Puglia e della Provincia di Bari hanno concesso il patrocinio morale per promuovere la terza edizione del concorso a premi “Cartonia. Un mare di carta per salvare il mondo”.

Considerata la natura della manifestazione, l’attinenza alla comunità regionale e il pubblico interesse del concorso, il Presidente della Giunta Regionale, on. Nichi Vendola, ha concesso il patrocinio gratuito e ha autorizzato il Comune di Mola ad apporre, di seguito al logo e titolo dell’iniziativa, lo stemma della Regione e/o la seguente dicitura: “Patrocinio del Presidente della Giunta Regionale, concesso con Decreto n. 954 del 16 ottobre 2008, limitatamente al materiale inerente l’iniziativa stessa.

Il patrocinio dell’Amministrazione provinciale è stato comunicato direttametne dal Presidente Vincenzo Divella.

Clicca qui per maggiori informazioni su Cartonia

Le Regioni dicono No al nucleare

Sul tema del nucleare, riunita, ieri, la Commissione degli Assessori all’Ambiente delle Regioni italiane. Ne dà notizia l’assessore Losappio che così ha sintetizzato i punti principali contenuti nel documento approvato: 1) “Le Regioni ritengono l’opzione nucleare incompatibile nelle definizioni del mix energetico nazionale”. 2) “Si ritiene auspicabile riconoscere a carico delle Regioni con un surplus di produzione energetica un ristoro finanziario in linea con l’istituendo federalismo fiscale”. 3) Mettere in atto gli strumenti atti ad incrementare la produzione da fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi assegnati all’Italia dall’Unione Europea”.

“Il documento – ha concluso l’assessore – prevede altre indicazioni come gli obiettivi a medio termine nel recepimento del protocollo di Kyoto per il settore elettrico, il gas metano, il settore edilizio, la ricerca e l’innovazione.”

AgierreFax
AGENZIA GIORNALISTICA
a cura del Servizio Stampa della Giunta Regionale

Matrix finanziario

In questo articolo, è possibile comprendere i passaggi-chiave che hanno dato origine alla crisi finanziaria mondiale di cui non si fa che parlare in questi giorni. L’irresponsabilità, la mancanza di principi etici e l’insofferenza per le regole della “finanza creativa” e l’inesistenza dei controlli e delle politiche dei governi.
Consulente finanziario, Sergio Sedia vive in Campania a Cimitile, in quello che è stato definito il triangolo della morte (Acerra, Nola e Marigliano) a causa della tragica situazione ambientale causata dalla vicenda campana dei rifiuti. Ha denunciato più volte le connivenze che hanno causato quello che lui stesso ha definito un “olocausto ambientale” delle popolazioni e del territorio in cui vive, fatto di tassi di incidenza di malattie tumorali tra i più alti d’Europa. Ha portato la sua denuncia ambientale su diversi giornali e televisioni.

Matrix finanziario

Sergio Sedia

La crisi che ha investito la finanzia mondiale è stata in realtà la più  grande truffa mai realizzata. C’è da rimanere ammirati da tanto  genio. Comincio dall’inizio.

I Mutui Subprime

Un bel giorno in America le banche inventano i mutui subprime, ovvero  mutui concessi senza garanzie reali. Sostanzialmente chi si recava in  banca compilava un modulo, una sorta di autocertificazione, in cui  prometteva di far fede all’impegno e di avere (senza specificare quali)  le dovute garanzie, a questo punto timbro e firma dell’impiegato e il  mutuo veniva erogato anche al 100% del valore dell’immobile. In Italia,  per essere chiari i nostri mutui sono Mutui Prime, dati cioè solo con  garanzie adeguate (contratto lavoro tempo indeterminato, immobili,  firme di garanti o combinazioni delle stesse)

Ipoteca SubPrime
L’unica cosa che faceva la banca per tutelarsi era un’ ipoteca, chiamata  subprime, sulla casa del mutuatario. In caso di insolvenza del debitore  partiva il pignoramento che precedeva la vendita all’incanto. Venduto  l’immobile la banca rientrava del prestito, guadagnandoci comunque con  le commissioni iniziali, le perizie, le penali e la rivalutazione  dell’immobile stesso. La Banca poteva decidere anche di non vendere  l’immobile e di patrimonializzare lo stesso (inserirlo nel patrimonio  della banca).

La Cartolarizzazione – passo primo
I mutui venivano poi ceduti ad una società X specializzata nell’acquisto  dei subprime. La cartolarizzazione quindi cominciava con quel meccanismo  con cui la banca cedeva il suo credito (il mutuo subprime) ad un’altra  società e aveva come contropartita una cifra più bassa dell’ammontare  del mutuo (fatto il mutuo del valore di 100 la banca ne voleva solo 50).  Quindi la banca incassava 50 e subito il giorno stesso che erogava il  mutuo, mentre la società che acquistava il mutuo diventava lei la creditrice nei confronti del mutuatario (il cristo che aveva richiesto il mutuo) e avrebbe incassato poi 100 ma solo alla fine del mutuo.

La Cartolarizzazione – passo secondo
Cosa ci guadagna la società X che acquistava il mutuo subprime? In teoria  molto, ma è legata ad un rischio alto (il rischio che il debitore  diventi insolvente) e deve attendere molti anni (se un mutuo dura 30  anni, visto che l’ha pagato 50 anzichè 100 dovrà attendere circa 15  anni) prima di cominciare a guadagnare molto.

La cartolarizzazione – passo terzo
Qui entra in gioco l’ingegneria finanziaria. Dato che la società che ha  acquistato il mutuo non vuole aspettare tutti questi anni pieni di  rischi prima di guadagnarci tanto, un giorno inventa, grazie alla  Cartolarizzazione, il prestito obbligazionario garantito dal mutuo subprime in modo tale da cominciare a guadagnare tanto già da subito e  tantissimo dopo un pò di anni. In sostanza la società X emette  obbligazioni per reperire liquidità e le garantisce (o meglio crede di garantirle con le rate dei mutui che gli dovrebbero entrare ogni mese).  Il risparmiatore acquista le obbligazioni, di solito appetibile perchè  con tassi alti, e la società X si impegna a pagare le cedole annuali o  semestrali e di restituire il capitale alla scadenza. La  cartolarizzazione è riuscita. La società X ha un credito non ancora  saldato (il mutuo subprime) e lo trasforma in prestito (le obbligazioni).

Il moltiplicatore del nulla
In sostanza partendo da una mezza promessa di pagare le rate si metteva  in moto un meccanismo diabolico di moltiplicatore di ricchezza. Il meccanismo, per scattare, doveva prevedere però che le persone dovessero  essere molto invogliate a chiedere prestiti. L’invenzione del mutuo con autocertificazione era la soluzione. Immaginiamo un grande fratello che segue il cittadino che si reca in banca per chiedere il mutuo subprime.  Sono tutti li che osservano e attendono quella firma sul modulo per  partire dai blocchi. 1. Il cittadino firma. 2. La banca, sapendo del  rischio, un secondo dopo si disfa del mutuo. 3. La società X acquista il  mutuo pagandolo la metà ma sa che rischia e un attimo dopo emette obbligazioni per avere immediatamente liquidità che potrebbe non avere alla scadenza del mutuo. 4. le obbligazioni vengono acquistate dai cittadini o direttamente o tramite prodotti complessi appioppati loro  dalle banche. 5. Il ciclo si chiude. Si parte dal cittadino che firma un mutuo che non potrà pagare e si arriva, magari un secondo dopo, ad un altro cittadino che allo sportello vicino sta acquistando un’obbligazione nata dal nulla.

I Guadagni
I guadagni sono tanti. Le banche guadagnano sulle commissioni e ottengono  50 subito. Le società X immediatamente ottengono un mare di liquidità che fanno girare. I cittadini, inizialmente, hanno una casa da un lato e  obbligazioni che fruttano dall’altro.

L’inganno
Affinchè tutto funzioni è di vitale importanza che il meccanismo giri alla perfezione per un pò, in modo tale da invogliare i cittadini a comprare case, ottenere mutui e acquistare obbligazioni. Sono sufficienti un paio di anni per ottenere fiducia e nascondere abilmente i primi accenni di insolvenza dei mutuatari.

Il Crac
L’economia americana non tira più, chi ha ottenuto un mutuo subprime non riesce più a pagare le rate, ma tanto che gliene frega: non perde nulla, al massimo gli si pigliano la casa. Il massimo rischio è quello di aver creduto di pagare un mutuo ed invece stavi pagando l’affitto. Cittadini che non pagano le rate significa soldi che a qualcuno non arrivano più.  A chi? Alle società X che non riescono più a pagare le cedole delle  obbligazioni. Inizia il panico. Le persone vogliono vendere le obbligazioni per riavere almeno il capitale ma non è possibile perchè la liquidità è compromessa. Il sistema crolla soprattutto perchè le società X sono quasi sempre società delle banche e perchè le obbligazioni tossiche e le varianti di esse (i derivati) sono ormai dappertutto. I  cittadini che hanno acquistato le obbligazioni rivogliono i loro soldi ma non sanno che gli unici che possono ridarglieli non sono le banche ma i cittadini stessi che hanno allegramente acceso un subprime. Il resto della storia la conoscete.

La parte centrale della truffa
Le banche (e le assicurazioni) vanno in difficoltà, Fannie e Freddy falliscono, poi segue Lehman Brothers, AIG, Morgan Stanley e poi il mondo intero. Bisogna fare qualcosa e le banche sanno che qualcosa verrà  obbligatoriamente fatto, è il panico e nessuno ragiona. Bisogna salvare le banche! Bisogna garantire liquidità al sistema per permettere a  qualcuno di riavere i suoi soldi e alle banche di non fallire. Gli USA  salvano AIG e poi immettono 700 miliardi di $ nel sistema bancario. A ruota segue tutto il mondo. La crisi forse è scongiurata ma con un bagno  enorme di soldi pubblici immessi nel sistema privato (le banche). Il  cittadino ci rimette la casa. Il cittadino ci rimette le obbligazioni. Il cittadino ci rimette i soldi suoi pagati in tasse e contributi per  salvare le banche.

I pignoramenti
Nel frattempo i pignoramenti sono stati tutti eseguiti. Le società X  sono rientrate in possesso degli immobili ipotecati. Di tutti gli immobili.

Qualcosa è sfuggito
La crisi nasce perchè i cittadini non riescono a pagare più le rate del  mutuo. Tutto nasce da questo punto fondamentale. L’effetto domino ha  l’inizio nella difficoltà di onorare il debito. La liquidità doveva essere immessa si, ma da un’altra parte. Dall’unica parte possibile. I 700 miliardi di $ dovevano essere dati ai cittadini per permettergli di  pagare le rate e non alle banche.I soldi dovevano essere dai ai debitori  e non ai creditori. I CITTADINI avrebbero pagato le rate, le rate sarebbero servite per pagare le cedole delle obbligazioni dei CITTADINI e sia gli immobili e sia i soldi sarebbero rimasti ai cittadini. I  cittadini avrebbero immesso i lLORO 700 mld di $ nel LORO sistema per  salvare SE STESSI. La realtà è che i cittadini hanno immesso i LORO 700  mld di dollari per salvare LE BANCHE e rimetterci il culo la casa e i  soldi, mentre le banche sono state abilmente “salvate” e così i manager. I cittadini distrutti e il sistema finanziario salvo, e dato che i  subprime e i derivati sono a tutti gli effetti prodotti legali nessuno  potrà mai essere accusato di truffa.

I risvolti economici del salvataggio dei cittadini
Se i soldi fossero andati con una legge speciale ai possessori dei mutui  in difficoltà gli effetti sarebbero stati: 1. Stabilizzazione del  sistema. I cittadini americani, tranquilli di diventare proprietari degli immobili, avrebbero reimmesso i soldi del governo (i 700 mld $)  nel sistema grazie ad un aumento di consumi dato dall’esonero del  pagamento delle rate. Più consumi, più produzione, più tasse. 2. Una  ripresa generale dell’economia, in quanto il sistema americano generando  ricchezza avrebbe trainato il sistema globale. 3. Euforia dei mercati. Il salvataggio delle rate dei mutui avrebbe generato una euforia  contagiosa, a differenza della paura di oggi, con risvolti enormi sui  mercati azionari. 4. Apprezzamento del mercato immobiliare. Gli immobili  acquistati dai possessori dei mutui avrebbero garantito il trend  positivo di aumento di valore del mercato immobiliare, garantendo un  corretto rapporto tra domanda e offerta di immobili. 5. Mercato  immobiliare solido significa tasso di interesse basso (tasso di sconto)  il che garantisce l’accesso al credito (mutui e prestiti) da parte dei  privati e finanziamenti alle imprese. Questo significa ancora di più  aumento dei consumi, quindi del gettito fiscale e più produzione. E  naturalmente più posti di lavoro.6. nel frattempo si sarebbero dovuti  sospendere i subprime e le emissioni di obbligazioni.

La realtà
Qualcuno ha volutamente destinato il denaro dei cittadini non verso loro  stessi ma verso i loro carnefici, salvandoli e facendoli arricchire  (azzeramento dei debiti + immobili pignorati). La truffa più audace e  straordinaria del secolo è incredibilmente riuscita. Cosa dire? Chapeau

Importante esperienza di Legambiente a Noicattaro

Sono sempre più numerose le attività del circolo “I Capodieci” di Legambiente di Mola. Mentre proseguono le attività di educazione ambientale nelle scuole, in collaborazione con l’Assessorato all’agricoltura, ecologia e ambiente di Mola, in attesa di celebrare insieme la prossima Festa dell’Albero e di presentarvi qualche ghiotta sorpresa, vi raccontiamo l’esperienza fatta dal circolo locale di Legambiente alla manifestazione “Il libroscopio”.

La settimana scorsa in occasione della manifestazione “Il libroscopio“, il circolo “I Capodieci” di Legambiente ha promosso e sviluppato due temi: il compostaggio domestico e la musica con strumenti ottenuti partendo da materiale di scarto.

C’era anche un gruppo di Mola alle manifestazioni svoltesi a Noicattaro: il Circolo “I Capodieci” di Legambiente di Mola ha dato il suo contributo con due iniziative che hanno riscosso successo: “Musica riciclata” e “Compostiamoci bene”.
La prima ha visto partecipare  50 bambini di quinta elementare che, armati di martelli, chiodi, pennelli, ecc. hanno trasformato barattoli, bidoni, pezzi di legno e tappi in strumenti musicali che hanno utilizzato per dar vita ad una performance che ha sbalordito i genitori. Come già durante la Festa dell’ambiente a Mola, il 17 maggio scorso, a guidare i bambini è stato il maestro Daniele Sarno.
“Compostiamoci bene”, il progetto sviluppato nello scorso anno scolastico con la scuola media Tanzi di Mola, ha permesso ai bambini di scoprire la ricchezza che si cela nei rifiuti organici (scarti di cucina, bucce, foglie di verdura) che vanno a finire in discarica: opportunamente conservati e curati si trasformano in un profumato e fertile terriccio, ottimo per coltivare.

Censiti gli alberi più antichi d’italia: 68 solo in Puglia

24 alberi monumentali sono stati censiti in provincia di Bari.

Sono i grandi Patriarchi della Natura, hanno attraversato indenni le epoche e la storia mentre intere generazioni di uomini sono state spazzate via dalla impietosa falce del Tempo. Essi rimangono lì, nella loro apparente immobilità ed indifferenza, in realtà pilastri di un sistema ecologico delicatissimo, di quel miracoloso ingranaggio di scambio tra anidride carbonica ed ossigeno che rende possibile la vita su questo pianeta, nonché muti testimoni della travagliata storia dell’Uomo. Si tratta degli Alberi Monumentali d’Italia rilevati nell’ambito del programma di censimento iniziato dal Corpo Forestale nel lontano 1982, che si è concentrato sugli alberi del territorio nazionale dotati di maggiore interesse ambientale e culturale, alberi che per età e storia sono da considerarsi alla stregua di veri e propri monumenti. Alberi spesso pienamente inseriti nel patrimonio storico territoriale, per essere non di rado legati all’antica fede pagana così come alle tradizioni cristiane o ad eventi di vario genere.
In totale il censimento ha sinora rilevato 22.000 esemplari di alberi cosiddetti ‘di valore’, di cui 2.000 considerati di ‘grande interesse’ e 150 ‘di eccezionale valore storico e monumentale’. Già nella prima fase del censimento ben 65 sono stati gli esemplari, di varie specie, riscontrati in Puglia, ai primi posti tra le regioni col maggior numero di alberi ultracentenari. All’inizio degli anni ’90 era stato infatti compiuto un primo consuntivo con la pubblicazione dei volumi “Alberi Monumentali d’Italia”. L’operazione pur inserendosi nell’ambito di quelle indagini realizzate per conoscere l´entità e la qualità delle risorse forestali in un certo momento, si caratterizza per il suo forte significato culturale, rivolta com’è a singoli esemplari arborei dotati di una propria “individualità” per la loro eccezionale vecchiaia, per essere stati protagonisti di particolari episodi storici o per essere in qualche modo legati alla vita di grandi uomini o di Santi. Guerre e invasioni del lontano passato così come intemperie e terremoti o cementificazioni e deforestazioni del presente non li hanno scalfiti, collocandoli per valore ed esigenza di tutela accanto ai grandi monumenti creati dall’uomo.
Un censimento di questo tipo tuttavia non può che restare aperto ad ulteriori revisioni ed acquisizioni, perché il territorio nazionale presenta tanti contesti che al momento possono essere sfuggiti all’attenzione dei Forestali, così come la ricchezza di storia e tradizioni locali rende complessa la raccolta di tutte le testimonianze legate agli alberi. Intanto, per rendere ancora più efficace l’azione di salvaguardia si è pensato di clonare, cioè riprodurre senza seme, questi veri campioni nella lotta per la vita, in modo da diffondere il patrimonio genetico di alberi così resistenti. Va peraltro detto che la loro straordinaria sopravvivenza non è riconducibile soltanto alla loro particolare struttura biologica, ma anche al rispetto e talora alla venerazione ad essi riservati da generazioni di uomini.
Tra i primati nazionali assoluti è possibile ad esempio ricordare il ‘Castagno dei Cento Cavalli’ nel comune di S. Alfio (Ct) nel Parco dell’Etna, considerato il più grande con i suoi 56-57 metri di circonferenza, articolato in 3 fusti, ciascuno con una circonferenza di 20 metri, legato dalla leggenda alla Regina Giovanna d’Aragona e ai suoi 100 cavalieri che avrebbero trovato riparo sotto l’albero durante un temporale. Oppure l’oleastro sardo di S. Baltolu di Luras (SS), che risulta invece essere il più vecchio avendo tremila anni di età, con una circonferenza del tronco di 11 metri ed un’altezza di 23 metri.
Tornando alla Puglia, anch’essa ha i suoi primati con ben 68 esemplari finora censiti tra gli alberi monumentali: 25 in provincia di Foggia, 24 in provincia di Bari, 5 in provincia di Brindisi, 9 in provincia di Taranto e 5 nel leccese. Tra quelli di eccezionale valore storico e monumentale possiamo ricordare l’ulivo (Olea Europaea L.) ultracentenario della contrada Pantanelli, in territorio di Monopoli, con i suoi tre metri di circonferenza e 10 metri di altezza. Oppure la roverella (Quercus Pubescens Willd.) in località Albero d’Oro, a Turi (Ba), con 4,6 m per 13. Nel foggiano troviamo invece un olmo campestre (Ulmus campestris L.) nella zona periferica del centro abitato di Monte S. Angelo, con 4,5 m per 27 m, oppure la roverella (Quercus pubescens Willd.) situata nel centro abitato di Motta Montecorvino, con 5 m di circonferenza e 10 di altezza. A Vico del Gargano, uno splendido e colossale leccio (Quercus ilex L.), fa svettare i suoi 17 m di altezza per 5,05 di circonferenza nei pressi del convento dei Cappuccini. Ha circa 400 anni e fu piantato dal frate Nicola da Vico, che ne ritrovò il seme accanto ad un abbeveratoio e che morì nel 1719 in età avanzata. Nel Salento, una quercia spinosa troneggia a Maglie, in località Franito, con 2,5 m. di circonferenza per 15 di altezza, rappresentante di una rarità botanica, poiché in Italia vive allo stato spontaneo solo nel Salento, nel Barese e in alcune località della Sicilia meridionale, Calabria e Basilicata. Una quercia vallonea (Quercus aegylops L.) di 4 m per 15 è visibile in località Madonna del Carmine in quel di Tricase, la sua chioma copre uno spazio di 705 m2, ha 600 anni ed è l’esemplare più antico d’Europa. Nel tarantino infine, primeggia il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis Mill.) di Palagiano, in località Romanazzi, con i suoi 3,90 m di circonferenza per 20 di altezza, considerato il più vecchio d’Europa della sua specie, con più di 300 anni d’età. Questi citati sono soltanto alcuni degli esempi di maggior rilievo tra i numerosi alberi monumentali della Puglia il cui elenco completo è visibile sul sito del Corpo Forestale dello Stato.

Di Enzo Garofalo; tratto da: www.cannibali.it
Redazione Scianet Puglia (WP)