Invito a spendere bene i soldi a disposizione dei GAL

leader+L’intervento del responsabile tecnico regionale di Coldiretti Pietro Spagnoletti.

In questi giorni è in corso un frenetico “ragionare” da parte dei Gruppi di Azione Locale sulla definizione dei propri Piani di Sviluppo Locali e ci si augura che i programmi che ne emergano non prendano strade lontane dallo spirito dell’’Asse 4 Leader.

Come è noto questa è un’Asse che attua in Puglia, con il così detto approccio Leader, le Misure dell’Asse 3 del P.S.R., che sono quelle che definiscono la “QUALITÀ DELLA VITA NELLE ZONE RURALI E LA DIVERSIFICAZIONE DELL’ECONOMIA”.

Si tratta quindi di finanziamenti che derivano dal fondo FEARS, che è appunto il fondo “agricolo”, per l’attuazione di programmi che devono contribuire concretamente a dare prospettive economiche per mondo rurale e la popolazione agricola. Ma il concetto di “area rurale” è nel P.S.R. della Regione Puglia piuttosto “ampio”, facendo risultare eleggibili all’approccio Leader gran parte del territorio regionale, con la relativa popolazione residenziale, anche di grandi città, con il concreto rischio che buona parte delle risorse previste vadano “a vantaggio” di attività e di una popolazione di cittadini lontani da qualsivoglia contesto agricolo/rurale, con il risultato di sprecare le ingenti risorse a disposizione.

Vi è quindi una grande responsabilità da parte di tutti i soggetti componenti/ responsabili dell’attuazione dell’Asse Leader in Puglia e dei GAL, di indirizzare con coerenza le progettualità dei P.S.L. a favore della “reale” popolazione rurale e del mondo agricolo, evitando così di distogliere i fondi Leader da questo scopo fondativo. In particolare la Misura 311 (“Diversificazione in attività non agricole”) è quella più propriamente rivolta al mondo rurale e che consente di attivare fondi in favore dell’agriturismo, della trasformazione di prodotti aziendali e creazione di punti vendita, della produzione di energia da fonti rinnovabili e dell’erogazione di servizi didattici e sociali.

Per questa sua specificità è questa una misura che dovrebbe avere, in ogni P.S.L., una dotazione importante, in modo da rendere concreta la possibilità per le aziende agricole di effettuare un numero significativo di investimenti per territorio. Per quanto riguarda poi gli interventi rivolti a qualificare ed accrescere l’offerta di attività didattiche ricreative e socio-assistenziali, questi dovrebbero trovare la propria organizzazione ed il proprio svolgimento esclusivamente in area rurale (quindi non urbana), con l’attivazione delle masserie didattiche, l’utilizzo di casolari, dei borghi, di aree attrezzate in zone boschive, ecc… che con l’occasione potrebbero trovare la possibilità di essere ammodernati e “messi a norma”.

La Misura 312 (“Sostegno allo sviluppo ed alla creazione di microimprese”) mira alla creazione di un nuovo tessuto imprenditoriale, non prettamente agricolo, ma rivolto al mondo rurale, che punti sostanzialmente ad una innovazione organizzativa delle risorse già esistenti nel territorio ed alla formazione di microcircuiti locali per la loro valorizzazione. Si sta parlando di artigianato locale e soprattutto di commercio di prodotti tradizionali e tipici del territorio e della fornitura alla popolazione rurale di servizi per la prima infanzia, gli anziani ed il “tempo libero”. Dunque è rilevante sottolineare che, attraverso la creazione nuove microimprese di giovani e di donne, si potranno realizzare in Area Leader forme innovative di vendita dei prodotti tipici, ad esempio punti vendita “a chilometro zero”, o circuiti di punti vendita eper questo è auspicabile che i PSL prevedano premialità da apporre sui futuri Bandi, sia per quelle microimprese di provenienza agricola, sia per quelle che abbiano per oggetto l’attività di commercio dei prodotti agricoli. Così come per quanto riguarda i servizi alla popolazione rurale, questi dovrebbero essere primieramente allocati (come già detto in precedenza) in ambito rurale. In questo modo la Misura 112 potrebbe avere diretto riverbero sulla popolazione rurale, consentendo di spingere l’ambito familiare delle imprese agricole, a creare attività ex-novo, valorizzando possibilmente il patrimonio immobiliare rurale.

La Misura 313 (“Incentivazione di attività turistiche”), come la precedente, può avere un positivo impatto sull’area agricola, se si riesce a ribadire il concetto che essa vada “esplosa” principalmente in ambito rurale, sviluppando il turismo attraverso la valorizzazione del territorio e delle qualità ambientali, eno/elaio/gastronomiche dello stesso.

Come è noto diverse possono essere le iniziative da mettere in campo, sia da parte dei Comuni, degli altri Enti Pubblici e del GAL stesso, oltre che dai provati, ma tutte le azioni proponibili devono trovare nell’ambiente rurale la loro prima scelta, tenendo ai margini la tentazione di allocare itinerari e strutture turistiche in ambito urbano, in particolar modo per la previsione della realizzazione della piccola ricettività turistica. Anche la Misura 321 (“Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale”) deve essere interpretata con attenzione, anche considerando che, la principale strumentazione di attuazione delle azioni previste dalla Misura, si riferisce a servizi che possono essere resi specialmente (in certi casi unicamente) in ambito rurale.

Infatti i servizi didattici hanno come obiettivo principale quello della riscoperta dei valori del lavoro del mondo agricolo, delle sue produzioni e dell’educazione alimentare.

I servizi di utilità sociale devono essere di tipo innovativo, ovvero: – pet therapy (rapporto di affezione con gli animali); – horticultural therapy (l’uso, attivo o passivo, dell’orticoltura, del giardinaggio e degli ambienti naturali per promuovere nelle persone salute, benessere e recupero psico-fisico); – agroterapia (inserimenti socioterapeutici in campo agricolo hanno come obiettivo l’apprendimento di specifiche competenze ed abilità professionali); – ippoterapia. Ancora i servizi di assistenza all’infanzia prevedono non solo ludoteche ma anche l’apertura di agrinidi (asilo nido in aziende agricole).

Tutto ciò apre la possibilità di porre un nuovo ed innovativo elemento di diversificazione aziendale, definibile quale azienda agrisociale, che abbisogna sì di competenze di natura sociale, ma anche di specifiche competenze agricole, oltre che necessariamente di strutture agricole. La Misura 323 (“Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale”) rischia di attrarre molte delle risorse di un GAL, apportando invero scarsa qualità al P.S.L. Infatti rischia di essere un’attività “vessillo”, per dimostrare un impegno verso il miglioramento dell’agro o dell’ambiente, senza che la ristrutturazione di beni immobili “di interesse archeologico e/o storico, possa recare alcun reale beneficio alle popolazioni rurali. Dunque l’attenzione deve essere massima ad attuare la Misura solo in quei territori e per quei beni il cui intervento sia giustificato dalla stessa strategia attuative dell’intero P.S.L., fatta salva la salvaguardia degli olivi secolari.

In ultimo la Misura 331 (“Formazione e Informazione”) che ha come obiettivo quello di migliorare il livello di conoscenze e competenze professionali e le capacità imprenditoriali degli operatori locali delle aree rurali, che ha lo scopo dunque di accompagnare tutte le attività proposte in precedenza in ambito di Asse 3. Anche in questo caso bisognerà avere l’attenzione a che le coinvolgano per buona parte gli operatori agricoli. Si pensi, ad esempio, a corsi specialistici per migliorare le “performance” delle attività agrituristiche (capacità di ristorazione, di attrattività, ecc…). Ciò vale anche per le attività di informazione.

Pietro Spagnoletti

(Resp. Regionale CAA Coldiretti)

Fonte: FOGLIE  del 15 novembre 2009

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