Imponente, suggestiva, dimenticata Azetium
Ancora una escursione molto bella per conoscere il territorio del GAL del SUD-EST BARESE. Il 1° novembre abbiamo visitato l’antica città di Azetium.
Il racconto di Camillo:
Domenica 1° novembre abbiamo fatto un’altra bellissima escursione nel territorio del GAL del SUD-EST visitando la città che non c’è. Guidati da Peter Pan, alias Vito Santamaria di Noicattaro, presidente dell’associazione Parnaso abbiamo camminato, come sempre in piacevole serenità, tra gli agri di Noiccattaro e Rutigliano, a un passo da San Materno. Abbiamo attraversato l’antica città peucena di Azetium, che ha anche battuto moneta (attualmente alcuni esemplari sono presenti in collezioni estere, naturalmente, mentre il museo di Rutigliano dovrebbe avere almeno una moneta, ma al momento non è in esposizione) ed è stata citata da Plinio. Tra vigneti e frutteti, alcuni alberi sono già eccezionalmente in fiore, sono ancora visibili le antiche mura di Azetium, che erano lunghe 3450 metri, larghe fino a 5 metri e alte tra i 4 e 6 metri. Siamo saliti su una torre difensiva quadrangolare da cui si gode di un’ottima vista sulla costa, nei giorni di buona visibilità da qui si vede anche il Gargano. Siamo saliti ed entrati in un “trullo” dalla pianta ad ellisse e Peter Pan ha anche ritrovato una tomba vista da ragazzo, quando fu scoperta. Abbiamo visto anche quel che resta di un antico ponte a tre campane, probabilmente di origine romana, sulla lama Giotta, spazzato via dall’acqua diventata distruttrice, perché a monte le era stata sbarrata la strada. Si è anche dato soccorso a un tordo ferito da un cacciatore, speriamo che guarisca. Ma, non si è visto Capitano Uncino, forse tutta la fantasia l’avevamo utilizzata per immaginare una città abbracciata e coperta dalla campagna.
P.S. Dall’atica torre tra le altre cose si vedono due moderne torri per il sollevamento dell’acqua, monumento agli sprechi di denari pubblici, in questo caso della Regione Puglia. Dopo averle costruite, una ventina d’anni fa, con annesse vasche e quant’altro, si sono accorti che le acque che dovevano distribuire non avevano i parametri previsti dalla legge.
Il racconto fotografico di Carolina:



