C’era una volta…
C’era una volta…
- Un re! – diranno i miei piccoli lettori.
- No, ragazzi, avete sbagliato.
C’era una volta, anzi c’erano e soprattutto ci sono ancora, basta solo cercarle, la cicoriella, il sivone, la caccialepre, la pimpinella, la salvastrella, il tasso barbasso, l’ombelico di venere e altre 525 piante, solo in Puglia, catalogate dal prof. Bianco, che aspettano unicamente di essere colte per deliziarci il palato e beneficiarci delle loro proprietà.
Dopo la presentazione del bel libro “Piante spontanee nella cucina tradizionale molese” di Vito V. Bianco, Rocco Mariani e Pietro Santamaria (Levante Editori, Bari 2009) avvenuta sabato 7 novembre nel castello di Mola, nell’ambito della manifestazione “COME BIO VUOLE”, oggi, domenica 8 novembre, un centinaio di fortunati, forse è più esatto dire astuti, perché han ben pensato di partecipare a questa escursione aperta a tutti, hanno potuto usufruire ulteriormente delle conoscenze del prof. Bianco e degli altri coautori del libro. Così, in modo estremamente gradevole, come la bella mattinata di sole autunnale, hanno appreso ad esempio che il lentisco, che non è commestibile, è un ottimo repellente per le mosche e le zanzare e che per conservare la carne più a lungo, chi macellava di contrabbando, nascondeva il corpo del reato (è il caso di dire) sotto i cespugli di lentisco; che il cisto era usato come carta
acchiappamosche; che il tasso barbasso accelera l’eliminazione dei foruncoli (oltre a essere un eccellente sostitutivo della carta igienica); che la caccialepre deve il suo nome all’uso che ne facevano i cacciatori che la usavano per attirare le lepri che sono ghiotte di questa erba dolce.
Tutto ciò, e molto altro, i nostri lo hanno appreso camminando in contrada San Marco, un vero balcone con notevole vista su Mola.
Infine, come bio comanda, l’escursione si è conclusa a tavola, si fa per dire, perché era un buffet. Approfittando dell’ospitalità offerta dalla Masseria Serra dell’isola, i fortunati/astuti, tra cui chi scrive, hanno assaporando gustosi piatti tradizionali (scusate la segunete annotazione del tutto personale: tutto buono, ma le piante spontanee erano scappate!!)
In realtà credo che oggi questa escursione sia solo iniziata, perché con un manuale come quello scritto dal prof. Bianco & Co., in cui sulle piante spontanee ci sono notizie scientifiche, tavole dei periodi di raccolta, aneddoti, proverbi, citazioni letterarie e ricette, sarà veramente impossibile non cercare e raccogliere questo ben di bio, ogni volta che si farà una passeggiata in campagna.
Cos’altro dire? Quando si fondono natura, scienza, cultura materiale, letteratura ed economia sostenibile (consumi a km 0), non si può davvero voler di più. Dispiace solo che è già quasi lunedì e, come nella fiaba, si tornerà burattini con il naso lungo (chi più, chi meno, ognuno lo sa per sé) o ciuchini nel circo.
Camillo D’Angelo
P.S. Sono doverose le mie scuse a Collodi. Le immagini del racconto sono nella sezione Appuntamenti.



