Baresità, curiosità e… Cozze

Copertina baresitàMola e Cozze viste dagli occhi del barese sono alcune delle tante chicche di “Baresità, curiosità e…” (a cura) di Vittorio Polito, Edito da Levante editori – Bari.

Alcuni stralci a noi vicini di uno degli autori del libro, Felice Alloggio, scrittore, attore e regista : “Da Torre a Mare, transitando lungo la litoranea o complanare, in un percorso caratterizzato da un paesaggio urbanizzato in cui ai colori della campagna e del verde si sono sostituiti quelli del cemento e in cui, dove prima c’erano alberi e piante oggi vi sono costruzioni a volte abusive proprio a ridosso del mare, si giunge a Mola di Bari. Questo tratto costiero è caratterizzato da un “arredo urbano” costituito da filari di tamerici intervallati da oleandri che il Barese che guida l’auto e i suoi occupanti, non possono fare a meno di osservare in quanto costeggiano e corrono in modo parallelo alla linea di costa. Le Barise pò sapene buène ca quande se parle de Mole, se parle de pulpe! Ed è proprio questo aspetto che metteremo in evidenza parlando del rapporto che i Baresi hanno con la città di Mola. Sono infatti tantissimi quelli che ogni settimana intorno alle cinque del pomeriggio si recano a comprare il pesce a Mola, uno dei porti pescherecci più importanti della Puglia, con una flotta che annovera oltre cento imbarcazioni ed un mare fra i più pescosi del basso Adriatico, allorquando giungono nel porto le parànze con il loro pescato. Mola di Bari detiene un significativo primato per la pesca ed il consumo del polpo, un pilastro dell’economia gastronomica locale, il cui momento clou è nel mese di agosto con la famosa Sagra del Polpo, che attira lì moltissimi Baresi che, per l’occasione, non mancano di assaggiare anche le altre specialità di pesce come le frettùre de sarde, alìsce e trègghie, u giambòtte, e l’affive, ca se podene mangià crute oppurefritte che do gocce de lemòne.”

E ancora: “A circa sei chilometri da Mola di Bari, proseguendo in direzione di Polignano, si giunge alla sua frazione, denominata Cozze, località così chiamata per la presenza un tempo lontano sugli scogli, di colonie spontanee di piccoli mitili, le cozze gnore. Questa località balneare, un tempo borgo di pescatori, è molto bella ed è facilmente percorribile andando in bicicletta in virtù della realizzazione di piste ciclabili e opportune aree di parcheggio. Molti Baresi che hanno comprato qui la loro seconda residenza ne sono davvero entusiasti perché il luogo, nonostante la mano dell’uomo abbia costruito tanto, ha conservato il suo verde costituito da una notevole quantità e qualità di alberi e piante sia lungo i viali che nelle bellissime ville. Notevole infatti è la presenza delle bouganville e dell’eucalipto, oltre al pino domestico e persino alla presenza di alberi da frutto, il nespolo e il fico. Ci sono tratti di spiaggia e costa libera, e tratti in cui sono presenti lidi a pagamento con spiagge attrezzate per far giocare i bambini. In questo angolo di costa è bello vedere dal mare la verde vegetazione ricca di cespugli spontanei ricolmi di more, e alberi di fichi d’india, mista alle bianche costruzioni fatte di pietra calcarea, e stile tipicamente mediterraneo. Vi sono inoltre in prossimità della costa muretti a secco che riparano dalla salsedine gli orti coltivati a pomodori, e muretti crollati in netto contrasto con costruzioni rurali isolati fra i campi spesso incolti. I pochi abitanti del luogo, nonostante il tumultuoso aumento della popolazione residente durante i mesi estivi, hanno comunque visto sensibilmente migliorare la qualità della vita. E’ stata inoltre riqualificata con uno sfruttamento eco sostenibile delle bellezze naturali della zona l’offerta turistica nei confronti di quanti, soprattutto Baresi, in questa stagione scelgono di dimorare in Cozze. Un esempio ci viene e offerto da quell’importante tesoro archeologico che è l’ipogeo di San Giovanni, molto ben conservato.
Da Cozze in bici si può raggiungere la vicinissima Polignano a Mare, distante solo dieci chilometri in direzione sud, che si possono percorrere con molta sicurezza perché la litoranea o complanare, è una strada a scarso traffico di automobili.”

Ma il libro di Polito non è solo… baresità; molte tematiche affrontate sono quelle “comuni” della nostra Terra, fanno parte del nostro vissuto e appartengono al nostro DNA. Alcuni esempi: “Le barise e la fecazze” ovvero “Davide, il panificio, che abbatte Golia, il MacDonald’s” o la poesia racchiusa ne “La cialdèdde” un rito “povero” che racchiude in sé un universo fatto di cibi sani e ricordi indelebili.

“Baresità, curiosità e…” di Vittorio Polito, Levante editori – Bari, 2009.

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