Cade la pioggia, ma che fa?

Negli ultimi giorni ha piovuto. Finalmente. Ma quanta pioggia è caduta? Ed è stata tutta pioggia utile per l’agricoltura? Ecco i dati rilevati dall’Azienda Sperimentale “La Noria” dell’Istituto di Scienze delle Produzione Alimentari del CNR di Mola di Bari e alcune considerazioni dell’assessore Pietro Santamaria.

Qualche settimana fa la Coldiretti ha diffuso alcune considerazioni preoccupate sui cambiametni climatici sulla base dei dati dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr). Secondo questi dati l’estate 2008 si è collocata all’ottavo posto tra le più calde degli ultimi 200 anni e al 25° posto per la ridotta piovosità. In particolare, questa scarsità di precipitazioni ha portato ad una situazione di emergenza idrica.

Riferendoci alla serie storica 1961-1990, a Bari la piovosità media annua è pari a 586 mm, mentre quella parziale media fino a novembre è di 523 mm. A Mola di Bari la piovosità registrata nel 2008, da gennaio al 19 novembre, è stata di 340 mm, una quantità ben al di sotto del valore di riferimento.
Le precipitazioni degli ultimi giorni sono state copiose e hanno totalizzato circa 130 mm di acqua. Quando però cade tanta acqua e intensamente, non tutta è pioggia utile: il terreno raggiunge la capacità idrica di campo e, se si trova in pendio, una parte di acqua si perde per ruscellamento. È necessario quindi mantenere alta l’attenzione verso questo problema, non sono certo 100 mm di acqua caduti in due giorni a risolvere l’emergenza idrica.

Questo il commento dell’assessore Santamaria: “Per l’agricoltura della zona gli scarsi apporti di acqua meteorica hanno determinato un ampio ricorso all’uso di acqua di falda per l’irrigazione. Già in altre occasioni è stata denunciata l’anomalia del commercio, a caro prezzo, di acqua da parte di proprietari di pozzi privati. Questa è la classica situazione in cui il privato si inserisce e specula illegalmente, in un settore in cui il pubblico è quasi assente. Da noi il pubblico è rappresentato dall’Ente di bonifica che continua ad avere, ormai da anni, anche pozzi inattivi. Questa situazione non è più tollerabile se consideriamo le difficoltà in cui si trovano diverse aziende agricole a causa dei prezzi estremamente basso che vengono corrisposti agli agricoltori per la maggior marte dei prodotti della terra. Per alcune colture, l’irrigazione risulta antieconomica: in alcuni casi il costo dell’acqua dei pozzi è di 1 €/m3; considerando che per un ettaro di olivi sono necessari almeno 2500 m3 di acqua, e stimando una produzione media di 10 t per ettaro, con un prezzo delle olive che si aggira quest’anno intorno a 300 € per tonnellata, abbiamo un costo per l’irrigazione pari a 2500 € e un valore del prodotto di 3000 €. In questo modo diventa molto difficile salvare l’olivicoltura e gli ulivi secolari.”

Anche questo è oggetto del confronto che si sta sviluppando intorno al costituendo GAL del Sud-EST Barese.

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