Riconoscimento IGP per l’uva pugliese

Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea la domanda di registrazione dell’Indicazione geografica protetta (Igp) per l’uva di Puglia. «Un riconoscimento – commenta l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Dario Stefàno – alla qualità dell’uva pugliese da tavola, ma anche ai produttori e ad un sistema produttivo che appartiene alla tradizione della nostra terra». Il marchio di qualità, che ufficialmente verrà assegnato fra sei mesi, è riservato all’uva da tavola delle varietà «Italia, Regina, Victoria, Michele Palleri, Red Globe», prodotta tra le province pugliesi di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Taranto e Lecce. «Un ulteriore strumento – aggiunge l’assessore Stefàno – per valorizzare le nostre produzioni tipiche e che associato al marchio “Prodotti di Puglia” e a efficaci politiche di marketing consentirà ai nostri produttori di competere meglio sui mercati».

L’assegnazione di quella che è la quarta Igp per i prodotti pugliesi è ovviamente accolta con grande soddisfazione anche dal presidente di Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, che ora si augura si possa passare ad una programmazione mirata per la promozione del comparto agroalimentare della nostra regione. «Determinante – dice – sarebbe attuare iniziative anche pubblicitarie per aumentare il consumo di uva da tavola in Italia, attraverso la presenza capillare in tutti i punti vendita di prodotti ortofrutticoli e per tutto il periodo della produzione (giugno-dicembre), ciò anche attraverso la promozione del prodotto. La forbice tra prezzi riconosciuti in campagna e quelli pagati dai consumatori finali è enorme».

La Puglia è il primo produttore in Italia di uva da tavola (74% di quella nazionale) e l’Italia il primo produttore al mondo (16% sulla produzione globale). «Nonostante la Puglia sia la maggiore produttrice di uva da tavola d’Italia – spiega Antonio De Concilio, direttore della Coldiretti Puglia – resta eccessivo lo spazio riservato dalle catene della grande distribuzione ai prodotti provenienti dall’estero».

La Coldiretti Puglia si è impegnata nella divulgazione degli studi del Politecnico di Bari sulla «definizione dell’impronta digitale dell’uva da tavola pugliese mediante l’analisi metabolomica. L’impronta digitale con la risonanza magnetica è un potente strumento per distinguere un prodotto biologico da uno convenzionale».

(da La Gazzetta del Mezzogiorno)

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