Tanti gabbiani reali a Mola
Il gabbiano reale è un laride di medio-grandi dimensioni, con parti superiori grigio chiare, ali con punte nere, parti inferiori bianche e grosso becco giallo con macchia rossastra all’angolo della mandibola. Le zampe generalmente sono gialle nell’adulto. Il giovane ha una colorazione di fondo brunastra macchiata e striata di scuro con becco nerastro. È il più diffuso gabbiano di medio-grand dimensioni.
In Italia è sedentaria e nidificante soprattutto sulle isole e sembra essere in espansione. La popolazione è stimata in 45.000-60.000 coppie; negli ultimi anni la specie sta colonizzando nuove tipologie ambientale, tra le quali l’ambiente urbano. In Puglia nidifica regolarmente sulle Isole Tremiti (800 coppie nel 2003-04) (osservazioni di Brichetti e Foschi in Brichetti e Fracasso, 2006), alle Saline di Margherita di Savoia, soprattutto nell’Ittica Carapelle e a Gallipoli sull’Isola di S. Andrea. Nel periodo extra-riproduttivo frequenta le più disparate tipologie ambientali, ma più frequentemente acque marine aperte, zone costiere, aree portuali. Si alimenta anche in discariche, ma è praticamente onnivoro avendo uno spettro alimentare molto ampio. Forma dormitori in mare aperto assieme ad altri Gabbiani.
La specie è migratrice regolare, dispersiva ed estivante, con i giovani decisamente più mobili degli adulti. Individui inanellati nelle Isole Tremiti sono stati osservati tra il Golfo di Manfredonia, Comacchio e l’arco Adriatico, ma anche in Polonia ed in Germania (osservazioni di Talamelli in Brichetti e Fracasso, 2006). La popolazione svernante è compresa tra 150.000 e 350.000 individui. In Puglia risulta molto importante per la specie il litorale tra Barletta e Monopoli.
A Mola di Bari la specie è osservabile praticamente tutto l’anno con maggiori concentrazioni nei mesi autunnali ed invernali. La media della popolazione svernante ottenuta durante i censimenti IWC (2006-2008) è di 1.473 esemplari con un massimo nel 2007 di 3.516. Dopo il Gabbiano comune rappresenta la specie maggiormente presente sul territorio. Durante le migrazioni (novembre) sono stati contati fino a 5.000 esemplari in area portuale in concomitanza con tempeste e mareggiate (2004-2005-2007). In primavera-estate sono presenti esclusivamente esemplari giovani (1-3 anni).
Negli anni 2006-2008 sono stati letti su questa specie oltre 70 anelli colorati, grazie ai quali è possibile inquadrare meglio la specie nel contesto molese. L’87,1% degli esemplari è di origine croata, mentre il 12,9% proviene dal nord Italia; nel gennaio 2006 inoltre è stato letto un anello metallico Francese. I mesi con più letture sono marzo (25,7%) e novembre (20,0%); comunque nel periodo di svernamento (gennaio) si riscontra l’11,4%.
Un altro dato interessante, e in accordo con ciò che avviene in altri siti, è quello relativo all’età degli esemplari marcati osservati: ben il 58,6% è un giovane del primo anno; gli esemplari del secondo anno sono il 14,3%, quelli del terzo anno il 10,0% e gli adulti il 17,1%, osservati esclusivamente tra settembre e gennaio.
Le minacce per questa specie sono costituite dalla contaminazione da metalli pesanti e idrocarburi clorurati, oltre che dalle lenze e reti presenti sul litorale, che spesso causano gravi menomazioni e possono portare anche alla morte.
Tratto dal libro “Avifauna molese” di Cristiano Liuzzi (2009) edito da Levante editori.



