Carissimo Nico
Carissimo Nico,
il Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia ha firmato il contratto per affidare la gestione dell’impianto complesso dei rifiuti urbani a servizio del nostro bacino BA/5, costituito da linea di biostabilizzazione e discarica di servizio-soccorso e linea di produzione di CDR in contrada Martucci, nonché per la gestione del centro di raccolta prima lavorazione e stoccaggio dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata già realizzato nello stesso sito. Secondo il contratto, che è stato firmato il 7 luglio scorso, “l’inizio del servizio deve avvenire il primo giorno lavorativo naturale consecutivo dopo l’ultimazione del periodo per l’avviamento dell’impianto, pari a giorni trenta secondo l’offerta presentata dal Soggetto Gestore”.
Eppure l’affidamento del servizio oggetto del contratto è oggetto di contenzioso in sede giurisdizionale e la sentenza del Consiglio di Stato è prevista per ottobre prossimo.
Non condividendo la scelta del Commissario straordinario dal punto di vista tecnico e soprattutto per il metodo utilizzato nell’assumere una decisione così importante per il nostro territorio, ho deciso di rimettere nelle tue mani le dimissioni da assessore comunale.
Mi spiego.
Il 27 marzo scorso il Commissario delegato per l’emergenza rifiuti ha diffuso una scheda tecnica “per illustrare la situazione in Puglia e rispondere alle accuse della minoranza”. A proposito del nostro ambito BA/5 nella scheda c’era scritto questo: “il Consiglio di Stato, rilevando l’esigenza di operare ulteriori verifiche sugli atti di gara, ha rinviato la propria decisione ad ottobre 2006. In questo caso non è possibile attivare alcun procedimento conseguente alla nuova aggiudicazione operata in tempestiva ottemperanza della sentenza TAR (tempestività necessaria proprio in relazione all’attenzione prestata all’emergenza e possibile in relazione alla compatibilità della soluzione con le nuove previsioni di piano regionale). Nella presente fase, si procederà comunque ad operare le laboriose verifiche d’ufficio in ordine ai requisiti del soggetto ad oggi aggiudicatario, in modo da guadagnare tempo, nell’ipotesi di una conferma del Consiglio di Stato.” E ancora: “Questo è un ulteriore caso nel quale, alla luce del continuo evolversi delle decisioni della giustizia amministrativa, una improvvida accelerazione della stipula del contratto, così come richiesto da Fitto, non solo non avrebbe portato a soluzione l’emergenza ma avrebbe peggiorato la posizione della P.A., che sarebbe stata soggetta alla possibile richiesta del riconoscimento di danni consistenti.”
Come ricorderai, il 29 marzo con una nostra delegazione, ho incontrato il commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia l’on. Vendola, Nichi Vendola, per presentargli e consegnargli un documento con il quale abbiamo espresso la nostra preoccupazione per tutto quello che negli ultimi 30 anni è avvenuto in contrada Martucci e i motivi della nostra contrarietà ad ospitare ancora una volta in contrada Martucci, nel nostro territorio più volte violentato e depredato, un impianto per il trattamento dei rifiuti finalizzato alla produzione di CDR. In quell’occasione Nichi Vendola ci disse che nell’attesa della definitiva sentenza del Consiglio di Stato avrebbe fatto verificare quello che gli avevo illustrato, in modo molto preoccupato per i riflessi sull’ambiente e la salute pubblica. Il suo principale collaboratore aggiunse poi che il Presidente avrebbe visitato le situazioni più critiche ed incontrato le comunità locali, che insomma avrebbe prestato attenzione alle nostre osservazioni.
Invece, come sai, senza alcuna consultazione, senza alcun contraddittorio, senza informare e/o consultare i Comuni più interessati e l’ATO BA/5, il 7 luglio Nichi Vendola ha affidato alla Cogeam l’impianto da realizzare ancora una volta in contrada Martucci. La comunicazione è stata spedita per posta ordinaria ai 21 Comuni dell’ATO BA/5 il 20 luglio. Noi l’abbiamo ricevuto il 25 luglio. Mai nessuno, dal 29 marzo a ieri, ci ha mostrato l’esito delle verifiche realizzate. Mai nessuno ci ha contattati.
Mi dimetto perché sono deluso per il metodo utilizzato da chi per tanti anni per me è stato un punto di riferimento. Mi dimetto perché sono abituato a trarre responsabilmente le conseguenze del mio operato. Sai quanto ho lavorato in questi mesi (quasi quanto te). Sai la passione che ho messo nel lavoro. Non posso accettare supinamente la decisione di Nichi, della persona che è stata capace di farmi emozionare più volte durante i suoi comizi e durante i suoi interventi come Presidente della Regione Puglia. Nichi sa parlare al cuore, sa usare le parole come pochi. Con noi ha deciso di non usare le sue parole preferendo utilizzare i poteri straordinari di Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia.
Non tollero più il silenzio dei partiti di centrosinistra. Ho sofferto tanto in questi mesi il silenzio assordante e la mancata collaborazione dei partiti di sinistra di Mola (con qualche rara eccezione). Sono abituato a vedere le cose col cuore. Ho imparato negli anni quanto sia bello scalare la montagna e guardare sempre avanti con orgoglio. Oggi ho il cuore a pezzi. Impregnato di delusione, nonostante l’immenso orgoglio per il lavoro svolto fin qui grazie ai ragazzi splendidi e alle eccezionali ragazze del gruppo di lavoro dell’assessorato all’agricoltura e ambiente, ai miei tanti collaboratori volontari, con cui ho lavorato indefessamente. Come le mie lacrime da alcuni giorni.
Mi dimetto senza sbattere la porta. Resto a tua disposizione per continuare il Progetto. Non come assessore ma come Molese. Grazie per la fiducia che mi hai dato, per quello che mi hai insegnato.
Ti auguro ogni bene.
Pietro
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