Clima, così il prossimo rapporto IPCC

Le variazioni climatiche, gli impatti e i costi. Ma anche analisi geografiche più dettagliate e a breve termine circa gli scenari possibili. dopo il summit di Venezia, i punti fondamentali dell’indice del quinto Rapporto dell’Ipcc

Le variazioni climatiche, gli impatti dei mutamenti e i costi delle politiche. Ma anche, ed è questa una delle principali novità, analisi geografiche più dettagliate ed a breve termine circa gli scenari climatici possibili. Questi i punti fondamentali dell’indice del quinto Rapporto dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) che vedrà la luce entro il 2014, con cui il comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici riaccende i riflettori sui mutamenti del clima del nostro Pianeta.

Nella riunione iniziata lunedì e conclusa venerdì a Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, alla Fondazione Cini, cui hanno partecipato 200 scienziati provenienti da tutto il mondo, la parola chiave cui si è puntato è stata ‘sviluppo’, prestando maggiore attenzione proprio ai Paesi in Via di sviluppo ed a una valutazione delle analisi con l’introduzione di un vincolo per una maggiore accuratezza nel dettaglio. Ad illustrare la struttura del prossimo Rapporto Ipcc è Carlo Carraro, del Centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici (Cmcc).

- VARIAZIONI CLIMATICHE: Per quanto riguarda le variazioni climatiche, afferma Carraro, “si introduce il vincolo di analizzare sia le previsioni di lungo periodo (prima si arrivava al 2100) che di breve periodo (avremo maggiori informazioni anche al 2030)”.

- IMPATTI: Rispetto agli impatti, ‘ci sara’ un’approssimazione geografica molto più raffinata al dettaglio, con griglie che evidenzieranno quadratini di 5 chilometri quadrati”.

- COSTI POLITICHE: Sui costi delle politiche per ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici, ‘si vuole puntare sulla valutazione che questi costi hanno sulle politiche scelte, per esempio per la riduzione della CO2 e del riscaldamento globale”.

- PAESI IN VIA DI SVILUPPO: La parola chiave di questo rapporto sarà ‘sviluppo” e, ovviamente, ‘clima’ inteso, però, come ‘fattore di freno” alla crescita di alcuni Paesi. Per questo, i Paesi in Via di sviluppo hanno dimostrato una ‘forte partecipazione”. Anche perché, rileva Carraro, “sono quelli che a causa dei cambiamenti climatici subiscono i danni maggiori, ma pure quelli che hanno avuto meno responsabilità”.

- TECNOLOGIE E PIANI ANTI-CO2: A proposito di tecnologie e piani anti-CO2, ‘l’obiettivo è esplorare tutte le possibilità tecnologiche per ridurre la CO2 ed i suoi effetti”, anche con tecniche di raffreddamento artificiale del Pianeta.

- QUINTO RAPPORTO ENTRO 2014: Il documento contenente l’indice prodotto a Venezia, prima di diventare ufficiale, dovrà passare al vaglio della plenaria dell’Ipcc prevista a Bali a fine ottobre. Il prossimo Rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici, il quinto, vedrà invece la luce entro il 2014.
(Ansa)

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