Agricoltura: Coldiretti, nel 2008 PIL inverte rotta dopo due anni
L’agricoltura inverte la rotta dopo due anni consecutivi di calo nel valore aggiunto e fa segnare un aumento congiunturale nel primo trimestre del 2008 che va sostenuto da politiche rivolte al contenimento dei costi, alla valorizzazione delle produzioni e al sostegno dei consumi che sono in calo addirittura a tavola.
E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati divulgati dall’ Inea, Istituto di Economia Agraria, nel Rapporto sullo stato dell’agricoltura italiana. Nel 2008 a preoccupare – sottolinea la Coldiretti – è l’andamento del costo di produzione degli alimenti nelle imprese agricole che ha fatto segnare un aumento del 10,4% a causa dei rincari delle materie prime e del petrolio, sulla base dei dati Ismea relativi a giugno. Incrementi sono stati registrati per i costi di produzione dei cereali come grano, mais e riso con incrementi del 16%, ma rincari record si hanno anche per le coltivazioni industriali (+ 15%) come il pomodoro e per l’attività di allevamento per latte e carne che – sottolinea la Coldiretti – sono aumentati dell’11% per bovini e suini.
La responsabilità degli aumenti – continua la Coldiretti – va ricercata soprattutto nell’impennata del prezzo dei concimi (+ 49%) e dei mangimi (+ 15%) oltre che in generale dei prodotti energetici (+ 10%). Nella filiera dell’agroalimentare italiano persistono alcuni squilibri, scarsa efficienza e disfunzioni di tipo strutturale nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola con l’attuale incidenza della distribuzione sul valore finale medio della spesa in prodotti agroalimentari pari al 60%, mentre quella dell’industria è del 23% e quella dell’agricoltura è scesa al 17%. Le distorsioni oltre che nel settore ortofrutta, dove secondo l’Antitrust i prezzi in media triplicano dalla produzione al consumo, sono evidenti – conclude la Coldiretti – anche nel caso del prezzo del latte che dalla stalla alla tavola aumenta del 285% o nel settore dei salumi e della carne di maiale dove mentre si annunciano i grandi successi sui mercati nazionali ed esteri le stalle stanno chiudendo perché i ricavi non riescono a coprire i costi di produzione saliti a livelli insostenibili.




