In Puglia nascono i distretti produttivi
Approvato a maggioranza, con l’astensione della minoranza, il ddl in materia di “promozione e riconoscimento dei distretti produttivi”, il nuovo strumento di politica industriale regionale.
La discussione generale, ricordiamo, era stata chiusa nella seduta del 17 luglio scorso, con la disponibilità, del governo e dell’assessore competente, “a raggiungere più alti livelli di mediazione, a lavorare sulle parole, sulle virgole, per definire un testo aderente alle necessità reali del territorio”. E così è stato. La mediazione, all’interno della maggioranza, è stata raggiunta, Su venti emendamenti, molti dei quali presentati dalla Sinistra Democratica e dal Pdci, sono stati ritirati. La mediazione è stata raggiunta su due punti fondamentali: il riconoscimento dei distretti produttivi da parte della Giunta regionale, che avverrà con provvedimento e l’ammissibilità dell’istanza presentata in base agli indirizzi di politica di sviluppo economico della regione, avvalendosi anche di indicatori statistici oggettivi. Non deve essere comunque inferiore a trenta, il numero minimo di imprese per la nascita di un distretto.
Dieci articoli che normano la nascita dei distretti produttivi e non industriali “sostenendo, promuovendo e favorendo iniziative e programmi di sviluppo su base territoriale proposte da sistemi di imprese che operano nei settori dell’agricoltura, della pesca, dell’artigianato, dell’industria, del turismo, del commercio e dei servizi alle imprese”.
La legge sui distretti non pone alcun onere a carico del bilancio regionale. I distretti produttivi infatti hanno come scopo principale la promozione degli interventi di sistema, alla realizzazione dei quali si candidano gruppi di soggetti sottoscrittori. Inoltre i distretti, oltre a rappresentare uno strumento di politica industriale regionale, intendono essere uno strumento di razionalizzazione e di concentrazione della spesa dei prossimi fondi strutturali, attraverso la realizzazione di progetti di filiera e di rete. “Tra un anno comunque – ha detto il presidente della quarta commissione consiliare Dario Stefàno – sarà necessario effettuare un monitoraggio per interpretare e valutare gli effetti che l’applicazione della legge ha prodotto sul territorio”. Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Vadrucci (Puglia prima di tutto), Sannicandro (Prc), Baldassarre (Forza Italia), Saccomanno (An) e Ventricelli (Sinistra democratica).
Nell’intervento conclusivo, il vicepresidente della giunta regionale Sandro Frisullo ha sottolineato che “la legge approvata è la sintesi di un metodo che ha recepito le esigenze provenienti da categorie sociali e produttive, dalle quali è giunta la richiesta di distrettualizzare il sistema industriale pugliese”. da un punto di vista politico, l’assessore alle attività produttive ha sostenuto che “nelle diversità delle opinioni c’è stato un centrosinistra che ha saputo confrontarsi”. Il consiglio tornerà a riunirsi domani per l’approvazione del rendiconto 2006 e assestamento del bilancio 2007. (su.nap. www.modugno.it)




