La truffa dei CIP6 / Le fonti rinnovabili possono attendere

Nel ‘92 il governo lancia un meccanismo di finanziamento delle fonti rinnovabili. È il provvedimento del Comitato Interministeriale prezzi numero 6 (Cip6) che stabilisce che una quota delle bollette degli italiani (8-10%) venga impiegata per sostenere impianti che usano il sole, il vento e l’acqua, attraverso tariffe maggiorate. Purtroppo allarga questa opportunità anche a fonti che definisce “assimilate”, tra le quali gas, residui della raffinazione del petrolio e rifiuti. Dal ’92 l’80% dei soldi che abbiamo pagato pensando di finanziare le rinnovabili è finito in realtà a impianti come questi, arricchendo società come la francese Elisone e petrolieri come i Moratti, i Garrone, i Brachetti Perretti. Sono oltre 3 miliardi di euro l’anno, una truffa ai danni dei cittadini e dello sviluppo sostenibile. Con la finanziaria 2007 il governo si era impegnato, non potendo annullare i contratti in essere con gli ipianti “assimilati”, almeno a ecludere da questi incentivi ingiustificati le centrali non ancora in funzione. Non è una partita da poco: si tratta di decine di impianti, per lo più inceneritori. Per un “disguido”, nel punto in cui si parla di Cip6 il testo della Finanziaria cambia nel tragitto dalle stanze del governo alle aule parlamentari. Le lobby hanno il sopravvento e il finanziamento agli impianti non ancora realizzati viene confermato. Su pressione dei Verdi, il governo si impegna allora a sanare il “disguido” con un provvedimento ad hoc. Il provvedimento è il disegno di legge 1347 presentato da Bersani e Pecoraio Scanio: è fermo dal 22 febbraio al Senato, e non è ancora stato messo in calendario. Difficilmente diventerà legge dello Stato. In tutto questo l’Autorità per l’energia elettrica e il gas emette a novembre la delibera 249, con la quale rivede alcune componenti degli incentivi alle fonti assimilate, riducendoli notevolmente. Un risparmio di circa 250 milioni di euro per le tasche degli italiani. A maggio l’ennesima beffa: il Tar della Lombardia annulla la delibera dell’Autorità, su ricorso di tutte le società che godono degli incentivi Cip6: Edison, Saras (Moratti), Isab (Brachetti), Erg (Garrone). (…) Ad oggi non sono ancora note le motivazioni dell’annullamento, per cui non è ancora possibile capire se l’Autorità potrà fare appello al Consiglio di Stato, e se la deliberà tornerà ad essere operativa. Insomma, con le nostre bollette continueremo a finanziare i petrolieri e, se la politica non si muove, arricchire chi sta costruendo inceneritori di rifiuti in giro per l’Italia. Le fonti rinnovabili possono attendere. (tratto da Altreconomia, giugno ’07)

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