L’importante è capitozzare » Page 2
Ciò che viene sempre ignorato, è che le piante rispondono alla potatura con getti forti e vigorosi, ma innaturali e squilibrati. Perchè, mentre una leggera potatura “naturale” (dovuta a insetti, malattie, morsi di animali, urti, vento) fa parte delle abitudini di ogni pianta, la potatura forte induce invece il vegetale ad avere più getti. Perché se un ramo è stato mangiato o danneggiato, ne verranno prodotti due o tre per meglio rispondere all’offesa. Inoltre la pianta capitozzata, con lo stesso apparato radicale che reggeva l’intera chioma, nutrirà solo pochi getti nuovi. Che saranno perciò vigorosissimi, e diventeranno, con tutta probabilità alti e lunghi, ma probabilmente non fioriferi o fruttiferi.
In tanti continuano a chiedere interventi di potatura degli alberi. Molto spesso dopo un sopralluogo verifichiamo che l’intervento non è affatto necessario. Alcuni ci segnalano il fastidio che provocano i fiori, che cadendo sporcano la strada, o gli aghi di pino o le pigne, o la resina, altri ci chiedono di evitare la presenza del polline, o la vicinanza di una branca alla finestra della propria abitazione. Ecco allora che in tutti chiedono che venga eseguita la potatura degli alberi. Perché sono stati abituati alle “capitozzature�.
Non so se avete notato che quest’anno la potatura degli alberi ha risparmiato le solite “capitozzature� a cui eravamo abituati da anni. Quest’anno gli interventi, anche se in ritardo, sono stati eseguiti con criterio, avendo rispetto per la pianta, alleggerendo la chioma e assecondando la crescita naturale delle piante.
La “capitozzatura” non è il metodo migliore per intervenire su una pianta. Eppure ovunque eseguono capitozzature indiscriminate. Una capitozzatura infatti richiede mezz’ora, contro le due o tre ore richieste da un taglio ragionato. E una capitozzata (tipo palo della luce) diventa subito enorme, irregolare, e richiederà un preventivo di spesa per l’anno successivo maggiore di quello che richiederebbe una pianta non potata della stessa età .
Quando si pota, poi, si altera la cosiddetta “dominanza apicale”, cioè quel fenomeno che tiene in parziale dormienza le gemme più basse, a vantaggio di quella più in alto. Tagliando la gemma dominante, l’inibizione cessa, e tutte le gemme sottostanti ritornano in attività , creando talvolta orrori vegetali, come pini e abeti cornuti, “scopazzi” e simili. Ma non finisce qui. Il sole, infatti, attraverso la fotoinibizione delle auxine (i più importanti ormoni di crescita vegetali), regola lunghezza e robustezza dei getti, facendoli crescere verso la luce. Guardatevi in giro e osservate cosa è successo dopo un taglio indiscriminato.
Dove l’uomo mette mano, ecco rami intrecciati, succhioni, scope, rami filati: che costringono a rimettere mano.
La maggior parte delle piante d’alto fusto non richiederebbe mai potatura per l’intera vita, se si eccettua qualche periodico intervento di pulizia dal secco. Eppure qua e là è tutto un potare, e sguardi di disprezzo vengono dispensati a chi si sottrae all’annuale obbligo “condominiale”. Un buon progettista di giardini dovrebbe prestare molta attenzione all’occupazione futura di spazio di un albero. Si potrebbero così prevenire molti espianti e potature dovuti all’esuberanza del verde. Piante di alto fusto come pini e abeti, ippocastani, tigli, aceri, acacie, non possono essere piantati in giardini di 80 mq. Eppure c’è ancora chi li mette nelle fioriere. Dopo, ovviamente, è tutto un tagliare ed espiantare. Chi progetta deve prevedere i diametri di crescita finale delle chiome, e se non c’è spazio deve convincere il cliente a rinunciare a qualche pianta. Il buon progetto si vede negli anni, e non in trenta giorni. Il verde a Cozze, ad esempio, sicuramente non è stato progettato da un agronomo, da una persona con adeguata preparazione, perché altrimenti non avrebbe piantato tutti quei pini a ridosso delle abitazioni o su marciapiedi di 70 cm…..





1) Riunione straordinaria del Consiglio
2) Esposizione dell’accaduto
3) Quantificazione dei danni
4) Stangata salutare ai fuorilegge
5) Destinazione del ricavato a nuove piantazioni.
1) Difficile. Presterebbe il fianco a tante strumentalizzazioni;
2) Fatto!
3) Fattibile.
4) Fattibile, se fosse possibile individuare i responsabili.
5) Bello.
Anche per gli incivili che buttano ogni sorta di schifezza nel fossato…non si potrebbe pensare a delle misure “punitive” fatte di multe sonore da agenti in borghese in modo che il ricavato potesse essere speso per l’ambiente?