La buona novella: la patata primaticcia è meno calorica!
In occasione del Workshop organizzato dall’ICE (Istituto per il commercio estero) di Bari per la promozione di due produzioni tipiche pugliesi – la patata novella e l’asparago – il Dott. Pietro Santamaria (nella foto qui accanto) dell’Università di Bari ha presentato un’interessante relazione sulle specifiche caratteristiche che distinguono la patata precoce o “primaticcia” da quella comune.
Rispetto alle patate comuni, le patate novelle presentano un maggior contenuto di acqua e un minore contenuto di zuccheri: il loro potere calorico è dunque inferiore a quello delle patate comuni. In quanto a vitamina C, inoltre, le patate primaticce ne contengono il doppio rispetto a quelle comuni; alcune varietà coltivate in Puglia raggiungono anche 29 – 35 mg di vitamina C per 100 grammi di prodotto. Questa caratteristica nutrizionale risulta molto importante nei paesi in cui il consumo di patate è molto più elevato di quello italiano (ade esempio, Belgio, Gran Bretagna o Irlanda). “Si pensi – spiega il dott. Santamaria – che mentre in Italia si consumano in media 50 grammi di patate al giorno, in Belgio il consumo è da 4 a 5 volte maggiore”.
“Abbiamo scoperto – continua Santamaria – che alcune tecniche colturali possono contribuire a ridurre ancor più l’apporto calorico della patata novella. Inoltre, la minore presenza di zuccheri rende le patate primaticce maggiormente idonee alla frittura, in quanto la loro pasta non presenta imbrunimento”.
Tra le principali varietà diffuse in coltura precoce in Italia ci sono Sieglinde, Nicola e, di recente, Annabelle. Tutte si caratterizzano per una forma allungata, una pezzatura da piccola a media, una pasta soda di colore giallo intenso e una produttività da media a bassa.
Per quanto attiene le patate precoci da consumo fresco, caratterizzate da pezzatura che va da media a grande e forma ovale, si coltivano principalmente le varietà Spunta, Jaerla, Arinda, Adora, Liseta, Safrane e, di recente introduzione, Arnova e Almera.
Tra gli aspetti di rilievo per le patate da consumo fresco, il dott. Santamaria ha sottolineato che i tuberi devono presentare una pelle liscia e una forma regolare, adatta al confezionamento, devono presentare una buona attitudine alla cottura e un buon gusto tipico di patata. La presenza di elementi funzionali e una chiara segmentazione culinaria sono altre caratteristiche importanti.
Pietro Santamaria ha concluso la sua relazione sottolineando il notevole grado di sicurezza alimentare dei prodotti ortofrutticoli italiani: solo 1,1% di campioni analizzati oltre i livelli massimi ammessi di residui, contro il 4,9% dei campioni analizzati a livello UE (fonte: Min. Lavoro, Salute e Politiche Sociali, 2008). Per gli ortaggi, tale percentuale scende allo 0,7% e, tra gli ortaggi, la patata è stata nel 2007 la seconda varietà – dopo il pomodoro – per quantità di campioni analizzati (297 campioni). Di questi, nessuno è stato trovato con residui superiori ai limiti di legge.
Sotto tutti i profili, perciò, la patata novella costituisce anche una “buona novella”, cioè una buona notizia per i produttori e per il mercato.
Fonte: Rossella Gigli di www.freshplaza.it
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