Approvato il bilancio di previsione

Il Consiglio comunale ha approvato il piano di sviluppo 2006-2010 (con l’astensione delle minoranze), il programma delle opere pubbliche 2006-2008 (con le astensioni di AN e FI e il voto contrario dei Moderati) e il bilancio di previsione 2006 (con il voto contrario delle minoranze). Fa specie il fatto che la motivazione che ha portato all’astensione sia stata soprattutto la convinzione che la Giunta Berlen non riuscirà a realizzare neanche “il 30% delle opere pubbliche previste”.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • LinkedIn
  • Live
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • StumbleUpon
  • Wikio IT
  • MisterWong
  • MySpace
  • Netvibes
  • Technorati
Commenti
  • …tanto meglio!
    Certe scelte del Bilancio di previsione 2006 sono importanti e definiscono politicamente l’amministrazione.
    Se poi fanno dei manifesti lamentandosi di un aumento di 4 centesimi su una voce del Bilancio e gridando “la Sinistra al Potere”, io sorrido e vado avanti.
    A Sinistra :-)

  • 4 centesimi su una voce del Bilancio?
    Bà…

  • …dai Giusè che quel Manifesto è proprio esagerato!

  • è esagerato l’aumento delle tariffe e ancor di più alcune giustificazioni…

  • assessore scrive:

    Parliamone….

  • Le tariffe non venivano adeguate dal 1993, prima dell’introduzione dell’Euro. 13 anni. Sono tanti 13 anni, cambiano le condizioni di redditività, cambia il valore della moneta e cambia il valore dell’aliquota.
    Dal Manifesto che avete fatto voi (non so bene se è corretto oppure è sbagliato), con le voci che avete preso in considerazione, mi sembra che ci sia un aumento medio di 12 Euro (circa) all’anno. E’ esagerato? Non mi sembra.
    Non mi sembra esagerato anche a fronte di un aumento della redditività di certi spazi che è tutta a vantaggio “di pochi”.
    Non mi sembra esagerata l’intenzione di colpire la rendita urbana per favorire, aumentare e migliorare i servizi offerti della/alla comunità.
    Non mi sembra esagerato se si considera che l’ICI sulla prima casa è rimasta invariata al 4 per mille, minimo previsto per legge, e che è stata ridotta anche l’aliquota (sempre al 4 per mille, minimo) per i capannoni industriali.
    No. Non mi sembra esagerato.

  • bà secondo me giustificare gli aumenti di alcune tariffe come quelle per i Passi Carrabili per “dissuaderne l’utilizzo” o l’aliquota sulla seconda casa “per evitare comportamenti di carattere speculativo” non regge.
    Nel primo caso preferirei un controllo sui passi carrabili esistenti (ma a quel punto sarebbe divertente sapere come sono stati concessi perchè ci sono alcuni casi “topici” in particolar modo nella città bianca) avrei preferito si dicesse chiaro e tondo:aumentiamo le tariffe perchè ci servono i soldi.
    Nel secondo caso le differenze sono di carattere politico (e menomale dico io…).
    Per il resto ieri dopo l’intervento del Presidente del collegio dei revisori non si è capito se il parere in base all’art.153 del TU c’è o non c’è.MA la materia è ostica da capire.(per me)

  • assessore scrive:

    I controlli sui passi carrabili sono necessari. Li ho sollecitati anch’io in giunta. Ma questo non c’entra con la manovra di bilancio.
    Il governo Berluscono ha imposto un taglio al trasferimento dei fondi agli enti locali del 6,7% e, cosa ancora peggiore, ha imposto un tetto alla spesa: non possiamo spendere più di quanto abbiamo speso nel 2004 (pensate che la sponsorizzazione degli incontri sul valore aggiunto dell’agricoltura, che teoricamente porta ad incassare il contributo degli sponsor, sottrae alle casse del Comune delle spese sostenute nel passato).
    Sulla legittimità della delibera io preferirei toni meno da inquisitore e più umiltà. Ammesso e non concesso che ci sia stato un errore, perché non mettere in conto la buona fede degli uffici? Parliamo, parlate di politica piuttosto che di giustizialismo. Soprattutto tra voi giovani….

  • Dopo le manovre finanziarie del Governo Berlusconi il Comune di Mola riceve 750 mila euro in meno, ogni anno. Giuseppe ora dirà che questo non è un argomento. E’ evidente che i soldi sono pochi. E non mi sembra che a Mola ci siano problemi di “macchine blu” e/o altro.
    L’aumento dei “Passi Carrabili” sarà accompagnato anche ad un controllo sistematico (di legalità). Ma lo “spazio pubblico”, e quindi anche quello spazio di cui i privati si appropriano (seppur per entrare la macchina), diventa “merce rara”. Crescendo questo valore è sensato anche un aumento del canone. Naturalmente da solo non basta a “dissuaderne l’utilizzo” (anche perchè l’aumento è “solo” di 20 Euro, non esagerato) ma questo l’Amministrazione lo sa bene.
    Per quanto riguarda “l’aliquota sulla seconda casa” sei in errore. In grosso errore. Non è una semplice “aliquota sulla seconda casa”. Al 9 per mille (massimo previsto per legge) è stata portata l’aliquota delle seconte, terze (ed in alcuni casi anche quarte) case che sono “sfitte” da almeno due anni. Se qualcuno ha “bloccato” una, due o tre case, senza metterle sul mercato degli affitti (contribuendo a fare alzare il livello degli affitti a Mola), per aspettare di rivenderle a prezzo maggiore intascando il profitto, è giusto che paghi un’aliquota più alta. Questa tassazione della “rendita urbana” per cercare di far rientrare il mercato degli affitti, mi sembra lodevole. Non viene tassato chi ha una “seconda casa” in affitto o dove ci vive (l’aliquota in questo caso rimane al 6 per mille, se non erro), ma vengono “colpiti” quelli che hanno due, tre case “vuote” che fanno aumentare i prezzi degli affitti.
    Questa cosa è di Sinistra.
    Menomale.

  • Non sono affatto giustizialista ma, se confermata, non può esssere considerata nemmeno una cosa di poco conto..ripeto che la materia non è semplice e quindi preferisco non dilungarmi su questo aspetto.
    Dico solo a Francesco che gli aumenti sono a mq, e che sono convinto anch’io che dovevano essere adeguati.Ciò che non mi convince è la mancata giustificazione del criterio utilizzato.
    Nota leggera (mica tanto…) alla fine: ora che il “mostro” è tornato a casa vedremo cosa succederà.Certo..da una parte dovremo recuperarli questi soldi.La coperta (purtroppo) è corta, troppo corta…

  • nicolabel scrive:

    Anch’io ho visto con qualche scetticismo il manifesto del MoMoMo (Movimento dei Moderati – Mola).

    L’occupazione di suolo pubblico per attività commerciali si associa ad attività che generano fatturato e reddito e l’entità della tariffa rispecchia criteri come la disponibilità dell’area e il suo valore economico. (questo è scritto sul manifesto!).
    1) Disponibilità dell’area. Prendiamo in esame piazza XX Settembre: ci sono più bar con tavolini adesso o 13 anni fa?
    2) Valore economico. Adesso che Francesco precisa che le tariffe non si adeguavano da 13 anni (ossia dalla giunta Maggi, guarda un po’), informazione che il manifesto ha omesso, sarebbe interessante confrontare gli aumenti percentuali del fatturato e del reddito delle categorie ‘colpite’ dal provvedimento: nel 1993 quanto pagavamo un gelato o una bibita seduti ad un tavolino in piazza? Quanto li paghiamo adesso? Non intendo propugnare una sorta di scala mobile per la Cosap, ma credo che comparando le variazioni dei redditi delle categorie suddette a quelle medie della popolazione sia sufficiente ad affermare che l’aumento dei prezzi al consumo (quanto gli avventori) non sia solo dovuto all’aumento dei prezzi alla produzione (quanto pagano gli esercenti).

    Sui passi carrabili condivido la necessità di controlli, ma avanzo anche una proposta: sappiamo che non è possibile parcheggiare davanti ad un passo carrabile neanche se è il proprio. E siccome specialmente di giorno non tutti mettono l’auto in garage per poche ore, questo rende ancora più difficile la ricerca di un parcheggio nelle zone più congestionate del paese (…quasi tutte!). Perché non revocare questa norma per le ore diurne (es. 8-22)?
    D’altronde, una parte dei possessori di passo carrabile sarebbe disposta ad usufruirne anche solo di sera. Perché non pensare a tariffe differenziate?

  • assessore scrive:

    Ho girato la tua proposta agli assessori Francesco Faustino e Pino De Silvio.

  • Nicola ha scritto:”nel 1993 quanto pagavamo un gelato o una bibita seduti ad un tavolino in piazza? Quanto li paghiamo adesso? Non intendo propugnare una sorta di scala mobile per la Cosap, ma credo che comparando le variazioni dei redditi delle categorie suddette a quelle medie della popolazione sia sufficiente ad affermare che l’aumento dei prezzi al consumo (quanto gli avventori) non sia solo dovuto all’aumento dei prezzi alla produzione (quanto pagano gli esercenti).”

    Come riesci ad essere sicuro di ciò?Credi che i prezzi di produzione siano aumentati in maniera inferiore ai prezzi al consumo?
    per il resto, ripeto, che la questione è solo ed esclusivamente di metodo.
    Tra l’altro sui famosi “tavolini” ci sarebbe da dire qualcos’altro.A quanto pare c’è una proposta dell’Amministrazione di accordare concessioni per l’utilizzo dei tavolini in aree pubbliche in base all’ampiezza del locale.Esempio: se 2 bar situati in Piazza hanno una grandezza diversa dovranno occupare il suolo in base alla loro grandezza e non allo spazio esterno disponibile.
    Non lo trovate un controsenso?Aumentare le tariffe e porre queste limitazioni?Anche perchè non credo che il costo di gestione del locale (affitto e spese per il mantenimento) siano in questo caso proporzionali alla grandezza.Il bar in Piazza paga un accidenti di affitto perchè si trova in Piazza…

    per i Passi Carrabili: la proposta di Nicola è interessante ma, ahimè poco praticabile.Come facciamo a controllare che la macchina parcheggiata dinanzi al garage appartiene al titolare?Interpelliamo i già esigui vigili urbani per questo tipo di vigilanza?
    Saluti

  • nicolabel scrive:

    Giuseppe mi chiede: «Credi che i prezzi di produzione siano aumentati in maniera inferiore ai prezzi al consumo?». Numerosi indicatori paiono testimoniare che negli ultimi anni in tutta Italia si sia verificato un progressivo spostamento del potere d’acquisto dalle famiglie a reddito fisso a quelle dei lavoratori autonomi. Se è così non vedo cause diverse dalle seguenti: (a) allentamento della pressione fiscale sui lavoratori autonomi (riduzione delle imposte o evasione); (b) incremento della differenza tra costi e ricavi nel lavoro autonomo.
    E non ho ragioni sufficienti per credere che Mola sia sotto questo punto diversa dal resto del Paese.

    Sull’occupazione di suolo pubblico, individuo tre questioni: (1) definire quali aree sono occupabili; (2) stabilire a chi assegnarle; (3) stabilire quanto farle pagare. Da quello che leggo, Giuseppe contesta che si sia deciso di gestire insieme i punti 1 e 2. Ma affrontare serialmente i tre problemi esporrebbe l’Amministrazione al rischio di essere tacciata di discrezionalità sul punto 1 (immaginiamo un “niente tavolini sotto al palazzo Roberti!”). In più, per il punto 2 che altro criterio si può proporre se esercizi diversi ambiscono alle stesse aree? Un diritto di prelazione per i locali più vecchi? Il sorteggio? L’asta? Il duello all’arma bianca?

    Sulla proposta dei passi carrabili, sarebbe sufficiente un adesivo con numero del passo carrabile e numero di targa del veicolo autorizzato. Se poi il titolare del passo carrabile lo cede al figlio o alla vicina (e paradossalmente anche se lo clona), è un problema suo. Anzi, tanto meglio perché presumibilmente sarà un po’ più facile trovare parcheggio anche per gli altri!
    Riguardo al lavoro dei vigili, di sera non aumenterebbe (la disciplina sarebbe immutata). E di giorno nemmeno perché mi pare che i vigili possano sanzionare solo dopo la telefonata del titolare del passo carrabile.

  • La provocazione della “scala mobile” per la Cosap secondo me deve essere presa in seria considerazione. Infatti è proprio il Canone (e non la Tassa) che potrebbe favorire una sorta di “scala mobile” sull’imposizione. Se si legasse progressivamente l’imposizione fiscale ad un valore di riferimento in base a cui modellare l’aliquota, potrebbe essere una soluzione importante di “giustizia fiscale” rispetto al rapporto tra imposizione ed aumento (o diminuzione) della redditività. Mi rendo conto che questo “valore” è una entità astratta che hanno provato ad indagare personaggi da Adam Smith a Carletto Marx, passando per David Ricardo e John Stuart Mill, ma senza mai trovare una risposta. D’altronde la progressività delle imposte è il criterio di “eguaglianza” del marxismo. Quindi quello che preferisco :-)
    Sulla questione dell’occupazione di suolo pubblico, mi sembra coerente vincolare la concessione dello spazio in proporzione alla grandezza del locale, quindi rispetto al volume di lavoro che si riesce a svolgere. Anche qui dovrebbe valere, a mio parere, la regola della progressività. Maggiore grandezza del locale implica un maggior dispendio economico di risorse di gestione. A fronte di questo deve corrispondere anche un maggior spazio esterno rispetto ad un locale più piccolo che ha delle spese di gestione minori.

  • Sono scettico sulla proposta fatta da Nicola. Lo sono per un semplice motivo: praticamente chi è in possesso di un Passo Carrabile lo usa come parcheggio “assicurato”. Quindi in effetti la proposta che hai fatto è già “attiva”, e la situazione non è delle migliori.
    Secondo me bisognerebbe scorporare il problema del parcheggio dal problema dei Passi Carrabili. Il primo non si risolve diminuendo lo spazio “privatizzato”. O meglio, non è una diretta conseguenza. Il problema dei parcheggi si risolve prendendo in considerazione l’aumento progressivo delle automobili, le strade che (soprattutto nelle zone centrali del paese) non “sopportano” il parcheggio perchè erano state pensate per i carretti ottocenteschi, ecc…
    La questione dei Passi Carrabili è, a mio parere, un problema di buona disposizione di una comunità a non appropriarsi dello spazio pubblico solo per un piacere personale (mettere fuori la sedia in estate oppure avere l’ingresso libero da automobili).

  • Il meccanismo della “scala mobile” è già fallito nella contrattazione collettiva…non vorremmo mica riproporlo in campo fiscale^_^!!!
    Per quanto rigurada il criterio sul canone di occupazione pubblica sono in disaccordo con Francesco: il costo del mantenimento di un locale al centro di un paese non si misura solo con il dispendio delle risorse di gestione…e non servirebbero duelli all’ultimo colpo per stabilire l’ampiezza dell’area…

  • nicocolella scrive:

    Salve Assessore Santamaria, colgo l’occasione per complimentarmi col Suo operato, certamente di esempio per tutti coloro che si cimentano nel suo ruolo politico-amministrativo. Vorrei dissentire in merito all’aumento sui Passi Carrabili che a Mola sono stati consegnati in maniera esagerata e secondo il consueto metodo delle “conoscenze”. Io posseggo un passo carrabile, davanti al garage, ci serve per uscire l’auto. C’è gente che lo ha messo per il fastidio di avere le auto davanti alla vetrina di casa. Secondo me, sono queste persone che devono essere in qualche modo “penalizzate”. Non credo all’aumento del costo del Passo Carrabile come metodo per dissuadere il possesso e l’utilizzo. Credo che bisognerebbe fare un bel controllo in tutta Mola ed eventualmente capire chi, nella macchina comunale, concede PC con tanta facilità. E’ inutile talvolta prendersela con i cittadini se l’illegalità parte proprio dal Comune.

  • assessore scrive:

    Grazie per i complimenti (fanno bene, molto bene).
    Sono d’accordo con quello che dic; l’ho anche espresso in giunta, raccogliendo il consenso dei colleghi. Che fare allora? Lunedì consegnerò una direttiva assessorile all’Ufficio preposto ai controlli per segnalare quello che mi avete evidenziato (alcuni mi hanno segnalato personalmente alcune probabili infrazioni). Ma non basta. Bisogna essere più attivi e vivere di più in prima persona i problemi del paese. Non più o non solo criticacando e delegando. E’ opportuno fare pressioni, rivendicare il rispetto della legalità e testimoniare con il proprio comportamento e in modo costruttivo di far parte di una comunità. Un’unica comunità: Mola.

  • Caro assessore, frequento assiduamente la zona della Città Bianca (o forse sarebbe meglio dire ex-città bianca):posso solo segnalarle che in Corso Vittorio Emanuele ce ne sono parecchi di Passi Carrabili sospetti (per non parlare poi dei paletti “anti-parcheggio abusivi” li chiamo io…).
    Piccola nota di colore:si avvicina la stagione estiva e ricominceranno anche quest’estate le discussioni con le vecchiette che hanno l’abitudine di combattere la calura estiva sedendosi nelle ore serali sull’uscio della propria abitazione.Ogni volta che si parcheggia da quelle parti la battuta è sempre pronta:
    “Giovanò, proprt do a’ lass a macn..n’liv tutt a’vsuél…!!!”

  • assessore scrive:

    Hai ragione anche tu però non mi date anche questa croce. Lo so, mi risponderai che non esiste la possibilità di dialogare con altri assessori o con gli uffici atraverso internet come fai con me, però esistono anche altri canali (voi Moderati poi fate un gran uso delle interrogazioni…. – non è un rimprovero) per rivolgersi a chi di competenza. Ad esempio, l’ufficio URP funziona bene: fate le vostre segnalazioni compilando l’apposita scheda. Le segnalazioni vengono sempre consegnate al responsabile del settore e all’assessore competente.
    In ogni caso, se conoscete situazioni di sospetta legalità segnalatemele al mio indirizzo di posta elettronica.

  • Hai ragione hai ragione…