Balle

Mal costume mezzo gaudio
Racconti brevissimi dall’ordinario malcostume
BALLE
di Antonio Campanile

Un rifiuto. Così ti sei sentito. Nessuno ti guarda, e quando qualcuno si degna, ti rifila un’occhiata di sottecchi con un retrogusto di disgusto.
È allora che ti viene da pensare a quando eri pimpante e ti sentivi a pieno titolo un prodotto della società dei consumi. Ti reputavi bello e attraente, quando vedevi rilucere la tua silhouette in pubblicità. Tv, giornali, internet, volantini: eri dappertutto. Ti piaceva essere osservato dal mondo intero, in quell’atmosfera ovattata e patinata che sembrava una promessa di eternità: un oggi senza fine.
Ma poi giunse il giorno in cui scopristi di essere stato prima usato e quindi, inesorabilmente, gettato via. Vedesti il mondo crollarti addosso, con i riflettori rivolti altrove, ai tuoi epigoni, dietro la voce stentorea di “Avanti un altro!”.
Diventasti un oggetto terminale, apparentemente inutile, pronto a essere scaricato, dall’indifferenza generale, in quei luoghi remoti, la periferia della periferia, di cui tutti sanno ma che tutti, proprio tutti, vorrebbero fossero al di fuori dei propri confini, in un altrove da obliare, parente stretto del chissenefrega.
Ma quando tutto sembrava finire nell’ammasso indistinto del rifiuto generale, ecco che si è aperto uno spiraglio. Hai sentito una voce nuova, piena di speranza.  I tuoi occhi spenti si sono illuminati.
Hai sentito parlare della possibilità di rientrare nel mondo attivo. Una specie di rigenerazione, di riciclo.
Per far questo devi innanzitutto smetterla di considerarti un ammasso indistinto. Devi trovare in te le parti vitali, quelle portatrici di valore. A ben guardarti, ne troverai molte. Esse ti permetteranno una vita eterna, come nella reincarnazione di alcune religioni orientali. Dovrai rinunciare per sempre solo a quelle poche parti di te che non hanno più senso, pur essendo vestigia di un passato baluginante.
Ed anche quando tutto sarà perduto, e sarai alla fine dei tuoi giorni, c’è chi dice che dopo la cremazione, incenerendoti, riuscirai a trasformarti in pura energia che rientrerà nelle cose del mondo. Ma a quest’ultima affermazione, e solo a questa, non hai mai creduto fino in fondo. Per te sono solo balle.

Antonio Campanile

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • LinkedIn
  • Live
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • StumbleUpon
  • Wikio IT
  • MisterWong
  • MySpace
  • Netvibes
  • Technorati