«Mola nella lista Enel-Edf dei siti “nucleari”». Bufala nucleare.

Da dove nasce l’individuazione di Mola tra i siti destinati ad ospitare una centrale nucleare? Ricostruiamo velocemente quanto è avvenuto e segnaliamo il nome di chi ha commissionato lo studio.

Il 14 febbraio la Gazzetta del Mezzogiorno ha ripreso la notizia dell’individuazione dei siti destinati ad ospitare le centrali nucleari in Italia (vedi in calce a questo articolo) così come aveva fatto qualche giorno prima il quotidiano “Il giornale”. La cartina, che pubblichiamo anche in questo articolo, è quella che da oltre un anno sta girando in ogni dove. Puntualmente, in prossimità di scadenze elettorali questa cartina viene inviata ai giornali. Sta succedendo anche in questi giorni.

Lo studio che ha individuato i possibili siti è stato commissionato oltre un anno fa dal consiglere regionale della Toscana dei verdi Fabio Roggiolani.  Tra coloro che hanno prodotto lo studio c’è un ricercatore del CNR che l’assessore Pietro Santamaria ha contattato lo scorso anno. Di seguito riportiamo le email inviate dall’assessore Santamaria al ricercatore del CNR e al consigliere regionale dei verdi e la risposta  di quest’ultimo.

Email al ricercatore autore dello studio (20/03/2009):

<<Gentile dott. M.,
sono Pietro Santamaria ricercatore dell’Università di Bari (già
ricercatore del CNR e associato alle attività di ricerca dell’ISPA CNR
di Bari).
Per volontà del Sindaco di Mola di Bari, sono assessore tecnico
all’agricoltura e ambiente dello stesso Comune.
Ho appreso dal sito dire.it che Lei è tra gli autori dello studio
(indipendente) che ha portato all’individuazione del mio Comune come
sede di una possibile centrale nucleare.

Tutta questa “storia” mi sembra assurda. Per promuovere la cultura del
rispetto dell’ambiente e dell’ecosostenibilità è fondamentale il modo in
cui ci si approccia ai problemi. Per questo ritengo sbagliato e dannoso
aver dato in pasto alla stampa un elenco di possibili siti per centrali
nucleari.
Sa che le norme internazionali indicano la necessità di avere, intorno
alle centrali nucleari, una zona di rispetto del raggio di circa 15
chilometri nella quale non devono trovarsi città o paesi, strade di
grande comunicazione e ferrovie, impianti industriali, depositi di
esplosivi e installazioni militari? Gran parte di queste criticità sono
presenti nel mio Comune. Un Comune che ha la superficie di 5070 ha, con
una pressione antropica molto alta. Ci sono altri elementi che mi
portano a non ritenere possibile che il mio Comune possa ospitare una
centrale nucleare. Gridare “al lupo, al lupo” non ha mai aiutato
nessuno; nemmeno il lupo….
Chi fa ricerca dovrebbe avere attenzione per gli effetti che il proprio
lavoro produce sulla società? O no?
Cordialmente,
Pietro Santamaria>>

Seconda email al ricercatore autore dello studio (30/3/2009):

<<A proposito dei “siti candidati” ad ospitare una centrale nucleare, Lei
ha scritto che occorre “un’area di alcune decine di km di raggio intorno
al sito stesso, e cogliamo l’occasione per sfidare non soltanto gli
esperti del PdL, che di certo non mancano, ma anche gli esperti di tutte
le forze politiche, e l’intera comunità scientifica, a dimostrare che i
siti elencati non sono compatibili con le centrali nucleari, in base ai
criteri sopra menzionati, ovvero che ne esistano di “migliori”
sull’intero territorio nazionale.”
Le faccio notare che la superficie di Mola di Bari è di circa 51 kmq e
nel giro di “alcune decine di km” ci sono quattro comuni e il capoluogo
di regione…..
Le sarò grato se mi risponderà. Ma non la consideri una sfida.
Cordialmente
Pietro Santamaria>>

Risponde il consigliere regionale (e non il ricercatore del CNR) Roggiolani (01/04/2009):

<<Caro ingegnere (si tratta di un errore, poiché Santamaria non è un ingegnere, ndr),
Sono quello che ha commissionato lo studio in via amichevole e di massima per oppormi meglio al nucleare
Uniamoci contro tutte le centrali oppure lei preferisce opporsi solo alla sua?
Noi stiamo insistendo con il governo affinché dica quali sono i siti.
Possiamo farlo assieme, se lei invece è convinto della bontà della scelta nucleare non abbiamo granchè da dirci.
Distinti saluti
Fabio Roggiolani>>

Ed infine la risposta dell’assessore Santamaria (01/04/2009):

<<Ho “solo” criticato il metodo utilizzato da voi per stimolare
l’opposizione alla folle ed interessata scelta nucleare del governo
Berlusconi.
Come ho già detto, gridare “al lupo al lupo” non è sempre utile.
(…)
Ora e sempre resistenza.
Pietro Santamaria>>

Al momento non esiste alcuna cartina ufficiale dei siti candidati ad ospitare centrali nucleari in Italia. L’unico elenco di possibili siti è quello contenuto nel rapporto del CNEN del 1979, che riproduciamo in questo articolo e che non contiene Mola.

Per fugare ogni dubbio, questo Assessorato e l’Amministrazione Comunale di Mola di Bari hanno sempre espresso contrarietà al nucleare a Mola come in Puglia e in Italia. La stessa posizione è stata espressa in modo forte dalla Regione Puglia che coerentemente ha anche approvato una legge che rende denuclearizzato l’intero territorio regionale!

Di seguito pubblichiamo l’articolo comparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 14 febbraio scorso.

ROMA – «Il 19 novembre 2009 Enel e Edf, in un incontro romano, hanno chiuso la lista delle proposte dei siti dove realizzare le centrali nucleari in Italia, che presenteranno al governo italiano e all’agenzia nucleare. In base alla legge che reintroduce il nucleare in Italia, sarà l’Enel insieme a Edf a proporre al governo la localizzazione delle centrali nucleari in Italia. Enel e Edf consegneranno la lista dei siti alcuni giorni dopo l’insediamento dell’agenzia nucleare italiana che avverrà successivamente le elezioni regionali». Così Angelo Bonelli, segretario dei Verdi.

«Il rallentamento nell’istituzione dell’agenzia nucleare è dovuta ad una precisa strategia del governo – spiega – che vuole assumere le decisioni solo dopo le elezioni regionali per non danneggiarne il risultato». «Questa strategia è stata concordata tra il governo Italiano e l’Enel, dopo il passo falso commesso dall’amministratore delegato dell’Enel Conti che in una trasmissione televisiva del 5 dicembre affermò che i siti erano stati individuati ma che «non li avrebbe mai detti nemmeno sotto tortura».

Tra le regioni che Enel-Edf hanno identificato come siti potenziali per i reattori, secondo Bonelli, ci sono: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche ), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o sito tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia).

«Noi Verdi italiani attraverso la collaborazione con gli ecologisti francesi continuiamo la nostra operazione verità , perchè i cittadini hanno il diritto di sapere prima delle elezioni dove verranno realizzate le centrali nucleari in Italia», conclude Bonelli.

14 Febbraio 2010, Gazzetta del Mezzogiorno

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