Distrutte le tamerici del Baby Park

Dichiarazione dell’Assessore all’agricoltura, ecologia e ambiente del Comune di Mola, Pietro Santamaria.

“Ho ricevuto la notizia tramite un sms intorno alle 15:00. Ero al lavoro, all’università. Ho faticato a crederci, perché avevamo deciso di provare a recuperare i 127 alberi del parco giochi in via Colombo. Non so perché sia successo. Al di là del valore (inestimabile) degli alberi distrutti, mi inquieta la fretta con cui si è operato, senza alcuna consultazione e programmazione. C’è qualcosa che non va. Ho bisogno di capire perché fatichiamo ogni anno a piantare alberi in città e ad abbinare un albero ad ogni neonato molese e poi si distruggono (o si lasciano distruggere) in poche ore, sotto la pioggia, oltre 100 alberi. Ogni azione pubblica ha un valore pedagogico; qualcuno dovrà rispondere della protervia con cui ieri, mentre gioivamo per alcuni importanti risultati ai quali stiamo lavorando per il nostro paese, sono state distrutte oltre 100 tamerici.”

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Commenti
  • Ronnie scrive:

    Quanto è successo al Baby Park è grave, non oso pensare che fosse una cosa prevista, anche perché ne avevo parlato con persone interne all’amministrazione comunale, che mi avevano detto che era previsto che le piante si dovessero spostare.
    Invece qualcosa è andato storto ed è secondo me necessario capire cosa è successo, chi è responsabile di quanto è successo sia in termini di disposizioni date alle ditte che stanno eseguendo i lavori, che in termini di mancato controllo di quanto queste facevano.

    Come socio fondatore di Legambiente di Mola proporrò un nistro intervento sul tema. Non possiamo infatti parlare di ambiente e fare la festa dell’albero e poi accettare che più di cento piante di proprietà comunale vengano fatte fuori senza problemi senza sapere perché.

  • Marino Caringella scrive:

    Credo alla buona fede dell’assessore ma, ad oggi, e sono passati dei giorni, non è ancora noto chi è stato il responsabile di tanto scempio, nè tantomeno quali siano state le misure intraprese nei suoi confronti. Lo sdegno, per quanto encomiabile, non basta: qui qualcuno deve pagare. L’assessore se sa, parli, se non sa si informi e poi informi la popolazione.