Dimezzate le api italiane. Conseguenze gravissime per agricoltura e ambiente

La Cia lancia l’allarme. Occorre subito intervenire per contrastare il preoccupante fenomeno. In pericolo l’apicoltura del nostro Paese.
La scomparsa di oltre la metà delle api italiane è un danno gravissimo per la nostra agricoltura e avrà conseguenze pesanti anche sull’ecosistema. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati diffusi oggi dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente e i servizi tecnici (Apat).

E’ una situazione -afferma la Cia- allarmante. Basti pensare che le api contribuiscono per oltre l’80 per cento all’impollinazione delle coltivazioni. Non è, quindi, a rischio soltanto la produzione di miele. In pericolo vi sono molte colture e i riflessi negativi anche nel settore zootecnico vista l’importanza che riveste l’impollinazione nei confronti dei pascoli e del foraggio.

Effetti preoccupanti -avverte la Cia- potranno esserci anche sull’ambiente, incrinando equilibri naturali ed alimentando il degrado.

La Cia chiede, quindi, l’immediata adozione di misure in grado di contrastare questo allarmante fenomeno, determinato da inquinamento, cambiamenti climatici e malattie.

Servono provvedimenti mirati a sostegno del settore che conta più di 50 mila apicoltori, oltre un milione e 200 mila alveari, una produzione di miele che supera le 10 mila tonnellate l’anno. Non solo. Occorre evitare che la moria delle api prosegua e abbia ulteriori conseguenze per l’intero ecosistema.

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