La seduta monotematica del Consiglio comunale sui problemi ambientali, convocata a seguito delle ultime vicende che hanno portato al rinvenimento dei rifiuti interrati in un sito in prossimità della discarica Martucci, ma in pieno territorio molese, si è snodata tra sospensioni e “incomprensioni” tra maggioranza e minoranza che hanno portato a sostanziali posizioni di stallo.
Subito dopo l’inizio della seduta, avvenuto con il ritardo di prammatica, è stata votata una breve sospensione dei lavori per meglio definire il documento che il Consiglio doveva approvare.
Già la sera prima del martedì i capigruppo erano stati convocati per elaborare questo documento. Di più, nel pomeriggio dello stesso mercoledì alle ore 18.30, i capigruppo erano stati nuovamente convocati per definire ancora il documento. Evidentemente, per richiedere una sospensione dei lavori consiliari, nei due incontri precedenti non si era concluso granché. O il documento non era stato elaborato per nulla o quello elaborato non riscuoteva la condivisione di tutti.
Dopo un paio d’ore abbondanti, i lavori riprendevano verso le 22.10. Il presidente Vincesilao leggeva quindi il testo del documento/ordine del giorno, elaborato in queste due ore e che il Consiglio doveva votare.
Nulla di trascendentale nel documento. Il Consiglio prendeva atto della situazione venutasi a creare, dava mandato all’Amministrazione di valutare il tutto e intraprendere eventuali azioni legali, invitava a procedere ad un censimento dei siti adibiti a discarica nel territorio e delle cave che potrebbero potenzialmente essere utilizzate a tale scopo. E a premere, tra l’altro, anche sulla Provincia affinchè faccia rispettare i controlli previsti per legge.
«I controlli si sono affievoliti negli ultimi tempi» ha detto il consigliere Berlen (Progetto Mola). «Manca il monitoraggio di un pozzo a valle e quelli a valle sono i più importanti, perché sono i recettori di tutto quanto avviene a monte».
Berlen ha insistito sul problema del ristoro ambientale, da richiedere anche per il Comune di Mola che subisce i danni maggiori dalla discarica Martucci. Un ristoro, peraltro, non previsto espressamente dalla normativa vigente, che lo destina solo ai Comuni nel cui territorio è sita la discarica.
Un punto ripreso dal consigliere Stefano Gaudiuso (Sel-Liberamente) che ha chiesto espressamente, come Berlen prima, di inserire nel documento la richiesta del ristoro ambientale, vincolandolo anche formalmente a scopi di studi epidemiologici, a bonifica dei siti e così via.
«Questa vicenda» ha ripreso Berlen «ha evidenziato una palese violazione di una ordinanza sindacale. I richiami prescrittivi» ha aggiunto «non sono superati e quindi invito a verificare e a denunciare».
Condivisione degli interventi di Berlen e Gaudiuso, e delle richieste espresse, da parte dei consiglieri Pino De Silvio (Partito Democratico) e Gianni Alberotanza (Italia dei valori), che ha chiesto di ampliare l’invio del documento a tutti i destinatari degli ultimi documenti inviati ultimamente in materia di ambiente. Compreso il procuratore della Repubblica di Bari. «Soltanto attraverso l’intervento della magistratura» ha dichiarato Alberotanza «potremo ottenere qualche concreto risultato».
Il problema, in effetti, al di là di tutte le prescrizioni enunciate, è quello dei controlli, che non vengono effettuati o, quando lo sono, avvengono molto superficialmente.
Il capogruppo Pippuccio Fiore (Pdl) ha invitato l’Amministrazione «a non chiedere, almeno fino a quando non si esprimerà la magistratura, alcuna sponsorizzazione alla Lombardi. In modo» ha aggiunto «di evitare qualsiasi insinuazione che si possa essere manovrati».
L’assessore all’Ambiente, Michele Palazzo, non ha condiviso tale richiesta. «Se sono previste nel contratto» ha dichiarato «con una somma stabilita annuale, credo che non sia opportuno privarsene. Mi sento con la coscienza a posto nei rapporti con la Lombardi Ecologia» ha continuato. «Non mi scandalizzerei se le sponsorizzazioni avvenissero».
In quanto alla richiesta del ristoro ambientale per Mola, Palazzo si è dichiarato contrario ad inserirla, confortato dal parere dello stesso sindaco Diperna, nel documento da approvare, non ritenendola opportuna e svilendo, in sostanza, il tutto. Ritenendola meritevole, invece, di una discussione ed elaborazione in un documento a se stante, magari in un’altra seduta consiliare appositamente convocata.
Ma l’opposizione non demordeva. Aveva inizio così una discussione a microfoni spenti tra maggioranza e minoranza che si è protratta per circa un’ora. Alla fine, il consigliere Alberotanza ha chiesto un ulteriore «minuto di sospensione» per arrivare ad un documento condiviso.
La richiesta di sospensione è stata approvata con un solo astentuto, il consigliere Mario Lepore (Progetto Mola), che ha così giustificato la sua astensione: «Non siete stati capaci di arrivare ad un accordo in un’ora di discussione a microfoni spenti e pensate di trovarlo in un minuto di sospensione?».
A mezzanotte e dieci i lavori sono stati nuovamente sospesi, nel mentre la sala consiliare si svuotava anche degli ultimi sfibrati cittadini.
Il testo finale del documento recepiva un accenno alla destinazione del ristoro ambientale.
MINUTO DI SILENZIO - All’inizio dei lavori consiliari, il consigliere Pippuccio Fiore (Pdl) ha proposto un minuto di silenzio (ed è stato accolto ed osservato) per i suicidi di questi giorni, vittime della crisi economica, suicidi per la perdita del posto di lavoro o per la sensibile riduzione dell’assegno di pensione.
BERLEN CON EMILIANO - A partire da questa seduta consiliare, il gruppo “Progetto Mola” assume la denominazione “Progetto Mola per Emiliano per la Puglia”.
Pino Ruggiero-Sud Est News